Israele: “La Siria potrebbe riavere il Golan se…”

Il quotidiano “Huffington Post” ha pubblicato un articolo in cui fa riferimento ai “disperati sforzi di Israele per rompere l’alleanza strategica che unisce la Siria all’Iran“, sforzi che però sono “falliti“. Cercando di recuperare in Siria, dove i propri errori di calcolo le sono costati caro, Israele sta bussando a ogni porta. Il quotidiano afferma che “l‘Iran svolge infatti un ruolo chiave nelle evoluzioni delle vicende siriane ed è all’Iran che il governo di Assad deve in gran parte la sua sopravvivenza“, aggiungendo poi che “anche se Israele da decenni ha fatto di tutto per tenere la Siria lontano dall’Iran, i legami di Damasco-Teheran si sono costantemente rafforzati e sono ora di natura strettamente strategica. A partire dal 1998, tutti i Primi Ministri del governo israeliano hanno offerto a Assad un accordo: restituire alla Siria le Alture del Golan (occupate illegalmente dal regime israeliano, ndt) in cambio di una sola cosa, la fine dell’alleanza strategica Damasco-Teheran. Ma i siriani non hanno mai ceduto a questa seducente offerta. Anche nel momento peggiore, quando furono costretti a lasciare il Libano“.

Il quotidiano scrive che questa offerta è stata rinnovata dopo il 2011, quando ha avuto inizio la guerra programmata contro la Siria: “Sia Riyadh che Tel Aviv hanno fatto capire ad Assad che la “rivoluzione” che voleva rovesciarlo si sarebbe “calmata” nelle settimane successive, se avesse rinunciato alla sua alleanza con Teheran. Ma i siriani hanno visto bene e fatto la scelta di campo giusta. Sei anni dopo, Assad e il suo entourage saranno felici di aver fatto la cosa giusta. Hanno scelto di preservare la loro alleanza con l’Iran e i risultati si vedono oggi: come ammettono le fonti israeliane, Assad sarà in grado di riconquistare tutto il territorio siriano nel 2018″.

Israele ha recentemente minacciato di intervenire direttamente in Siria se “l’Iran e Hezbollah” rimarranno presenti nel paese arabo. 

Israele: “La Siria potrebbe riavere il Golan se…”

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4 commenti


  1. Ormai le alleanze sono basate su schieramenti dati da ragioni sovrannaturali. Sciiti ed ortodossi, maroniti e Patriarcati di Antiochia da una parte, i quali accettano che Gesù sia nato per opera dello Spirito Santo, e wahabiti, sionisti, anglicani e luterani dall’altra, che non lo accettano. Adesso i fronti non sono più per Danzica, per Trento e Trieste, per Nizza e la Savoia, per i Sudeti, l’Alsazia e la Lorena. Adesso i fronti sono pronti. Gesù, venuto ad Opera dello Spirito Santo di Iddio Padre, condurrà i Suoi, i quali credono ancora nella Famiglia sacra. Gli altri, no.


  2. Sì, la posta in gioco è altissima: non solo il recupero del territorio siriano (che sarebbe, poi, ben magra consolazione dopo sei anni di devastazioni e d massacri), non solo il corridoio strategico per gli idrocarburi che, attraverso la Siria, arriva al Mediterraneo, ma, soprattutto, la nascita di un impero sciita lungo l’asse Beirut-Damasco-Baghdad-Teheran a guida iraniana, con una profondità incredibile, dal Caspio al Mediterraneo.

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