Era “ANTIFA” lo sterminatore di Las Vegas. Ma non si dice.

Subito dopo aver fatto irruzione  nella stanza del Mandaly Bay Hotel  da cui Stephen Paddock sparava, gli uomini dello Hostage Rescue Team (Gruppo salva-ostaggi) hanno  trovato, oltre il cadavere dell’uomo che si era sparato alla testa e le decine di ami d’assalto, anche “molta letteratura Antifa”.  La notizia, diffusa inizialmente, è stata però subito censurata dai media mainstream.  Lo stesso Trump è stato istruito dai suoi gestori a ripetere che lo stragista era “un uomo molto malato”, attribuendo ad una follia senza movente la strage.

“Antifa” è l’abbreviazione gergale di “Azione Antifascista”, la galassia violenta e corpuscolare di gruppi rossi e neri (anarchici) che, da quando è stato eletto Trump, secondo loro esponente della frangia fascista della società, sono passati all’azione diretta. Picchiano, minacciano, interrompono riunioni della “destra” (altra galassia),   a cui negano con le cattive l’agibilità politica, il diritto di riunione e di parole: “Hate speech is not free speech”,  i discorsi d’odio non hanno (diritto alla ) libertà di parola, è uno dei loro slogan. Nutrono   una ideologia anarco comunista, contro le “tre oppressioni: razzismo, sessismo, capitalismo”.  Insomma si credono anti-sistema ma sono  la guardia armata del Politicamente Corretto Totale, i picchiatori del conformismo del Sistema portato al parossismo demente.

Demente non è una esagerazione. Sono Antifa i gruppi che abbattono, o fanno abbattere, le statue del generale Lee e quella del “razzista” Cristoforo Colombo – uno sforzo supremo di “pulire” la storia americana di tutto il politicamente scorretto, per farne la società purificata della  perfezione antirazzista e  anti-Alt  Right: reincarnazione  impazzita, se ci si pensa, della “città luminosa sulla collina”, dell’America come “nazione necessaria” e purificatrice del mondo.

Il contagio collettivo dell’odio

Snowflakes e black-bloc, politici e giornalisti di grido partecipano alla frenesia,   si contagiano a vicenda.  Molti psichiatri Usa hanno diagnosticato – non scherzano –  una nuova sindrome: “President Trump Stress Disorder”, caratterizzato da “angoscia, ansia, attacchi di panico” che cresce con il crescere del  caos della stessa presidenza. “A sinistra è una epidemia di malessere psicologico vera e propria”, rivelano gli psichiatri al New York DAily News:

http://www.nydailynews.com/news/politics/cope-president-trump-stress-disorder-article-1.3414933

Una sindrome che può calmarsi, temporaneamente, solo attaccando fisicamente i concittadini nemici, deplorevoli votanti per Trump o lettori di Breitbart.  Una senatrice  dello Stato del Missouri, tale Chappelle-Nadal, ha postato su Facebook il moderato auspicio: “Io spero che sia assassinato!”. Interpellata dal Secret Service (il servizio di protezione presidenziale)  s’è giustificata: “Sono molto frustrata”. Molti “Antifa” seguono l’ideologia del super-anarchico Saul Alinsky, per il quale “Lucifero è stato il primo dei radicali  rivoluzionari”.

Ora, gli spettatori del concerto country su cui Paddock ha infierito erano  – come non ha mancato di far notare compiaciuto qualche anchorman delle tv progressiste mainstream  – sicuramente elettori di “The Donald”: quindi un bersaglio legittimo per   un ossesso “antifa”.

Si capisce anche come la notizia non venga diffusa troppo.  Nella polarizzazione estrema della società americana,  già eccitata  fino alla paranoia  – non senza la complicità dei media,  che continuano a dipingere Trump come un nemico  servo della Russia –   è ritenuto più prudente non mostrare la strage di Vegas per quel che è: un fatto di guerra civile. La guerra civile americana strisciante,   o meglio corpuscolare che formicola  e polarizza   la società, salita ad un quasi inverosimile parossismo di odio reciproco.  Riconoscere l’eccidio per quel che è, infatti, promuoverebbe la “risposta” dell’opposto radicalismo,  armato anch’esso.  L’evocazione stessa della parola, “guerra civile americana”, ricorda uno dei fatti più brutali della storia  umana, dove i generali nordisti hanno sterminato non solo i sudisti ma “le donne, i bambini,  devastato i loro terreni…”.

Nei quadri di Hopper: sta per avvenire un delitto, o è appena avvenuto.

La violenza endemica della società Usa, ora giunta alla demenza, è tradizionale, come ricorda Nicolas Bonnal. “La brutalità del paese, della sua popolazione e dei suoi costumi” è la prima cosa che hanno rilevato i nuovi arrivati in America, da Tocqueville a Charles Dickens a Louis-Ferdinand Céline; oggi, alla violenza di base  si unisce “la crudeltà del controllo  della  sua polizia, che arriva ad assassinare 1200 cittadini all’anno e  ne controlla col bracciale elettronico 6 milioni (il lager elettronico non è una metafora)”, e “rinchiude 2,3 milioni di detenuti”, quasi la metà (43%) dei carcerati del mondo intero  nei soli Stati Uniti. “Negli ultimi due secoli, 34  milioni  di cittadini americani sono stati incarcerati per durate indeterminate”.

La legge di Lynch applicata al mondo

E’ il paese la cui civiltà giuridica ha dato  la giustizia popolare spiccia, chiamata legge di Lynch.

Bonnal ricorda come   nel suo Lyceum Adress  (1838), l’allora liceale Abraham Lincoln evoca  il fatto che nel Mississippi  i bravi americani han cominciato ad impiccare i giocatori d’azzardo, “professione non particolarmente utile e onesta, ma non vietata dalle leggi”; proseguito con l’impiccare i negri sospettati di insurrezione; poi impiccato i bianchi sospettati di essere d’accordo coi negri; “e infine degli stranieri, provenienti dagli stati vicini, e viaggianti per i loro affari”.

Non è in fondo la stessa legge di Lynch quella che pratica la diplomazia imperiale americana?, chiede Bonnal.  “linciaggio collettivo di presunti “stati canaglia” isolati. Si lincia l’America centrale, l’Irak, la Siria, la  Libia, la  Corea aspettando di linciare l’Iran, la Cina e la Russia”. Impossibile? Tutt’altro: “E’  la logica di questa folla di linciatori che accusano senza prove e si scaldano a vicenda con Bibbia e whisky, e poi sterminano”.

http://www.dedefensa.org/article/lincoln-et-la-barbarie-americaine

Il massacratore di Las Vegas è la figura perfetta di questa violenza totale e corpuscolare ed endemica. Suo padre, Patrick Benjamin Paddock, è stato un rapinatore violento, seriale,negli anni ’70. Il FBI, che riuscì ad arrestarlo nel 1976,  lo ha posto per qualche tempo nella lista dei dieci maggiori ricercati. Nel manifestino “wanted”, si precisa che “deve essere considerato armato e molto pericoloso”, e che è stato “diagnosticato come psicopatico con tendenze suicide”.

Papà Paddock, wanted.

Continuano i dubbi che il figlio abbia agito da solo, come un pazzo isolato nella  sua follia solitaria. Quarantacinque minuti prima della sparatoria, una donna ha gridato alla folla degli spettatori al concerto: “Morirete tutti, fottuti!.  Era, dicono i testimoni, una  donna sulla cinquantina, di tipo ispanico. La security del concerto l’ha portata fuori  di forza, insieme al suo accompagnatore. L’una e l’altra non identificati.

E’ un episodio in più della mostruosa e profondissima malattia morale che invade la società americana, e si riflette ed accelera la disgregazione  dell’impero. E’ la violenza psicopatica con cui l’impero si suicida, rivolgendo il proprio odio armato contro se stesso. Ma non senza aver  prima sparso stragi attorno a sé.

Was Las Vegas Shooter Stephen Craig Paddock An Anti-Trump Activist With Ties To Antifa?

 

 

 

 

 

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13 commenti

  1. rino

    Un Breivik di sinistra. Entrambi hanno lavorato più o meno consapevolmente per i soliti noti..

    1. Luigi Ranalli

      Abbelli, mi ha anticipato. Ho subito pensato anch’io al povero Stefano Anelli. Strane peraltro le circostanze della sua morte.

  2. Luigi Ranalli

    Beh, questi “sinistri” d’oltreoceano non sono poi così diversi dai nostri. La sindrome anti-Trump ricorda molto quella anti-Berlusca.
    E verso i loro rispettivi avversari politici gli uni e gli altri provano un odio viscerale e totalizzante davvero irrazionale.
    Sull’atavica violenza americana e su quanto siano culturalmente diversi da noi credo che tanti italiani ed europei non se ne siano ancora avveduti, probabilmente a causa dell’immagine fasulla che gli yankee offrono di sé nel cinema e nella televisione.
    Ho molti corrispondenti dagli USA e persino un cognato americano; credo che nei suoi pur discutibili saggi il povero John Kleeves già citato qui da Abbelli abbia colto perfettamente la “cultura” di questa gente. Particolarmente utile la descrizione del “tipo” americano inclusa nel suo “Divi Di Stato”.


  3. Cinque cose che non ci dicono in merito alla sparatoria di massa di Las Vegas

    Mike Adams
    #SaDefenza

    I nostri cuori e le nostre preghiere vanno a tutti coloro che sono stati uccisi o feriti nella sparatoria di Las Vegas, in una nazione dove tanti antiamericani per protesta si inginocchiano o si sdraiano a terra, in questa fucilazione di massa ha visto i veterani e gli ufficiali di polizia in piedi tra le vittime dirigersi dritti verso il tiratore per catturarlo. I veri americani non si inginocchiano, stanno in piedi a lavorare per salvare vite umane. Siamo profondamente grati per la straordinario impegno a tutti i primi intervistati che hanno contribuito a salvare vite e fermare la violenza.

    http://sadefenza.blogspot.it/2017/10/cinque-cose-che-non-si-dicono-in-merito.html


  4. Che eliminare i fascisti non sia reato-i fascisti con il fez del ventennio non ci sono più-è uno slogan osservato ancor più oggi che ieri. Il linciaggio mediatico, da cui quello fisico, minaccia sempre di più con multe salate e negazione dei diritti, espropri e diffamazione, coloro i quali credano nella Verità da sempre, cioè eterna. Si annoverano in tale “sinistra”, cioè parte “lugubre”…il laicismo iconoclasta alla francese, il teppismo del comunismo italiano di decenni or sono, la morale sovvertita dei drogati nei centri sociali, gli “era di Kali” ( i radicali), il politicamente corretto e sanzionatorio di questa fase di secolo ventunesimo, gli interventi militari contro le altre parti del pianeta. Libertà…..obbligatoria. Libertà…”obbligatoria?” Ma, non si contraddice in sé, la definizione? Ma cercare di capire la mentalità degli empi è degradante. Meglio pensare da pii, e la negazione del bene sarà evidente di conseguenza.

  5. Saverio Gpallav

    la violenza con cui mantengono in equlibrio precario una società multi-tutto (razziale etnica culturale sessuale) è il destino che spetterà anche all’Europa e all’Italia se dovessimo proseguire nell’imitazione suicida del pessimo modello americano


  6. Las Vegas #FalseFlag: Video Provano che Dietro l’Attacco c’è un Team di Tiratori Scelti

    #MattAgorist
    worldtruth.tv/
    #SaDefenza

    Video prova che dietro gli attacchi vi era una squadra di più tiratori scelti.
    I video che hanno catturato le immagini fuori dell’hotel di Mandalay Bay mostra evidenti prove di più tiratori dietro lo straordinario massacro di #LasVegas.
    Più relazioni di testimoni oculari hanno fatto emergere allo stato vi era più di un combattente operativo durante l’attacco, ma questi report sono stati occultati dai media mainstream che continuano a spingere la narrazione del tiratore un ” lupo solitario” .

    http://sadefenza.blogspot.it/2017/10/las-vegas-false-flag-video-provano-che.html

    1. Massimo

      Ovvio che è così. Che senso avrebbe avuto portare al 32° piano di un albergo, decine di fucili da guerra, quando a sparare “sarebbe stato” Paddock, un uomo, da solo?…Anche per una mente posseduta, in delirio, non avrebbe avuto senso. E ciò che raccontano i testimoni? Di aver avuto l’impressione di più tiratori? In fondo un “lupo solitario”, nel paese delle armi, è facile a trovare…specie da morto. Perché? Perché il Male (e di “malati” ce ne sono tanti, soltanto a vedere le vicende di questo tempo…), ha bisogno di odio, violenza, sacrifici umani. Di innocenti. Come a Las Vegas. Per diffonderlo poi ai quattro angoli del pianeta, consegnandolo alla funzione dei “sommi sacerdoti” dei mass media. Come oltraggio alla vita, per umiliare l’umanità, impaurirla, dominarla…E coinvolgere milioni di persone, attorno ad una vera e propria messa nera. E’ una setta satanica quella che alimenta il cuore malato del potere americano…rintracciarne i fili e trovarne gli scopi, dovrebbe essere facile per i lettori di questo blog…Dovrebbe esserlo anche per chi semplicemente, riesce ancora a cogliere il senso Vero della Vita. Forse…

      1. rino

        Anch’io ho pensato che durante lo sterminio qualche satanista stesse celebrando il sacrificio di sangue al loro dio. Sarà vero?

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