Il vescovo Schneider paragona la Fraternità Sacerdotale San Pio X al rifiuto di Sant’Atanasio di avallare l’eresia

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Il vescovo Schneider ha difeso le consacrazioni episcopali della Fraternità Sacerdotale San Pio X come atti necessari per continuare la loro opera di preservazione della fede cattolica perenne in modo chiaro e completo, nella sua dottrina e nei suoi sacramenti.

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Il vescovo Atanasio Schneider, durante una conferenza a Roma, ottobre 2023
Michael Haynes

Emily
Mangiaracina
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(LifeSiteNews) — Il vescovo Atanasio Schneider ha paragonato la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ai vigili del fuoco che un capo dei pompieri punisce per aver utilizzato metodi “collaudati” per spegnere le fiamme che minacciavano una casa.

In una dichiarazione condivisa dalla giornalista Diane Montagna, Schneider ha ricordato la scomunica di Sant’Atanasio per fare luce sull’attuale censura della Fraternità Sacerdotale San Pio X da parte del Vaticano. Ha raccontato che Papa Liberio pronunciò questa scomunica contro Sant’Atanasio per essersi rifiutato di “entrare in comunione con i vescovi ariani e semi-ariani” che appoggiavano l’eresia o erano complici di essa.

“Oggi, Sant’Atanasio sarebbe considerato uno scismatico secondo la definizione di ‘scisma’ nell’attuale Codice di Diritto Canonico, poiché si rifiutò di essere in comunione con membri della Chiesa (vescovi eretici e semi-eretici) che erano canonicamente riconosciuti e quindi soggetti al Papa”, ha osservato Schneider.

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Ha descritto le consacrazioni episcopali della Fraternità Sacerdotale San Pio X come un esempio di un “raro dilemma” che si trova a dover scegliere tra preservare la fede cattolica perenne in modo chiaro e inequivocabile “o essere canonicamente riconosciuti dal Papa”. Ciò è dimostrato, ha osservato, dal fatto che una delle condizioni per il riconoscimento della Fraternità Sacerdotale San Pio X da parte del Vaticano è che essa accetti pienamente il Concilio Vaticano II, che contiene “ambiguità dottrinali”, e che “accetti non solo la validità ma anche la legittimità” della Nuova Messa “nonostante la sua vaghezza dottrinale e rituale, che segna una netta rottura con il Rito Romano tradizionale”.

Il vescovo ha puntato il dito contro “sviluppi malsani all’interno della Chiesa” che hanno contribuito a un atteggiamento di condanna nei confronti della Fraternità Sacerdotale San Pio X: il legalismo, che considera il diritto creato dall’uomo come assoluto, e il papalismo, che considera il papa come assoluto. Secondo questa “visione ristretta della realtà”, i cattolici sono giunti a dare priorità al legalismo e al papalismo rispetto alla chiara dottrina, ha affermato.

“Eppure, durante ogni grande crisi dottrinale nella storia della Chiesa, la regola ferrea è stata quella di evitare qualsiasi ambiguità dottrinale”, ha sottolineato Schneider. Ha evidenziato l’esempio di Papa Onorio I, che emanò lettere “dottrinalmente ambigue” che furono poi “fermamente condannate” da papi e tre concili ecumenici, nonostante il tentativo del suo successore di stabilire un’“ermeneutica della continuità”.

Ignorando questo esempio storico, oggi si “afferma diffusamente all’interno della Chiesa che non può sorgere alcun conflitto di coscienza tra l’obbedienza al Papa e la preservazione della purezza inequivocabile della fede”, ha osservato Schneider. «Questo significa, in definitiva, che l’obbedienza al Papa è così apprezzata che si ritiene preferibile accettare ambiguità in materia di fede e riti liturgici piuttosto che agire contro un comando papale, anche se tale comando è solo umano e può essere imperfetto», ha continuato Schneider.

Ha sottolineato che oggigiorno le persone hanno una comprensione errata e «ristretta» di cosa significhi essere in comunione con la Chiesa cattolica, riducendola alla sola «obbedienza al Papa».

«Questo rischia di elevare l’obbedienza al Papa allo stesso livello dell’obbedienza alla rivelazione divina di Dio», ha osservato Schneider.

Secondo San Roberto Bellarmino, l’unità con la Chiesa richiede la professione della stessa fede e la comunione dei sacramenti, nonché il rimanere «sotto la guida di pastori legittimi, e in particolare del Romano Pontefice». San Bellarmino ha anche sostenuto che è «lecito» «resistere» a un papa che «attacca il corpo», «opprime le anime» e soprattutto «cerca di distruggere la Chiesa». Schneider ha sottolineato analogamente che in circostanze “straordinarie” un cattolico “potrebbe essere tenuto in coscienza ad agire contro il diritto positivo (leggi disciplinari emanate dall’autorità umana della Chiesa) proprio per rimanere fedele senza compromessi alla Legge divina”.

Ha evidenziato che il requisito che le ordinazioni episcopali siano effettuate con l’approvazione del papa è un esempio di diritto positivo – e peraltro piuttosto recente. Inoltre, “anche dopo tale sviluppo, il diritto canonico non ha considerato le ordinazioni episcopali illecite… come offese all’unità della Chiesa, come atti intrinsecamente scismatici o come intrinsecamente malvagi”.

La Fraternità San Pio X ha un incentivo particolarmente forte a proseguire il suo lavoro.
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