Chi è Maurizio Blondet

Minolta DSCNasce a Milano il 22 febbraio del 1944. Giornalista dal 1970 per 37 anni, ora in pensione.

La sua vita professionale è legata a testate come Gente ed altri periodici  di Rusconi editore, il Giornale, l’Avvenire e La Padania, sia come autore ma anche come inviato. Ha collaborato a Italia Settimanale, diretto da Marcello Veneziani (una testata ora defunta)

E’ stato inviato speciale de Il Giornale (di Montanelli) , in seguito di Avvenire – dove è stato inviato a coprire le guerre balcaniche ed altri teatri di conflitto.

Fin dagli anni ’90 ha cominciato ad indagare sui poteri oligarchici, finanziari e sovrannazionali, che agendo dietro le quinte della democrazia guidano la storia – e la politica presente, sia sul piano internazionale che interno. Per esempio, per la editrice ARES (collegata all’Opus Dei) ha contribuito al volume “Gli antenati insospettati della rivoluzione”, sulla “fabbricazione” artificiale del movimento della rivoluzione culturale (che ha mirato non tanto alla presa del potere, quanto alla sovversione dei costumi e della morale), e su come questa “fabbrica” (che ebbe sede nella facoltà di Sociologia dell’Università di Trento) ha dato nascita all’ideologia delle Brigate Rosse. Forse come effetto collaterale, forse no.

Altre indagini sulle trame dei poteri forti internazionali, allora intenti a sviluppare gli organi di un “governo mondiale” prossimo venturo (dal Fondo Monetario all’Organizzazione Mondiale del Commercio, alla stessa Unione Europea) le ha raccolte nei tre volumetti dal titolo “Complotti”.

11-settembre-colpo-di-stato-in-USA-extra-big-31-042L’11 settembre 2001, inviato da Avvenire a Manhattan a coprire il mega-attentato delle Twin Towers, non ha tardato a scoprire e denunciare gli indizi che smentivano la “versione ufficiale”. In Italia, è stato il primo ad uscire con un volumetto che smentiva tale versione: “11 Settembre, colpo di stato in Usa”. Dove appunto ha sostenuto, portando gli indizi raccolti a New York, che non si trattava di un attentato “islamico” (del resto Bin Laden era un agente americano contro i sovietici in Afghanistan), ma di un di colpo di stato di tipo nuovo, una presa del potere dellle istituzioni del governo americano: dove un nuovo centro di potere (i neoconservatori, estremisti filo-israeliani della lobby ebraica in Usa) avevano detronizzato l’oligarchia storica “ (il Council on Foreign Relations, Rockefeller eccetera) per lanciare la super-potenza americana nelle guerre e destabilizzazioni dei paesi del Medio Oriente troppo potenti per Israele. A cominciare dall’Irak, paese modernizzato e media potenza regionale, per poi proseguire con la destabilizzazione-frammentazione di Libia, Siria, Libano, Iran…

Il volume “Chi comanda in America” (Effedieffe) stila appunto la mappa di questo nuovo establishment, di cui lumeggia il carattere messianico, fanatico e irrazionalista. Un altro testo essenziale che illumina l’azione di questi poteri in Europa, fin dal ‘700, è “Cronache dell’Anticristo”.

Con l’11 Settembre il potere americano ha inaugurato un nuovo metodo di conquista mondiale: non più il Nuovo Ordine Mondiale ottenuto con l’interdipendenza economica e sostanzialmente quasi pacifico e consensuale, ma un “Impero del Caos” scatenato. Mentre lo scopo finale del primo progetto globalista era espandere “la democrazia di mercato”, questo nuovo potere ha la destabilizzazione come fine ultimo e sufficiente.

Quando ha spaccato un paese (come ad esempio la Libia) e l’ha ridotto a gruppi armati che si combattono l’un l’altro in nome di qualche Islamismo, ha raggiunto il suo scopo – come del resto ha affermato a chiare lettere George Friedman, il gestore del sito Stratfor. L’America non mira più a pacificare questi paesi per farne i suoi vassalli e suoi mercati, come ha fatto agli europei nel dopoguerra. Il fine nuovo, di stampo ebraico, è quello descritto nella Bibbi quando sarà instaurato il Regno d’Israele: “spargerò il terrore di te” sulle nazioni, abiterai “case che non tu hai costruito”, raccoglierai da “campi che non ha coltivato tu”. La sola concezione possibile di impero, per Israele, è il saccheggio e il terrore.

L’altra essenziale novità è ch la guerra dell’Impero del Caos è “totale” ed orwelliana (con riferimento al romanzo 1984 di Orwell): in pratica,la superpotenza usa come mezzo di guerra tutti i mezzi di illusione di cui dispone – i media, le tv, Hollywood, i video dello Stato Islamico eccetera – allo scopo di trascinare le opinioni pubbliche europee nelle sue guerre, terrorizzando le masse con “immagini”, diffondendo stati d’animo voluti e progettati a tavolino. L’illusionismo ipnotico si è intravisto l’11 Settembre, ma anche nell’eccidio di Charlie Hebdo….Bisogna essere consapevoli che questa parte della guerra totale è diretta contro di noi. Siamo noi il nemico da soggiogare e terrorizzare con minacce immaginarie, o immaginariamente ingigantite, lo spettro colossale di un “nemico” misterioso, inafferrabile e imprecisabile, sterminatore, enigmatico.

Attualmente Maurizio Blondet svolge prevalentemente l’attività di conferenziere. Dal 2015 ha dato vita al presente blog personale.

 

43 commenti

      1. Franco Remondina

        Auguri Blondet, tuttavia vorrei che lei prendesse in considerazione una offerta per cosi dire “inconsueta” e forse “inaccettabile”, ma non avendo suoi contatti privati, inutile che prosegua nel testo. L’offerta, rimane valida, gli auguri anche. Grazie.


  1. Tantissimi auguri per questa sua nuova avventura.
    Sono davvero contento di poter continuare a leggere le sue analisi e i suoi contributi. Non era stata una bella notizia l’avviso che su Effedieffe non ci sarebbero stati più i suoi articoli.
    Ora l’ho ritrovata!!!
    Mi fa tantissimo bene leggerla.
    Grazie!!

    Marco Felini, Roma

    1. pippo44

      Blondet: Biglino? è un credulone. Pensa che la Bibbia racconti azioni d i extraterrestri anziché di YHVH, ma tuttavia crede che queste azioni siano davvero avvenute. Non è così. L’archeologia ha appurato una volta per sempre i limiti della Bibbia come testo “storico”.

      1. Filini Giorgio

        Allora se è un credulone, lei mi potrebbe spiegare perché la parola Elohim, che oltre ad essere plurale ed addirittura anche i verbi e gli articoli molte volte sono al plurale, viene tradotta, o meglio, gli viene attribuito il significato di Dio, cosa che invece non è visto che in ebraico non esiste un solo VOCABOLO CHE SIGNIFICHI DIO e non sanno nemmeno cosa significhi effettivamente Elohim? grazie.

        1. Maurizio Blondet

          “Elohim” e YHVH rivelano solo che la Bibbia è un testo composito, molto rimaneggiato durante i secoli, fatto cucendo a volte col filo bianco almeno due o tre narrative diverse di culture diverse, ovvviamente politeiste, in un determinatissimo momento storico, per scopi politico-propagandistici che conosciamo esattamente. Con molto scarsa spiritualità: non solo non vi si trova un vocabolo peDio, ma nemmeno alcuna preoccuapzione e domanda sulla vita dopo la morte; l’aldilà non interessa gli ebrei, nemmeno oggi. Miracoli, acque che si aprono, tecnologie fantastiche, eccetera, sono tutte “narrativa ebraica”, un po’ come la narrativa sulla Shoa…
          Prossimamente uscirà un mio articolo sulla questione, su una rivista cartacea.
          No n solo gli eventi biblici non furono opera di alieni, ma nemmeno di Dio.
          Se ha pazienza e abbastanza cultura,, si legga il librod el massimo archeologo israeliano, Israel Finkelstein “Le tracce di Mosé”, Carocci edtore. Vi scoprirà che “ non ci sono prove storiche sufficienti della fuga dall’Egitto né della conquista di Canaan (il territorio all’epoca era un protettorato egizio!), che la nascita del monoteismo non può essere fatta risalire all’epoca di Abramo (ancora un millennio dopo, nel tempio di Gerusalemme, accanto al culto di YHVH c’0erano le prostitute sacre di Astare-Asherà), che i primi libri della Bibbia furono redatti solo nel settimo secolo avanti Cristo, a distanza di centinaia di anni dagli eventi narrati”.

          1. Filini Giorgio

            Grazie della spiegazione: il libro ce l’ho e l’ho letto, sono tutte cose che sapevo, ma la mia domanda è:
            perché la Bibbia viee considerata parola ispirata da Diio, che di Dio non parla?
            Perché, allora, ripeto la mia domanda, sulle nostre Bibbie Elohim viene tradotto con Dio?
            Inoltre la parola Yhwh assieme alla sua compagna, compaiono su degli ostraka del sud, inoltre compare anche in epigrafi nuragiche ancor prima della venuta dei fenici. Non voglio mettere in dubbio la fede, ma quei testi sui quali ci hanno costruito una religione.

          2. pippo44

            Dunque secondo lei dovre ddicare la mia vita (quel poco che mi resta) a rispondere solo a Filini Girgio?

          3. Filini Giorgio

            pensavo di trovare delle persone con cui ragionare e avere uno scambio di idee, ma mi rendo conto che non siete diversi dagli alltri, quando non sapete cosa dire cadete nel ridicolo. Avevo molta considerazione di Blondet, ma a sto punto devo ricredermi. Non aveva poi così tanto torto quel giornalista del “Giornale” quando mi parlò di Maurizio.

            E pensare che c’era da scrivere per un intero anno a proposito. Pazienza continueremo ad andare avanti da soli assieme a N.S.G.

          4. mirko

            Gentile Giorgio Filini

            Senza aver la pretesa di sostituirmi all’ottimo Dott. Blondet, comprendo il suo stupore di fronte alle rivelazioni delle datazioni da lei citate, sulle più antiche testimonianze documentarie neotestamentarie.
            E tuttavia la veridicità e l’antichità di un documento, non si misurano esclusivamente dalle copie più antiche che ci sono pervenute.
            Se un brano del Vangelo di Giovanni, ad esempio, risale al 150 d.C., non significa che sia stato redatto ex novo a partire da quella data, ma che puo’ essere stato ricopiato da un esemplare più antico, poi andato perduto.
            2000 anni fa, non c’erano le chiavette di internet, e i materiali su cui venivano redatti gli scritti, papiro e pergamena, erano soggetti alla biodegradabilità.
            E’ comprensibile, dunque che gran parte della documentazione scritta su papiro o pergamena non sia sopravvissuta all’usura del tempo.
            Per valutare l’antichità e la veridicità di un documento, sono necessarie anche l’esegesi comparata, l’analisi dello stile e del contenuto di un testo, i ritrovamenti archeologici che possano confermare o smentire quanto detto nel suddetto testo.
            Prendiamo ancora ad esempio il Vangelo di Giovanni, ultimo per datazione, sia canonica che cronologica (fu scritto tra il 70 e il 100 d.C. circa).
            Ora, data la sua posteriorità rispetto ai tre Sinottici (redatti in originale tra 40 e 70 d.C., ma giuntici verosimilmente in versioni posteriori di qualche decennio), ci aspetteremmo una minore “credibilità” rispetto agli eventi del Ministero, Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo (tra 28 e 30 d.C. circa).
            E invece, proprio l’archeologia e l’analisi comparata del mondo giudaico palestinese del I secolo dopo Cristo, hanno confermato che, quantomeno la base del testo giovanneo, fu scritta da qualcuno CHE ERA PRESENTE agli eventi svoltisi tra Galilea e Gerusalemme nel 28-30 d.C.
            O perlomeno PRIMA della distruzione del Tempio e della stessa Gerusalemme, nel 70 d.C.!
            Dunque, nel salutarla, osserviamo come l’antichità di un testo pervenutoci, non è sempre sinonimo di prima redazione del testo stesso.
            Spero di non averla annoiata.
            Cordialmente.
            Mirko

          5. Filini Giorgio

            Certo è tutto vero quello che lei asserisc.
            Il mio problema sta nel fatto chein Nuovo Testamento esiste e ha valenza, questo sempre secondo l’esegetica teologica, come compimento dell’Antico Testamento.
            Siccome le versioni bibbliche, da quella aramaica, alla copta, ai settanta, ecc., si differenziano sia per i testi ritenuti autentici da alcuni e non autentici da altri, sia per le numerose varianti, in alcuni più di duemila, allora mi sorge il dubbio che, se tutti si ispiano Aad un originale come parola ispirata da Dio non ci dovrbbero essere tutte queste incongruenze. Senza mettere ijn dubbio la fede, tengo a precisafre, in Gesù Cristo, un piccolointerrogativo mi sorge.
            Soprattutto, mi chiedo: come mai i testi sumero accadici, che sono anteriori agli eventi bibblici di millenni, e che dicono le stesse cose che riporta il libro sacro, e si posseggono gli originali, sono ritenuti solo miti e leggente, mentre dei testi bibblici, che nessuno, ripeto, nessuno ha la certezza di chi li abbia scritti, come li ha scritti, in quale lingua li abbia scritti, sono considerati verità assoluta come parole ispirate da DIo,e su queste parole si sono costruite tre religioni? Con ossequi Giorgio.

          6. mirko

            Gentile Giorgio

            Come ha giustamente osservato, alcune parti della Bibbia, Genesi in particolare hanno forti corrispondenze negli antichissimi miti mesopotamici sumerico-babilonesi.
            Questa corrispondenza infatti, non è affatto casuale, e, verosimilmente trova risposta nell’epoca in cui fu redatto Genesi, e cioè nella Babilonia di epoca post-esilica, nella prima età achemenide, nel VI-V secolo a.C.
            Lo stesso racconto del Giardino dell’Eden, è la confluenza di due mitologie, una quella sumerico-babilonese e l’altra verosimilmente iranica (i Paradiso deriva dal persiano Pairidaeza; Ciro il Grande intorno al 546 a.C., fece erigere un “paradiso” a Parsa/Persepoli, con i quattro fiumi che partono da un unico punto. Tale giardino, venne ripreso in altre città iraniche e perfino in epoca musulmana ed è all’origine della pianta dello stesso Taj Mahal indiano).
            L’elite sacerdotale giudaica, da poco divenuta monoteista, a Babilonia confrontandosi con una cultura antichissima e suggestiva, ne venne fortemente influenzata e, nel redigere e scrivere la propria storia (prima del VI secolo a.C., i Giudei dovevano possedere solo le cronache dei regni di Giuda e del distrutto Israele, più alcuni miti patriarcali), ne “monoteizzano” tali mitologie sumero-accadico-iraniche, facendone la PROPRIA genesi, e ricollegandosi, loro piccolo e oscuro popolo di semibeduini della desertica e arretrata Giuda, l’erede di una più grande e antica storia.
            Che nel Medio Oriente di allora era LA STORIA per eccellenza.
            Un po’ lo stesso procedimento che si ritrova nell’Islam, consideratosi erede delle genti monoteiste abramitiche e del culto pagano arabo della Kaaba, poi islamizzato da Maometto.
            Dunque il Vecchio testamento è il risultato di un lungo processo redazionale avvenuto tra l’epoca di Giosia (640-609 a.C.) e le riforme di Esdra e Neemia, nel V-inizi IV secolo a.C.
            E a cui si aggiunsero i libri contenuti nella Settanta, fino al I secolo a.C., molti scritti direttamente in Greco (come Esther e Giuditta per fare un esempio).
            Cordialmente

            Mirko

          7. mirko

            Quanto all’ispirazione divina, dobbiamo considerare che l’analisi esegetica e la comparazione della storia israelitico-giudaica più antica, non hanno affatto risolto il mistero del sorgere del Monoteismo.
            Infatti Giuda diviene monoteista tra VII e V secolo a.C., in un contesto mediorientale da cui prende diversi miti e di cui è parte, ma che resta un contesto politeista.
            E’ verosimile che il Giudaismo abbia ricevuto un forte influsso zoroastriano, l’altro grande monoteismo, sorto nell’Iran orientale (attuali Tagikistan e Afghanistan), tra IX e VII secolo a.C., stando almeno allo stato attuale delle ricerche.
            Ma anche considerando tale influsso (certo almeno dall’epoca dei Maccabei, intorno al 150 a.C., quando nel Giudaismo appare l’idea della resurrezione ultraterrena, prima inesistente nella speculazione teologica giudaica), resta pur sempre il MISTERO della RIVELAZIONE DELL’UNICO DIO agli uomini.
            Quindi, per concludere, possiamo andare avanti e indietro con le datazioni precristiane, possiamo decostruire e ricostruire la storia antica di Israele e Giuda alla luce degli studi più recenti, possiamo ( e dobbiamo) riconoscere tutte le influenze all’origine del Monoteismo Giudaico.
            Ma non possiamo negare che Esso Sia apparso, e che sia diventata la preparazione all’Avvento di Cristo, se crediamo nella SUA DIVINITA’ INCARNATA!
            Cordialmente
            Mirko

          8. Filini Giorgio

            La disputa si gioca appunto sul fattore monoteismo. Comee dici giustamente tu, non si conoscono i fatti che hanno in sostanza portato il popolo giudaico al monoteismo. Sicuramente, a mio avviso, è stata un operazione tipicamente politica, poiché si doveva mettere Yhwh come Dio unico. Ma se si legge attentamente la Bibbia, corroborata da fonti esterne tipo stele di Mesha, si capisce che gli altri Dei avevano le stesse caratteristiche ed esigenze di Yhwh, ma poiché, era lui al quale era stato affidato Giacobbe, che è una piccolissima branca della genealogia degli ebrei (Ivrim), doveva essere il più grande di tutti gli Elohim, come citano alcuni passi.
            Inoltre, sarebbe interessante chiedersi, come mai Salomone che era forse il più sapiente di tutti, abbia costituito nel tempio altari per adorare anche tutti gli altri Elohim.
            In più esistono dei ritrovamenti archieologici di ostaka in cui vi è scritto, “ti assista Yhwn e la sua compagna”, interessante a questo punto capire comd mai sia scomparsa l’immagine fenmminile nel testo, tranne eva, ed altre. Probabilmente ha prevalso la fazione patriarcale a scapito di quella matriarcale. Infatti nella culturaa etrusca la donna era molto emancipata al contrario di quella giudaica, che, come sappiamo anche nelle loro preghiere c’é ne una in cui l’uomo rende grazie a Dio per non averlo creato donna..
            “…Ma non possiamo negare che Esso
            Sia apparso, e che sia diventata la preparazione all’Avvento di Cristo,
            se crediamo nella SUA DIVINITA’ INCARNATA!…”
            Qui non sono molto in accordo con lei, per il semplice fatto che, se da un lato accettiamo la consequenzialità, allora possiamo dire: “Voi per padre avete il diavolo..”; “… il padre mio non l’ha visto nessuno..”. Il padre in causa non è lo stesso per Gesù e per gli ebrei!
            Sei nvece accettiamo il fatto, comprovato dagli stessi esegeti ebrei, che il V.T. non è un testo sacro perché non parla di Dio, in quanto Elohim non significa Dio, e nessuno sa cosa significhi, e che,soprattutto, in ebraico non esiste una parola che significhi Dio.

            Vi un passo in cui Abramo viene portaato fuori dalla casa di suo padre, cioè quando inizia la srtoria della salvezza; se si legge l’originale ebraicco masoretico dice che a far errare Abramo dalla casa di suo padre ERANO Elohim, col verbo al plurale, cosa che invece nelle traduzioni viene scritto al singolaare. Le cose sono due, O che erano molti, o che erano gli idoli di pietra .
            In più, addirittura nel passo in cui Giosuè costruì a El Beth-el un altare, oltre al verbo c’è pure l’articolo al pliurale (nella masoretica).
            Sono queste cose che mi fanno pensare molto, e su cui sarebbe importante o interessante, ma vedo che a parte lei, nessuno vuole affrontare il problema, fare una seria e sensata conferenza scevri da ogni pregiudizio. Ricordiamo che uno storico non tale se non è revisionista, nom negazionista, come molti tendono ad associare. Saluti cordiali, e spero di non averla annoiato molto.

          9. mirko

            Gentile Giorgio

            Non so se ha letto il libro Oltre La Bibbia dell’archeologo Mario Liverani.
            L’autore asserisce che le più antiche tracce documentabili del Monoteismo ebraico, compaiono nel IX secolo a.C., all’epoca del Profeta Elia (attivo tra l’875 e l’850 a.C. circa), nel regno settentrionale di Israele, quello più evoluto e in cui il politeismo cananeo era più sviluppato rispetto all’arretrato e semidesertico

            regno di Giuda.
            Il COME si sia passati da un Yhwh a capo di un pantheon (lei ha giustamente ricordato l’iscrizione giudaica di Kuntillet Ajrud dell’VIII secolo a.C., in cui si menzionano Yhwh e la sua Asherah), al Dio Unico enoteista, e poi UNICO E BASTA, credo che a tuttoggi non lo sappia nessuno con certezza scientifica, se escludiamo l’Intervento di Dio stesso.
            E però tale irrompere di LUI nelle società cananee meridionali di Israele e Giuda, non può essere messo in discussione perché ad un certo punto in Giuda si è passati dal politeismo all’enoteismo e infine, a Babilonia e in epoca postesilica al Monoteismo (il regno d’Israele, distrutto dagli Assiri tra 740 e 720 a.C., non fece in tempo a compiere tale passaggio, a differenza di Giuda, in cui affluirono profughi del nord israelita, contribuendo a svilupparvi il culto esclusivo di Yhwh, iniziato sicuramente dai tempi di Elia e di Eliseo in Samaria).
            Inoltre, nel passaggio dall’Enoteismo al Monoteismo giudaico, non è del tutto vero che prevalse solo la politica razzista-esclusivista, pure canonizzata da Esdra e Neemia.
            Autori come l’anonimo del Libro di Rut (V secolo a.C.) ed i passi di Genesi che accennano alle liti tra Esaù e Giacobbe, vanno interpretati alla luce di un’estensione dell’attività missionaria giudaica anche agli Edomiti (convertiti poi a forza dal Sommo Sacerdote/Re di Giudea, Giovanni Ircano nel 129-128 a.C.) e ad altri popoli semitici contigui e affini ai Giudei.
            I Giudei reduci da Babilonia, e reinsediatisi nell’avita patria cananea tra 539 e 445 a.C., essendo divenuti monoteisti e avendo acquisito un codice di comportamento morale che oltre all’idolatria, ripudiava la prostituzione sacra, l’omosessualità, la pederastia e i sacrifici umani, ancora comuni nella società fenicio cananea di cui erano la più rozza appendice meridionale, dicevo i Giudei reduci da Babilonia, rientrati in patria, non riconobbero più come simili i popoli affini, inclusa la massa di contadini giudei (amaretz), rimasti in patria perché non deportati da Nabucodonosor.
            Da qui l’elaborare quella muraglia di casistiche esclusiviste (di cui troviamo traccia nel ripudio di Agar e Ismaele prima, e di Ketura e Madian poi, da parte di Abramo e della sua discendenza da Sara), nate per salvare il proprio patrimonio religioso di recente acquisizioni, dalle inevitabili “contaminazioni” derivanti dai matrimoni con pagani/e (vedasi le scene tristissime del ripudio di mogli pagane e dei figli avuti da tali donne, da parte di un centinaio di Giudei a Gerusalemme, nel 444 a.C.).
            Epperò, il sorgere di una corrente teologica che considerando che Dio E’ UNICO, vuol dire che E’ UNICO per tutti, anche per i Goyim.
            Da qui libri come quello di Rut, che invitano i Giudei ad allargare il giro degli “Eletti”.
            Se poi consideriamo la successiva influenza ellenistica, vediamo come il Giudaismo, servendosi anche del Greco, la lingua franca dell’Oriente Mediterraneo dal IV secolo a.C. in poi, comincia a diffondersi attraverso una vasta opera missionaria per tutto il Mediterraneo, e in Iran e fino all’India.
            E’ la cosiddetta “Diaspora”, cioè alcuni MILIONI di persone che a partire dal III secolo a.C. almeno, cominciarono a convertirsi al Giudaismo.
            Ricordiamo gli Atti degli Apostoli, che nel narrare il Primo Annuncio del Vangelo dopo la Resurrezione e l’Ascensione di Cristo, da parte di Pietro e degli altri Apostoli, ci presentano una moltitudine di Giudei giunti dai luoghi più disparati e parlanti lingue diverse, giunti a Gerusalemme per la Pasqua!
            La stessa opera missionaria della Chiesa delle Origini, si inserirà in tale opera, predicando PRIMA ai correligionari giudei, poi anche ai goyim.
            Sarà solo tra il 62 e l’80 d.C., tra il martirio di Giacomo “Fratello” di Gesù, e primo vescovo di Gerusalemme, e il trionfo dei Farisei, unica corrente giudaica non cristiana, sopravvissuta alla distruzione di Gerusalemme del 70 d.C., che Proto-Cristiani e Farisei si scomunicheranno a vicenda, causando la vera frattura tra Cristianesimo e Giudaismo farisaico.
            E solo quando il Cristianesimo diventerà religione di stato con Teodosio I (379-395), e poi con l’avvento e le conquiste islamiche, che il Giudaismo, ormai rabbinico-farisaico si vedrà impedita l’attività missionaria.
            A parte la conversione dei Khazari tra 740 e 800 d.C., circa e all’origine di un’alta percentuale degli Ashkenaziti, oggi il gruppo giudaico più numeroso e dominante.
            Quanto infine, alla questione Elohim, la tradizione cristiana non lo legge come “gli dèi”, ma piuttosto come una predenominazione della SANTA TRINITA’ UNICO DIO.
            Insomma “I-DIO”, cioé L’UNICO CHE SI DECLINA IN TRE PERSONE!
            Insomma, un’ulteriore traccia “nascosta” dell’Avvento di Nostro Signore Gesù Cristo!
            Cordialmente

            Mirko

          10. mirko

            Quanto a Gesù, se Egli sicuramente rompe con diversi aspetti del Giudaismo del suo tempo (che NON era un monolite, ma articolato e diviso in diverse scuole di pensiero), come la casistica farisaica, è anche vero che Egli non è venuto ad abrogare la Legge, ma A DARLE COMPIMENTO.
            E su queste basi, gli Apostoli dei primi decenni della Chiesa infatti, nel convertire i Goyim gli facevano accettare l’intero “pacchetto” di usi e costumi giudaici.
            Vediamo come Gesù stesso debba comparire in una visione a Pietro per COSTRINGERLO a “contaminarsi” predicando in una casa pagana, e dunque di non circoncisi.
            Sarà con Paolo, giudeo e fariseo, ma figlio anche dell’universalismo ellenistico dell’Anatolia, che il Cristianesimo farà un’attenta disanima della Torah e della tradizione giudaica, espungendo la casistica farisaica, la criconcisione, i divieti alimentari, ma MANTENENDO INTATTO tutto il corpus scritturale giudaico che ormai era il VECCHIO TESTAMENTO per i Cristiani.
            Anzi, il NOSTRO Vecchio Testamento ha conservato libri considerati successivamente NON canonici dai Farisei post 70 d.C., tipo Giuditta, perché scritti direttamente in Greco, e, forse, perché venivano utilizzati con successo dai missionari cristiani per portare molti Giudei a Cristo.
            Che in tale ottica E’ visto come IL COMPIMENTO E SIGILLO PROFETICO del Giudaismo, di cui una parte Lo ha rinnegato (mentre un’altra lo HA riconosciuto come Dio).
            Dunque, se alla luce dell’archeologia e dell’esegesi comparata, gran parte del Vecchio Testamento è una costruzione teologica solo in minima parte rispecchiante le vere vicende dei popoli cananei di Israele e Giuda, e tantomeno della Volontà di Dio, riguardo ad INESISTENTI conquiste di profughi dall’Egitto o di stermini di Cananei MAI avvenuti, alla luce del Messaggio Cristiano, il Vecchio Testamento conserva una valenza di premessa all’Avvento di Cristo, che TUTTO Porta a compimento.
            Cordialmente

            Mirko

          11. Filini Giorgio

            IL Liverani, non vorrei confonderlo con un altro studioso biblico, in questo momento sto seguendo mlti libri, parla di attribuzione, cioè al termine Elohim gli viene attribuito, che è molto diverso da significato vero e proprio, in significato di Dio, ma ripeto, nessuno sa cosa voglia dire, ed attribuirgli il significto di Dio, mi sembra alquanto inopportuno che eretico.

            Gesù rimane una cosa unica nel suo genere, che probabilmente, essendo pietra di inciampo non solo per i giudei, ha dovuto subire la triste sorte. Questo è un mio pensiero e nel profondo del mio cuore le dico che tutte le volte che l’ho implorato presto o tardi mi ha esaudito. E le mie richieste, glielo giuro, erano tutto fuorché materiali. Sono convinto che non ci hanno raccontato tutto sul suo fatto, anche perché un grande padre della Chiesa ha osato dire che srtavano compiendo una santa bugia. Non ricordo dove l’ho letto, ma mi è rimasta impressa questa frase.

          12. mirko

            Gentile Giorgio

            Che Gesù SIA UNICO siamo pienamente d’accordo.
            Ma Gesù, se crediamo in Lui, e se crediamo che SIA DIO, si è INCARNATO nel falegname GIUDEO della Galilea Gesù di Nazareth.
            Dunque Gesù, pur venendo per noi TUTTI, si incarna in un uomo appartenente ad un determinato popolo e in un determinato periodo della storia.
            Certamente il suo rapporto all’INTERNO della multiforme e complessa realtà giudaica del I secolo dopo Cristo, fu difficile e con l’esito umano della tragedia della crocifissione (e a cui segue la SUA Resurrezione vittoriosa, anche se non come ce l’aspetteremmo noi uomini).
            Ma Gesù ebbe anche dei seguaci tra i Giudei, e Lui stesso disse di esser venuto a portare la spada, a dividere.
            A cominciare dal suo stesso popolo, divisosi tra Cristiani e Farisei, quelli che consideriamo tout court giudei.
            Riguardo al termine Elohim, non vedo cosa ci sia di eretico nel considerarlo il più antico nome della Santa Trinità, visto che tale interpretazione teologica è stata sviluppata dai Francescani.
            Insomma Gesù E’ un UNICUM, ma nell’incarnarsi non è giunto nel nulla indefinito, ma in un determinato popolo e in un determinato periodo storico, per dare compimento alle attese messianiche di QUEL popolo, oltre a RIVELARSI a TUTTE le genti della Terra.
            Che poi i Giudei aspettassero un diverso tipo di Messia, è un altro conto.
            Però resta il fatto che fu tra i Giudei che Dio si fece uomo, e non tra altri popoli…..
            Cordialmente

            Mirko

          13. Filini Giorgio

            Semplicemente perché Elohim non è espressione della Trinità e perché è su quel termine lì che si gioca tutto il discorso della Bibbia. Un grande rabbino insegnante alla Università giudaica di Gerusalemme ha detto che quando non si hanno i testi originali si da libero spazio alla interpretazione, un conto interpretare e quindi facciamo finta che significhi Dio, ma un conto è dire che Elohim non si ha il significato certo. Se lei vuole dare adito ai francescani di voler la lorto interpretazione, ognuno è libero di fare e credere, ma io ignorante non mi accontento di una semplice interpretazione. Possiamo andare avanti all’infinito, ma ancora nessuno mi ha dato una risposta chiara ed esauriente.
            Lo sa come mi ha risposto Gianluigi Prato, insigne studioso ebraico cattolico (forse), che ha partecipato alla stesura della ultima edizione della Bibbia CEi del 2008 penso, alla mia domanda:” Perché la parola Elohim viene tradotta con il significato di Dio nelle nostre bibbie, che in ebraico non esiste nessun termine che indichi Dio? Dopo vari giri di parole, circunnavigando il discorso con altre nozioni, alla mia insistenza di avere una risposta precisa inerente alla mia domanda mi ha detto: “un archeologo in egitto scavando trova la punta di una piramide, al che si gratta la testa ee dice, se è quello che penso che sia allora è meglio che chiuda tutto e rimanga così com’é.”
            Lei come la interpreterebbe questa risposta?
            Tutto questo a un convegno, puoi verificare nela copia dell’articolo di un giornale locale.

          14. mirko

            Gentile Giorgio

            La ringrazio per le importanti informazioni che ci ha fornito.
            Quanto al Nome di Dio esso è un Mistero come Dio stesso.
            Ho citato l’interpretazione francescana, perché, in qualche modo, non la ritengo in contrasto con la Santa Trinità.
            Il Nostro Dio E’ UNO E TRINO IN UN UNICO ESSERE, e questo è il MIstero dei Misteri, su cui ne io, ne lei, ne gli esimi studiosi che ha citato, possiamo avere informazioni scientificamente sicure.
            Comprendo e condivido la sua SETE DI VERITA’, ma non a caso il Credere si chiama FEDE e non inconfutabile dimostrazione scientifica.
            Concludo con una frase di uno studioso giudeo, Yehezkel Kauffman (1889-1963), il quale, nel 1960, al termine di una lunga vita di studi, affermò :

            “Il monoteismo ebraico resta un fenomeno che sfugge all’indagine del ricercatore. Qui ci troviamo alla soglia di uno dei più profondi misteri della storia”.

            Citazione dal celebre Ipotesi su Gesù di Vittorio Messori, pag.71.
            Cordialmente

            Mirko

          15. mirko

            Aggiungo che comprendo benissimo le sue “tempeste del dubbio” perché le ho avute anch’io, da ragazzo, quando lessi un libro come La Colonna di Fuoco di Valentino Compassi, che più o meno diceva le stesse cose di Biglino.
            Poi, crescendo, i dubbi mi sono venuti di fronte a tragedie della vita, e non certo da questo o quel “decostruzionista” che, alla fin fine non mi ha mai spiegato inoppugnabilmente la NON esistenza di Dio e il Misteo dell’irruzione del Monoteismo nella storia umana.
            E le ho citato Compassi, il quale assieme al più celebre Zecharia Sitchin, appartiene a quella “scuola” di pensiero di cui Biglino è solo l’ultimo esponente, che ritiene che all’origine delle religioni e dei miti antichi, vi siano antiche presenze di ufo sulla Terra.
            Peccato che NESSUNO di questi signori abbia MAI portato uno straccio di prova, a conforto delle loro tesi.
            A cui dunque si finisce pre credere per fideismo.
            E allora, fideismo per fideismo, mi tengo quello che mi viene dal Vangelo e dal Vecchio Testamento accompagnato dalla tradizione apostolica e dai padri della Chiesa, che ha 2000 e più anni alle sue spalle.
            Cordialmente

            Mirko


          16. non tutti gli “oopart” sono “oopart”… e non tutti i sitchin sono “sumerologi”…

  2. Filini Giorgio

    Da una conferenza sui testi bibblici tenuta al seminario di Rimini il prof. Simone Paganini ha detto che gli originaali della Bibbia non esistono ed anche del Nuovo testamento, idem con paatate. Io so che quando gli originali non esistono si da libero spazio all’interpretazione e quindi è difficlile parlare ddi parola rrivelata da Dio. Cosa ne oensa?
    P.S.: ciò non deve andare ad inficiare la Fede perssolnale.

    1. pippo44

      Blondet:
      ulla Bibbia, d’accordo. Testi originali del Nuovo Testamento: a Qumram è stato trovato il celebre Frammento 7Q5, con quattror ighe di testo che è il Vangelo di Marco. Secondo la paleografia, è stato scritto nel 50-55 dopo Cristo, ossia vent’anni dopo la crocifissione: precocissimo. Prima, non si sentiva il bisogno di scrivere un racconte che la gente apprendeva dalla viva parola di Pietro, Giovanni, Luca….

      1. Filini Giorgio

        il Prof. Simone Paganini ha detto che la possibilità che il frammento 7Q5 sia effetivamente un passo del Vangelo di Marco è del 2,3%, mi sembra molto poco.

      2. Filini Giorgio

        QUESTA E’ L’EMAIL DI RISPOSTA DEL PROF. PAGANINI
        Spero di non avere detto davvero così…
        Testi originali dei vangeli non ne abbiamo, abbiamo frammenti di copie molti
        antiche (come il papiro 52 risalente al 2° secolo), e abbiamo manoscritti
        risalenti al 4/5° secolo con tutto o gran parte del NT, in tutto abbiamo più
        di 5000 manoscritti con diverse parti del NT, ma nessun manoscritto che
        riporti interamente il nostro NT.
        Il numero sette fa probabilmente riferimento a 7Q5, la sigla di un piccolo
        frammento erroneamente identificato con il testo di Mk 6,
        un cordiale saluto
        simon paganini

        —–Ursprüngliche Nachricht—–
        Von: Andrea [mailto:morenafarina@alice.it]
        Gesendet: Donnerstag, 23. April 2015 11:43
        An: Simone.Paganini@kt.rwth-aachen.de
        Betreff: info

        Ero presente alla sua conferenza al seminario a Rimini, nella sua disamina
        fa riferimmento a sette testi del vangelo che sono considerati originali,
        gli altri copie di copie. Non ricordo bene quali sono quei sette, sarebbe
        cosìcortese diindicarmeli,grazie.Andrea Zanni.

  3. Giovanni Parodi

    salve
    ignoravo che non fosse più su effedieffe (non conosco le ragioni) e sono lieto di ritrovarla qui…buon lavoro
    saluti
    PIero e famiglia

  4. loretta pasquini

    Quando tempo fa è uscito fuori il caso del genocidio degli armeni e della Turchia e ho letto un po’ qua e là per capire, mi chiedevo se dietro i giovani turchi ci fosse la massoneria (che se c’è stato del male nel mondo da che si è formata questa congrega di persone il suo zampino lo si trova sempre)… finchè ho letto il suo articolo “LA VERA STORIA DEL GENOCIDIO DEGLI ARMENI” e ho avuto risposta…. sempre così accurato e documentato a cercare la Verità… Grazie di insegnarci tante cose..Dio le dia sempre salute fisica e morale. (io conservo i suoi articoli in una cartella del pc)

  5. Giuseppe Biamonte

    Augurissimi Blondet. Finalmente potremo condividere sui social network tutti i suoi articoli e saggi. Ancora affettuosi e cari auguri.

  6. Michele Antonio

    su Effedieffe più di una volta non mi pubblicavano i commenti!!!!! leggo ancora Effedieffe ma credo che non sarà più lo stesso senza di Lei

    1. Angelo

      Su effedieffe se i commenti erano non erano puramente elogiativi e lecchini non me li pubblicavano(a). Quando chiesi di ragionare con più obbiettività su Julius Evola fui silenziato e, comunque, per altre vicende, ho avuto modo di sperimentare l’arroganza dell’incolto che in qualche modo ha parassitizzato un vero talento dei nostri tempi.

  7. loretta pasquini

    Io ringrazio Dio d’aver rivelato con una visione filmica, negli anni 70, l’origine del Creato, dall’inizio alla fine, cioè fino alla creazione della coppia umana ad un umile prete.
    Breve prefazione di Don Guido Bortoluzzi che si legge nel suo libro:
    “Non importa sapere chi è l’autore di queste righe. Sono un uomo che cerca la Verità, come è dovere di ogni creatura intelligente. Non ho meriti né titoli accademici che mi raccomandino. La visione che descrivo non è una favola né un sogno o frutto di autosuggestione: è ‘un fatto reale’, non sperato, non chiesto e non accolto con docilità.
    La mia diffidenza, le mie reazioni di contestazione che l’hanno accompagnata, stanno a dimostrare la mia ignoranza e i miei preconcetti e la longanimità dell’Incomparabile Regista, Dio-Padre, che, non in una ‘nube di fuoco’ come a Mosè, ma in un ‘alone di luce ròsea’, mi ha seguito in diversi luoghi dentro la mia casa con un quadro visivo a colori dove mi ha
    fatto vedere ciò che Egli, l’Onnipresente, ha registrato nella Sua Memoria dal primo atomo alla formazione del macrocosmo, dalla prima cellula vivente, ed in particolare alla nascita della prima Bambina, ultimo atto in cui è intervenuto direttamentecon la Sua Potenza Creatrice. Dopo di che ‘cessò dal creare qualsiasi altra specie’, essendo raggiunto il finalismo della Creazione . Al termine ebbi piena coscienza della portata della rivelazione e della mia pochezza: doveva toccare proprio a me? Capii che era un messaggio per tutti gli uomini della terra: chi mi crederà?
    Mi vennero allora in mente alcune parole bibliche: “Da un testimone null’altro si richiede se non che sia fedele nel riferire”. Prevedo che molti non crederanno. Nessuna meraviglia. È obbligato a credere solo chi riceve la rivelazione. Ma se la rivelazione s’accorda con i dati biblici e li spiega ed è conforme ai dati della scienza ed al retto uso della ragione, non è giusto rifiutarla. Sarà di grande conforto per il Papa, per i Vescovi, per i Sacerdoti e per tutti i credenti nell’unico Dio, sapere che Egli parla ancora agli uomini come agli antichi Patriarchi e Profeti, a tu per tu, con grande familiarità e magnanimità, anche scherzando. Non si offendano gli Ebrei e i Musulmani se Dio ha parlato ad un Sacerdote della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e perseguitata. Egli parla a chi vuole, quando lo crede più opportuno e rivela le cose che la scienza non riesce a scoprire, oppure che essa interpreta erroneamente.
    È nel Suo stile scegliere per Suoi messaggeri e confidenti persone non quotate per posizione sociale o per intelligenza. Richiede solo “ut fidelis qui inveniatur”, cioè che il messaggero trasmetta fedelmente il Suo messaggio. Non mi ha detto di scrivere il Suo messaggio, né di trasmetterlo a voce o per iscritto, ma è evidente che questa rivelazione è per il bene dell’umanità credente e non credente. Come renderne convinti i poligenisti? La mia testimonianza non basta.
    Se vedessero anch’essi e sentissero ciò che mi fu detto, crederebbero?Forse alcuni di essi sarebbero ancora più diffidenti di quanto non lo sia stato io all’inizio e crederebbero ad un’allucinazione, se non ad un’autosuggestione.
    Io cercavo la verità su alcuni problemi e la VERITÀ STESSA mi è venuta incontro inaspettata, immeritata, chiara, sovrabbondante, bella, confortante. “Volentibus et conantibus Deus non denegat gratiam”, Dio non nega la conoscenza di Sè a coloro che desiderano e insistono nella ricerca della verità….”.


  8. Buongiorno, un mio amico mi ha segnalato il Suo blog e l’ho trovato subito interessante. ?i piacerebbe leggere “11 Settembre, colpo di stato in Usa”, dove posso trovarlo?
    Grazie ed auguri.
    Fabio Scorretti – Lerici


  9. Caro Maurizio , ho letto con interesse , note sul FB e notizie sul tuo curriculum. Interessanti entrambi e , quindi ho confermato la mia adesione. Ovviamente , non voglio significare di concordare su tutto , ma ritengo la discussione tra opinioni diverse , è il lievito della democrazia e del progresso , nello sforzo massimo di obiettività.
    Auguri e , lieto di partecipare.

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