La risposta a Trump
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29 gennaio 2026 alle 9:14
– Anadolu Agency]
di Ranjan Solomon
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In un drammatico sviluppo geopolitico questo pomeriggio, Iran, Cina e Russia hanno formalmente firmato un patto strategico globale, segnando uno dei cambiamenti più significativi nelle relazioni internazionali del XXI secolo. Mentre il testo completo dell’accordo viene pubblicato gradualmente dai tre governi, i media statali di Teheran, Pechino e Mosca hanno riconosciuto la cerimonia, descrivendola come una pietra miliare per un nuovo ordine multipolare.
Il patto si inserisce nel contesto di decenni di crescente cooperazione tra questi tre stati. Iran e Russia avevano precedentemente concluso un Trattato di Partenariato Strategico Globale ventennale, progettato per approfondire i legami economici, politici e di difesa e per attenuare l’impatto delle sanzioni occidentali, un trattato firmato nel gennaio 2025 ed entrato in vigore lo scorso anno. Nel frattempo, Iran e Cina sono vincolati da un accordo di cooperazione di 25 anni, firmato per la prima volta nel 2021, volto ad espandere il commercio, le infrastrutture e l’integrazione energetica.
Ciò che rende la firma di oggi significativamente diversa e degna di nota è che unisce esplicitamente le tre potenze in un quadro coordinato, allineandole su questioni che vanno dalla sovranità nucleare alla cooperazione economica, dal coordinamento militare alla strategia diplomatica.
I funzionari di Teheran hanno descritto il patto come un impegno congiunto per “il rispetto reciproco, l’indipendenza sovrana e un sistema internazionale basato su regole che rifiuta la coercizione unilaterale”, riecheggiando dichiarazioni simili rilasciate da Pechino e Mosca.
Cosa rappresenta il patto
Questo accordo non costituisce – almeno dai testi pubblici iniziali – un trattato formale di mutua difesa simile all’articolo 5 della NATO, che obbliga una parte a difendere militarmente l’altra. I patti passati tra Iran e Russia si sono sempre accuratamente tenuti lontani da una garanzia di difesa vincolante. Invece, il patto sembra unire tre grandi potenze in una più ampia coalizione geopolitica definita dalla comune opposizione al predominio militare occidentale e alla coercizione economica.
Al centro dell’accordo c’è una posizione unitaria contro la reimposizione di sanzioni all’Iran legate al suo programma nucleare, nell’ambito del Piano d’azione congiunto globale (JCPOA) del 2015. Teheran, Pechino e Mosca hanno precedentemente rilasciato dichiarazioni congiunte respingendo i tentativi europei di innescare sanzioni “snapback” e hanno dichiarato cessate le considerazioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull’accordo nucleare.
Questo patto trilaterale riguarda quindi tanto la leva diplomatica e la narrazione strategica quanto concreti meccanismi di difesa o economici.
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Conseguenze immediate a livello regionale e globale
La firma del patto coincide con l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha ribadito le minacce di un’azione militare contro l’Iran in assenza di un accordo negoziato sulle sue attività nucleari, arrivando persino a schierare un gruppo di portaerei statunitensi nel teatro mediorientale. In questo contesto, questo nuovo patto strategico funge sia da cuscinetto contro la pressione militare unilaterale degli Stati Uniti, sia da Teheran. Presentando un fronte unito, i tre governi mirano a costringere Washington a negoziare da una posizione di costrizione piuttosto che di predominio.
Per il Medio Oriente, l’equilibrio di potere si sta rimodellando. L’Iran, a lungo isolato dalle politiche occidentali, ora rivendica la protezione di due membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ciò rafforzerà la posizione regionale di Teheran in teatri come Iraq, Siria e Golfo Persico, e complicherà le strategie di deterrenza convenzionali esercitate dagli Stati Uniti e dai loro alleati del Golfo.
Per l’Europa, il patto indebolisce le ambizioni di Bruxelles di mantenere un’influenza indipendente nella diplomazia mediorientale. Le potenze europee hanno ripetutamente tentato di rilanciare elementi del JCPOA e minacciare misure punitive contro Teheran, ma il coordinamento tra Iran, Cina e Russia ha vanificato tali sforzi, esponendo i limiti diplomatici dell’Europa in un mondo meno ancorato al consenso occidentale.
Ripercussioni economiche
Dal punto di vista economico, l’accordo segnala una più profonda integrazione tra tre delle più importanti economie non occidentali al mondo. Russia e Cina hanno già lavorato sulla protezione degli investimenti e su accordi commerciali bilaterali volti a eludere i sistemi finanziari occidentali, come SWIFT, che sono stati utilizzati come vettori di sanzioni. Un patto trilaterale potrebbe potenzialmente accelerare
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