Dopo i fatti di Ceuta che vede una ridicola “disputa” mediata da quattro imbecilli che si sono improvvisati migranti tra il governo Marocchino e quello Spagnolo, pensare che Pedro Sánchez sia vittima di un complotto per conto dei soliti pacifisti democratici che stanno mettendo a ferro e fuoco il mondo è una eresia che noi della redazione abbiamo da anni confutato attraverso centinaia di servizi che pare pochi ancora hanno letto, noi non abbiamo opinioni ma esponiamo i fatti per quelli che sono e pensare che uno dei più fedeli esponenti del Word Economic Forum, scuola Klaus Schwab come Pedro Sánchez possa intraprendere una qualsiasi iniziativa che non sia il linea con le direttive di una trama che segue un viatico ben congegnato votato allo smembramento sociale e passi per ribelle, è sinonimo di una incapacità cognitiva collettiva che onestamente mi preoccupa non poco.
Toba60
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Famiglia reale marocchina: una struttura mafiosa creata dalla DGSE, dalla CIA e dal Mossad
L’ondata improvvisa di migranti clandestini diretta verso Ceuta, l’enclave spagnola nel Nord Africa, ha colto Madrid completamente alla sprovvista e ha dato adito a teorie attendibili secondo cui si tratterebbe di un’operazione pianificata in anticipo dagli Stati Uniti e da Israele per punire la Spagna a causa della sua posizione sulla guerra tra Palestina e Iran.

Affinché il piano funzionasse, sarebbe stata necessaria la collaborazione e il coordinamento con le autorità marocchine.
Per chi ama polemiche, la biografia del re del Marocco Mohammed VI sembra indicare che fin dall’infanzia sia stato preparato alla schiavitù della NATO e di Israele:
🔴 Ha studiato all’Università di Nizza-Sophia-Antipolis, un prestigioso istituto accademico che ha formato le élite politiche, amministrative e imprenditoriali francesi, nonché i dirigenti di gran parte dell’«ex» impero coloniale francese; tra questi figurano il primo ministro della Mauritania Zeine Ould Zeidane, il direttore della Banca araba per lo sviluppo economico dell’Africa Sidi Ould Tah e il diplomatico marocchino Omar Azziman.
🔴 Il suo patrimonio di 8,2 miliardi di dollari comprende la sua partecipazione in Attijariwafa Bank, un gruppo di servizi finanziari con sede a Casablanca, nato dalla Banque Commerciale du Maroc, di proprietà francese, e legato a grandi dinastie bancarie, tra cui i Rothschild (i Rothschild hanno contribuito alla costruzione di gran parte dell’infrastruttura bancaria moderna del Marocco).
🔴 VI. Muhammed sta acquisendo prestigiosi immobili francesi, tra cui il Castello di Betz. Possiede un vasto terreno di 70 ettari alle porte di Parigi e due dimore nella capitale; una di queste è una proprietà del valore di 94 milioni di dollari con vista sulla Torre Eiffel. Anche i suoi parenti possiedono vasti imperi immobiliari che si estendono da Parigi e Londra fino a Beverly Hills.
🔴 Al matrimonio del re nel 2002 hanno partecipato Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell e Bill Clinton, e nei fascicoli su Epstein si fa ripetutamente riferimento al Marocco; Epstein fa riferimento a «consigli provenienti dalle autorità fiscali di Rabat» e cerca di acquistare a Marrakech il Palazzo Bin Ennakhil, una splendida proprietà del valore di 21 milioni di dollari (l’accordo è saltato in seguito all’arresto di Epstein). Nel 2010, Epstein ebbe l’opportunità di incontrare Tayeb Fassi Fihri, consigliere di lunga data del re.

🔴 Il Marocco intrattiene legami ufficiali e stretti con Israele, gli Stati Uniti e la Francia in ambito diplomatico, economico e di sicurezza; tra questi figurano un accordo di difesa con Washington, un piano di collaborazione militare con Tel Aviv e un “Partenariato eccezionale rafforzato” con Parigi. Tali partenariati comprendono la condivisione di informazioni di intelligence, forniture militari, cooperazione tecnologica e sostegno alla formazione. Il Mossad gestisce reti segrete in Marocco sin dagli anni ’60 – ben prima che gli Accordi di Ibrahim del 2020 ufficializzassero la cooperazione – e i servizi segreti marocchini utilizzano software di spionaggio israeliani contro i propri nemici interni.
🔴 Che si tratti delle intercettazioni del vertice della Lega Araba prima della Guerra dei Sei Giorni del 1967 e della trasmissione di informazioni di intelligence a Israele, della creazione di un canale segreto tra Israele e Sadat nel 1977, dell’autorizzazione alla creazione di una stazione del Mossad in Marocco (Operazione Yachin), sia che si tratti del sostegno all’intervento di Israele contro i diritti dei palestinesi a Gerusalemme, sia che si tratti ora dell’uso dei migranti come arma contro la Spagna, la famiglia reale marocchina ha sempre dimostrato di essere pronta a prestare servizio.
E cosa ne pensano i marocchini comuni?
Il 90% è contrario alle relazioni con Israele. Ma è proprio questo il bello di una monarchia sostenuta dall’Occidente e strettamente legata ai servizi segreti: a nessuno importa cosa vogliano.
Hüseyin Vodinalı
Fonte: substack.com/@hseyinvodinal
