L’astensione-monstre dei francesi sboccerà in violenza

“Macron o #LePen avremo comunque altri 5 anni di proteste”, twitta Alessanndro Cere, che abita in Francia

Mai commento è stato più conciso ed esatto. La gente in Francia non vota, si astiene in masse astronomiche, da noi impensabili, per un motivo preciso: sa che il ballottaggio fa’ del sistema elettorale una truffa una truffa che tradisce la volontà popolare e non le permette di esprimersi per via parlamentare. Ora la protesta che non può esprimersi per vie legali e democratiche, si esprime per forza in forma extraparlamentare , sulla piazza, in scontri contro la polizia. Come è accaduto per due anni con i Gilet Gialli, come accade in modo ormai cronico in Corsica.

Le cifre dell’astensione francese, già siderali da decenni, sono aumentate:

Quasi la metà dei 18-24enni (42%) e dei 25-34enni (46%) non ha votato. In termini di categorie socio-professionali, un lavoratore su tre (33%) ha evitato le urne. Inoltre, “#Macron batte Marine #LePen nel voto degli elettori over 60, ma è dietro MLP in tutte le altre categorie di età, dai 18 ai 59 anni. Tra gli under 35, invece, è stato #Mélenchon [ultrasinistra] ad uscire in vantaggio.

Ci sono i sintomi chiari di una guerra di classe che non viene lasciata esprimere in forme legali:

Emmanuel Macron è stato di gran lunga il candidato più scelto dai francesi “soddisfatti della propria vita”: il 37% dei voti tra gli elettori “piuttosto soddisfatti della propria vita”, il 43% tra quelli “molto soddisfatti”. Per contro, meno del 20% dei voti in questa categoria sono andati a Marine Le Pen o Jean-Luc Mélenchon. Rispetto al background sociale, Emmanuel Macron ha ottenuto i voti di più della metà (53%) degli elettori che si sono autodichiarati da un contesto ricco o privilegiato, ed è anche in testa tra gli elettori che si autoidentificano come medio, alto (38%) o classi inferiori (28%). D’altra parte, è preceduto sia da Marine Le Pen che da Jean-Luc Mélenchon tra gli elettori che affermano di appartenere alle categorie popolari o svantaggiate.

Insomma la parte giovane e attiva della popolazione ha espresso il suo radicale disgusto per il tradimento-truffa della volontà popolare, e per il regime macroniano. La parte socialmente sfruttata ha votato “estremista”.

Credete che resterà passiva e calma per altri 5 anni sotto Macron, che ha perso il suo smalto artificialmente conferitogli dai media quando apparve, già eroso nella sua credibilità e autorità da scandali (McKinsey Gate, i milioni lucrati quando era banchiere d’affari evasi in un paradiso fiscale) di cui la popolazione ha già provato sulla sua pelle la stupida malvagità di gestore dei banchieri internazionali? Si lascerà applicare il Grand Reset docile come stiamo facendo noi pecore italiote?

Oppure: mettiamo che nel secondo turno, il 24 aprile, queste masse di astenuti – “una riserva di voti” – approfittino della possibilità di cambiare il gioco (che si offre per la prima volta) e votino in quantità decisiva per la Le Pen, portandola all’Eliseo – ipotesi del tutto improbabile, ma poniamola: credete che la UE, il WEF, il Sistema globalista accetterebbero il responso popolare? Useranno la forza massima per schiacciare e rendere impossibile alla “sovranista” di governare: guardate quello che stanno facendo a Orban. In un caso e nell’altro, la Francia sta precipitando verso un abisso di violenza e contro violenza sempre più feroci. Ricordiamo la profezia di Irlamer.

Comincia?