Maurizio Blondet

Chi combatte Daesh e chi no (e lo dice Limes)

(dall’editoriale della rivista Limes 11/15)

Sgombriamo il campo dall’equivoco della «grande coalizione» che giura di combattere lo Stato Islamico.

Allo stato dei fatti in questa gloriosa compagnia occorre distinguere fra coloro che non combattono affatto, offrendo al massimo addestramento e qualche supporto (una quarantina, fra cui l’Italia), coloro che si impegnano con misura e quasi esclusivamente dall’aria – in particolare Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna – e coloro che fingono di farlo (Turchia, Arabia Saudita e altri arabi del

 

 

 

 

 

 

“Coriolano”

Un grande uomo politico , il bavarese Franz-Josef Strauss , manifestò il suo pensiero sull’Europa comunitaria con una affermazione lapidaria e tagliente : “I dieci comandamenti contengono 279 parole, la Dichiarazione americana d’indipendenza 300 e le disposizioni della Comunità Europea sull’importazione di caramelle esattamente 25.911.”

Era la metà degli anni Ottanta, e le normative europoidi sulle caramelle , nel frattempo, si sono certamente arricchite di altri fiumi di parole. Allo stesso modo, i

Dura poco il nostro No (s'è seccato  Linkevicius)

1° dicembre: “No a intervento militare senza strategia. Lo dice il premier Matteo Renzi parlando della minaccia dell’ISIS”. 6 dicembre: “Renzi: non rincorro i bombardamenti altrui. Quattro anni di guerra civile in Libia dimostrano che non fu una scelta felice».

15 dicembre: “450 soldati italiani a difesa della diga di Mossul – Renzi: insieme agli americani La città è una delle roccaforti dell’ISIS”. Ma la diga è daneggiata e “il gruppo Trevi ha vinto la commessa, del valore di oltre

Enrico Galoppini

Pian piano tutti si stanno posizionando nel quadrante mediorientale.

Tra le altre cose, forse l’ISIS serve a questo: a trovare una scusa per darsi convegno da quelle parti per i ‘botti finali’ di questo tempo ‘agli sgoccioli’.

Tutti percepiscono che qualcosa di grosso sta per accadere: “l’agenda” mondialista procede a tappe forzate, tra ideologia “di genere” e “sacrifici necessari” perché “i mercati (o l’Europa) ce li chiedono”; i “grandi della terra” si ritrovano per giorni e giorni a

SALVA BANCHE: PRESTITI SUBORDINATI, CAMPO DEI MIRACOLI

Andrea Mazzalai, Iebergfinanza

(MB. Qualche lettore mi chiede un parere sullo scandalo delle banchette, in cui è coinvolto il papà della Boschi – su cui si concentra la furia della cosiddetta “opposizione politica”, come fosse quello il problema, e via la Boschi, sarebbe risolto. Ora, scrivere un pezzo è inutile, perché non saprei scriverlo meglio di Iceberfinanza di Andrea Mazzalai,   che non conosco personalmente. Vi consiglio di andare lì e leggervi tutto, specie le illuminanti tabelle:

http://icebergfinanza.finanza.com/2015/12/14/salva-banche-prestiti-subordinati-come-campi-dei-miracoli/)

Mi

Buon Natale, Vladimr  Vladimirovic

Chissà cosa regalerà per Natale Vladimir Putin quest’anno. L’anno passato fece giungere ai governatori regionali tre libri da meditare, e su cui aveva evidentemente meditato lui: La filosofia della Ineguaglianza del grande Nikolai Berdjaev, la Giustificazione del Bene del grandissimo Vladimir Solovev (1853-1900), e I nostri compiti di Ivan Ilyn (1883-1954). Lo sappiamo perché Foreign Affairs, la rivista del Council on Foreign Relations, vi dedicò un articolo fremente di rabbia soprattutto contro l’ultimo autore: “Il posto dove lasciare Ilyn era

Front National: come previsto, ma con una speranza

Maggioranza in 6 regioni al primo turno, primo partito di Francia con il 30 % dei voti espressi; al secondo turno, al governo in nessuna regione, sconfitta schiacciante. E’ la democrazia francese, tutto come previsto.

bhl festante

Bernard Henry Lévi twitta esultante: “Il FN non avrà alcuna regione. Nessuna. La Francia repubblicana trionfa”. A buon diritto. Ha funzionato ancora una volta il cosiddetto “giuramento” – risalente al 1986 – davanti al B’Nai B’rith dei due partiti maggiori, gaullisti e socialisti. “Nessuna alleanza

“Dai frutti li riconoscerete”.

La semplice, definitiva risposta di Gesù ai discepoli che gli chiedevano come distinguere i buoni cristiani, è la chiave di lettura per giudicare la portata nemica dell’immenso baraccone europoide. Chi preleva il denaro ed impone la tassazione, è il vero detentore del potere: vale per le mafie, per il bulimico fisco italiano, vale ancor più per l’Unione Europea.

L’apparato nemico di dominazione dei popoli del continente ha bisogno di quattrini, tanti, per alimentare se stesso (