Cosa volevano fare gli ucraini alla centrale atomica?

Il primo settembre  c’è stato un “Tentativo di assalto militare da parte ucraina alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, sfruttando l’arrivo della commissione AIEA presso la regione, dopo una rocambolesca giornata. Gli ucraini hanno aperto il fuoco anche contro la centrale elettrica convenzionale di Energodar. Il tradimento ucraino verso l’ONU, sfruttando l’arrivo della missione AIEA i felloni hanno tentato di occupare la centrale con uno sbarco anfibio, studiato nei dettagli per mesi, è fallito in poche ore con il massacro di circa 300 soldati ucraini. I nostri media non riportano niente”. (Massimo Martelli)

Anche i russi raccontano di “un tentativo mattutino da parte delle forze ucraine di sbarcare un gruppo di sabotaggio vicino al villaggio a nord-est della ZNPP. Circa sette barche, due chiatte semoventi e circa 60 soldati furono coinvolti nella missione suicida. La guardia nazionale paramilitare russa (Rosgvardiya) che protegge l’impianto ha immediatamente rilevato l’inserimento e l’ha attaccata. L’esercito russo invia elicotteri d’attacco Ka-52 per aiutare a distruggere le forze ucraine. Le due chiatte furono affondate”.

Dima del Military Summary Channel pensa (video) che il gruppo di sabotatori ucraino avesse il compito di restare nascosto fino all’arrivo degli ispettori. Avrebbe quindi rilevato l’impianto e impedito agli ispettori dell’AIEA di andarsene. Sarebbero quindi ostaggi nell’impianto, il che garantirebbe che la parte russa non sarebbe in grado di riprendere il sito.  Sembra che il piano sia stato suggerito dagli inglesi, che hanno anche addestrato specificamente il gruppo di commandos : anzi Londra ci avrebbe lasciato le impronte digitali sanguinose, secondo Aleksander Serykh, “La perdita totale delle unità d’élite dell’MTR delle forze armate ucraine e della direzione principale dell’intelligence delle forze armate ucraine è di circa 320 persone, 230 delle quali sono state addestrate nel Regno Unito. Secondo i dati che richiedono un’ulteriore verifica, 6-8 ufficiali del Ministero della Difesa britannico sono stati uccisi sulla costa del Dnepr vicino a Nikopol.

Nel frattempo, ovviamente, i media “occidentali” continuano ad avallare  le  affermazioni ucraine secondo cui sarebbe la Russia che  sta bombardando la centrale elettrica,  ossia le sue proprie truppe, dato che la centrale  è sotto il controllo delle  truppe di Mosca  dall’inizio di marzo.  Inoltre, sono stati i russi a chiedere con insistenza l’ispezione della AIEA   alla centrale atomica.  Come ha ricordato  anche mercoledì  la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova: “La Russia sta facendo di tutto o anche di più per far sì che la missione … accada, sia al sicuro e porti a termine tutti i suoi compiti”.
Per  contro, Zelensky ha  dichiarato:  “Ogni minuto in cui le truppe russe rimangono nella centrale nucleare è il rischio di un disastro globale da radiazioni”. E il ministro degli esteri ucraino Dimitro Kuleba, ha praticamente confessato al Washington Post: “Lo scenario peggiore è quando vengono e dicono che è meglio che la stazione sia sotto il controllo russo [e] in generale, vengono seguiti i protocolli di sicurezza nucleare”.

Purtroppo, altamente possibile che gli ispettori AIEA fossero al corrente del piano e ne siano complici:  mentre trascinavano i piedi per raggiungere la centrale nucleare, chiedevano di attraversare la terra controllata dagli ukraini  e avevano incontri e photo opportunity con Zelensky. Là in tempo per accogliere le truppe Ukro potenzialmente vittoriose, e ancora in tempo per mentire, sabotare e spiare i russi.

intanto,

L’offensiva ucraina di Kherson continua nonostante le pesantissime perdite.

Il sindaco di Snigirevka sulle perdite delle forze armate ucraine da parte dei feriti durante l’attacco a Kherson.

“Per quanto ne so, circa 400 feriti sono stati trasportati all’ospedale del Ministero degli affari interni di Nikolaev, la stessa situazione nel BSMP (ospedale di emergenza”, ha detto Barbashov, aggiungendo che più di duemila soldati feriti sono stati ricoverati in ospedale istituzioni.

I dati, ha detto, provenivano da fonti che hanno familiarità con la situazione.

«Tutti gli obitori sono pieni. Ora stanno vivendo enormi problemi con il sangue donato, con l’acqua pulita e con l’approvvigionamento di questi feriti che sono arrivati ​​a Nikolaev”.

Nelle “democrazie UE”

La  fine dell’era dell’abbondanza è pianificata

Carissimo direttore,

Presumo non le sarà passato inosservato il messaggio sublimale del banchiere dei Rothschild, posto temporaneamente presiedere la repubblica francese, Macron. “E’ finita l’era dell’abbondanza”, ci fa sapere l’Emmanuel.
Quando il portavoce dei Rotschild parla, è bene dargli ascolto.

Senza volersi perdere in speculazioni sulle ragioni e sui loro obbiettivi, mi limito ad elencare dei fatti e a fare una piccola previsione.

Lo scorso anno EDF, improvvisamente scopre che i sui reattori nucleari hanno bisogno di manutenzione. Da febbraio di quest’anno, 28 su 56 dei reattori (esattamente la metà, stranamente), vengono messi fuori produzione, per un totale di circa 20 GWh di potenza.

Contemporaneamente, la Germania decide di spegnere per sempre (irreversibilmente!) 3 dei suoi ancora giovani reattori nucleari per ragioni esclusivamente politiche, togliendo 4,5 GWh di potenza elettrica dal mercato. L’Italia da’ il suo piccolo contributo alla fine dell’abbondanza di energia spegnendo la centrale a carbone di la Spezia, togliendo 0,5 GWh di potenza dal mercato.

Rutte, primo ministro dell’Olanda vieta l’uso dei nitrati nell’agricoltura; secondo gli agricoltori olandesi, le misure ridurranno significativamente la produzione di cibo. L’olanda esporta cibo in tutta Europa, se riduce la produzione, finisce l’abbondanza sulle nostre tavole.
Non ho fatto ricerche su altri paesi europei, non ci sarà modo di dubitare che anche altri abbiano dato il loro contributo alla fine dell’abbondanza.
Poichè il mercato dell’energia europeo è interconnesso e risponde alle logiche di offerta e domanda, togliendo 25GWh dal mercato, c’è stato un impatto sui prezzi in molti paesi.
Il fatto più straordinario è che la Francia è passata dall’essere un esportatore netto di energia ad importatore netto, assorbendo energia da UK e Germania, Spagna e Svizzera.

In Inghilterra il fatto non è passato inosservato, sebbene non sia discusso apertamente. UK è passato dall’essere importatore netto di energia dalla Francia ad esportatore netto. La domanda francese sostiene e continua a spingere verso l’alto i prezzi di tutta Europa, UK inclusa.

La narrativa diffusa sui media di regime è che i prezzi alti dell’energia elettrica sono causati dalla guerra in Ucraina. Niente di più falso. I prezzi dell’elettricità salgono perchè manca l’offerta delle centrali che sono state spente. I prezzi scenderanno quando gli europei saranno stati educati a consumare di meno. Oppure quando EDF deciderà di riaccendere i reattori spenti.

Avendo ormai visto di tutto in questi ultimi 20 anni, non credo più alle coincidenze.

Temo ci sia in atto una strategia concordata per ridurre l’offerta di beni primari quali il cibo e l’energia. Pure l’acqua sta scarseggiando, ma non vorrei passare per pazzo ventilando teorie strampalate (che poi tanto non lo sono). sorvoliamo. Ponendo fine all’abbondanza di beni primari e creando scarsità, si crea dipendenza e si toglie libertà al popolo. Quest’inverno verremo addestrati con esercitazioni più o meno programmate, non importa, imparando a come affrontare blackouts. Consiglio a tutti un piccolo generatore diesel portatile. Quanto basta per superare 3 o 4 ore di scarsità.

Cordiali saluti,

Amedeo C.