Lgbt. Pro Vita Famiglia: Consiglio d’Europa favorisce cambio sesso minori

COMUNICATO STAMPA
«Il Consiglio d’Europa sta spingendo gli Stati a punire i medici, gli psicologi e gli stessi genitori che, su solide e sempre più chiare evidenze scientifiche, si oppongono all’ideologia gender e al cosiddetto “approccio affermativo” promosso dalla lobby Lgbt, secondo cui un minore confuso sulla propria identità di genere va incoraggiato a “cambiare sesso” con bombardamenti ormonali e devastanti interventi chirurgici». Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, commenta il voto con cui l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato la Risoluzione “Per il divieto delle pratiche di conversione”, che invita gli Stati membri a introdurre divieti con sanzioni penali.

«Se il contenuto della Risoluzione del Consiglio d’Europa diventasse legge – prosegue Brandi – un genitore o uno psicologo potrebbero essere condannati per il tentativo di indagare le reali cause del disagio identitario di un adolescente di 12 o 13 anni, che sarebbe a quel punto preda indifesa di chi vorrebbe convincerlo di essere “nato nel corpo sbagliato”. Il testo, inoltre, invita a criminalizzare anche chi non “afferma” l’identità trans usando pronomi fondati sul sesso biologico e non sull’identità di genere auto-percepita. La libertà di migliaia di madri, padri, medici, educatori, sacerdoti è in pericolo. Il grado di influenza che la Lobby Lgbt ha raggiunto nei centri di potere internazionale è impressionante, ma ci batteremo affinché questa Raccomandazione non diventi mai operativa in Italia» conclude Brandi.

Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
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