SIRIA: STESSE MENZOGNE DEL 2013. CI RIPROVANO CON L’INTERVENTO?

(MB.  Cosa vogliono fare adesso? L’intervento diretto occidentale in Siria?  Con la scusa dei gas nervini, già ci provarono nel 2013:  accusarono Assad, aveva “superato la linea rossa” gridò Obama, Francia Gran Bretagna e Usa scaldavano i motori, ERdogan era pronto, i sauditi anche, la NATO pure. Poi la geniale proposta di Putin e Assad: consegnare sotto controllo Onu   le riserve di gas nervini (che del resto servono solo come deterrente,   ossia a dissuadere un attacco  della potenza atomica vicina, Israele). 

Il momento opportuno  passò.

Dopo,   le inchieste hanno dimostrato che non fu Assad ad usare il sarin,  ma erano stati i terroristi anti-Assad, probabilmente il gas era stato fornito dai servizi turchi di Erdogan.  Lo  appurò  Carla del Ponte, la giurista svizzera allora nella Commissione Onu per la violazione dei diritti umani:

http://it.euronews.com/2013/05/06/siria-carla-del-ponte-i-ribelli-hanno-usato-armi-chimiche

Lo raccontò lo Huffington Post:

http://www.huffingtonpost.it/2014/04/09/siria-attacco-chimico_n_5116324.html

Lo ammise anche il Massachusetts Institute of Technology, ed anche il segretario di Stato John Kerry, leggere qui sotto::

https://s3.amazonaws.com/s3.documentcloud.org/documents/1006045/possible-implications-of-bad-intelligence.pdf

Proprio per questo, la ripetizione delle identiche menzogne,con le stesse accuse lanciate senza una prova, la stessa finta e  corale indignazione mediatico-internazionale, fanno paura.

Le stesse spudorate menzogne ripetute senza vergogna  da una Mogherini, che cosa preparano? “Assad ha la responsabilità principale, perché i governi devono proteggere i loro popoli”;  una falsità simile lascia senza fiato,  per impudenza: anche se non fosse stato lui, è colpevole. “L’impunità non è un’opzione”; ha detto ancora: cosa vuole, Mogherini? Farci entrare in guerra? Contro la Russia. Complice di Assad, come ripetono   Paolo Mieli, Enrico Montana;  Hollande, Jonson l’inglese, Erdogan il voltafaccia  si indigna:   allora si preparano davvero?   Quando le sparano così grosse e tutti insieme, senza il minimo pudore e preoccupazione di essere smentiti,   è perché sono tutti parte di un progetto grosso.  Si capisce che  tutto è stato concertato, il delitto, la strage col gas,  e le indignazioni a comando, in via previa tra i superpoteri.    Per una fuga in avanti? Di che tipo? Le prossime ore lo diranno.  

Per il resto, non  c’è di meglio da fare che leggere il resoconto di  Mauro Bottarelli.  Perfetto.  Lo copio e incollo e metto in questa posizione non per appropriarmene, ma per dargli il rilievo che merita e richiede.

 

Dopo l’auto-attentato, ecco la strage di bimbi con gas nervino in Siria. Ok, scopriamo le carte ora?

Di Mauro Bottarelli , il 4 aprile 2017 35 Comment

 

Quanti russi ci vogliono per fare un occidentale (mi tocca usare questa formula perché l’insegnante di storia e geografia della gran parte dei grandi giornalisti italiani deve essere morta al primo quadrimestre)? Sicuramente non ne bastano 14, il loro sangue non deve essere abbastanza rosso, il dolore dei loro familiari non abbastanza straziante, la loro paura non abbastanza meritevole di pietà. Viene da chiederselo, al netto della reazione di pressoché indifferenza del cosiddetto “mondo libero” all’attentato di San Pietroburgo: nessuna edizione speciale dei tg o dei talk-show, programmazione tv rimasta fissa sul solito letamaio da cervello all’ammasso ma, soprattutto, la new entry assoluta del complottismo in salsa mainstream. Dire che Putin l’attentato se lo è fatto da solo per paura dei 22 boy scout capitanati da Navalny è cosa buona e giusta, sdoganata dai salotti buoni. Che dire della prima pagina di oggi de “Il fatto quotidiano”,

 

Una mano a Putin. La tesi precostituita ripetuta anche da Mentana.

avvero delicatissima. Strano, però, perché il quotidiano diretto da Marco Travaglio solitamente bacchetta ogni refolo di complottismo con feroce sarcasmo, accomunando chiunque non si beva le veline del Tg1 come adoratore delle scie chimiche. Ma si sa, quel mostro di despotismo di Vladimir Putin val bene uno strappo alla regola. Eppure ho la quasi certezza che alcuni attentati abbiamo aiutato parecchio politicamente Francois Hollande e Angela Merkel, per non parlare di Barack Obama o Donald Trump, uno che sul mantra del terrore islamico ha costruito addirittura l’approdo alla Casa Bianca. Niente, in quel caso al “Fatto” hanno preferito mantenere la barra dritta, in effetti documenti lasciati in bella mostra sui luoghi degli attentati e kamikaze che si fanno esplodere da soli in vicoli deserti come allo Stade de France non sono motivo di approfondimento. Complimenti.

 

 

 

 

 

 

Ma non solo la stampa ha voluto dire a chiare lettere che di quanto accaduto a San Pietroburgo interessa soprattutto il risvolto complottista. Guardate questo straordinario tweet di Vittorio Zucconi,

 

 
corrispondente di “Repubblica” dagli Stati Uniti: cosa avrà voluto dire, visto che pare scritto da un analfabeta funzionale? Ad occhio, nulla di carino rispetto alla memoria di quei quattordici corpi al suolo, di fatto vittime della brama di potere putiniana: per essere martiri dei macellai del Califfato occorre stare sotto la bandiera a stelle e strisce, mica certi privilegi si garantiscono a tutti. Ma se Twitter ha regalato perle, Facebook questa volta non ha dato vita a filtri automatici per i profili con simboli di lutto per le vittime: lo ha fatto per tutti gli attentati in Europa, persino quello in Turchia anche se c’è al potere Erdogan (lo stesso su cui si butta merda ma che riempiamo di soldi per evitare di essere inondati da profughi) ma per la Russia nulla. Probabilmente Mark Zuckerberg è stato scippato a San Pietroburgo ed è ancora incazzato con l’amministrazione comunale.

 

 

 

E i monumenti illuminati con i colori della bandiera del Paese colpito? Zero. Strano, però, perché quest’ultimo è stato un vero must della lotta al terrorismo per diversamente etero che stiamo combattendo in Europa. Guardate la porta di Brandeburgo,

 

 

ci mostra come anche i colori arcobaleno della comunità LGBT abbiano avuto l’onore di rischiarare la notte berlinese.

 

In onore dei LGBT

Sapete l’amministrazione di Berlino cosa ha risposto a chi chiedesse lumi riguardo la decisione di non ricordare l’accaduto? Le luci sulla Porta si mettono solo per le città gemellate o per occasioni particolari. Come dire, un attentato alla metro di San Pietroburgo non sarà mica qualcosa di strano? Tanto più che, con ogni probabilità, se lo è fatto Putin da solo per screditare quel po’ po’ di opposizione che si ritrova a contrastare. Dunque, la giornata dell’orgoglio gay-lesbico-pentasessuale merita le luminarie, mentre i morti russi no. Chi avesse dubbi sulla natura di avamposto Usa della Germania, spero che ora abbia visto i suoi dubbi spazzati via. Ma queste sono stupidaggini, non sono cose serie.

 

Di grave c’è dell’altro. Ad esempio, quanto dichiarato ieri sera da Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera e presidente di RCS Libri, a “Otto e mezzo” su La7. Interpellato da Lilli Gruber sull’attentato in Russia e sulle sue radici, ecco la risposta: “La ragione dell’attentato di San Pietroburgo risiede nelle politiche di Putin basate sullo sterminio”. Ora, si fosse trattato di chiunque altro, un Andrea Romano qualsiasi ad esempio, uno avrebbe invocato un TSO urgente e via ma gente come Paolo Mieli non parla a caso: le stanze del potere, quello vero, lui le bazzica da sempre e ne è sempre uscito con la giacca pulita e gli ossequi dell’uditorio. Quali stermini imputa al presidente russo? Forse in Siria? Strano, perché volendo mettere da parte ideologia e malafede, chi ha compiuto bagni di sangue in quel Paese è l’Isis, creatura non esattamente riconducibile a un esperimento di guerra a bassa intensità sfuggito di mano al Cremlino.

 

Così parlò Paolo Mieli.  La sera prima.

 

Chi decapitava, lapidava, lanciava i gay celebrati alla Porta di Brandeburgo dai tetti dei palazzi? Le milizie russe, forse? Le truppe regolari di Assad? No. Forse quell’Isis che combatte con armi occidentali, Usa e tedesche in testa, che gira video con tecnologie degne di Hollywood, che ha usufruito di passaggi sicuri attraverso il confine turco grazie all’alleato NATO di Ankara: eppure, Vladimir Putin compie stermini. A tal punto da rendere quasi automatica, lapalissiana la punizione della bomba a San Pietroburgo. Prima di arrivare alla ciccia della notizia, meglio che scopriate qualcosa in più su Paolo Mieli. E sarà lui a dirvelo, attraverso le risposte che diede in un’intervista concessa a “Libero” il 5 maggio del 2008, facilmente rintracciabile in Rete. Alla domanda, “Come visse il ’68?”, ecco le sue parole: “Dentro il movimento studentesco. Negli anni tra il ’68 e il ’72 io ero tre cose contemporaneamente. Primo: ero giornalista dell’Espresso, dove tenevo un diario sulla sinistra extraparlamentare. Secondo: militavo in un gruppo che precedette la costituzione di Potere Operaio, dove c’erano Oreste Scalzone, Franco Piperno, Toni Negri, con i quali rimanemmo amici anche negli anni successivi. Terzo: facevo lo studente applicato di De Felice”.

 

E ancora, quando gli viene chiesto “Lei è figlio d’arte. Crede che il suo destino sarebbe stato lo stesso se suo padre non fosse stato Renato Mieli?” , ecco la sua risposta: “Mio padre era un ebreo di Alessandria d’Egitto che venne in Italia. Ma durante le leggi razziali si rifugiò in Medio Oriente. Rientrò cambiando identità, nei panni di un colonnello dell’esercito inglese di nome Ralph Merrill. Non considero mio padre un giornalista. Quindi non mi considero un figlio d’arte”. E ancora, quando viene fatto notare che il padre fu anche il fondatore dell’Ansa, ecco cosa ci racconta: “Fondò l’Ansa perché gli inglesi sapevano che era un intellettuale di spessore. Entrato nel Pci, divenne anche direttore dell’Unità nel ’49, l’anno in cui nacqui io. Ma poi lasciò la direzione nel ’54, per andare a Roma a dirigere la sezioni Esteri del Pci. Nei primi tempi, fummo ospitati da Maurizio e Marcella Ferrara, i genitori di Giuliano, che per me è stato un fratello per tutta l’infanzia e l’adolescenza”. Infine, alla domanda “Che rapporto ha lei con l’ebraismo?”, ecco la risposta: “Io mi sento ebreo, anche se tecnicamente non lo sono, essendo figlio di padre e non di madre ebrea. Pur non professando alcuna religione, mi sento molto vicino al mondo ebraico”.

Penso che ora abbiate un perfetto profilo dell’uomo e un’idea più chiara del perché io lo ritenga qualcuno che, se parla, non lo fa per dare fiato alle tonsille.

 

 

Et voilà, a meno di 24 ore dalle parole durissime di Paolo Mieli, ecco che la realtà diventa più incredibile della fiction. Sarebbero infatti almeno 58, tra cui 11 minori, i morti in un raid aereo avvenuto in Siria con il sospetto uso di gas, stando all’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). L’ong, citando fonti mediche, ha aggiunto che il bilancio potrebbe aggravarsi, perché vi sono anche 160 feriti o intossicati, alcuni dei quali in gravi condizioni. L’attacco è avvenuto a Khan Sheikhun, nella provincia nord-occidentale di Idlib, in mano ad insorti e qaedisti dell’organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra). Successivamente un ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell’attacco è stato colpito in un altro raid, sempre stando a fonti degli attivisti (ovviamente credibili di default per i media occidentali, un po’ come quei filantropi degli “Elmetti bianchi”). Detto fatto, senza conoscere la dinamica dell’accaduto da fonti terze, la Francia ha chiesto una riunione urgente del consiglio di sicurezza dell’Onu.

 

E cosa ci sarebbe a sostegno di questa tesi? Finiti gli ospedali di Aleppo resi proverbiali dalle cronache da Istituto Luce di Lucia Goracci per il Tg3, ecco servita una bella una strage di bambini, perfetta per oscurare anche l’ultimo barlume di interesse per San Pietroburgo. “Le foto fornite dalle ong mostrerebbero infatti gruppi di bambini seminudi, ammassati gli uni sugli altri, con le braccia rigide, gli occhi ancora spalancati e il terrore nello sguardo”, raccontano le fonti. Ma non basta, ci sono anche puntualissime e nitide istantanee prese all’interno degli ospedali “con i bimbi terrorizzati, spaesati, alcuni in fin di vita, il volto coperto dalle maschere di ossigeno. E poi un padre, disperato, con gli occhi segnati dal pianto, che tiene in braccio il corpo rigido della sua bambina”. Ho virgolettato perché la prosa da scena della carrozzella della “Corazzata Potemkin” è presa dalla cronaca dell’Ansa e non voglio rubare il merito all’ispirato giornalista dell’agenzia fondata dal padre di Paolo Mieli per conto degli inglesi nel Dopoguerra.

 

 

Ma non basta. Sempre l’Ansa ci dice che “i presidenti di Turchia e Russia, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin, hanno discusso in una telefonata del raid. Lo riferiscono fonti presidenziali di Ankara, secondo cui Erdogan ha detto che un tale attacco è disumano e inaccettabile”. Ora, al di là che Erdogan sta al principio di umanità quanto Angelino Alfano alla lingua inglese, come è possibile avere tutte queste certezze in poche ore? Ma come, sono giorni che i media occidentali occultano il fatto che gli USA la scorsa settimana abbiano ammazzato oltre 200 civili in un raid a Mosul e alla Russia e ad Assad non si dà nemmeno una mezza giornata di beneficio del dubbio? Lo capisco, è un po’ come la prima volta che si fa sesso: uno vorrebbe che fosse romantico e indimenticabile ma la voglia è troppo e puff, non si resiste. Come resistere a un’occasione simile, d’altronde: un bell’attacco con armi chimiche e strage di bambini che sbatta sul banco degli imputati Putin e Assad, oltretutto spedendo nel dimenticatoio l’attentato a San Pietroburgo?

 

 

Da quanto era pronta la richiesta francese di convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU? Me lo chiedo perché Francois Hollande trovò pronta sul tavolo la richiesta di proclamazione dello stato di emergenza non appena arrivato all’Eliseo la sera del 13 novembre 2015, giusto di rientro dallo Stade de France. E quando ancora l’attacco al Bataclan era in corso. Si sa, sono un po’ delle pippe come intelligence ma a livello di timing i francesi sono dei fenomeni. Ecco, infine, le parole dell’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini: “Ovviamente c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo”. La colpa è di Assad e, quindi, del suo sostenitore numero uno, Vladimir Putin: non ci sono dubbi, le prime pagine dei giornali di domani gronderanno indignazione.

E la versione russa? Un comunicato ufficiale del ministero della Difesa di Mosca ha immediatamente negato che fossero in atto operazioni aeree nella zona di Idlib ma appare il buonsenso la stella polare da seguire per capire cosa sia accaduto. Sorge infatti spontaneo da chiedersi perché Assad, che sta vincendo sul terreno con l’aiuto dei russi e degli iraniani e ha appena incassato dall’ambasciatrice Usa all’Onu un atteggiamento molto più accomodante da parte degli Stati Uniti, avrebbe dovuto lanciare un attacco con gas nervino, di queste proporzioni, senza nessuna necessità militare. L’offensiva dei ribelli nel Nord della provincia di Hama è fallita ed è finita in un disastro, così come i tentativi nei sobborghi di Damasco. Dunque, o Assad è impazzito e ha appena dato vita al più grande suicidio politico della storia recente o qualcosa, tanto per cambiare, non torna nei racconti delle ong schierate al fianco dei ribelli. Tanto più che l’ONU sta cercando le prove dell’uso d gas da parte delle truppe lealiste dal 2015 e, nonostante un abuso di fantasia degno di Walt Disney, abbia finora dovuto sventolare bandiera bianca.

 

Che mondo meraviglioso quello dei Paolo Mieli: a poche settimane dal fondamentale voto del 19 maggio in Iran, con le relazioni politiche e militari tra Teheran e Mosca sempre più strette (e sempre più scomode per Washington e Tel Aviv, cui si è accodata Ankara in cambio dell’assicurazione sulla vita del referendum per la svolta presidenzialista) e il giorno dopo l’incontro tra Donald Trump e il presidente egiziano Al-Sisi (non vi eravate chiesti come mai alla Casa Bianca si fosse atteso così tanto per chiamare Mosca ed esprimere solidarietà? C’erano ospiti più importanti da coccolare), anch’esso un po’ troppo compromesso militarmente e politicamente con Mosca anche in chiave di questione libica, la questione siriana torna d’attualità. Sono complottista? Cazzo volete, un giorno per uno non fa male a nessuno.

 

 

Con una straordinariamente mediatica e strappalacrime strage di bambini a colpi di gas tossici, roba che il Tg3 ci piagnucola per sei mesi. Avete capito cosa c’è in gioco, adesso? Avete capito che siamo in guerra per conto terzi e per l’ennesima volta? Non vi paiono tutte delle straordinarie coincidenze messe in fila: gli USA decidono di contravvenire al mantra isolazionista di Trump e aumentano l’impegno militare in Siria, Iraq e Yemen (e casualmente i ribelli anti-Assad ritrovano forza), Israele si mette a bombardare postazioni Hezbollah senza ritegno, quasi a voler provocare apertamente l’Iran, la Russia viene colpita prima da un prodromo di primavera colorata e poi da un attentato ma la vulgata generale è quella di Vladimir Putin che, di fatto, ha raccolto ciò che ha seminato. Oggi, poi, la strage ad orologeria. Resta un’ultima domanda, dopo tanti dati di fatto: quanto durerà la pazienza di Vladimir Putin?

 

 

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

26 commenti


  1. Viene da domandarsi se gli elettori di Trump lo abbiano votato anche perchè consapevoli del false flag delle torri gemelle e dunque delle guerre di sterminio relative all’ignobile misfatto.
    Ill comunicato ufficiale della Casa Bianca taccia di moderatismo, di eccessiva bontà da parte di Obama verso Assad sulla linea rossa invalicalibile come causa dell’attacco chimico. La Clinton non avrebbe potuto fare di peggio. Ripeto : comunicato ufficiale della White House. Trump si sta rivelando il più tragico e colossale inganno globale della storia dell’umanità dopo il Concilio Vaticano ll. Preghiamo per la pace nel mondo.
    In subordine, se guerra ha da essere, auguriamoci che per una volta si realizzi nel contempo una guerra civile americana e una ribellione diffusa delle forze Nato per fermare questa tragica e stupida deriva apocalittica.

  2. Nico-

    Paolo mieli e quelli delle sua stirpe hanno completamente rovinato l’occidente promuovendo ogni tipo di nefandezza,oltre che programmare la nostra sostituzione con gli immigrati .
    A questo punto la russia di putin è l’ultima ancora di salvezza per il mondo.

    1. ogogoro

      Se fosse per me chiederei che l’Italia fosse annessa alla Federazione Russa, o almeno noi della serenissima.


      1. In ossequio alla legge del paradosso dovremmo chiedere ufficialmente l’annessione agli U.s.a. chiedendo che questi seguano, in ogni caso, le direttive di Israele .
        Berlusconi, grande amico di Putin,ad onta dello smacco subito con la sua defestrazione e del tiro al piccione(la chiamano guerra civile voluta da Gheddafi nella neolingua, nella storia aggiornata) che han fatto sulla Libia contro la sua volontà, dovrebbe rompere gli indugi e dichiarare solennemente la nostra assoluta mancanza di sovranità e dunque rimettersi totalmente al voleri dell’imperatore americano. Scoprire il velo e mostrare la faccia del mostro.
        Sai che faccia farebbe la Mogherini. Gli verrebbe un coccolone, una crisi esistenziale fulminante.

  3. Diego Grandi

    “Quanto durerà la pazienza di Vladimir Putin?”

    Poco, forse… non è quest’anno che si concludono i cent’anni concessi alla bestia?
    Chissà.

  4. AnnaN.

    Quanto siamo stupidi e ingenui noi esseri umani…
    auspichiamo tutti la pace ed equità nel mondo, e poi vuoi per codardia, avidità, pigrizia, poca intelligenza (o tutte) siamo finiti col farci trascinare in questa orda assassina inferocita…
    Quelli che hanno capito il “gioco” (tra cui il Dott.Blondet e i suoi lettori) sono troppo pochi e putroppo verranno trascinati nel letame da tutti quelli che vuoi per codardia, avidità, ecc… hanno permesso tutto questo con la propria indolenza.
    Ora, vorrei farvi una domanda: cosa dovremmo fare noi che abbiamo capito il gioco? Perché prima o poi dovremmo pur far qualcosa! Non possiamo starcene qui ad indignarci! Perché in questo modo non facciamo né più né meno di quelli che guardano con orrore “i bambini gassati da Assad”!
    Io ad ogni occasione cerco di trasmettere qualcosa agli altri per farli “ritornare alla via dell’uso della ragione”, ma è difficile, quasi impossibile, da quanto questi sono narcotizzati!
    Il fatto è che, se ogni tanto ottengo qualche piccolo risultato, trovo un’indolenza, un egoismo miope, una stanchezza nelle persone, che portano al naufragio anche i miei tentativi riusciti…
    E quindi che c**** dovremmo fare?
    Io voglio fare qualcosa, ma mi sento del tutto impotente da sola.
    Voi cosa ne pensate?

    1. AnnaN.

      Io apprezzo il Presidente Putin (origini etnico/religiose comuni a parte), perché, sebbene non lo consideri uno stinco di santo (ma d’altra parte una posizione come la sua porta a scelte molto complicate e difficili, che noi possiamo solo sfiorare), è un uomo d’altri tempi, un Uomo guidato dalla propria coscienza (uno che ancora ce l’ha), con il proprio retaggio culturale radicato, di un’intelligenza veramente fine e complessa.
      Le sue parole in ogni discorso sono intrise di verità. Io credo che ogni persona sia in grado di percepire la verità, se la percepisce con la propria coscienza e non con la mente.
      Il mondo avrebbe tremendo bisogno di molti, moltissimi Putin, ma ahimè gavem quel che gavem… ne toca…


  5. Direttore, mi perdoni, ho potuto leggere l’articolo di Bottarelli sul suo sito. Di regola leggo Lei sul suo sito e Bottarelli su “Rischio calcolato” e su “Il Sussidiario.net”. Da ieri il sito di “Rischio calcolato” mi risulta molto disturbato e, in queste ore, impossibile da aprire a causa di una onnipervasiva pubblicità di Sky che, di fatto, lo blocca totalmente. Dall’Iphone riesco ancora ad aprirlo, ma mi chiedo se sia una questione specifica connessa mio iMac oppure un problema più generale. La prego di perdonarmi per tediarLa con questioni forse di piccolo conto, anzi certamente di minimo conto. Mi chiedo, insomma, banalmente, se il problema riguardi la rete nel suo complesso, oppure se sia relativo a qualche malware che riguarda il mio Mac (assolutamente FALSO che il Mac sia protetto, forse lo è in senso camorristico). Mi scusi


  6. Il fatto che “l’attacco chimico” ha coinciso con il crollo delle forze islamiste nel nord di Hama innesca una domanda. Questa non è la prima volta che tali eventi “accidentalmente coincidono”.
    Chi ci guadagna davvero da tali incidenti …??
    Il Nazi-narco-sionismo Mondiale

  7. learco

    “I media occidentali hanno nuovamente lanciato una massiccia campagna di diffamazione e di falsificazione per attribuire alle forze dell’Esercito siriano la responsabilità di un presunto bombardamento con armi chimiche avvenuto martedì nella località di Jan Sheijun, nella provincia di Idlib, in una zona sotto il controllo dei terroristi.
    La notizia di questo evento sarebbe stata fornita dall’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani (OSDH) con sede a Londra, una fonte collegata ai ribelli siriani (fonte di parte) che alcune agenzie occidentali come AFP e Reuters citano sempre nelle loro corrispondenze sulla Sira.
    Secondo la OSDH, decine di persone sono risultate ferite e ci sono state diverse vittime per effetto di un bombardamento che l’agenzia ha cercato di attribuire all’aviazione siriana.”

    http://www.controinformazione.info/nuova-campagna-di-falsificazione-occidentale-contro-la-siria-ed-il-suo-esercito-nazionale-il-pretesto-per-una-intervento-di-usa-e-israele/

  8. learco

    “Lunedì 3 aprile, un kamikaze si è fatto esplodere nella centralissima stazione metro di Piazza Sennaya, San Pietroburgo, uccidendo 14 persone. La matrice ufficiale dell’attentato è islamica, ma è facile scorgervi la mano dei servizi atlantici e collegare l’attentato alle recenti proteste di piazza a Mosca: oggi, come nel 2011, è in corso in Russia un’aggressiva campagna di destabilizzazione in vista delle prossime presidenziali. Gli attacchi terroristici mirano soprattutto a Vladimir Putin, che ha costruito la propria immagine di leader riportando ordine e stabilità in Russia e vede la sua opera messa in discussione da ogni attentato sul suolo nazionale. L’episodio dimostra per l’ennesima volta che i servizi angloamericani non rispondono alla Casa Bianca, agendo come se Hillary Clinton guidasse ancora il Dipartimento di Stato.”

    http://federicodezzani.altervista.org/esplosione-alla-metro-di-san-pietroburgo-presidenziali-russe-nel-mirino/


  9. sul mio profilo ho scritto questa cosa, che nessuno leggerà!
    Ragazzi di facebook dove siete? Tra tutte le bandiere degli stati che hanno subito gli attentati terroristici vi manca quella russa? Una volta facevate con quella francese lo sfondo della vostra faccia? Ma quella russa? neanche un pensierino? Cani di Pavlov che non siete altro…ma non è colpa vostra! Solo che nessuno vi ha suonato il campanellino!

  10. bob-vi

    PUTIN E’ UN ASSASSINO, UN BOIA, SNZA OMBRA DI DUBBIO!!!
    ….mai una volta che spieghino cosa ha fatto, bisogna credere sulla fiducia.
    Gli J-ankees, invece, stinchi di santo, praticamente dei crociati!
    A questo punto mi vien da fare una esclamazione di quelle colorite, ma non è il caso.
    Vedendo tanta stupidità con il naso appiccicato a gente venduta, come il signor Travaglio che si è prodigato a dire che Assad è un assassino durante una trasmissione, mi vien da pensare che se ci sarà una guerra è anche colpa nostra, sia perché tante persone si bevono quello che gli viene presentato, sia perché non ci sono manifestazioni per disincentivare le guerre.
    Non sapevo che in Italia si boicottassero i prodotti Israeliani, sul Foglio del Ferrara c’è una petizione per fermare questo e addirittura affinché non si scriva la provenienza della merce. Boicottiamo pure i prodotti americani a questo punto!

  11. rino

    Ogni volta che i capoccioni col grembiulino e il pedigree j a 5 stelle pianificano un intervento in Siria si premurano sempre di ottenere il placet del sultano di Costantinopoli. Lui guarda gli schieramenti in campo e si mette sempre e puntualmente col più grosso. Solo dopo si attua il tragicomico casus belli (sul quale è ora che si inventino qualcosa di nuovo perché sta cominciando a dar noia questa solfa delle armi chimiche: come se le bombe fossero più delicate..).
    Tanto se le cose vanno male può sempre tirarsi indietro (l’ultima volta ha rischiato grosso ma evidentemente i picciotti degli anglosionisti non sono granché..).


  12. PER TUTTI I PUTINFOBICI, RUSSOFOBICI, SIRIANFOBICI, ASSADFOBICI .
    EGREGI Signorgolem Mentana, Goracci, Mieli, Lilli Grupier & FAKE NEWS Industry Company of MEDIA SION INTERNATIONAL, fatevi una ragione, basta farla fuori dal VASO che è già pieno dei V/s ESCREMENTI FLAUTULENTI:

    L’aviazione siriana ha colpito un deposito di munizioni dei terroristi contenente scorte di armi chimiche prese dall’Iraq, ha dichiarato il rappresentante ufficiale del Ministero della difesa russo, il maggior generale, Igor Konashenkov.

    “Secondo i dati dei mezzi di controllo dello spazio aereo russi ieri tra le ore 11:30 e le 12:30 dell’ora locale l’aviazione siriana ha effettuato un raid aereo nelle periferie orientali della città di Khan Shaykhun contro un grosso magazzino di munizioni e di armi dei terroristi. Da questo magazzino sono state portate delle armi chimiche in Iraq dai terroristi” ha detto Konashenkov.
    Secondo lui nel magazzino erano presenti laboratori per la produzione di munizioni contenenti sostanze chimiche. Ha osservato che queste munizioni sono state utilizzate dai terroristi ad Aleppo.
    https://it.sputniknews.com/mondo/201704054301480-Aviazione-siriana-colpisce-deposito-di-munizioni-contenente-armi-chimiche-a-Idlib/

  13. Larry06

    Attenzione signori! Prepariamoci perché iniziano a squillare le trombe e rullano i tamburi. Sento l’eco del tintinnio di spade in lontananza.
    Latest news da Trump: “Il mio atteggiamento verso la Siria e Assad è cambiato molto,” e “Inoltre l’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che l’attacco chimico ha “superato ogni limite” e per lui è diventata la “linea rossa””.

  14. Larry06

    Le estrapolazioni ivi sopra sono riportate qua:
    https://it.sputniknews.com/politica/201704054305380-USA-Siria-diplomazia-geopolitica/

    …comunque avete notato che hanno dedicato interi servizi sui tigggì nostrani per 2 giorni di seguito al tour d’Italia (leggasi protettorato inglese d’Italia!) dei due piccioncini in love della casata (cagata!) reale inglese, Carletto dalle orecchie a sventola e il fior fior di fiore di CamillaParkerBowls. Quello che di più mi ha rivoltato lo stomaco è vedere in tv il nostro ministro Gentiloni-Silverj e tutta la sua corte accoglierli come se fosse un suddito, baciarli e appecoronarsi o prostrarsi (come volete intenderla voi!) davanti a loro. Naturalmente i due vetusti piccioncini si sono divisi i compiti, chi come Carlo è andato ad Amatrice (tanto per far vedere che lui è profondamente addolorato ed è “vicino” ai terremotati, lui che, come ELPapaLutero, vuol far vedere di essere un reale umile e va-in-mezzo-tra-la-gente!), lei a far passeggiate leggiadre e amene tra le rovine (tutte che crollano dall’incuria e Camorra!) di Ercolano forse a ricordarle e ricordarci che l’impero britannico, come allora il fù impero romano, dominava il mondo e per traslazione domina ancora la nostra penisola.
    …ma voi direte. E l’attentato di San Pietroburgo??? Che fine han fatto le notizie della carneficina nella metro della città russa??? Abracadabra tutto sembra svanito in un batter di ciglio.
    Ah già, se volete una risposta mi sono dimenticato di dirvi che non dovete rivolgervi a Paolo Mieli, Mentana, Botteri&Goracci, Travaglio e altri valorosi paladini dell’informazione del “mondo libero”. Loro in questo momento sono troppo impegnati a stendere articoli su Carlo&Camilla. Non disturbateli!


  15. A proposito dell’attacco col gas nervino attribuito al governo siriano.
    Ci sono forti indizi di bugia (a parte che Assad è l’ultimo cui prodest).
    1) Ho guardato i video e le immagini diffuse sui giornali e in TV, e non ho visto un solo morto o lesionato che mostrasse i sintomi di un avvelenamento da gas nervino: spasmi cardiaci e muscolari terribili, soffocamenti inarrestabili, contratture muscolari ed emissioni dal profondo dei polmoni di schiuma sanguinolenta. I cadaveri apparirebbero tormentati, contorti, devastati nel sembiante, nelle posture, nel colore della pelle. I sopravvissuti subiscono tutti, anche se esposti a dosi minime, gravi danni neurologici. In questo video del Corriere, http://video.corriere.it/siria-ragazzina-si-sveglia-attacco-gas/1481a75e-0b51-11e3-ab6e-417ba0dfe8a6, la ragazzina ha perfetta coordinazione muscolare, non mostra di aver subito gravi lesioni neurologiche.
    2) 1300 morti sono troppo pochi. Nel 1995 cinque pazzoidi della setta Aum Shinrikyo aprirono 11 sacchetti con una soluzione di Sarin molto diluita (per non morire anche loro, che avevano preso un antidoto inefficace ad alte concentrazioni) nella metro di Tokyo. Sono morte 12 persone, lesionate 5000 (cinquemila). Se i siriani avessero bombardato con il gas nervino in concentrazione militare avrebbero provocato MOLTI più morti di 1300(certo, per una rappresentazione più realistica c’era da trovarne almeno il decuplo, non facile). Ammesso e non concesso che i morti siano stati 1300, ci sarebbero stati circa 100.000 lesionati da gas, a diversi livelli di gravità ma comunque con serie lesioni oculari, polmonari, cerebrali e cardiache. Dove sono i centomila lesionati?
    3) I soccorritori non indossano la tuta protettiva integrale a tenuta stagna indispensabile per avvicinarsi alle vittime del gas nervino (basta una quantità infinitesimale per subire gravi lesioni).
    Morale: è una balla.

    Copyright Roberto Buffagni, si Goofynomics.blogspot.it

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