Maurizio Blondet

Franco Cardini

Non è mia intenzione proporre un esercizio di ucronia o di “storia controfattuale”. Il problema è ad ogni buon conto quello già affrontato più volte dagli storici, in contraddizione con quanto si afferma secondo il logoro e conformistico dogma espresso da slogans del tipo “la storia non si scrive al condizionale” o “la storia non si fa con i se e con i ma”. E’, al contrario, solo ponendosi il problema relativo alle infinite possibilità che si sarebbero

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PAOLO SENSINI – Fateci caso: a un dato momento, con una perfetta sincronia, tutti i mezzi di distrazione di massa hanno smesso di definire coloro che assaltano le coste sicule come “immigrati” clandestini per utilizzare invece esclusivamente il termine “profughi”. Lo slittamento semantico può sembrare minimo, quasi impercettibile, ma non è affatto così, perché da quell’istante è quasi implicito l’obbligo dell'”accoglienza” e chiunque non l’avesse pensata in tale maniera doveva percepirsi ed essere percepito come un rassista, una persona senz’anima,

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PAOLO SENSINI – Dopo anni di menzogne e bufale profuse a piene mani, il noto giornalista americano Seymour Hersh rivela oggi che il “racconto” della morte di Osama Bin Laden ad Abbottabad in Pakistan è stata un’enorme montatura che è servita come trofeo per la rielezione di Obama alle elezioni presidenziali del 2012. Tutto falso, dunque, ma ancora una volta i soliti intelligentoni pavloviani si divertiranno a deridere i gomblottisti… Come se questa operazione a forte impatto spettacolare, insieme alle

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PAOLO SENSINI – Eccoli qua in tutta la loro magnificenza i “nostri alleati” nel Vicino Oriente, i corifei delle famose “libertà occidentali”, quelli per capirci che finanziano — insieme a Qatar e agli altri feudo-monarchi del Golfo — le moschee che stanno lardellando tutta l’Europa e che, pezzo dopo pezzo, si vanno appropriando di fette sempre più grandi di economia occidentale. Le autorità dell’Arabia saudita hanno appena decapitato a Jeddah 5 stranieri (provenienti da Yemen, Ciad, Eritrea e Sudan),

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PAOLO SENSINI  Riflettevo su una locuzione che oggi va per la maggiore: i cosiddetti “diritti umani”. In poche parole significa farsi paladini di un gruppo di persone, poche o molte che siano, e fare contemporaneamente guerra ad altre (vedi per esempio i casi di ex Jugoslavia, Iraq, Somalia, Libia, Siria, ecc.) fino alla loro completa distruzione. Ma se esistono i “diritti umani”, deve esistere anche il suo opposto, ossia i “diritti dis-umani”. Mi chiedo: uno Stato che espropria della gran

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Il Giornale

 

La Shoah ha sfrattato il crocefisso

Perché un evento tragico di settant’anni fa, unico tra gli orrori, tiene banco in maniera così prolungata, unanime e pervasiva nei media e nelle rievocazioni? Perché col passare degli anni anziché sopirsi, si acuisce la memoria della Shoah, oggi più di trent’anni fa?    Non intendo aprire polemiche, si tratta di domande vere.

Provo a rispondere senza fare alcuna valutazione.

La Shoah sta prendendo il posto della crocifissione di Gesù Cristo. Ovvero

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Da Libre, originariamente apparso 30/3/12

 

Un mondo diverso è possibile? In teoria, sì. Ma appena la svolta si avvicina, ecco che arrivano loro: sfasciano tutto, devastano città, terrorizzano manifestanti e adesso scatenano anche la guerriglia con la polizia, dando al governo di turno il pretesto perfetto per seppellire sotto la repressione qualsiasi domanda di cambiamento. Loro sono i neri, gli incappucciati: da più di dieci anni, puntualissimi guastatori di qualsiasi “primavera” civile. Sono i migliori alleati del potere che

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