CRISTIANI IN SIRIA: INTERVISTA A MONS. JOSEPH TOBJI, ARCIVESCOVO DI ALEPPO

Postato il 28 novembre 2017By cittacristiana

Domenica 12 novembre monsignor Joseph Tobji, arcivescovo della Chiesa cattolica maronita di Aleppo, in Siria, è stato ospite dell’associazione Città Cristiana, che ha organizzato a Modena la seconda “Giornata della Testimonianza”. Al termine dell’incontro, con la franchezza che lo contraddistingue, monsignor Tobji ha risposto alle domande dei giovani dell’associazione a proposito delle condizioni in cui si trovano i cristiani nel suo Paese.

Eccellenza, ci può dire come vivono i  cristiani in Siria e, in particolare, ad Aleppo?

La situazione dei cristiani in Siria, grazie a Dio, in questo momento è in via di miglioramento. Non subiamo più bombardamenti quotidiani, non viviamo più nella costante paura dei razzi, come avveniva prima. Ciò non significa che la situazione sia completamente sedata: la settimana scorsa (all’inizio di novembre, ndr) qualche razzo è caduto ancora, ma il ritmo degli attacchi non è paragonabile a quello dei mesi scorsi.

Il dato preoccupante riguarda invece la situazione economica e sociale dell’intero Paese. La disoccupazione e la povertà sono ormai delle costanti, milioni di uomini vivono sotto il limite della povertà. Circa l’80% della popolazione vive soltanto grazie agli aiuti umanitari. Quanta gente passa quotidianamente da noi a chiedere qualche sostegno!

La città di Aleppo è completamente distrutta e la ricostruzione è difficile e lenta, i ragazzi scappano in cerca di un avvenire più sicuro. Ma, senza giovani disposti a rimanere nella loro terra per ricominciare, il futuro è buio.

Anche la sua comunità cristiana ha subito delle gravi perdite durante la guerra. La si

L’arcivescovo cattolico maronita di Aleppo

tuazione desta preoccupazione?

Sì, la guerra ha colpito anche la nostra comunità, purtroppo. Tre quarti dei cristiani sono scappati. Il nostro numero è calato drasticamente, siamo rimasti in pochi. Umanamente parlando dovremmo chiederci quale possa essere il nostro futuro. Si dovrebbe pensare alla fine del cristianesimo in Siria. Grazie a Dio non siamo soli. Il Signore metterà la Sua mano, aiuterà un’altra volta il Suo gregge, tutto questo grazie anche al nostro impegno: non ci arrenderemo.

Vorremmo chiederle, Eccellenza, che cosa noi possiamo fare per voi, oltre alla preghiera?

Ritornerei a sottolineare la preghiera, perché è la cosa più essenziale ed efficace. La mano dell’uomo è utile, ma la mano di Cristo è ciò che conta più di tutto, che fa più di qualsiasi altra cosa. Per quanto riguarda l’aiuto pratico, innanzitutto bisogna impegnarsi perché questa guerra finisca una volta per tutte. Le alte cariche politiche dovrebbero fermarsi e mettere fine all’embargo che spezza le gambe alla Siria e non la lascia respirare. Poi, bisognerebbe convincere i cristiani a rimanere ad Aleppo, anche se ora non hanno scelta: se vogliono sopravvivere devono scappare. Dobbiamo aiutarli, appoggiarli economicamente e psicologicamente a rimanere per ricostruire. La speranza permette i miracoli.

 Molto spesso, Eccellenza, lei ha ricordato come in Siria si stia giocando una partita tra le grandi potenze, sottolineando che si tratta di “guerra per procura”. Perché?

Ha detto bene, quella in Siria è proprio una “guerra per procura”. Alcune potenze stanno giocando sulla nostra terra senza sporcarsi le mani. La copertura utilizzata politicamente dagli aggressori è quella dell’abbattimento del governo di Assad con lo scopo di instaurare nel nostro Paese la “democrazia occidentale”. Ma qui ci troviamo davanti a un vero e proprio paradosso: se la “democrazia occidentale” viene imposta con la guerra e le bombe diventa una “dittatura occidentale”.

In realtà, le cause profonde sono molteplici. Si parla di un complotto internazionale con a capo gli Stati Uniti e, quando si scava a fondo, si scopre sempre il coinvolgimento di Israele. Si parla di scontro millenario tra musulmani sciiti e sunniti o di interessi economici per il controllo di fonti energetiche come il petrolio e il gas. Purtroppo è tutto vero: ci troviamo in un dramma che ha cause molteplici e intrecciate e non sappiamo come e quando sarà risolto.

Alcune potenze sono venute in nostro soccorso, paradossalmente proprio quelle che vengono screditate dalla comunità internazionale, Russia e Iran. È incredibile come in Occidente si riesca a nascondere la verità dei fatti con un’informazione unidirezionale e politicamente corretta.