Commenti chiusi. Per spurgo.

Mi dice il webmaster: vuoi chiudere i commenti, a costo di passare come autorità che non accetta di essere messo in discussione?

No, caro. Li chiudo perché la maleducazione deve avere un limite. Qui s’affolla gente che non fa’ “commenti”, non espone idee, ma vomita rigurgiti, liquami intestinali; che s’insulta a vicenda, ripetutamente; personaggi che litigano fra loro nei termini più vergognosi – nel senso che dovrebbero vergognaris. Il punto è che non si vergognano.

Due esempi freschi freschi (come feci appena fatte), in calce al pezzo sugli scafisti forse finanziati dagli Usa

Le MaguttSembra che sia un prete l’artefice degli sbarchi, un tal padre Zerai, lo riporta Il Giornale. Il Vaticano è la pustola purolenta. Bisognerebbe schiaccciarlo

Jimmy Riddle Hoffa: Toh un pidiota

Le Magutt: toh uno stronzo.

………..

Questi due, se non si chiudono i commenti, vanno avanti ad insultarsi così per ore. Lo fanno sotto qualunque articolo; altri incivili si aggiungono, attratti dalla canea come – appunto botoli randagi. Incivili, si azzuffano, si prega notare, a casa mia. Sporcando per terra.

Dovrei aver paura che questi due tangheri mi accusino di “Non farmi mettere in discussione”?  Ma non ho alcun interesse ad essere giudicato bene o male da personaggi così.

Ma di cosa discutono mai? Hanno solo bisogno di sputacchiare qualche tipo d’odio, qualche loro ossessione privata. Non è per gente così che scrivo, ma per persone un momento più colte, disposte a riflettere e a lasciarsi provocare intellettualmente, senza ricorrere subito al le ingiurie oscene per chè non capiscono.

Un altro per cui chiudo è tale Andretta. Non so chi sia. Dilaga, litiga con altri lettori, sputacchia e orina negli angoli. Appena ho chiuso i commenti, mi manda questa mai – al mio indirizzo privato

“Applica la censura occulta? E’ il tipico atteggiamento da prete. Ne parlerò con gli amici comuni; Marcello Pamio, Paolo Rossaro e Paolo Girotto. Saluti,

                                            Giorgio Andretta”.

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Allora, esaminiamo per un momento la psicologia di questo personaggio: Se lei Blondet  non accoglie i miei sputazzi, “faccio la spia agli amici comuni”. Sai che paura. Uno che scrive così e non si vergogna, non solo è abietto e basso, ma non ha coscienza della propria abiezione. Non ha diritto ad alcuna opinione, né tanto meno di esprimerla in casa altrui.

Poi ci sono quelli che sono fuori di sè dalla rabbia per il mio articolo sul povero “topino” morto, perché – troppo stupidi, ottusi e privi di finezza – non ne hanno capito la pietà che lo animava. Uno di questi – già  noto come insultatore  seriale di altri, tale Qolet, si indigna, ma per quale motivo?

Signor Blondet, il nome è Ilaria Boemi. Non è difficile da sapere. Si è preso la briga di conoscere tante cose su questa ragazza, ma il nome ha preferito evitarlo. Meglio pensarla come un “topino” o un “piccione” nella più tipica associazione razzista (ciò che si denigra deve perdere di umanità, diventare animalesco, meglio se ributtante).

Signor Blondet si vergogni. Questo articolo è raccapricciante per la sua disumanità”.

Se dovessi rispondere a questo Qolet, dovrei fargli notare che il mio pezzo non era un mattinale di polizia. “Nome e Cognome!”, è una cosa di cui lei sente la mancanza, perché nell’animo, è un questurino. Ha voglia di   far tacere, di chiudere la bocca, di ammanettare chi pensa e scrive cose un poco più complesse di quelle che può recepire il suo cervello.

Non è il solo. Come preconizzava Huxley: diamo alla plebaglia la “libertà sessuale”; e diventerà la nostra psicopolizia.   Sgherri volontari di quelli che hanno idee diverse sulla dignità dell’uomo; in realtà, per proteggere le lro “Libertà” che (beninteso) sono schiavitù: il sesso libero, la “trasgressione”   (ma incoraggiata dal sistema), è il miglior metodo di controllo sociale e politico.

La dignità delle persone, la volontà di migliorarsi, la decenza morale, la civiltà stessa, non possono reggersi senza una misura di “sublimazione” degli impulsi del basso ventre. E’ noto che i selvaggi non sono dei “primitivi”, ma dei degradati residuali di antiche civiltà, che hanno perduto l’autodominio, sono “liberati”.

Infatti uno di questi tangheri mi ha scritto, con tono di derisione: “I selvaggi fanno sesso a 12 anni e provano piacere. Io l’ho provato a 11, masturbandomi”:

Senza nemmeno accorgersi che lui è già avviato allo stato selvaggio. E che delle sue esperienze di masturbatore, non frega niente a nessuno:  gli svelo un segreto, lo sanno afre anche gli altri.

. Nè si accorge del livello infimo della sua rozzezza: crede di esprimere un’opinione. Ma non è un’opinione, è un rigurgito, un reflusso gastrico (o ancora più sotto, del colon-retto). Lui è uno dei tanti che vogliono “esprimere”   una loro ossessione, un loro vizio microscopico, standard per giunta; e guai a chi non gli dà retta: autoritario! cattoliko! Ma chi se ne frega dei vostri insulti, piccioni.

 

Nei rigurgiti di protesta vomiticcia per il mio articolo, l’istinto poliziesco (“Non ha detto il nome! Il cognome!”) si manifesta unito ad un perbenismo, un conformismo strano.

Ho letto l’articolo della ragazza morta sulla spiaggia. sono rimasto atterrito da ciò che ha scritto.

si vergogni. marco calderisi {dallaifon}”.

Vabbé, questo mi scrive dallo “aifon”. Penso s ia l’I-phone.

Un’altra, Friuli simona,

Ho letto le sue opinioni riguardo al caso della ragazza deceduta in Sicilia, mi permetta di comunicarle le mie impressioni a riguardo. Ho letto solo la metà di quello che ha scritto, qualcosa di eccessivo, fuoriluogo ma soprattutto ignorante; da ciò si può solo dedurre che lei è una persona solitaria, piena di pregiudizi. Dovrebbe solo vergognarsi per aver sparato delle sentenze su una vita che non c’ è più, insomma… Come essere umano fa SCHIFO! Abbiamo il dono della razionalità, per cui mi viene da darle un consiglio, rifletta prima di sparare certe idiozie!!”.

Moltissimi sono scandalizzati perché avrei osato giudicare  la famiglia della povera Ilaria: come si permette? La libertà sessuale è sacra! Dei papà con tre figli da precedenti convivenze…allora diventano tutti improvvisamente beneducati,   pieni di delicatezza. Naturalmente senza capire che quello che evocavo è una tragedia sociale generale, non un giudizio su un caso singolo. Tali casi singoli sono fin troppi: vogliamo ricordare la famiglia di Denise Pipitone, la bambina scomparsa, probabilmente ammazzata per vendette fra donne inserite in triangoli sessual-familiari, per non dire pentagoni? Ma guai a criticare. Di colpo sono per la scralità della famiglia (allargata alle nuore e ai suoceri).

Che ripugnante fenomeno. Misterioso, finché non ho ricevuto questa mail:

Saremo lieti di avvertirla della possibile o quasi probabile abbattimento del proprio Sito Web, data la propria intellitualità di scrittura, essa fa veramente pena. Senza cognizione di tempo, senza calcolare con le giuste formule, senza distinguere il nulla.

Articolo in questione da eliminare entro 24h:
www.maurizioblondet.it/morta-di-liberta-era-solo-un-topino

Se non verrà preso in considerazione il nostro messaggio di avvertimento, sarò felice di fare ciò che ho scritto sù.

-SysHackAm-“

Qui non  siamo solo al poliziotto volontario del perbenismo conformista dei “trasgressivi” col permesso del potere. Siamo all’infantilismo che intima  l’ultimatum, immaginandosi la Mano Nera. Unito all’incapacità di rispettare la grammatica elementare. Evidentemente un caso di sottosviluppo mentale e di vuoto culturale totale. Come mai?

Di colpo, mi pare di aver capito.

E sì, è colpa mia. Sono abituato a scrivere sulla carta stampata da tanti anni; in quel caso, sai più o meno a che pubblico ti rivolgi, un pubblico che sa cosa aspettarsi da te, che ha un livello adeguato, che ha cultura di un certo tipo, e frequenta certe idee, certe letture. Invece con la storia del “topino”, diventata virale probabilmente fra i discotecari, i dark e i punk (ce ne sono ancora?), i tatuati e palestrati, i consumatori di roba forte,  i fornitori di canne e di ecstasys nei cessi del Cocoricò,  questi si son sentiti chiamati in causa. E’ gente che non ha mai letto non dico Blondet; non ha mai letto niente,   quindi non è abituata al linguaggio metaforico, alle immagini forti, all’ironia intellettuale e alla finezza stilistica, al legger fra le righe, alla figure retoriche più consuete – consuete, s’intende, per persone civili e che hanno fatto un po’ di scuola.

Questa gente, quando si sente provocata intellettualmente, non ci è abituata;  vive la reazione che sente dentro come un disturbo  fisico,   un malessere interno, e vuole solo una cosa: chiuderti la bocca, ucciderti. Per rtornare a “star bene con se stessa”.

Questo “-SysHackAm-“ è quasi certamente uno di questo girone , Un girone basso, dove si agitano  a miriadi  animucce incomplete, spettrali, larve – quelle stesse  entità inferiori che scrivono sui muri la loro firma, incessantemente, bruttando le città, come pigolii: “Io,io, io”, “Io esisto, guardami, sono Io”: Invece no. Il loro problema è proprio  uesto: che non sono, Non esistono. Non sono in grado di esistere a sufficienza per partecipare al consorzio umano.  Sanno solo sporcare, agitarsi in discoteca, cercare la “Libertà” nello sballo, mostrare rabbia e minacciare, agitarsi come un verminaio indistinto e indistinguibile.

Insomma, senza volere ho aperto la fogna che s’apre sotto la società italiana, e   il liquame è spurgato fuori. Richiudo . Forse smetterò del tutto di scrivere, tanto queste larve non hanno bisogno di nulla di intellettualmente concreto.

Mi dispiace perché lascerò fuori persone che mi piacerebbe chiamare amiche. Come Nieuport, a cui lascio la parola:

Nieuport

Triste e trista polemica su un articolo molto bello,
polemica che mostra l’inutilità e la pericolosità del politicamente corretto.
Offende che la pietà faccia paragonare una ragazza morta a un topino o a un piccione, offende che non sia citato il suo nome, l’importante è rispettare le forme obbligate, e non si va oltre, a capire che quell’episodio rivela una
situazione generale sempre più grave. Una bambina è morta, ma milioni di altri ragazzini non muoiono ma hanno una vita priva di valori, priva di cultura, in ambienti e paesaggi alienanti, che non finisce sui giornali ma ugualmente prefigura un destino tremendo. Che risposta sanno dare i politicamente corretti? Chiudiamo una discoteca. Ma se i problema è quello, perchè non hanno il coraggio di d ire: chiudiamo tutte le discoteche, in tutta Italia? I ragazzi sono come i negri in America, guai a chiamarli negri, sono afroamericani, ma poi si applaude quando si vestono come straccioni, e si trasmette l’idea che i campi in cui potranno primeggiare sono il rap, la breakdance, piercing e tatuaggi, al massimo qualche sport.
Il negro Malcolm X voleva che i suoi fratelli vestissero in maniera
impeccabile, i genitori di Condoleezza Rice volevano che lei diventasse pianista classica. I ragazzi dei quartieri popolari di Messina (ma non sono tanto diversi dagli analoghi quartieri in Toscana o in Veneto) sono il corrispettivo dei negri, e infatti ricevono gli stessi modelli. Una volta almeno i ragazzi poveri vivevano in un ambiente in cui avevano dei punti fermi, delle fonti di valori: la parrocchia, l’oratorio, la banda comunale per chi amava la musica, la casa del popolo, se i loro babbi leggevano l’Unità imparavano che i più grandi scrittori, come Pavese o Vittorini , pittori, come Guttuso, musicisti, come Berio o Nono, erano dalla loro parte, e quindi dei modelli.
Peraltro, per quel poco che ho appreso dal Vangelo (Mt 21, 28-32 Lc 23, 43-44) ritengo probabile che ora la ragazza sieda nella Luce perpetua, alla Sua destra.

 

 

Speriamo, caro Nieuport. Quando le larve e gli scacazzatori che sporcano il pavimento se ne saranno andati perché non possono “commentare”,     potremo ricominciare a intenderci, conversare, magari polemizzare, fra persone che condividono la stessa civiltà. Ma per ora devo tenere il tappo sulla cloaca.

 

 

  1. Questo Andretta mi ha riscritto quanto segue: ” Le sue asserzioni sono un coagulo di menzogne e la prova provata è che lei si è ammalato di cancro ed il sottoscritto non ha patito nemmeno un raffreddore, scoppio di salute. Od è convinto che la malattia sia una maledizione divina? Lo chieda a Pamio o Rossaro -citati da me con questo unico scopo e non per dileggiarla od intimorirla- qual è l’eziologia delle patologie perché evidentemente a lei è oscura”.  Qui siamo allo squilibrio, non c’è niente da fare…a parte che del cancro sono guarito.
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