Da Mattarella i giù non c’è nessun politico di governo e d’opposizione che non abbia celebrato la” Memoria”. L’ultimo atto di culto obbligatorio della ultima religione (anticristica ) rimasta nel trionfo della secolarizzazione: l’adorazione del Genocida come Vittima e nuovo Cristo. Il potere totalitario degli ebrei nella forma più palese. sei partiti hanno presentato sei prposte di legge contro l’antisemitismo…
i suoi dogmi e i suoi santi:
La religione dell’Olocausto è una religione secolare: appartiene al mondo laico, è profana e dispone, di fatto, del braccio secolare, cioè di un temibile potere temporale. Essa ha i suoi dogmi, i suoi comandamenti, i suoi decreti, i suoi profeti e i suoi gran sacerdoti. Come ha fatto notare un revisionista, questa religione ha la sua galleria di santi e di sante, tra cui Sant’Anna (Frank), San Simone (Wiesenthal) e Sant’Elia (Wiesel). Ha i suoi luoghi santi, i suoi
rituali e i suoi pellegrinaggi. Ha i suoi (macabri) edifici sacri e le sue reliquie (saponette, scarpe, spazzolini da denti ecc.). Ha i suoi martiri, i suoi eroi, i suoi miracoli e miracolati (a milioni), la sua leggenda aurea e i suoi Giusti. Auschwitz è il suo Golgota. Per essa, Dio si chiama Yahvè, protettore del suo popolo eletto, che, come si precisa nel salmo 120 di Davide, recentemente invocato da una procuratrice francese, Anne de Fontette, in occasione di un processo intentato contro un revisionista francese, punisce “le labbra false” (inviando “frecce, filo spinato, braci ardenti”). Per questa religione, Satana si chiama Hitler, che è condannato, come Gesù nel Talmud, a bollire negli escrementi per l’eternità. Essa non conosce né pietà, né perdono, né clemenza, ma solo il dovere della vendetta. Accumula fortune grazie al ricatto e all’estorsione ed
acquisisce privilegi inauditi. Detta la sua legge alle nazioni. Il suo cuore pulsa a Gerusalemme, nel museo dello Yad Vashem, in un paese sottratto agli abitanti autoctoni; al riparo di un muro di otto metri d’altezza, destinato a proteggere quel popolo che è il sale della terra, i fedeli dell’Olocausto impongono al goy una legge che è la più pura espressione del militarismo, del razzismo e del
colonialismo. (Da Robert Faurisson, La religione dell’Olocausto, “Eurasia” 1/2026)
La Segre: «Il 27 gennaio si può e deve parlare di Gaza, ma non usandola contro il Giorno della Memoria»
Si può parlare di Gaza nel Giorno della Memoria? Certo. Bisogna sempre riflettere sulle tragedie e i crimini. Si può e si deve parlare di tutto ciò. Il problema è che non si può usare contro il Giorno della Memoria. Non si può accettare che sia una vendetta sulle vittime di allora. Il Giorno della Memoria non è per gli ebrei, ma principalmente per tutti gli altri, per ricordare i carnefici e i giusti”, ha affermato la senatrice a vita, ribadendo il valore universale della commemorazione.
