La Commissione Europea finanzia i militanti pro-immigrati

In Francia è stato notato che lo “spontaneo” ammassarsi di immigrati al Pas de Calais, da   cui cercano di giungere in Gran Bretagna sotto il tunnel ferroviario, è gestito da una organizzazione che si chiama No Border, di militanti anarchici e dei centri sociali. C’era un gruppo di No Border anche a Ventimiglia, ad organizzare la protesta e le manifestazioni, sotto forma anche di rivolte e sommosse occasionali.  Sul suo sito, l’entità si definisce “un network europeo di gruppi antirazzisti che lavorano insieme contro l’esclusione e la criminalizzazione dei migranti e la libera circolazione”.   Questa rete radicale di anarchici sostiene l’abolizione pura e semplice della frontiere, in una già significativa convergenza di veduta coi poteri forti mondialisti e Georges Soros. E’ una organizzazione-non-organizzazione – dunque “spontanea” essa stessa, informale, con il vantaggio   per chi la dirige di restare anonimo – di cui il grosso della truppa è formato da giovani anarchici, talvolta minorenni, in rottura con la famiglie, spesso essi stessi “nomadi”; ma inquadrati da vecchi esponenti della sinistra extraparlamentare francese.

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Il fatto interessante è che questa “spontanea rete” non è nata ieri, con l’ondata dei migranti.   E’ stata creata almeno 15 anni orsono – molto prima della “emergenza-profughi”, crescendo sotto forma di “No Border Camps”, attendamenti e campi in giro per l’Europa: al confine polacco con l’Ucraina, in Germania a ridosso del confine polacco, in Sicilia, in Francia. Nel 2002 hanno fatto un campo estivo a Strasburgo, nel 2010 a Brixelles, nel 2012 a Stoccolma. Un “camp” era stato allestito anche a Genova nelle roventi giornate del G-8 dove apparvero i black Block a fare i danni che sappiamo. In questi accampamenti, che durano in genere una settimana, i giovani “antifascisti e antirazzisti” vengono indottrinati in “gruppi di discussione”            e imparano a creare “nuove forme di resistenza contro il regime brutale e spesso assassino dei confini della Fortezza Europa”. Ora, l’organizzazione di tanti “campi” esige organizzazione e spese; e ricorda molto da vicino al tattica e l’addestramento di quei gruppi che hanno organizzato varie “rivoluzioni colorate” nell’Est, organizzando il malcontento di piazza contro i governi nella missione, ben compensata dal Dipartimento di Stato, di “diffondere la democrazia”.   Il più noto e vecchio di questi gruppi è la OTPOR (Resistenza in serbo), che contribuì a rovesciare Milosevic a Belgrado; oggi è una ONG, e una compagnia di giro di professionisti dell’agitazione, che vanno a insegnare “tecniche di piazza non violente” laddove sono chiamati.   In Georgia hanno rovesciato il vecchio Shevarnadze permettere al suo posto il noto Shaakasvili; elementi della compagnia Otpor sono stati in Bielorussia, Ucraina; nel 2000, all’Hotel Hilton di Budapest, hanno ascoltato i seminari del colonnello americano Robert Helvy sui metodi di “combattimento non violento”.

Anarchici per Soros

Soros è d'accordo
Soros è d’accordo

La rete NoBorder ha ispiratori simili? Una breve indagine mostra che il grosso del lavoro logistico e promozionale è svolto da un’altra organizzazione, United Agains Racism-Fascism-Nationalism, che appare molto più strutturata. Ed uno strano modus agendi.

http://www.unitedagainstracism.org/about-united/volunteers/

A Calais, dove diverrà rovente la questione immigrati in Francia, ad esempio, nel 2009 si tiene un No Border Camp e la United crea una entità locale ad hoc, la Calais Migrant Solidarity (CMS), che s’installa in modo durevole, e recluta e inquadra i militanti anarco-libertari sul posto.

http://www.unitedagainstracism.org/addressbook/calais-migrant-solidarity/

Questa CMS è sponsorizzata, oltre che dalla United, da una Unity Bank, una banca con sede nel New Jersey e quotata al Nasdaq. Quanto alla United, sponsorizza sia “antifascisti russi” che “antifascisti ” di tutti i paesi, è collegata e controlla 5 mila organizzazioni di base europee, organizza “settimane antifasciste” e “contro l’antisemitismo”;   promuove (paga?) Reflexes, ossia Réseau d’étude, de formation et de lutte contre l’extrême-droite et la xénophobie,  qualcosa che si definisce “un movimento antifascista radicale” composto da “militanti di estrema sinistra”: orbene,   tempo fa Indymedia ha lanciato una polemica contro Reflexes, accusandolo di avere “legami con servizi di polizia” attraverso, proprio,   l’organizzazione United Against Fascism.

Attivisti per l’Eurocrazia

Come, come? L’organizzazione libertaria ed alternativa che lotta per l’abbattimento delle frontiere, sarebbe collusa con organizzazioni poliziesche? Ebbene sì. Fra gli sponsor della United si trovano il ministero dell’interno britannico (HomeOffice UK) e quello Olandese.

Ma non basta. Questo benemerito gruppo anarco-antifascista, che abbatte le frontiere ed aiuta i migranti a violare i confini, è finanziato anche dalla Commissione Europea Programma Erasmus), dal Consiglio d’Europa, dal Consiglio Mondiale delle Chiese, dai gruppi parlamentari europei verdi e socialisti, di decine di istituzioni governative europee ufficialissime. Ma tra gli sponsor “privati” (diciamo così) della United che scaglia i militanti anarchici contro le frontiere europee e i governi che le difendono, potevano mancare la Fondazione Rotschild e il Jewish Humanitarian Fund? Ancor meno poteva mancare la Open Societ y Foundation del miliardario ebreo-ungherese Georges Soros, quello che è stato accusato dal premier magiaro Victor Orban di essere tra gli organizzatori dell’ondata migratoria, come gli altri miliardari che “sostengono tutto ciò che mina lo Stato nazionale”. Ciò che Soros non nega affatto. Nel sito della sua Open Society (che gestisce 25 miliardi di dollari per gli scopi di Soros), si propugna che ogni richiedente asilo, nessuno escluso, diventi un rifugiato   col diritto di spostarsi come vuole entro lo spazio di Schengen. Esattamente quel che vogliono i militanti e attivisti di No Border.

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E passi per Soros. Ma che sia il Consiglio d’Europa, anzi la Commissione Europea, a finanziare i No Border, ossia le piccole turbe di anarchici anti-sistema che “lottano” a volte con azioni clandestine e violente per un programma di radicale abbattimento delle frontiere, è – se si vuole ancora più illuminante. Tecnocrazia e sinistroidi uniti nelle “lotte”, militanti di base antirazzisti che lavorano per i miliardari mondialisti e gli eurocrati di Bruxelles. Non si può fare a meno di rievocare la sentenza di Spengler: la Sinistra fa’ sempre il gioco del grande capitale, a volte perfino senza saperlo.

 

Qui sotto, copio-incollo la lista degli sponsor e finanziatori della United:

 

« Since 1992 financial support was received from various sponsors such as : European Commission(General Budget/Socrates/Grundtvig/Youth in Action/Erasmus+/DG Employment Social Affairs/TACIS IBPP), Council of Europe (European Youth Foundation/European Youth Centres),OSCE-ODIHR, Heinrich-Böll-Stiftung, World Council of Churches, Olof Palmes MinnesFond, Cultural Council Sweden, Ministry of Education Slovenia, Green Group-, Socialist Group-, and GUE/NGL Group in the European Parliament, European Cultural Foundation, Stiftung West-Östliche Begegnung, Aktionsbündnis Gegen Gewalt, Rechtextremismus und Fremdenfeindlichkeit Brandenburg, Home Office UK, Ministry of Interior-BZK NL, Federal Department of Foreign Affairs CH, the Matra Programme of the Netherlands Ministry of Foreign Affairs, Instituto Português da Juventude, National Integration Office Sweden, Service Nationale de la Jeunesse Luxembourg, LNU – Norwegian Youth Council, Europees Platform Grundtvig, Friedrich Ebert Stiftung, Federal Social Insurance Office (Dep. for Youth Affairs) CH, Swiss Coordination Office of Youth for Europe, Federal Service for Combating Racism (Fund for Projects Against Racism) CH, Migros Kulturprozent CH, Comunidad de Madrid, Ministry of Youth and Sport of Azerbaijan, The Swedish National Board of Youth Affairs, Rothschild Foundation, Local Municipality of Budapest, Youth Board of Cyprus, Jewish Humanitarian Fund, Foundation Remembrance Responsibility and Future, Minority Rights Group Europe, OSCE – Mission to Skopje, Finnish Ministry of Education and Culture, Provincie Noord-Brabant, Open Society Foundations, Children and Youth Development Fund Georgia, Final Frontiers Internet, Dijkman Print and others.
This website has been funded with support of the Council of Europe (European Youth Foundation), the Erasmus+ Programme of the European Union and the Open Society Foundations.
 »

No Borders a Ventimiglia
No Borders a Ventimiglia

L’ultima frase è impagabile: “Questo sito web è stato finanziato col sostegno del Consiglio d’Europa (Fondazione Gioventù Europea), il Programma Erasmo della Unione Europea e dalla Open Society Foundation”. Ecco chi paga i “ribelli antirazzisti” che lottano per gli immigrati.

6 commenti

  1. Piero61

    salve
    a Genova, zona “porto antico” è pieno di loro murales e manifesti…
    dalle poche notizie che so, nella maggior parte dei casi questi “gruppi” sono composti dai figli della “buona società” imprenditoriale genovese, quella che abita nei quartieri chic (radical) di Albaro, Castelletto, S.Ilario dove, guarda caso, il PD supera sempre il 70% dei consensi elettorali…
    quasi tutti questi rampolli erano delle capre a scuola
    saluti
    Piero e famiglia

  2. jafar

    questi sono i frutti osceni del ’68…coloro i quali si sono laureati allora sono diventati poi gli insegnanti,i presidi negli anni 80-90 e purtroppo hanno figliato…adesso siamo alla terza generazione di figli del ’68:trentenni,qurantenni i quali hanno occupato anch’essi la scuola e insegnano i benefici della società multiculturale,dell’antirazzismo,della distruzione di qualsiasi cultura patriarcale,l’odio verso il cristianesimo e qualsiasi religione…che futuro buio per l’europa

      1. Piero61

        salve e Buona Epifania
        l’unico razzismo che vedo è quello di questi signori, politicamente corretti e “correttamente” indottrinati al nulla, verso i loro simili e verso se stessi; la cultuta Patriarcale ha retto il mondo, egregiamente, per secoli
        saluti
        Piero e famiglia

  3. FBF

    Non so perchè ci dobbiamo scandalizzare di tutto ciò e perchè dobbiamo osservare gli Europeisti quando basta osservare i Catto Italioti cioè gli Italiani e il Codice della vita italiana. Per capire la faccenda basta leggere l’estratto da uno scritto di Giuseppe Prezzolini. Gli Italiani
    Cambierà o ci interessa che cambi? No.

    Codice della vita italiana

    Capitolo I – Dei furbi e dei fessi

    I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
    I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
    Non bisogna confondere il furbo con l’intelligente. L’intelligente è spesso un fesso anche lui.
    Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
    Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.
    I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.
    Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
    L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
    L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.
    Giuseppe Prezzolini, nato “per caso” (come lui amava dire) a Perugia il 27 gennaio 1882 e morto a Lugano il 14 luglio 1982, è stato un giornalista, scrittore ed editore italiano.
    Nel 1921 ha pubblicato il “Codice della vita italiana“, una raccolta di aforismi edita da La Voce, in cui fa una divertente caricatura dell’Italia e degli italiani.

  4. Apollineo

    Condivido il commento di Jafar. I nostri nemici non sono tanto i musulmani (anche se molti di essi sono educati nell’odio verso gli infedeli) ma è l’odio che la cività occidentale ha perprpetato a sè stessa. Era lo stesso Benedetto XVI a parlare di un odio di sè dell’Europa. Saluti

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