L’equipaggio della più grande portaerei statunitense non ne può più
La USS Gerald R. Ford è in missione da 10 mesi ininterrottamente, prima in Venezuela e ora in Medio Oriente, tra incendi e bagni intasati
La stanno ritirando..

La USS Gerald Ford è la più grande portaerei del mondo ed è al momento impegnata nel Mar Rosso. Questa svolge un ruolo chiave nella guerra contro l’Iran. Dopo quasi nove mesi in mare, però, la nave deve fare i conti con una serie di problemi.
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Keystone-ATS, Redazione blue News
20.03.2026, 17:19
Hai fretta? blue News riassume per te
- La portaerei USS Gerald Ford, impegnata nel Mar Rosso, svolge un ruolo chiave nelle operazioni contro l’Iran.
- Dopo quasi nove mesi in mare, potrebbe dirigersi a Creta per delle riparazioni, lasciando un vuoto operativo per gli Stati Uniti.
- A bordo si sono verificati un incendio e problemi tecnici, tra cui guasti al sistema sanitario.
- Il prolungamento della missione è stato criticato per l’impatto sull’equipaggio, ormai allo stremo.
La Gerald Ford dovrebbe presto fare rotta verso Creta per essere sottoposta a lavori di riparazione.
Un suo ritiro temporaneo lascerebbe però un vuoto significativo per le forze armate statunitensi, dal momento che i jet da combattimento imbarcati hanno avuto un ruolo centrale nei recenti raid aerei contro l’Iran.
Secondo il «New York Times», che cita fonti militari, sarà probabilmente la USS George Bush a sostituirla, con un dispiegamento imminente in Medio Oriente.
Migliaia di marinai e decine di veicoli a bordo
Costata circa 13 miliardi di dollari, la Gerald Ford è stata inaugurata nel 2017 durante il primo mandato di Donald Trump ed è entrata in servizio operativo nel 2022.
È alimentata da due reattori nucleari, misura oltre 335 metri di lunghezza e 75 di larghezza, e può raggiungere una velocità di circa 55 km/h. A pieno carico arriva a pesare fino a 100’000 tonnellate.
A bordo operano oltre 4’000 marinai. La nave trasporta decine di velivoli da combattimento ed è attualmente accompagnata da diversi cacciatorpediniere lanciamissili. È inoltre la prima unità della nuova classe Ford, destinata a sostituire progressivamente la più vecchia classe Nimitz.
Prima del suo impiego in Medio Oriente, la portaerei aveva preso parte a operazioni statunitensi nei Caraibi. Washington aveva giustificato la missione con la lotta al narcotraffico, senza però fornire prove concrete.
La nave è stata anche coinvolta nel sequestro di petroliere soggette a sanzioni e ha avuto un ruolo nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro all’inizio di gennaio.
Incendio e problemi nelle strutture sanitarie
La scorsa settimana a bordo si è verificato un incendio. Secondo la Marina statunitense, le fiamme – sviluppatesi nella lavanderia – non erano legate a operazioni di combattimento.
Due marinai sono rimasti feriti e circa 100 posti letto sono stati danneggiati, ma l’episodio non avrebbe compromesso l’operatività della nave.
Non è tutto. Persistono anche problemi al sistema sanitario: tubature ostruite e lunghe code ai servizi igienici stanno alimentando il malcontento tra l’equipaggio. Un rapporto governativo del 2020 aveva già segnalato frequenti e inattesi blocchi nelle condutture.
Ogni intervento di pulizia con acidi comporta costi di circa 400’000 dollari. La Marina ha confermato le difficoltà, assicurando però che vengono risolte rapidamente da personale esperto.
Il senatore democratico Mark Warner, vicepresidente della commissione Intelligence del Senato, ha criticato duramente il prolungamento della missione: «La Ford e il suo equipaggio sono al limite dopo quasi un anno in mare. Stanno pagando il prezzo di decisioni militari avventate prese dal presidente Trump», ha dichiarato in una nota.