Nella Mente Eletta si rafforza un progetto….

Un diplomatico israeliano nell’ambasciata di Londra parla  di come “togliere di mezzo”  un vice-ministro britannico, sir Alan Duncan, colpevole di aver definito l’occupazione dei Territori “un furto”.

Il  diplomatico, che si chiama Shai Masot, ne parla ad una assistente di un sottosegretario, Robert Halfon, del gruppo “Amici di Israele”  nella politica britannica. L’assistente ha il nome italiano di Maria Strizzolo (sarà una Erasmus?) e risponde  ammiccando:   “Mai dire mai  –  si può ben trovare qualcosa…un piccolo scandalo magari”.

Il "diplomatico" delle eliminazioni
Il “diplomatico” delle eliminazioni

Nel video  – che è stato rubato da un infiltrato della tv Al Jazeera, presente alla conversazione – i  due ammiccano e ridacchiano. Shai Masot  evoca  un altro nemico da abbattere, Crispin  Blunt, deputato conservatore membro del ministero degli Esteri, “veramente  troppo pro-arabo”.  La Strizzolo assicura che la persona si trova già “in una lista”.

Una lista di deputati non abbastanza filo-giudaici da eliminare.

La faccenda è stata rapidamente soffocata dal governo inglese. “L’ambasciatore israeliano [Mark Regev] si è  scusato, è  chiaro  che quei  commenti non riflettono le posizioni sue o del governo israeliano. Il Regno Unito  tiene relazioni di fiducia con Israele e consideriamo la questione chiusa”, dice il comunicato del Foreign Office. Unica a dimettersi, dopo aver cercato di difendersi accusando, all’italiota (“le mie parole sono  state riferite  fuori contesto  ed ottenute con l’astuzia e il sotterfugio”) è stata la Strizzolo. Che ha cancellato anche il suo sito Facebook, dove si definiva compiaciuta  di sé “Italian geek, adopted UK as my home, driven by curiosity, Conservative. Love politics,cheese&chocolate …”, ossia “Secchiona italiana, ha adottato  il Regno Unito come mia patria indottavi da curiosità.  Conservatrice, ama la politica, il formaggio  e il  cioccolato”. Un’ altra Giulio Regeni da usare e poi gettare; ne  abbiamo delle grosse riserve.

Non è il caso di notare che se, poniamo, nell’ambasciata  russa si fosse parlato di “una lista”   già pronta di deputati inglesi da “eliminare”,   ciò sarebbe stato bollato come un’intollerabile e pericolosissima ingerenza straniera, gravissimo incidente diplomatico.

Voglio solo far notare come l’episodio si inserisce in una serie di atteggiamenti, come dire?, sempre più padronali del regime israeliano  verso i goym in generale. Un atteggiamento sempre più apertamente sostenuto da un’ampia parte degli ebrei all’estero.

Il 24 dicembre, c’è stata l’inusitata risoluzione del Consiglio di Sicurezza di condanna degli insediamenti illegali giudaici nei territori rubati ai palestinesi;  dove per una prima ed ultima volta (inutile meschina vendetta di Obama senza conseguenze)  il voto di condanna non è stato annullato dal veto americano.   Netanyahu  ha convocato gli ambasciatori dei 14  paesi che hanno votato sì per una  lavata di capo  sovrana; l’ha  fatto apposta il giorno di Natale,   per sfregio alla fede cristiana di molti di loro (“Cosa avrebbero detto a Gerusalemme – ha osservato un diplomatico, ovviamente anonimo  – se un ambasciatore israeliano fosse stato convocato nel giorno di Kippur?”). Inoltre, Bibi  ha convocato anche l’ambasciatore Usa trattandolo come   uno straccio (ancorché  si chiami Shapiro..). Inoltre ha richiamato gli ambasciatori da Senegal e Nuova Zelanda, che avevano osato non votare a favore   suo; ha fatto cancellare un programma di aiuti  israeliani al paese africano; al neozelandese ha sibilato che il voto del suo paese era “una dichiarazione di guerra”; ha cancellato la visita in Sion del primo ministro di Kiev (ancorchè anche lui si chiami   Groysman ). Ha infine ovviamente dichiarato che lui della “vergognosa” risoluzione Onu  se ne frega, come di tutte le altre – perché, è implicito, il diritto  ebraico sul mondo  supera   il diritto internazionale di tutti i goym, e quindi avrebbe costruito ancora più case per i giudei di prima sulla terra rubata.

Il 4  ottobre,   quando l’Unesco ha definito Israele “potenza occupante”  di  Gerusalemme mettendo in dubbio –  in base, veramente, alle più recenti scoperte archeologiche e agli studi  dello storico Shlomo Sand  sulla “Invenzione del popolo ebraico”     –  che esista un  diritto degli attuali ebrei (khazari) sul “muro del pianto” e sul “monte del Tempio”,  Netanyahu  ha naturalmente espresso  propositi punitivi contro l’Unesco. Ma non quanto il suo ministro  degli Esteri, Avigdor Lieberman, in vista di un altro incontro scientifico in programma a Parigi sul Medio Oriente, ha  detto che in Francia si stava organizzando “un altro processo Dreyfus” e  si è rivolto agli ebrei francesi così: “Se volete restare giudei, che i vostri figli e nipoti restino giudei, dovete lasciare la Francia e venire a stabilirvi in Israele”.

Soros  per mutare le leggi dei paesi “cristiani”

Altri  indizi.  Georges Soros ha lanciato (e finanziato attraverso la sua Open Society  Foundation ) una campagna triennale per far cancellare in Irlanda la legge (relativamente) anti-aborto vigente –  iscritta nella Costituzione –  perché, si legge nel documento della Foundation, avendo l’Irlanda “una delle leggi più restrittive  al mondo, una vittoria qui avrebbe forte impatto sugli altri paesi cattolici in Europa,  dimostrando che cambiare è possibile anche nei posti più conservatori”. Il documento cita anche Messico, Zambia, Nigeria, Tanzania,  l’America Latina, come paesi   da far evolvere verso”la salute  e l’autonomia riproduttiva della donna”.  Improvvisamente, in Irlanda, i gruppo pro-aborto “mostrano di avere  vaste risorse che non avevano qualche anno fa”,  dice  Cora Sherlock, del Pro Life Ireland.

E’ lo stesso Soros  che promuove l’ondata di rifugiati in Europa dal 2005;  dove la sua fondazione  Pro-Asyl, che è  detta “la filiale tedesca della Open Society”,  ha dichiarato che l’Europa deve ricevere  un milione di richiedenti asilo all’anno.  Soros è colui che ha messo nel mirino   per  l’eliminazione  l’ungherese Orban, con queste parole: “Il  piano di Orban ritiene che la protezione delle frontiere è il fine, è i rifugiati sono l’ostacolo. Il nostro piano, al contrario, considera la protezione dei rifugiati il fine, e i confini dei paesi l’ostacolo”.

Insomma Soros  ordina sia la grande sostituzione delle popolazioni d’Europa, sia  di cambiare le leggi  in tutti i paesi cattolici, in modo da accelerare  l’esaudimento dell’ordine emanato anni fa da Noel Ignatiev,  professore giudeo di Harvard, di “abolire la razza bianca”.

genocidabianco

 

Lo scopo di “abolire la razza bianca è   così desiderabile”, ha scritto Ignatiev, “che si può   trovare difficile credere che ci si opponga qualcuno, che non sia un suprematista bianco militante”.

“Eliminare la  razza bianca”

“Il solo modo per risolvere i problemi sociali del nostro tempo”,  ha spiegato Ignatiev, “è abolire  la razza bianca, il che significa né più né meno che abolire i privilegi della pelle bianca. Fino a quando questo compito non è adempiuto, ogni riforma parziale sarà  inefficace, perché l’influenza bianca permea  ogni questione politica, interna ed estera”.

E’ una idea che ha sempre più corso in certi ambienti, specie dopo la vittoria di Trump. “Il mio desiderio per Natale è il Genocidio Bianco”, ha esalato il professor George Ciccariello-Maher, docente di Storia Politica alla Drexel University di Filadelfia:  “Per essere chiaro:  quando i bianchi sono stati massacrati nella rivoluzione di Haiti è  stata una bellissima cosa”.

“Gli ebrei devono esser lieti del fatto che l’Europa cristiana perde la  sua identità, come punizione  per quello che hanno  fatto a noi nei secoli in cui siamo stati in esilio lì.  Non perdoneremo mai i cristiani d’Europa per aver sgozzato milioni di nostri bambini, donne e vecchi…Non solo nell’Olocausto ma per generazioni,  nella continuità ipocrita tipica di tutte le fazioni della cristianità.  Ora non ci saranno   residui né superstiti della impurità  del Cristianesimo, che ha versato tanto sangue da cui non potrà mai avere perdono”: Rabbino Baruch Efrati,  capo di una  jeshiva negli insediamenti illegali dei Territori Occupati.   “Mozart, Pascal, l’algebra boleana, Shakespeare,  il parlamentarismo, le chiese barocche, Newton,l’emancipazione femminile, Kant, i balletti di Balanchine  eccetera non riscattano quello che questa specifica civiltà  ha abbattuto sul mondo. La razza bianca è il cancro della storia umana” (Susan Sontag – che lo ha scritto nel  1967).

“Duemila anni di antisemitismo cristiano”

Come che sia, l’idea ha ovviamente attratto i negri militanti americani, ben lieti di sfogare il loro odio. In Europa  l’idea della eliminazione totale dei bianchi non-giudei fa strada anche nella sinistra intelligente,  preludio ad una entrata della idea nel  mainstream  (grazie alla finestra di Overton)  fino a renderla auspicabile.  Michel Onfray,  neo filosofo parigino della “sinistra dionisiaca”, celebratore “dell’ateismo filosofico  e dell’edonismo”, ha appena pubblicato il suo recentissimo saggio Décadence,  dove non si contenta di rilevare che la civiltà occidentale “è in fase terminale”, ma se ne rallegra: era ora, “dopo 2 mila anni di antisemitismo cristiano, e  il suo terribile   coronamento nella Shoah”; oggi “il Dio del Vaticano è morto sotto i colpi del Dio della Mecca”. Il sottotitolo del suo Dècadence è indicativo: “Da Gesù all’11 Settembre, vita e morte dell’Occidente”.

onfray

Onfray si scaglia contro il Concilio che “ha fatto di Dio un amico a cui si dà del tu”, finendo per indebolire il cristianesimo  in Europa a tal punto che esso non combatte più l’Islam (e  quindi non protegge  gli ebrei), di cui beninteso lui ha paura ed odio  –   come un israeliano.  Questo propagandista dell’edonismo  (è autore di un Manifesto Edonista)  nello stesso tempo si scaglia  contro “Il crollo del giudeo-cristianesimo, il calo del tasso di fecondità, le legislazioni post-cristiane che liberano la sessualità e la separano dalla procreazione”  – quasi non fosse la conseguenza dell’edonismo imperante da lui promosso. Lui ci vuole  allo stesso tempo Crociati e sessualmente liberati: siccome non lo siamo, vuole la nostra fine  come  civiltà.

La precedente  palingenesi (fiumi di sangue)

Chi ha l’orecchio esercitato ai segnali di quella “cultura”,   vi riconosce i prodromi di quella tendenza  collettiva che loro per primi riconoscono in sé. “Due  aspetti che in fondo già  erano nelle parole dei profeti:  da un lato la natura catastrofica e distruttiva della redenzione, e dall’altro il carattere utopico delle realizzazioni messianiche”.  Per la sua natura profonda, il messianismo ebraico è una teoria della catastrofe” (Gershom Scholem).  “Siamo distruttori, persino degli strumenti di distruzione che volgiamo a conforto. Gli ebrei resteranno distruttori eterni” (Maurice Samuel). “Di colpo l’ebreo protese la mano verso il Palazzo d’Inverno, ed era come se le parole uscissero da una prodigiosa profondità:   Versa la Tua  collera sui popoli che non Ti conoscono…distruggine la casa così che non resti pietra su pietra, come facesti per Assur e Babel!” (Schalom Asch).

Quando dal 1918, si proposero di “eliminare i kulaki come classe”,  e  prima la borghesia come classe, non si fermarono davanti all’eliminazione di decine di milioni,   le esecuzioni  a  catena,   la fame che sparsero nel paese, gli orrori dei genitori che macellavano un proprio figlio per nutrire gli altri.  Ora che   fra loro si fa strada l’idea, che prima covava marginale,  di “abolire la razza bianca”,  e farla finita “con duemila anni di antisemitismo cristiano”,  non si creda che non se ne sentano capaci: “La nostra è una nuova morale.  La nostra  umanità è assoluta, perché ha le sue basi nel desiderio dell’abolizione di ogni oppressione e tirannide. A noi tutto è permesso”, si leggeva sul primo numero di Spada Rossa (Krasnyi Mec), organo della CEKA di Kiev (e il 75  per cento dei suoi membri erano ebrei).  Già  nell’agosto 1919, quando volontari antibolscevichi riconquistarono temporaneamente Kiev e videro la sala di esecuzione della polizia politica: “Tutto il cemento del grande garage era inondato di sangue. Il sangue non correva, formava vaste pozze di diversa ma sempre immensa vastità. Stagnava un orribile miscuglio fatto di poltiglia rossa, cervello, frammenti di cranio, ciocche di capelli e resti umani […] Una fossa larga venticinque metri, profonda altrettanto e lunga dieci metri, era piena completamente di sangue”.  Nel bolscevismo “una elite di intellettuali governano autocraticamente in nome di una dottrina sacra  e rivendicano una giurisdizione totale sulla vita umana individuale e  collettiva al fine di rigenerarla “  (Luciano Pellicani).

(Le citazioni sono da Giudeobvolscevismo, di Gianantonio Valli, Edizioni Ritter)

Se pensate che esageri, è   perché  non avete più notizie dalla Striscia di Gaza: lì la gente vive ancora accampata sulle macerie di Piombo  Fuso (2008),  fra le rovine di  Protective Edge  (2014): il 75% della case sono distrutte,  la gente  campa all’aperto   nel gelido inverno mangiando  pasti come questo:

Gaza, brodo di zampe di gallina
Gaza, brodo di zampe di gallina

L’eliminazione fisica dei prigionieri di Gaza  continua.  Solo che i media –  che tanto hanno strillato sui “bambini di Aleppo”  – non dicono una parola.

Adesso l’intelligence militare sionista  ha fatto uscire,  a cura dello  Institute for National Security Studies (INSS),    la  2016-2017 Strategic Survey for Israel.   Vi si lamenta “la campagna internazionale per delegittimare Israele”  (ossia “il genere umano ci odia”, proiezione freudiana del “odiamo il genere umano”). Soprattutto si nota che “nonostante i buoni rapporti fra Mosca e Gerusalemme”,   una   maggiore e prolungata presenza militare russa nella regione,   conseguenza dell’intervento che ha cambiato le sorti a favore del presidente Bashar al-Assad, “restringe la libertà di azione militare di Israele”:

“Dalla prospettiva israeliana – continua il rapporto –  lo scenario  migliore è la scomparsa del regime di Assad, insieme alla rimozione di Iran e Hezbollah dalla Siria, e dall’altra parte  la sconfitta dello Stato Islamico e  l’instaurazione di   un regime moderato sunnita  in Siria”.

Insomma non hanno rinunciato a una virgola del loro programma:  eliminazione di Assad. Eliminazione di Iran. Eliminazione di Hezbollah. Insediamento di tagliagole salafiti  in Siria.

 

 

Come  modello di moderazione  sunnita, infatti, il rapporto indica “le  alture di Golan, dove ribelli moderati sunniti stanno combattendo con successo  sia Assad sia lo Stato Islamico”:  ovviamente avendo chiaro che si tratta di “Al  Nusra”, ossia Al Qaeda,  i cui combattenti Israele ha armato e curato se feriti.

Nouriel Roubini, il ben noto  speculatore finanziario e docente alla Stern School of Business  di New York, boccia  Donald Trump. Paventa che metterà fine alla “Pax Americana, l’ordine mondiale sotto guida americana che ha prodotto 70  anni di prosperità” (sic),  e  “poggia sulla liberalizzazione dei commerci  basata sul mercato, sull’accresciuta mobilità del capitale e la messa in atto di politiche sociali giudiziose (sic) il tutto sostenuto dalle multiple garanzie americane di sicurezza in Europa, in Medio Oriente e in Asia, attraverso la NATO ed altre  alleanze”.

“La Russia sfida già oggi l’America e la UE sui territori dell’Ucraina, di Siria, nei paesi baltici,  e nei Balcani”, “sosterrà i movimento pro-russi in Europa. Se  l’Europa vede sparire l’ombrello militare americano, nessuno sarà più lieto che il presidente russo Vladimir Putin”.

No, non rinunciano ad un microgrammo del loro programma.  “La svolta isolazionista dell’America e  il perseguimento dei suoi scopi strettamente nazionali rischia di sboccare in un conflitto  mondiale”.

Titolo dell’analisi di Roubini: “America prima di tutto, e poi la guerra  mondiale

https://www.project-syndicate.org/commentary/trump-isolationism-undermines-peace-worldwide-by-nouriel-roubini-2017-01/french

Il senatore McCain e il suo complice senatore Lindsey Graham si sono portati avanti. Come  abbiamo già detto, a  Natale  sono andati in Ucraina a sostenere la guerra di Kiev contro Mosca: “La nostra lotta è la vostra lotta”, ha arringato McCain.  E anche, con tipica sobria valutazione: “Se  Putin vince in Ucraina, allora può invadere il resto del mondo. In patria, spingeremo per misure adeguate. E’ tempo per loro di pagare un prezzo pesante”.

 

Dio aiuti il popolo russo, che ha pagato già un prezzo di sangue troppo alto all ‘incubo ricorrente  ebraico di rigenerazione dell’umanità attraverso la sua eliminazione.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

10 commenti


  1. Dio aveva provato ad aiutare la Russia,circa 100 anni fa e poi nel 1929,rivolgendosi alle nazioni europee di tradizione cristiana e cattolica in particolare,e al Vaticano.Non fu fatto,e adesso tocca a noi la nemesi.Se Putin sara’ rovesciato per via interna,quelle enormi tragedie estenderanno la loro ombra fino ai nostri giorni,non fosse altro perche’ manchera’ quella cerniera-cuscinetto costituita da cristiani cattolici europei orientali,cristiani cattolici ucraini,cristiani ortodossi russi ed ebrei europei non sionisti(che furono disconosciuti allora dai loro fratelli sionisti cosi’ come oggi vengono disconosciuti gli ebrei francesi che non si stabiliscono in Israele).Potevano essere il crogiuolo dell’Europa unita e il vero ecumenismo,se il cattolicesimo Romano ed europeo lo avesse meritato,visto che Dio agisce con il Suo Spirito ma suscitando Primati e conseguenti responsabilita’ missionarie.Come Adamo ed Eva furono responsabili,per la loro caduta,anche di quella della natura,(cfr.san Paolo non ricordo quale Lettera)cosi’ l’Europa occidentale cristiana e il Vaticano e’ responsabile della caduta della Russia a partire da un secolo fa,perche’ per secoli aveva usato male la sua leadership.Le dottrine sioniste deliranti e sataniche ,sostanzialmente neopagane imperialiste e schiaviste,e le strategie lungimiranti con cui si sono preparati gli scenari a loro favorevoli,vengono dallo spirito satanico, un’apostasia piu’ antica di quella cristiana,ma sono come quel maledetto virus dell’herpes zoster,annidato nei nervi intercostali fin dall’infanzia ,che puo’ riattivarsi all’inizio della vecchiaia di un individuo in questo caso,del mondo nell’altro.Non vogliono forse davvero fare la guerra mondiale come la pensiamo noi,o com’e’ stata prevista da profeti e veggenti,ma vogliono farla fare a noi ,scagliandoci gli uni contro gli altri. Una guerra a pezzi,appunto,e se Usraele sara’ direttamente coinvolto fin dall’inizio,,allora vorra’ dire che qualcosa sara’ andato storto nei loro piani.In teoriasarebbe facile scongiurare tutto,sapendo dove si concentra la testa del serpente fisicamente , ma la nemesi e’ anche Giustizia divina e purificazione.Nemesi non e’ vendetta,e’ giustizia, e per quanto possibile si puo’ attenare.Ma le nazioni europee anche in Siria recentemente hanno fatto mostruosita’.


  2. Caro direttore l’Europa ha firmato la propria condanna a morte con la rivoluzione dell’89 abbracciando i valori giudeo-borghesi e rinunciando alla propria tradizionale società tripartita, da lì in poi solo graduale declino, materialismo, diritti individuali anteposti a quelli comunitari, edonismo, sradicamento dalle proprie tradizoni.
    Il calo demografico attuale e solo il preludio della fine del nostro ciclo, basta guardare gli inetti che poplano la nostra società attuale per rendersene conto.
    La Russia rimase una società tradizionale fino alla presa del potere dei bolscevichi e nonostante 70 anni di comunismo resta l’ultimo baluardo d’Europa.

  3. rino

    Concordo con Angelo Pegli e con il direttore quando sostanzialmente dicono che i mali del mondo sono simboleggiati dalla ribellione del popolo ebraico. Ognuno di noi ha dentro di sé il male che può corromperlo fino a fargli prendere decisioni inspiegabili (emblematica l’assuefazione dei non ebrei ai deliri di onnipotenza del popolo eletto come sintetizzato nel caso che ha aperto l’articolo): esso va combattuto e sradicato altrimenti la corruzione porterà alla fine di questo mondo. Se guardiamo alle società e ai popoli, gli unici che si permettono di sfidare apertamente il potere imperialista del razzismo sionista sono quelli che hanno operato dentro di sé una rivoluzione contro le forze del male. Iran e Russia pare che lo abbiano fatto. Noi saremo condannati ad assecondare il mostro fino al momento in cui non decideremo di fare i conti con il male e la corruzione che ci deturpano dalle profondità dell’anima.
    Questa non è una guerra come le altre. Alla fine non si farà la conta dei morti, ma delle anime.


  4. vicini i tempi in cui si manifesterà il falso messia, un giudeo massone. Non si farà corrompere se non chi ha un credo forte e vero ed una grande fede. Putin è un segno positivo e di fiducia nel genere umano


  5. Vi siete mai chiesti perchè gli Ebrei, o meglio i Khazari, ce l’hanno tanto con la Russia? Il motivo è semplice. I Russi tra il X e il XIV secolo li cacciarono dalla loro vera patria storica, il territorio compreso tra il Mar Nero e il Mar Caspio. Le popolazioni indoeuropee e ugrofinne hanno difeso per secoli l’Europa daI popoli delle steppe, discendenti del biblico Magog. Con la sconfitta dei Khazari, l’ultimo pericolo per l’Europa Cristiana da Est venne meno. I Khazari si convertirono in massa al Giudaismo nel VIII secolo, sostituendosi all’Israele biblico, le cui tracce oggi si ritrovano, secondo i recenti studi del DNA, in molti abitanti dell’Asia Minore e della Siria e soprattutto tra i Palestinesi. I loro avi divennero Cristiani o Mussulmani perdendo ogni legame con la loro cultura.

    1. rino

      Beh in realtà dovrebbero ringraziarli visto che espellendoli dalle loro terre d’origine hanno avvantaggiato il ritorno alla terra promessa concretizzatosi con la creazione dello stato d’Israele subito dopo la II G. M. (stesso discorso per Hitler).
      In realtà si conosce bene il loro senso di gratitudine..
      Credo che ce l’abbiano con la Russia perché il popolo russo nella stragrande maggioranza non ha mai accettato i principi dell’illuminismo attraverso i quali loro hanno comodamente indebolito le società cristiane dell’Europa occidentale. Non a caso adesso tutti i russi sono a favore di Putin con percentuali bulgare.


  6. ….nella collezione ‘serpentina’ dell’Adelphi appare come una persistente ‘sottotraccia’ – un basso continuo – la questione che il polo magnetico del Piccolo Popolo sia da un versante l’oggetto dei pogrom universali, illo tempore, ma dall’altro colui che auspica in certi versi, con certe chiamiamole ‘congetture’ altrettanti pogrom, che ed è qui la questione paradossale, inaudita, vanno a coinvolgere addirittura la sua stessa gente…

  7. Pierpaolo

    Ma questa volta il popolo russo non sarà il solo: lo accompagnerà quello americano.
    È tramontata l’era in cuigli USA potevano sotenere guerre all’estero, seppur mondiali, senza manco rischiare un ponte, una diga, un porto in patria.
    La prossima guerra, che non sia quella contro Granada o Panama, si abbatterà sui civili americani, così come le precedenti guerre mondiali si sono abbattute sull’Europa.
    Può essere benissimo che ciò non sposti di una virgola i piani ebraici, ma può essere anche che i prossimi pogrom vengano tenuti negli USA.


  8. I suprematisti ebrei non hanno Sapienza, nemmeno quella politica, come ogni altro suprematista del resto, sia ariano, indù o altro. In più, gli ebrei non hanno esperienza storica di dominio né di governo. Ecco perché perderanno. Non saranno le loro vittime a fermarli, noi manco la conosciamo la minaccia, ma saranno gli altri, tutti gli altri e in particolare i musulmani.
    Gli ebrei khazari, bianchi come la razza bianca che vogliono eliminare, sono patetici e hanno pure il difetto di occupare la Palestina abusivamente, opprimendo i palestinesi, gli unici veri discendenti degli ebrei originari. A proposito, i popoli presso i quali ci sono storiche comunità sefardite e dove nacquero le prime comunità cristiane (formate da ebrei) avrebbero più diritto di sangue a reclamare la Terra Santa di questi khazari. Per loro è una vendetta contro chi li ha cacciati dalle steppe, ma saranno annientati. Si stanno prendendo tutta la Palestina, un pezzo alla volta, ma gli arabi non se ne vanno da lì e anzi aumentano sempre di più.

  9. numantium

    Caro Direttore, in un articolo di qualche anno fa su Der Spiegel, venne riportato un episodio della arroganza di Israele verso gli altri Stati e nel caso la Germania della Merkel: si trattava della resistenza di un alto funzionario del governo tedesco alla fornitura gratuita (!!!) di ben sette sommergibili a Israele. Ebbene un viceministro o sottosegretario israeliano preso il telefono fece una lavata di capo ad un suo omologo tedesco, minacciando prese di posizione anche sulla stampa, ed i sommergibili vennero forniti anzi regalati. A cosa poi servissero si è saputo: essi sono in grado di lanciare missili cruise capaci di colpire a migliaia di chilometri.

Lascia un commento