Speranza in St. Andrea. Inteso come faglia

Da qualche giorno, uno spesso strato di Monossido di Carbonio – una coltre, dicono gli osservatori – staziona sull’intera California, specie sulle faglie di Cascadia e Sant’Andrea. L’anomalia è segnalata anche dai metereologi dello US National Weather Service, che tengono sotto controllo in tempo reale le correnti oceaniche, i venti ed anche le concentrazioni chimiche nell’atmosfera.

Ramesh Singh
Ramesh Singh

Si dà il caso che il geofisico Ramesh Singh sia diventato famoso tra i colleghi per aver scoperto che una concentrazione anomala di CO nell’aria è un segno precursore di un imminente terremoto (a qualche giorno di distanza). Il professore ne raggiunse la prova nel 2001, quando il Gujarat (India occidentale) fu colpito da un sisma di magnitudo 7,6, che fece 20 mila morti. Una settimana prima il 19 gennaio, l’aria si arricchì di monossido, perché – dice la teoria – il gas viene spremuto fuori dalla terra dal crescere di pressione che “influenza il regime idrologico attorno all’epicentro”. Il 26 gennaio avvenne il tragico sisma, e subito il CO si abbassò.

Grazie alla sua scoperta adesso Singh è al Dipartimento di fisica della Chapman University in California, a capo di un progetto, finanziato da India, Francia ed Usa, che   appunto tiene d’occhio i livelli di monossido anche grazie a un satellite specializzato.

La concentrazione attualmente rilevata sulla California è assolutamente anomala e rilevante, come mostra questo sito :

http://earth.nullschool.net/#current/chem/surface/level/overlay=cosc/orthographic=-120.76,33.45,804/loc=-118.390,34.176

Come si sa, la faglia di Sant’Andrea è una frattura geologica, che percorre la California per 1300 chilometri, e rende la zona altamente soggetta a violentissimi terremoti. Da anni si teme e si aspetta qui “the Big One”, quello grosso, che può devastare Los Angeles e San Francisco.

Come ho spesso ricordato in questo sito, la mistica stigmatizzata Teresa Neumann, morta nel 1962, interrogata da un soldato americano delle forze d’occupazione in Germania se gli Usa sarebbero stati in guerra contro l’URSS; rispose di no; ma che gli Stati Uniti “verso la fine del secolo” sarebbero stati rovinati economicamente da catastrofi naturali. E’ la stessa Neumann che previde l’instaurazione nel mondo di quella che chiamò “l’età di Caino”: “… la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino”. Fino al 2017, dunque. Questa età sarà caratterizzata da “l’ignoranza, il disprezzo per la cultura, l’arroganza, la superbia, la violenza, il materialismo”. vedo rovesciare sulla terra una cesta piena di serpenti, che strisciano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto” (…) “ ho visto l’asino dettare legge al leone… In quel tempo, troppi leoni avranno il cuore dell’asino e si lasceranno trarre in inganno”.

 

Santa Teresa Neumann
Santa Teresa Neumann

La foto dell’epoca è piuttosto fedele, penso che la  possiate riconoscere.

C’è chi ha fatto notare che il 1997 è l’anno di fondazione del Project fora New American Century (PNAC), il pensatoio da cui uscirono i consiglieri  eviceministri di Bush jr., Cheney, Wolfowitz, Rumsfeld, e i promotori della guerra senza fine.

Ora, the Big One sarà una tragedia spaventosa, che però occuperà l’America sui fatti suoi, invece che spargere nel mondo le guerre per Sion. Se questo accadesse, per esempio, l’ISIS perderebbe il suo più forte sostenitore, Kiev e i baltici l’istigatore delle loro paure, Israele avrebbe un sostenitore dei suoi delitti e delle sue trame indebolito, il capitalismo terminale globale potrebbe subire una battuta d’arresto. Chissà.

24 commenti


  1. Dico spesso che solo l’IMPONDERABILE potrà mettere fine a questi progetti di guerra americani. Quello che non ti aspetti arriva a scompigliare anche i migliori disegni, diceva il buon Machiavelli. Il terremoto che mettesse fine alle pazze idee di quei folli, purtroppo scaricherebbe tutta la sua potenza sul popolo ignaro di quei guerrafondai, ma loro sono i primi a beneficiare, seppure involontariamente di questa politica, per cui, dobbiamo piangere per loro, se succedesse? Il destino direbbe – Chi la fa l’aspetti -, come dire, adesso tocca a voi dopo tutto ciò che i vostri politici hanno sparso per il mondo, dopo la malaugurata scoperta del loro continente da parte di quel miserabile di Colombo. Io non saprei se ridere o piangere nel caso accadesse (ridere non proprio, non riderei sui morti), ma i morti sono tutti uguali, da qualunque parte vengano e se dopo toccasse ad essi, non potranno rivoltarsi nell’oltretomba contro la malasorte.

  2. Giulio

    Una nota: nella didascalia della foto si legge “Santa Teresa Neumann”. Non è ancora santa, mi sembra. È stata dichiarata “serva di Dio” ed è in corso il processo di beatificazione. O sbaglio?


  3. Confermo la data del 1999 come inizio del complotto, ero in Germania per lavoro e ho avuto un giorno di quell’anno la sensazione che il sole scottava molto e non si poteva stare al sole per molto tempo come prima, da allora non ho avuto più pace pensando al complotto, oggi record di decessi anche in svizzera come non è mai accaduto.


  4. Gent. Sig. Blondet.
    Sono “fanatico allarmante” (ci conosciamo già). Leggo sempre con interesse i suoi articoli. Qualche considerazione:
    Diffido a priori da ogni tipo di indovini auguri o quant’altro, specialmente se in “odore di santità” avendo avuto personalmente dei riscontri piuttosto negativi a riguardo.
    A nessuno più di me sta fieramente sulle scatole la mafia “Kazariana” che domina il mondo, ma mi chiedo come mai la manzoniana provvidenza non trovi di meglio nel perseguire i suoi imperscrutabili scopi che colpire sempre all’ingrosso e mai al dettaglio. Perchè le colpe dei pochi debbano ricadere sui molti e quelle dei padri sui figli me lo sono sempre chiesto ma non ho mai trovato una risposta accettabile. Lei che ne dice?
    P.S. Tempo fa le scrissi sollecitando una consulenza sulla lingua Latina che riguardava “El Papa” e la sua invocazione a Lucifero trasmessa in mondovisione. Mi sarebbe piaciuto un suo parere (penso che lei sia un ottimo latinista) ma purtroppo non ho avuto nessun riscontro. Pazienza.

    1. Carlo

      Le colpe dei padri ricadono sui figli? Impariamo dalla dottrina giudaica, eliminare tutti fino alla terza generazione.
      Non è esagerata la cosa se la si analizza nel dettaglio.
      Il padre educa, il figlio educa e percepisce l’insegnamento mediato dal suo tempo e a sua volta educa suo figlio in maniera più labile e poco ferma rispetto al nonno, quasi ci si dimentica l’idea iniziale, ma purtuttavia essa è presente. Una volta eliminati l’idea scompare e di essa rimarrà solo che cenere.


  5. Sembrerebbe che la tua domanda trova risposta nella Bibbia, la dove è scritto:
    «Punisco la colpa di chi mi offende anche sui figli, fino alla terza e alla quarta generazione; al contrario tratto con benevolenza
    per migliaia di generazioni chi mi ama e ubbidisce ai miei ordini»
    [Es. 20,5-6; Dt. 5,9-10]


    1. E qui la logica umana e quella “divina” (però bisognerebbe chiarire una volta per tutte la figura di Jhavè nell’antico testamento) divergono in modo abbastanza netto direi (almeno per quello che mi riguarda).


  6. Ipotesi affascinante, ma la profezia della Neumann che gli USA sarebbero stati rovinati economicamente da catastrofi naturali “verso la fine del secolo” non coincide coi fatti. Di catastrofi naturali negli USA, tra il 1995 e il 2000 ne sono avvenute 7 (incluse le ondate di calore estivo), hanno fatto ca. 1000 morti (anziani e malati morti dal caldo) e 5 miliardi di danni. Troppo poco per buttare a terra l’economia USA, anzi, business is business e un bel tornado non va mai sprecato. Semmai è stato peggio il periodo 2000-2005, con parecchi tornado (tra i quali Katrina), con oltre 2200 morti e 144 miliardi di danni. Insomma, su questo punto la mistica tedesca non ci ha preso.
    Ben diverso invece il discorso sull’età di Caino, qui ci siamo in pieno e se poi vogliamo vedere le catastrofi in senso lato, cioè anche quelle create dall’uomo, il futuro degli USA è nero. Il debito di 17 trilioni di dollari è una ferita mortale autoinferta: può bastare una catastrofe come il previsto Big One in California, che vale il 20% del PIL americano e tutta l’economia USA ne uscirà così ridimensionata da non poter più sostenere la sua politica imperialista. In questo senso l’articolo del Direttore è, al solito, ottimo.

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