L’indipendenza della Banca Centrale spiegata facile

L’indipendenza della Banca Centrale spiegata facile: dal divorzio BdI/Tesoro a oggi, l’Italia ha pagato 3.153 miliardi di euro di interessi sul debito. Così facendo il debito pubblico è passato dai 145 miliardi di euro pre-divorzio ai 3.130 miliardi attuali (+2058%). Un capolavoro!


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Il mito dell’indipendenza delle banche centrali viene costruito negli anni 70 con la scusa di combattere l’inflazione. In realtà le crisi inflazionistiche di quegli anni furono esogene poiché causate dall’aumento dei prezzi del petrolio dovuto a due conflitti (1973 Yom Kippur e 1979 rivoluzione iraniana). L’indipendenza dall’interesse pubblico delle banche centrali serve a renderle strumenti della lotta di classe contro i lavoratori per intaccare la quota salari in favore dei profitti. Lo fa limitando la spesa pubblica corrente e per investimenti e facendo crescere quella per interessi a favore della rendita da capitale. Dal divorzio BdI/Tesoro del 1981 l’Italia ha infatti pagato più di 3.000 miliardi di euro di interessi passivi sul debito. La capacità di emettere moneta è una delle prerogative fondamentali di uno Stato, per questo sottrarla dal controllo pubblico è il peggiore dei crimini possibili (pessimum vitae scelus) come scriveva Plinio il vecch

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