Giorgia fa rimpiangere Draghi

Come sapete, nel 2022 non ho votato Georgia Meloni perchè era già chiaro che fosse un bluff sostenuto dalla CIA, la Massoneria internazionale ed agenti finanziari stranieri. Quando si è seduta a Palazzo Chigi quindi ero certa che sarebbe stata una grande delusione.

Eppure, credevo che non avrebbe potuto far rimpiangere Draghi. L’avevo sopravvalutata: la sua vittoria era conseguenza della “opposizione” al governo Draghi, ma dietro le quinte Draghi governava e governa coi suoi prestanome nell’attuale esecutivo quantomeno i settori dell’economia/finanza/bilancio, della difesa, della politica estera.

  • Mi aspettavo propaganda, ho trovato propaganda senza risultati.
  • Mi aspettavo promesse mancate, ho trovato promesse mancate elevate a metodo di governo.
  • Mi aspettavo un governo distante dai problemi reali, ne ho trovato uno che trasforma ogni critica in un complotto e ogni fallimento in un alibi.
  • Se governare non significa cercare un nemico nuovo ogni giorno, ma cercare di risolvere problemi, allora l’esperienza Meloni è peggiore di quella Draghi. Dopo anni, i problemi restano, mentre aumentano slogan, propaganda e vittimismo. I problemi si chiamano aumento della disoccupazione, aumento del lavoro nero, aumento dei poveri assoluti e relativi, famiglie lasciate in preda ai prezzi incontrollati.
  • Quanto ancora dovrebbe durare questo spettacolo prima che qualcuno si assuma la responsabilità dei risultati? La realtà ha superato perfino le peggiori previsioni. La vera opposizione a questo governo non è la sinistra, è la realtà.
  • Modello del governo Meloni sono stati i 10 anni di macronismo:
    • Uno Stato in bancarotta.
    • Una Sanità abbandonata.
    • Scuole trascurate.
    • Una Gioventù tradita e malmenata.
    • Un tasso di Povertà al 15%.
    • Raddoppio dei miliardari con un’aliquota fiscale quasi pari a zero.
    • Un paese al confine dell’insurrezione coi gilet gialli che si uniscono ai proletari emarginati delle banlieues.

Se questo sembra il bilancio del governo Meloni dopo soli 4 anni, immaginate se il cdx dovesse rivincere le elezioni politiche!

Lisa Stanton

Coi decreti flussi e gli accordi con l’India il governo Meloni ha agevolato la sostituzione etnica persino più dei governi tecnici e di centro-sinistra. Il confronto tra i dati degli ingressi nel periodo anteriore 2014-2022 e nel periodo del governo Meloni (2022-2026) è impressionante, in quattro anni il governo Meloni ha fatto entrare il doppio di immigrati degli anni precedenti. Senza questa politica disastrosa, Futuro Nazionale e Vannacci non sarebbero mai nati.

Il confronto numerico e normativo tra il periodo 2014-2022 (caratterizzato da governi di centro-sinistra, coalizione e tecnici) e il periodo del governo Meloni (dal 2022) evidenzia un netto mutamento nella pianificazione delle quote d’ingresso regolari per motivi di lavoro, guidato da crescenti necessità del tessuto economico nazionale.

Il confronto dei dati sulle quote dei Decreti Flussi

La differenza principale risiede nel volume complessivo delle autorizzazioni programmatiche all’ingresso:

  • Il periodo 2014-2022: In questi nove anni, i decreti flussi hanno mantenuto quote annuali generalmente molto basse, spesso comprese tra i 15.000 e i 30.000 ingressi totali all’anno. In diverse annualità (ad esempio durante i governi Renzi e Gentiloni), la quota per il lavoro subordinato non stagionale è stata quasi azzerata, limitando gli ingressi quasi esclusivamente ai lavoratori stagionali o a conversioni di permessi di soggiorno già esistenti. Una parziale risalita è iniziata a fine 2021 con il governo Draghi, che ha innalzato la quota a quasi 70.000 ingressi a seguito del forte sblocco delle attività post-pandemia.
  • Il periodo del governo Meloni: L’attuale esecutivo ha introdotto per la prima volta una programmazione pluriennale, determinando un incremento quantitativo significativo. Il piano per il triennio 2023-2025 ha autorizzato complessivamente 452.000 ingressi regolari (ripartiti in circa 136.000 nel 2023, 151.000 nel 2024 e 165.000 nel 2025), ai quali si è aggiunto la successiva programmazione per il triennio 2026-2028 con ulteriori 497.550 ingressi autorizzati.

A livello puramente statistico, la programmazione triennale del governo Meloni stabilisce una media di circa 150.000-165.000 ingressi regolari all’anno, un valore che supera nettamente la media annua del decennio precedente.

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Sono anni che avevo predetto che la Francia sarebbe stata balcanizzata…e siamo solo all’inizio.

Primo viaggio nel 2003, e feci 2 mesi in Normandia a fare uno stage di Avvocato. Rouen era divisa in due da un ponte: i bianchi nel centro storico, e gli afroislamici dall’altra parte del ponte.

E poi sula collina le No Go Zone. Un collega mi disse:”vedi quei palazzi? La polizia la, non va”.

La mattina vedevo file lunghissime di persone marroni, davanti all’Istituto di sicurezza sociale. Pensai:”non puo’ durare a lungo”.

Ancora 3 anni, e a causa della demografia che premia gli extraeuropei, ci saranno le prime secessioni torritoriali serie.

Il discorso in Francia nasce nel 1960, con la Sinistra anticolonialista e colpevolista. Da noi nei primi anni ’80, quando il PCI strategicamente, inizio’ la propaganda antirazzista, in previsione della futura invasione, propagandando il veleno colpevolista anti europeo tramite i propri insegnanti.

L’Italia e’una Francia indietro di 15 anni

La brutta notizia e’ che non e’ risolvibile.

Perche’ lo Stato Francese per reggere,non puo’ non cercare di mediare tra le masse afroislamiche e i bianchi.

Inoltre, FFOO e Magistrature, sono ideologizzate e non arretreranno mai ne’ sposeranno mai – MAI- la narrazione identitaria pro bianchi.

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Per Von Der Layen, Macron, Elites pedo di Bruxelles, Merz, se le chiese antiche e la storia europea viene cancellata per mano delle scimmie importate, e’ un fatto neutro o anche positivo: sono li per cancellare e resettare cio’ che i Nasoni chiamano Regno di Edom: ossia l’Europa.

Per i rabbini se Edom non cade, il Massiah non viene. E poiché i nasoni vivono in funzione della venuta del Massiah, faranno di tutto per questo