Involontaria ammissione di El Papa a quelli che perseguita.

Forse non tanti lettori ricordano chi sono i Francescani dell’Immacolata dal saio azzurro: questo ordine religioso nuovo (fondato negli anni ’70 da padre Stefano Manelli, ancora vivente) col proposito di vivere radicalmente la “regola” di San Francesco d’Assisi e una speciale offerta di sé all’Immacolata – secondo la specifica ascetica di padre Kolbe, morto martire ad Auschwitz offrendosi di sostituire un condannato a morte padre di famiglia. Questa strada severa ha richiamato un gran numero di vocazioni: 800 frati e suore, mentre gli altri ordini religiosi sono ormai vuoti e radi.

Ora, sono ormai oltre due anni che questo folto gruppo di anime, fra cui molti sacerdoti, e laici terziari, è oppresso e perseguitato. Sottoposto a commissariamento, il fondatore allontanato e praticamente agli arresti, i frati sacerdoti (mani consacrate) molti sospesi a divinis, tutti col divieto persino di cercare di lasciare l’ordine per cercare di diventare normali preti diocesani; i pochi vescovi che hanno accettato di incardinarli sono stati a loro volta commissariati: è accaduto al vescovo di Albenga che ne aveva accolto tre (in questo deserto di vocazioni sacerdotali, di seminari vuoti o dove avvengono feste omosessuali) .

Chi li perseguita? Il Papa.

Quello che ha preso il nome “Francesco”, e di cui tutti i media celebrano la “misericordia”, ha deciso di sopprimere l’ordine francescano più fedele a quello di Assisi, infliggendo un supplizio continuo a queste povere anime, angoscia alle loro famiglie (sono tutti giovani),

privandole della libertà che la Chiesa ha sempre riconosciuto ai figli di Dio, la libertà di obbedire alle chiamate dello Spirito.

Troppo severo, troppo tradizionalista (Messa in latino)? Non si sa, perché un’accusa precisa non è stata mai formulata nelle forme dovute in tal modo, essi non possono difendersi. A mezza bocca, nelle stanze del potere si è farfugliato di mancanza di “sensus Ecclesiae”, in pratica li si accuserebbe di non essere entusiasti del Concilio Vaticano II. Ogni critica all’idolo comporta i fulmini di una gerarchia che, per il resto, è di manica larghissima sui vizi propri.

Fatto sta che si sono lasciate correre calunnie sui supposti tesori finanziari di padre Manelli (un novantenne) e sul come palpasse le sue suorine (un novantenne!); la Magistratura, che mai manca di obbedire a certi ordini, ha mandato la Finanza a sequestrare milioni di euro che sarebbero stati l’occulto tesoro dei Francescani azzurri; poi restituiti ai proprietari, perché qui beni non sono mai stati di proprietà dei francescani dell’Immacolata, ma dei benefattori e familiari che spontaneamente danno per mantenere le centinaia di frati e suore.

La certezza che i Francescani nascondessero un mare di soldi ha indotto i persecutori, nel decreto di commissariamento, a stipendiare il Commissario persecutore e “l’onorario per il loro servizio” ai “collaboratori da lui eventualmente nominati”. Una imposizione che, come ebbe a scrivere il caro Mario Palmaro, “evoca l’uso dei regimi totalitari di addebitare ai familiari dei condannati il costo delle pallottole usate per l’esecuzione”.

Sia detto en passant, il secondo firmatario del decreto di persecuzione, il segretario della Commissione per gli Istituti di Vita Consacrata (il ministero competente), elevato a quella poltrona personalmente da El Papa di cui gode la piena fiducia – il “francescano” José Rodriguez Carballo – è poi stato travolto da uno scandalo finanziario con tanti di sequestri di milioni di euro da parte della magistratura svizzera, ai danni dell’ordine dei Frati Minori, pieni di quattrini, in una vicenda di “investimenti” speculativi da finanza allegra e gestione di un albergo di lusso a Roma. I succosi particolari qui:

http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/lo-scandalo-finanziario-dei-frati-minori-mons-rodriguez-carballo-nellocchio-del-ciclone/

El Carballo malversadòr
El Carballo

Quanto al primo firmatario, il cardinale Joao Braz de Aviz, di Brasilia, è un seguace della teologia della liberazione ed è noto al suo paese per aver tenuto la relazione introduttiva al Primo Forum Spirituale Mondiale, insieme ai rappresentanti di società spiritiste, teosofiche e massoniche, dove si è lanciato il progetto di una religione planetaria unificata…El Papa ha voluto lui alla carica di Prefetto della detta Congregazione che controlla i religiosi, ossia di ministro del competente ministero. Almeno non è come monsignor Ricca, lo scandaloso omosessuale che conviveva in una Nunziatura apostolica con il suo amante, e che Bergoglio ha voluto fare capo dello Ior. Ma solo per notare una certa costanza dei caratteri che Bergoglio, con fiuto infallibile, eleva alle massime cariche del suo pontificato.

 

El cardenàl Braz de Aviz
El cardenàl Braz de Aviz

Torniamo ai Francescani dell’Immacolata (d’ora in poi FdI) . Ad un certo punto, il commissario mandato a sopprimerli, padre Fidenzio Volpi, troppo zelante persecutore, defunge. D’improvviso. Che vi sia qui un “signum Dei” lo credono soprattutto in Vaticano, al punto che per qualche giorno la ferale notizia vien tenuta nascosta come se fosse imbarazzante, anzi sul sito dei Francescani dell’Immacolata (i prigionieri) si fa’ pubblicare un comunicato, a firma del defunto, dove padre Volpi in persona comunica: “Ho già lasciato l’Ospedale in cui ero ricoverato ed ho iniziato la mia convalescenza. Ho già riassunto il pieno esercizio delle funzioni di governo”. Invece padre Volpi è già morto di ictus da giorni…Sono i miracoli della Chiesa di Bergoglio? Qui i succosi dettagli, se siete curiosi:

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/05/e-morto-il-commissario-volpi-silenzio.html

Si sperava che dopo la scomparsa del Volpi si alleviasse la persecuzione. Sono stati invece nominati tre commissari nuovi, con l’incarico di aggravare implacabilmente l’oppressione dei poveri francescani azzurri, delle suore e dei terziari.

Lo si desume dall’incontro che uno dei commissari,  ha voluto avere coi Francescani dell’Immacolata – in pratica, coi superiori dei conventi e dei loro organismi – il 28 settembre. L’incontro doveva essere segreto. Da qualcuno che c’era, si son potuti ricavare per sommi capi gli ordini che  ha impartito:

1 – E’ stato comunicato che non sarà concesso a nessuno di loro di lasciare l’ordine per operare, ad esempio, come sacerdoti  secolari incardinati in qualche diocesi;  potranno andarsene solo per essere ridotti allo stato laicale (cosa che implica una decisione del papa diretta) e sposarsi. 

Nota mia: Insomma è vietato loro sia agire nell’ordine fondato da padre Manelli, sia di uscirne: li hanno chiusi in una gabbia. A che scopo? “Per rieducarli”, ipotizza un amico. Come faceva Pol Pot? Qualcuno ritiene che una simile decisione sia contraria al diritto canonico. Non so giudicare. Mi sembra di giudicare una volontà persecutoria certa e crudele.

2 – Dovranno strapparsi la “medaglietta miracolosa” che portano cucita sul saio (una particolarità degli Azzurri). La motivazione data dal commissario: “Se no, qualcuno potrebbe pensare che è davvero miracolosa”.

medaglia

Medaglietta Miracolosa” la chiamò la Vergine, la quale apparve nel 1830 a suor (oggi santa) Caterina Labourè a Rue du Bac a Parigi. La Madonna le descrisse esattamente quali immagini e simboli dovessero apparire nel recto e nel verso, e promise molte grazie a chi la indossasse. L’ebreo Ratisbonne attribuì la sua (celebre) conversione a questa medaglietta. Madre Teresa e le sue suore ne hanno tenuto decine in tasca (sono povere cose di alluminio) e le danno a tutti, a chiunque. Ma in Vaticano pare scandalo che si abbia sul saio questa medaglietta. Potrebbe far credere che sia davvero miracolosa, che vergognosa superstizione…

3 – Dovranno spogliarsi del saio quando si coricano.

Evidentemente, i FdI avevano ripreso l’uso antichissimo di San Francesco di dormire vestito del saio ruvido, per penitenza e castità. Capisco che al nostro mondo sembri strano. Ma lo faceva anche Padre Pio.

4 – Dovranno cancellare dai loro statuti il “Voto Mariano”.

Voto Mariano” fu quello che padre Massimiliano Kolbe adottò per sé – di totale dedizione a Maria, fino alla morte, in aggiunta ai voti francescani (povertà, obbedienza, castità). E’ un atto di abnegazione eroica straordinaria. E’ anche l’anima e il fondamento specifico dell’ordine fondato da padre Manelli.

5 – E’ stato  infine loro intimato di non parlare più e non fare più riferimento a San Massimiliano Kolbe.

Un sopruso feroce ed assurdo. Spiegabile solo con un odium theologicum verso il martire polacco, il suo esempio, la chiamata soprannaturale all’eroismo, e un “odium ideologicum” con un padre Kolbe campione della polemica anti-massonica ed anti-giudaica.

Ora, come reagiscono i FdI? Disobbediscono, essendo essi secondo l’accusa nemici del Concilio? Si rivoltano come fece monsignor Lefevre? Rifiutano di assoggettarsi ad una così evidente e malvagia usurpazione? No, nient’affatto. I frati e le suore che restano fedeli a padre Manelli, il fondatore prigioniero, affermano di stare accettando questa persecuzione per offrirla per il bene della Chiesa e la fine della crisi che la devasta.

Insomma sono fedelissimi nell’obbedienza. Eroicamente fedeli. Agnelli fra le mani del macellaio…

A tal punto da suscitare un qualche vago sentimento di pietà, o forse di imbarazzo, nel prefetto stesso, il cardinal Braz de Aviz, primo firmatario del commissariamento. Siamo in grado di riferire – grazie a due diversi testimoni che indipendentemente l’uno dall’altro hanno riferito il fatto, avvenuto un giorno imprecisato fra maggio e giugno scorso, a cui erano presenti (ah, caro hotel Santa Marta!, benedetti i tuoi spifferi!) – che il cardinal prefetto abbia chiesto al Papa: allora, quali sanzioni vogliamo dare ai Francescani dell’Immacolata? Dopo due anni di commissariamento….La logica era quella del Kgb: una volta che ti aveva arrestato, mica poteva riconoscere che eri innocente; doveva darti almeno “un quartino”, 25 anni di GuLag. Però nel cardinalone promotore della religione unita mondiale, c’è forse un’eco della frase di Pilato: “Non trovo colpa in quest’Uomo…Dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò”.

Ma quale pena, ha risposto “Francesco della misericordia”; non penso a sanzioni, l’ordine va’ semplicemente soppresso. E questo anche, secondo i testimoni oculari, “con una certa forza e durezza”.

Insomma, la morte di un ordine fiorente. Che sarà eseguita, senza alcun dubbio, dagli yes men di cui El Papa si è circondato, e su cui il misericordioso (con Scalfari) fa regnare letteralmente “il terrore”.

Bergoglio  confessò che il diavolo…

Ma ha mai spiegato, El Papa, cosa lo muove nel suo implacabile odio? In qualche modo l’ha fatto. Lo disse ad una udienza ad alcuni Francescani dell’Immacolata, che ha concesso in Vaticano il 10 giugno 2015, dalle 9.30 alle 11. Li ricevette allora, capisco, soprattutto per rivendicare a sé la persecuzione che subivano. E’ inutile che accusiate padre Volpi, sono io che vi ho fatto questo; io, il vostro Papa..

Il discorso che fece è registrato, ed è stato persino riportato nelle ultime pagine del “Calendario 2015” che gli stessi francescani azzurri vendono per autofinanziarsi (chiedetelo se volete alla sede di via Boccea 590, 0166 Roma).

Ne riporto i passi salienti. Premetto che uno dei presenti ebbe il coraggio di esprimere dolore ché all’udienza non fosse stato invitato padre Manelli, il fondatore…ecco parte della risposta del “Francesco” ai francescani smarriti:

A me è stata spiegata  la (vostra) situazione tranquillamente, calmamente; ho pregato con benevolenza per voi e ho sentito  che dovevo prendere quelle decisioni (del Commissariamento) dopo essermi consigliato (…) Il principio che mi ha guidato è stato quello dell’obbedienza perché è proprio il principio della cattolicità.  Quando pensiamo alla Riforma protestante è cominciata con la rivolta, lo staccarsi dal vescovo, lo staccarsi  da Roma e non è la cattolicità.

Sant’Ignazio  ci dice che la regola “per sentire con la Chiesa” è che se io vedo  una cosa nera che è nera e la Chiesa mi dice che è bianca  devo dire che è bianca.  (…)   Uno dei Fondatori vostri  non è finito tanto bene, quello che ha fatto  la Riforma cappuccina,  credo che se ne è andato  a cercare altre arie, non so se è caduto nel Protestantesimo… E sì perché voleva qualcosa e le tentazioni sono così.

(Seguono una ventina di righe in cui spiega che ha vietato lui di celebrare la Messa in latino. Poi del fatto che il Seminario di Sassoferrato, dove c’erano ben 60 seminaristi, è chiuso e i seminaristi dispersi):

Io conosco i motivi di questo trasferimento e mi sembrano giusti.  Prima di prendere la decisione sono stato consultato dalla Congregazione e io ho detto sì, perché questo sia chiaro: sono io il responsabile…”

Altre 10 righe in cui ripete che bisogna credere al Concilio Vaticano II, cita l’ermeneutica della continuità di Ratzinger, dovete sempre rimanere uniti al Papa: E senza il papa, a te chi ti garantisce la tua ortodossia, lontano dal papa?” …). Poi riprende:

 “Ma quando c’è un’ermeneutica ideologica io ho paura, io ho paura.  Io ricordo… è vero che tutti dobbiamo essere ortodossi, ma tante volte si usa (la parola “ortodossia”, ndr.) per giustificare procedimenti  in ultimo non chiari. Io ricordo un Vescovo dell’America latina, bastonava tutti noi: “L’ortodossia, l’ortodossia!”; ma era un affarista, faceva negozi con i soldi… Così si accusano gli uni, gli altri  di non essere ortodossi  per coprire altri interessi. (…)

Ed ecco infine la frase agghiacciante:

Il vostro carisma è un carisma singolare : c’è lo Spirito di san Massimiliano Kolbe, un martire, e c’è lo spirito di san Francesco, l’amore alla povertà, a Gesù spogliato… Ma c’è un’altra cosa che a me fa capire perché il demonio è tanto arrabbiato con tutti voi: la Madonna. C’è qualcosa che il demonio non tollera… non tollera la Madonna, non tollera e non tollera di più quella parola del vostro nome: “Immacolata”, perché è  stata l’unica persona solamente umana  nella quale  lui ha sempre trovato la porta chiusa, dal primo momento;  lui non (la) tollera. Ma pensate anche il momento che voi vivete adesso  come una persecuzione diabolica, pensatela così...”

 Ora, non so a voi che impressione faccia questo fraseggio – questo farfugliare sconnesso, perché farfuglia, si capisce che è a disagio. A me sembra, nella confusione mentale, una confessione. Prima dice: sono io, io personalmente, che rivendico la responsabilità delle punizioni che vi vengono inflitte. Poi dice questa frase inaudita: “C‘è un’altra cosa che a me fa capire perché il demonio è tanto arrabbiato con tutti voi: la Madonna.  C’è qualcosa che il demonio non tollera… non tollera la Madonna, non tollera e non tollera di più quella parola del vostro nome: “Immacolata” (..) pensate anche il momento  che voi vivete adesso  come una persecuzione diabolica, pensatela così…”

Il papa dice: sono io l’autore della vostra persecuzione, e pensate pure che è una persecuzione diabolica…Cosa è questo, sdoppiamento di personalità?

Non so quanto c’entri il tumore detto benigno, il neurinoma, che lo specialista dei neurinomi Fukushima gli ha trovato nel cervello, e che la junta suramericana ha così furiosamente smentito (El caudillo està en perfecta salud!). O forse quel tumore è un “dono” che ha contratto quella serata di festa carismatica del 2006, allo stadio (ben opportunamente detto) Luna Park di Buenos Aires, dove il cardinale si sottopose in ginocchio alla benedizione dei protestanti fondamentalisti? Questi, che sono eretici per la Chiesa, gli imposero le mani: segno che volevano trasferirgli uno Spirito. Quale spirito? chiediamo.

Foto preoccupanti mostrano che egli cadde in qualcosa come una trance. Uno stato alterato di coscienza.

In trance
In trance

E che pronunciò un discorso ebbro, come in quelle riunioni succede quando si viene invasati da uno spirito: “Che il Padre ci chiuda la bocca con l’abbraccio e ci unisca sempre più”, gridò in piena suggestione ipnotico-dionisiaca: “..Sì, sono peccatore, vedo la piaga con cui Cristo ci ha salvato”; “appropriamoci della piaga di Cristo”. Quanto al vento (dello Spirito Santo), ha osservato che è lui che “ci stringe nell’unità” e “ci unisce come chiese riconciliate nella diversità”. 

Ecco come lo ha descritto quella sera il National Geographic Usa, che gli ha consacrato un servizio speciale:

Le braccia tese, il volto improvvisamente animato, con un fremito di passione nella voce, Jorge Mario Bergoglio si rivolge a Dio: «Padre, siamo divisi. Uniscici! ». Chi lo conosce lo guarda sorpreso, perché l’arcivescovo è noto per la sua espressione imperturbabile (….) Bergoglio si inginocchia lentamente  sul palco e chiede ai presenti di pregare per lui. E il pubblico, ancorché sorpreso, risponde all’invito, sotto la guida di un ministro evangelico. L’immagine dell’arcivescovo inginocchiato tra altri prelati di grado a lui inferiore, in atteggiamento di umile supplica e venerazione, finirà sulle prime pagine della stampa argentina”.

Quale Spirito
Quale Spirito

Da quel momento, come ha detto nella cattedrale cattolica di Istanbul: “Il fuoco dello Spirito Santo non riempie tanto la mente di idee, ma incendia il cuore”. Egli obbedisce a quell’incendio, a quel che lo “spirito” gli suggerisce: la sua “teologia” senza dottrina, e le sue nomine allarmanti – come monsignor Ricca lo scandaloso invertito, o Carballo il malversatore…o la topless girl Chaouqui .

Forse, più che il medico specialista del tumore, sarebbe di giovamento un esorcismo. Ci restituirebbe un Santo Padre guarito, chissà. Farebbe bene anche a lui.

14 commenti

  1. Piero61

    …continua il vomito, irrefrenabile ormai…
    ma non ci dobbiamo arrendere e pregare per questo papa…vero o presunto che sia
    saluti
    Piero e famiglia


  2. L’articolo di Socci, che quì riporto : http://www.antoniosocci.com/in-vaticano-ce-una-nuova-inquisizione-catto-progressista-perseguitano-con-accanimento-i-francescani-dellimmacolata-perche-hanno-fede-e-tante-voca/ è un po datato ma rende bene quello che scrive Blondet.
    Nella chiesa post CVII non c’è posto per la tradizione.
    Chiunque voglia rimanere nel solco della Chiesa bimillenaria, viene “asfaltato” dai nuovi teologi della liberazione.
    Bergoglio continua a ripetete che vuole una chiesa povera per i poveri ma, c’è da chiedersi, come farebbe una Chiesa povera a sostenere per esempio il Pontificio consiglio “Cor Unum?”
    Questo è un vero mistero.

  3. ducadegliabruzzi

    Direttore, ricordo i suoi bellissimi articoli sul tema, in effetti
    sinceramente non capisco Bergoglio, sono evidenti le sue aperture ma percepisco in alcune parole il fastidio che ha per certe manifestazioni, parla del valore della famiglia e critica chi fa più di due figli. Apre agli omosessuali come se dovessero avere non so quale riconoscimento e silura con cattiveria il sindaco Marino perché ha avallato le unioni omosessuali. Vuole collegialità e alla fine del sinodo passa per le armi quelli che sono contro di lui. Usa la povertà come una clava dicendo che chiesa ama i poveri, ma la Chiesa ama tutti pure i ricchi. Di certo vuole una Chiesa aperta al mondo perché dal mondo vuole un applauso ma questo è un errore fatale, lo stesso errore di Barabba. Ma ora se al mondo si chiedesse cosa sceglire tra Francesco e la Chiesa ….. quale sarebbe la risposta?

  4. jafar

    la massoneria ha il suo papa,come già aveva preconizzato nell’800 e scritto nel libro di monsignor delassus…siamo al parlamento delle religioni ,alla unica religione mondiale auspicata dalla società teosofica:è il regno della controchiesa di cui el papa è uno strumento.a proposito di indemoniati o di presunti tali :è interessante notare come Giovanni paolo II ad un certo punto-non ricordo in quale anno-nelle fotografie il suo volto da un anno all’altro cambia,sembra deturpato,la mimica è diversa,anche lo sguardo…

  5. Leopoldo Potsch

    Due anni fa mi è stata concessa la grazia trascorre un breve periodo di ritiro spirituale presso una piccola comunità di Frati francescani dell’Immacolata sull’Appennino emiliano. Non ho aderito ad un’iniziativa organizzata da qualche gruppo parrocchiale o da altre organizzazioni ecclesiastiche, ma ho provveduto a contattare personalmente l’Ordine tramite mail. I religiosi sono stati molto disponibili nei miei confronti e, anche se solitamente ospitano solo chi è in discernimento vocazionale, mi hanno accolto in modo fraterno ed ospitale. Di quei pochi giorni vissuti secondo la Regola francescana, mi è restato un ricordo che non potrò mai dimenticare. Sono tante le piccole cose che mi hanno colpito (se si vivono giornate intere a loro stretto contatto ci si fa un’idea più chiara di cosa sia la santità…), ma una frase pronunciata dal Rettore del Santuario mi ha destato profonda impressione. A proposito del recente commissariamento ha detto più o meno queste parole: se si ubbidisce ai superiori non si fa mai peccato; offriamo questa prova a Gesù.
    Che aggiungere a queste parole? Niente..
    Preghiamo per loro e per tutta la Chiesa.


    1. “se si ubbidisce ai superiori non si fa mai peccato”;

      dipende, se il comando dato dall’autorità non va contro la legge Divina;
      in caso contrario, il comando deve essere rifiutato.

      Obbedire è nella natura dell’uomo che è fatta ad immagine e somiglianza di Dio ma proprio per questo, l’obbedienza si deve al Padre Nostro.

      Noi Cristiani dobbiamo obbedire alla Sua legge Divina prima di tutto e conformarci ad essa.

      Legge Divina trasfusa nell’Antico e Nuovo Testamento e nella Sacra Tradizione della Chiesa.

      Ma, secondo me, c’è un limite.

      Il limite invalicabile è costituito appunto dal fatto che un determinato ordine superiore imposto dalla Gerarchia, non sia in conflitto con la Parola di Dio.

      In questo coso, a mio modesto avviso, NON si deve obbedire.

      Ci sono poi, ordini che riguardano comportamenti che potrei definire neutri alla legge di Dio.

      In questi casi, obbedire, anche se è un sacrificio, non penso costituisca un problema.

      In ogni caso, mi associo a te, nella preghiera, affinché Il Padre Nostro aiuti tutta la Fraternità.

      Buona Domenica a tutti.

      1. Leopoldo Potsch

        “se si ubbidisce ai superiori non si fa mai peccato;
        dipende, se il comando dato dall’autorità non va contro la legge Divina;
        in caso contrario, il comando deve essere rifiutato”.

        Condivido appieno. Lo stesso Rettore in quell’occasione aveva fatto la medesima precisazione in relazione a questo ipotetico caso.

  6. Maurizio Blondet

    Carissimo Maurizio,
    se le cose stanno come dici tu allora bisogna chiedersi e ragionare su alcune cose:

    – la promessa “inferii non praevalebunt” è vanificata? Ossia, anche se da cardinale Bergoglio ha frequentato i raduni pentecostali, è possibile che lo Spirito Santo, pur ammettendo che abbia solo consentito e non voluto la sua elezione, non operi affinché da Papa egli sfugga ai maligni influssi a suo tempo contratti?

    – se un Papa dice che il demonio perseguita un ordine religioso e che lui, il Papa, è lo strumento di tale persecuzione e quindi afferma consequenzialmente di essere strumento del demonio, allora vuol dire che quel Papa è un “anticristo”. Ora delle due l’una: o Bergoglio non si è espresso bene e quindi quanto ha detto non deve essere recepito in quel modo oppure ha voluto proprio dire quelle cose intenzionalmente e quindi si torna all'”anticristo”. Tertium non datur! Bisogna trarre inevitabili conclusioni ed ecco perché si deve essere assolutamente sicuri di tutti i dettagli della vicenda, ad iniziare dalle esatte parole e dall’esatto senso delle parole del Papa. Forse non ci rendiamo conto che, se è vero quanto tu dici, qui è in ballo l’intera fede e l’intera Rivelazione perché significherebbe che Lucifero è riuscito in quanto il Signore ha chiaramente affermato che non sarebbe mai accaduto (mi riferisco al non prevalere degli inferii sulla Roccia di Pietro). Ora, un miscredente potrebbe, a questo punto, affermare che, smentita la promessa e la profezia, sarebbe dimostrato che Nostro Signore non è Colui che ha rivelato di essere ossia la Seconda Persona della Santissima Trinità. Ecco perché bisogna andarci pianissimo …

    – Non conosco tutte le vicende dei Frati dell’Immacolata e quindi non giudico nel merito. Il “martirio ad intra” porta sempre all’altare e così sarà anche nel loro caso se effettivamente è martirio ad intra. Ora, però, non posso neanche dimenticare che almeno in un caso analogo, anch’esso strenuamente difeso da parte tradizionalista, la verità delle accuse si è poi dimostrata vera: mi riferisco a Delgado ed ai Legionari di Cristo. Ecco perché, ripeto, bisogna essere assolutamente certi che le accuse rivolte ai Frati dell’Immacolata non abbiano alcun fondamento prima di giudicare, senza farsi prendere dal “partito preso” solo perché detto Ordine difende, meritoriamente certo!, la liturgia tradizionale.

    – le persecuzioni interne alla chiesa, purtroppo, ci sono sempre state, anche antecedenti all’ultimo Concilio. Mi riferivo innanzitutto ai tantissimi casi di santi perseguitati e poi canonizzati. Un esempio recente, che investe sia il periodo pre che quello post conciliare, è san Pio da Pietrelcina, perseguitato sia sotto il pontificato di Pio XI che sotto quello di Giovanni XXIII (ma anche invece apprezzato sia da Pio XII che da Paolo VI). Sappiamo tutti che poi padre Pio è stato innalzato agli onori degli altari. Del resto, lo stesso Tommaso d’Aquino, a Parigi, fu a rischio di scomunica perché diffondeva il pensiero aristotelico, da poco riscoperto in Europa e che per l’Autorità ecclesiale, tutrice dell’Università parigina, era sospetto. Come è noto, fino a quel momento, il pensiero teologico aveva seguito schemi agostiniano-platonici sicché l’aristotelismo non poteva non apparire sospetto (oltretutto era tornato in Europa per la mediazione islamica …). Poi, naturalmente tutto si chiarì, quando il genio di Tommaso dimostrò che l’eredità dello Stagirita, opportunamente rimodulata, era non solo compatibile ma perfino di sostegno alla fede. In ogni caso, come è notorio, i conflitti tra ordini religiosi nella storia della Chiesa hanno sempre portato a forme più o meno larvate di reciproca persecuzione, a seconda del momento sfavorevole all’uno o all’altro. I dissidi tra francescani e domenicani, come pure tra gesuiti e rosminiani, solo per fare qualche esempio, sono noti. La storia dell’inquisizione è, poi, soprattutto storia delle investigazioni ecclesiali su scandali legati a fornicazione, abusi patrimoniali, pedofilia (sì, tristemente c’era anche quella), dispotismo interno e simili cose. Spesso, in passato, interi conventi furono “commissariati” a causa di cose indegne che gli inquisitori accertavano. Quindi, se fossero vere certe accuse rivolte anche oggi ai Frati dell’Immacolata, non ci sarebbe nulla di nuovo. Se naturalmente fossero vere: perché è questione di accertare i fatti, dal momento che altrettanto spesso i metodi e le accuse inquisitoriali erano usati per lotte di potere extra come anche intraecclesiale. Non sarebbe neanche una novità la persecuzione, ed addirittura la soppressione, di un intero ordine: accadde ai gesuiti nel XVIII secolo. E’ vero, senza dubbio, che ciò accadde sotto pressione delle corti illuministiche che odiavano l’Ordine di sant’Ignazio (anche per l’estrema difesa che i missionari gesuiti facevano degli indios sudamericani) ma accadde (anche se più tardi si rimediò all’arbitrio). Possiamo certo dire che il Papa dell’epoca vi fu costretto onde evitare un grave scisma minacciato dai sovrani europei ma altrettanto certamente il Papa, nell’occasione, si dimostrò debole e finì, malvolentieri, con la soppressione, per dare credito alle false accuse contro i gesuiti. Un altro esempio: l’Ordine monastico cavalleresco dei Templari. Ora, al di là delle tante sciocchezze che si sono dette e si dicono sui Templari – i quali non erano, storicamente parlando, depositari di alcun credo esoterico ed eretico: queste erano le accuse che furono usate da Filippo il Bello contro di loro per avidità – è certo che, pur resistendo fin che poté, il Papa dell’epoca con la soppressione finì per accreditare i tanti falsi capi di imputazione, radice delle tante dicerie ancor oggi tramandate sul loro conto, formulati dagli inquisitori laici ed ecclesiastici del re di Francia.

    Ma, al di là, di tutto questo, caro Maurizio, quel che deve premerci, oggi, è accertarci della verità delle parole del Papa e della sua intenzione nel proferirle: perché, come detto, da esse sta il dedurre se la promessa di Cristo è mantenuta o meno. Personalmente sono certo che quella Promessa non è vana e sarà sempre mantenuta. Ecco perché, dico, che certi articoli possono anche far danno alle anime. Ti confesso che non avevo letto il tuo articolo. Mi è stato segnalato da un amico con una mail nella quale si diceva sconvolto e scosso nella sua fede da quanto aveva letto. Ecco perché, trattando di certe cose bisogna farlo con molta ma molta ma molta ma molta prudenza.

    Preghiamo tutti che ogni cosa, al più presto, si chiarisca.

    Un caro saluto.

    Luigi Copertino


  7. sono basito….
    In merito alla promessa di Cristo, al caro Cupertino voglio ricordare alcune profezie di grandi mistici (Monfort, ….), e non ultima quella di Papa Ratz.: e cioè che nei momenti più bui della chiesa, la vera fede sarebbe riparata e conservata grazie a piccoli cenacoli marinai di preghiera e opere sparsi in giro per l’Italia e per il mondo, e da li sarebbe poi risorta proprio nel momento in cui tutto sarebbe sembrato perduto.
    Questa “terza via” può ben convivere con l’assalto dell’anticristo fino al soglio di Pietro…. In fin dei conti, non è sempre stato vero che proprio le pietre scartate e ritenute più inutili divengono testata d’angolo?


  8. “Credo nella Santa Chiesa Cattolica Romana, nella quale protesto di voler vivere e morire”, questo recita un antico messalino in madreperla del 1882 lasciatomi dalla mia cattolicissima nonna, la quale se solo aprivo la porta di casa per fare entrare Testimoni di Geova o Protestanti, diventava più insofferente che se entravano dei ladri, la sua famiglia era e doveva per sempre rimanere cattolica.
    Chissà mia nonna, trapassata di Sabato Santo, ogni giorno della sua vita un Rosario e se possibile una Messa, una devozione infinita al Papa, alla Madonna, ai Santi, cosa avrebbe detto a vedere un allora cardinale farsi imporre le mani da protestanti!
    C’è da piangere, come pianse la Madonna a La Salette.
    Sì, cento, mille, un milione dei cautele, ma basta, davvero basta.
    Se qualcuno crede di imporci un cattolicesimo del terzo millennio diverso di quello della Sacra Scrittura, LO DICE S.PAOLO, SIA ANATEMA.
    Punto, chiuso.
    Da quando avevo dieci anni non ho mai portato nulla al collo o al polso, braccialetti, collanine, ma dopo aver letto l’articolo di Blondet visto che QUALCUNO HA IGNOBILMENTE E VIGLIACCAMENTE OSATO far togliere la Medaglietta di Maria SS. alle Suore dell’Immacolata, l’ho messa io e invito chi legge a fare altrettanto.


  9. e, dopo tutto questo bailame e letto il Decreto, si può sapere il capo d’accusa?
    di cosa le si accusa queste Sorelle consacrate?
    La motivazione non appare da nessuna parte.
    Possibile che un atto del Magistero che prevede il commissariamento di un Ordine Religioso non indichi nemmeno in modo succinto le motivazioni?
    Quanto lo stato italiota, poche settimane fa ha commissariato il X° Municipio di Roma ladrona, sulla Gazzetta Ufficiale erano chiaramente riportate le motivazioni : infiltrazioni mafiose.
    Possibile che in Vaticano siano così scarsi a scrivere i propri atti e, per di più coattivi?
    Siamo alle solite Bergogliate!!!
    D’altronde, dal Vescovo di Roma inzuppato di teologia della liberazione, dovremo aspettarcene ancora di cose peggiori.
    Intanto registriamo, per i più distratti che “sua insipidità” ha introdotto di fatto il divorzio nella Chiesa.
    Dopo 2000 anni, doveva arrivare il papa argentino de noaltri per rivoluzionare il tutto.
    Finalmente avremo il divorzio ed addio all’indissolubilità del matrimonio cattolico.
    Leggere per credere: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351131
    L’articolo del Vaticanista Magister è illuminante.
    L’aver, come prima cosa, introdotto il prerequisito delle fede per chi vuole convolare a nozze, significa annullare di fatto milioni di matrimoni.
    Avere fede non è mai stato un presupposto per la celebrazione del matrimonio; questo almeno fino al papa argentino che con due motu proprio ha di fatto sconfessato tutto.
    Tra pochi mesi, basterà recarsi dal proprio Vescovo e dichiarare che al momento del matrimonio non si possedeva il dono della fede et voilà le jeux sont fait ….milioni di matrimoni annullati.
    La prova?
    Ma quale prova canonica: basta la dichiarazione dell’interessato.
    Prepariamoci al peggio.

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