Meloni sta facendo un colpo di Stato per mantenere la guerra alla Russia

tanno facendo un colpo di Stato sotto mentite spoglie, questa è la realtà. Un colpo di Stato per garantire che il Parlamento, anche alla prossima legislatura, sia ben saldo sulla via della guerra, del riarmo e delle armi a quel corrotto di #Zelensky. #Italia #Russia #GiirgiaMeloni #europa
In tutto ciò, Mattarella, sempre molto attivo quando c’è da dare addosso alla Russia, quando c’è da tracciare la linea indiscutibile dell’atlantismo, della NATO, della Von der Leyen, soprattutto sul riarmo, tace. Ed è un silenzio che pesa. Un silenzio rumorosissimo! Nella legge elettorale hanno deciso che un nuovo partito, per potersi presentare alle elezioni, dovrà raccogliere oltre 450 mila firme. Questa è una cifra impossibile per chiunque.
Tra l’altro, da raccogliere in poche settimane e senza la firma digitale. Significa che nel Parlamento italiano entreranno a tempo indeterminato gli stessi partiti che ci sono oggi. Significa che nessun nuovo partito potrà candidarsi alle elezioni. In nessuna parte del mondo viene richiesta questa quantità industriale di firme. Eppure di questa vergogna non se ne parla, quando dovrebbe stare al centro del dibattito pubblico. Nemmeno coloro che ogni giorno ce le scartavetrano con la storia della democrazia occidentale aprono bocca. Se eliminano la possibilità al dissenso di partecipare, confrontandosi alle urne, che non si stupiscano se tra qualche anno i Palazzi del potere dovranno fronteggiare rivolte. Perché è questa la strada che stanno tracciando! Giuseppe Salamone

Salvini apre alla Russia

Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato oggi a Milano una delegazione di imprenditori italiani che operano in Russia, accompagnata dal presidente di Gim Unimpresa, Vittorio Torrembini, che ha organizzato l’iniziativa, come promesso in occasione del primo confronto in videocollegamento dello scorso luglio con l’assemblea della stessa associazione a Mosca, con 150 imprenditori collegati. È quanto comunica la Lega in una nota, sottolineando che il confronto è stato chiesto per “ascoltare direttamente le esigenze e le difficoltà che centinaia di imprese italiane stanno affrontando a causa del conflitto e delle sue conseguenze economiche. Sono ancora oltre 300, infatti, le imprese italiane che lavorano con la Russia, per un interscambio economico di circa 8 miliardi (a fronte dei 30 miliardi del 2013)”, prosegue il comunicato. Nel corso dell’incontro,  Salvini ha ribadito l’auspicio che la guerra possa concludersi al più presto, “con una ripresa del dialogo diretto fra Ucraina e Russia, nonché il massimo impegno per tutelare le imprese italiane e i relativi posti di lavoro, nel nome dell’interesse nazionale”. In quest’ottica, come sottolineato da più imprenditori intervenuti, “l’eventuale blocco dei visti turistici per l’Italia e l’Europa, richiesto da qualche capitale europea, sarebbe un’ulteriore scelta punitiva nei confronti di cittadini che nulla hanno a che fare con la guerra – prosegue la nota –, nonché un ulteriore danno per l’economia italiana”.
“Bisogna difendere l’interesse italiano ed evitare problemi”, ha detto Salvini questa mattina, ospite di Giornale Radio, annunciando che qualche ora dopo avrebbe incontrato alcuni imprenditori italiani che hanno aziende in Russia.  “Abbiamo sempre difeso il paese aggredito in questi anni ma testardamente riteniamo che occorra preparare la pace più che continuare la guerra. Occorre insistere sul tema della pace – ha aggiunto –, spero che Putin e Zelensky si trovino il prima possibile, certo è che qualcuno in Europa ha interesse a che la guerra continui per piazzare le armi che produce nelle fabbriche che non producono più auto per colpa del green deal”.

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Roberto, che possibilità c’è che un governo italiano, non importa di quale colore, si avventuri in una guerra contro la Russia o magari contro l’Iran?

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