CONSIGLI UTILI PER TUTTI

 “Che te lo dico a ffa’?”

( riporto conclusioni dei dottori Manera, Salvucci, Sestini, De Donno, Tarro, De Monte, Montanari).

*Sappiate che il problema centrale di questa infiammazione ai polmoni è se si formano trombi, e voi non lo sapete. In questo caso le difficoltà respiratorie aumentano e, come conseguenza, si sarà orientati ad affidarsi a un ospedale. Qui prima di curarvi vi faranno aspettare 3-5 giorni per l’esito del tampone e nel frattempo l’infiammazione divampa ancora.

Quando finalmente si decidono a prendersi “cura” di voi, vi daranno l’eparina, che è efficace più a prevenire la formazione di trombi che a scioglierli, e vi attaccheranno un ventilatore polmonare, che, in presenza di trombi, dà embolia e vi brucia o perfora i polmoni.

PER RASSICURARVI E FARVI STARE SERENI:

  1. se seguite la “Sintesi salvapelle”, che leggerete a seguire, dall’inizio di sintomi particolari, non si formerà nessun trombo e guarirete a casa semplicemente;
  2. nel caso i medici di base non vi seguissero o non prescrivessero, denunciateli;
  3. se doveste invece ritrovarvi nella fase critica e vi affidate a un ospedale:
    • andateci con un avvocato;
    • pretendete prima di tutto l’analisi dei parametri di coagulazione per sapere subito se si sono formati trombi;
    • nel caso si siano formati, PRETENDETE trattamento con urochinasi, che scioglie i trombi, e sottraetevi alla ventilazione fin quando non è certo che si siano sciolti (ma in questa condizione la ventilazione potrebbe anche non essere più di nessuna utilità);
    • ricordate inoltre che in casi gravi si sono rivelate risolutive terapie come quella plasmatica, che utilizza gli anticorpi dei guariti, e l’ozono-terapia che scioglie i trombi grazie all’ozono che va ad essere aggiunto al sangue del paziente;

SINTESI SALVAPELLE

  • no paracetamolo (tachipirina) perché riduce il glutatione che limita l’infiammazione;
  • no all’inizio cortisone perché riduce la risposta immunitaria, ma come antinfiammatori usare aulin o brufen associati a gastroprotettori;
  • si vitamina C e D e antibiotico zitromax;
  • se dopo qualche giorno la situazione non migliora, efficace sarebbe la somministrazione di idrossiclorochina (plaquenil), buon antinfiammatorio. Sì al cortisone poi se la febbre non scende e a eparina a basso peso molecolare (clexane). Si ricordi che l’eparina più che sciogliere i trombi li previene. Quindi se si ritiene che si siano già formati occorre l’urochinasi come trombolitico.
  • in casi estremi optare per la terapia plasmatica, ovvero per il sangue dei guariti contenenti anticorpi o, in alternativa, per la ozonoterapia che consiste nel prelevare sangue del paziente e arricchirlo di ozono. Il sangue, reintrodotto, con l’ozono va a sciogliere i trombi;
  • no ventilazioni polmonari. Portano a morte in presenza di tromboembolia;

COSA ACCADE IN GENERE

Paziente con sintomi e febbricitante. Tachipirina che peggiora l’infiammazione e cortisonici che abbassano le difese immunitarie. Problemi respiratori e ricovero in ospedale. Tampone il cui esito si ha dopo vari giorni, permettendo, senza cure mirate, all’infiammazione di dilagare ancora e di compromettere ampiamente il tessuto polmonare. Per conoscere lo stato del paziente non è necessario avere l’esito del tampone, perché per sapere se ha trombi già formati basterebbe andare a valutare i parametri di coagulazione e quindi agire mediante urochinasi e non con eparina e ventilazione nel momento in cui si saprà l’esito del tampone in ritardo e che questo risultasse positivo.

L’eparina non ha effetto significativo su trombi già formati, mentre la ventilazione in condizione di tromboembolia brucia o perfora i polmoni e dà morte certa.

PERCHÉ SE LE CURE SI CONOSCONO NON VENGONO APPLICATE?

Molti medici di base non seguono adeguatamente il paziente nella prima fase permettendo il dilagare infiammatorio ai polmoni. Quando il soggetto compromesso arriva in ospedale, e non dovrebbe arrivarci se avesse avuto un buon medico, tra tempi perso a casa e quello ulteriormente perso, anche 3-5 giorni in attesa di esito tampone, viene trattato, una volta risulta to positivo, con cortisone ed eparina, anziché valutare se ha già formato trombi, e subito anche con ventilatore polmonare: IN POCHE MOSSE UN SOGGETTO CHE FINO A 15 GIORNI PRIMA STAVA BENE, per assenza di cure cronologicamente e qualitativamente oculate  SI RITROVA CADAVERE.

A proposito di terapie efficaci, qualcuno saprebbe dire per quale motivo è scomparsa nel dimenticatoio la terapia plasmatica insieme all’ ozonoterapia? Eppure funzionavano alla grande! Anche i ventilatori funzionano, ma per tutt’altri scopi da quelli di voler curare.

Come mai dopo tanti mesi tutta questa chiamiamola strana “disorganizzazione”?

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