AUTOSTRADE, CHE CUCCAGNA! – PER I PRIVATI SONO UN BANCOMAT : GLI UTILI SONO ARRIVATI A 11 MILIARDI IN DIECI ANNI (7,4 SOLO PER I BENETTON, NONOSTANTE GENOVA) – e ALLO STATO VANNO SOLO LE BRICIOLE

Ettore Livini per “la Repubblica”

La tragedia del Ponte Morandi (con annessa minaccia di revoca alla concessione dei Benetton) è ormai quasi uscita dai fari della cronaca. Le polemiche sull’ Autobrennero in tilt per una nevicata nei giorni della merla paiono già in naftalina. E le autostrade tricolori festeggiano un 2018 da record confermandosi un bancomat più sicuro di un Bot per i loro soci: il traffico di veicoli, salito circa dello 0,5%, è tornato ai livelli pre-crisi.

E i bilanci dei gestori – malgrado il semi-congelamento dei rincari tariffari fino a giugno – si avviano a registrare un altro anno d’ oro che arricchirà il tesoretto accumulato nell’ ultimo decennio: dal 2008 al 2017 le concessionarie hanno messo assieme 11,4 miliardi di utili ( 7,4 la sola Autostrade per l’ Italia). E tra dividendi e distribuzione di riserve straordinarie gli azionisti si sono spartiti 9,5 miliardi di cedole.

Poco più di 500 milioni finiti nelle tasche degli enti locali, il resto ai soci privati. Degli 8 miliardi di pedaggi pagati nel 2017 – cifra che non dovrebbe cambiare molto nel 2018 – allo Stato, il legittimo proprietario della rete, ne sono arrivati tra canone, Iva e tasse pagate sugli utili 2,9 miliardi.

Il Bingo dei concessionari

La ricetta del Bingo dei concessionari è semplice: tra 2008 e 20016, ultimo dato disponibile, i loro investimenti (13 miliardi) e le spese manutenzione (5,4 miliardi) hanno centrato rispettivamente al 69,4% e al 100,8% gli impegni concordati con lo Stato. Ma gli aumenti tariffari spuntati grazie ai meccanismi delle complesse convenzioni firmate con la proprietà pubblica ( desecretate a tappe dopo anni di mistero dal governo Gentiloni prima e da quello Conte poi) sono stati di gran lunga superiori all’ inflazione: Autostrade per l’ Italia ha spuntato l’ ok a un +25%, la Brescia-Padova ha ottenuto aumenti pari al 34%, la Milano- Torino dell’ 84%.

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Una fetta del tesoretto raccolto ai caselli va, ovviamente, anche allo Stato. Che tramite l’ Anas è il legittimo proprietario dei 6.023 km. di rete autostradale nazionale, dati in ” affitto” alle singole concessionarie (in tutto sono 22) con convenzioni a lunga durata. Il primo incasso pubblico, quello più diretto, sono gli 840 milioni annui di canone pagati dai gestori, di cui di cui circa 743 finiscono direttamente nelle casse dell’ Anas. Briciole rispetto alle entrate garantite dall’ Iva sui pedaggi, pari secondo l’ Aiscat nel 2017 a 1,45 miliardi.

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IL RESTO QUI:

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/autostrade-che-cuccagna-ndash-privati-sono-bancomat-assicurato-194975.htm

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