LA REPUBBLICA NELLE MANI DEGLI SCAPPATI DI CASA

 

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Per favore cercate la signora Politica, che sembra espatriata dall’Italia. Ha fatto un guaio, perché ha lasciato in giro una banda di ragazzini che scappati di casa si sono ritrovati nel cortile di palazzo Chigi senza sapere che cosa fare.

Maneggiano il caso Salvini come il tipografo con i manifesti. Scelgono i colori, ma la frase la detta il Grande Vecchio. “Ragionano” così: “L’alleato con cui abbiamo condiviso le peripezie della nave Diciotti deve essere processato. E se finisce in galera in fondo se la merita pure”.

Sì, è l’Italia orfana della Politica e ostaggio degli Scappati di Casa.

Domani comincia la commedia nella giunta delle immunità del Senato, presieduta da Gasparri. A occhio e croce andrà in scena il grande balletto dell’ipocrisia. I grillini già sono partiti con la cretinata di Di Maio, scalciato da Di Battista: “Mica possiamo fare un dispetto a Salvini che si vuole fare processare”. Nobili mascalzoni.

E lui, il Capitano che tremare il mondo fa, abbozza? Salvini ha il dovere di dire con chiarezza che trascina a fondo il governo se si processa un ministro che ha fatto quello che doveva fare con l’accordo dell’esecutivo. E se non lo fa è un ipocrita anche lui.

Lo abbiamo già scritto, ma visto che la confusione è enorme repetita iuvant. Il processo non è affare personale di Salvini e ha fatto bene ieri il presidente Claudio Borghi a ribadirlo. Siamo invece all’accanimento contro la politica, che deve essere libera di determinare le proprie scelte di indirizzo soprattutto nelle materie più scottanti. E ci mancherebbe altro…

Il ministro dell’interno ha ora un unico dovere che è quello di rivendicare l’azione compiuta la scorsa estate davanti al porto di Catania. A parole, i suoi colleghi di governo gli diedero solidarietà. E ora che fanno? Lo scaricano? Lo mettono nelle mani della magistratura? Pensano di cavarsela senza pagare dazio.

E Toninelli dov’era in quei giorni? E Conte e Di Maio? Sarebbe un pessimo segnale di governo affidare la pratica agli avvocati. No, tutti si devono prendere la responsabilità.

In gioco è la democrazia.

Per favore, Salvini dia retta a Lorenzo Fontana, che è ministro e dovrebbe tenere anche lui alla poltrona di governo. Ma ci sono questioni più importanti e il ministro per la famiglia ha detto chiaro e tondo che se i Cinque stelle giocano una mano di poker contro il leader della Lega, è il governo a dover concludere la propria corsa. Oppure le seggiole di palazzo Chigi sono talmente importanti che nemmeno una questione così grave può metterle in discussione? 15 anni di galera come rischio sono o no un motivo per dire basta?

È anche larghissima parte della gente del centrodestra – e crediamo anche qualche settore pentastellato – a giudicare immotivata la pretesa del tribunale dei ministri, a parte Stefania Prestigiacomo, più attenta ormai alle ragioni di Nicola Fratoianni che a quelle dello stesso popolo azzurro.

Non è nemmeno Salvini il titolare del via libera al processo, perché non servono atti fintamente eroici.

Evitare, semmai, il cinematografo nei tribunali a piazze contrapposte. Sarebbe lo spettacolo peggiore che potrebbe offrire la Repubblica degli Scappati di Casa.

Gilet a strisce.

Per carità.

Francesco Storace

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