Agli uomini del potere – Danilo Quinto

(Perché repetita juvant)

Non m’interessa vivere come avete deciso Voi che io viva, cari uomini del potere.

La mia vita non Vi appartiene. Non sono nato grazie a Voi, ma grazie a Colui che me l’ha donata, quando sono stato concepito da mio padre e da mia madre (so che questo non vi garba, perché avreste voluto che anche lei avesse abortito, come hanno fatto milioni e milioni di donne di questo Paese – già distrutto da Voi, prima del Covid-19 – in nome dell’antinatalismo che propagandate, divulgate e organizzate). Sono loro che mi hanno insegnato a distinguere il Bene dal Male. Non siete stati Voi, che non li distinguete e vivete nel delirio d’onnipotenza che deriva dall’esercizio del potere nei confronti dei Vostri simili.

Sono i miei genitori che mi hanno curato, assistito, protetto con l’aiuto di Dio, della Santissima Trinità, della Vergine Santissima, dei Santi, delle anime del Purgatorio e degli Angeli del Paradiso. Ora, non mi farò curare, assistere e proteggere da Voi, che rappresentate la quintessenza del Male. Quello stesso Male che insidiò subdolamente Cristo nel deserto e con il quale Cristo non dialogò. Lo cacciò via, nel luogo a lui destinato. Così farà con Voi, con un Suo soffio, impedendovi di attuare per intero il piano che avete preparato, che si sbriciolerà rovinosamente nelle Vostre mani.

Pagherete tutto e finirete, così, di decidere Voi della vita delle persone.

Vessandole con disposizioni arbitrarie e illegittime. Marchiandole con il numero della Bestia e assoggettandole, da cavie umane, ad una sperimentazione di massa, dietro la quale c’è un business economico gigantesco (sull’altare di Mammona si consumano tutte le nequizie dell’umanità!) e l’immoralità di un farmaco prodotto utilizzando cellule di feti abortiti, con buona pace di quei cattolici liberali e conservatori – certamente non tradizionalisti, come fanno credere di essere – che scrivono addirittura libri per propagandarlo. Proibendo la distribuzione dello Sputnik, solo perché prodotto dalla Russia cristiana di Putin. Varando un passaporto vaccinale che è contrario a tutte le leggi che Vi siete date e che avete sottoscritto. Impedendo che le persone siano curate ai primi sintomi della malattia, per evitare il ricovero in ospedale e la morte. Fornendo dati omissivi (perché non diffondete il numero dei guariti dal virus? perché non raccontate la percentuale dei falsi positivi dei Vostri tamponi, che vi servono per contare i contagiati e decidere le restrizioni o quelli reali sulla mortalità da attribuire direttamente al virus? Perché non fate conoscere la media d’età delle persone che muoiono?). Sfidando Dio, affidandovi alla Vostra Scienza. Varando progetti per intervenire sulla proprietà privata (avete bisogno di case da dare ai Vostri migranti, non è vero?) o sui risparmi (con la patrimoniale sui conti correnti volete ripianare il debito pubblico che avete prodotto con la dissennata politica economica che avete prodotto negli ultimi decenni, giusto?) o sulle modalità di fare acquisti (niente più contante, perché dovete controllare tutto, tracciare tutto e indirizzare anche i consumi) o sulle aziende che devono sopravvivere (mentre farete chiudere quelle che non sono in linea con il Vostro progetto) o con il reddito universale (una specie di mancia per la sopravvivenza). Tormentate le persone con la paura della fine, che inculcate ai Vostri sudditi 24 ore su 24 attraverso i Vostri mezzi di disinformazione.

Siete stati scoperti con le mani nella marmellata. I Vostri piani sono chiari e insieme terribili, ma a chi ama Cristo – è bene che lo sappiate – Voi non fate paura e la stessa fine non fa paura. Sapete che i santi affermano che i carnefici di Cristo furono costretti a bendarlo (Lc 22, 63-65), per il tanto amore nei loro confronti che emanava il suo sguardo luminoso? Riuscirete a sopportare lo sguardo di Cristo quando Vi giudicherà? Ve lo siete posti questo problema? La domanda è retorica. Voi vivete come se Dio non esistesse, come se i Vostri piani superassero o ignorassero quelli di Dio. Ai Suoi discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, che assistettero alla Trasfigurazione sul monte Tabor (Mt 17, 1-9) – quando “il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” e quando dalla nube, che Lo copriva mentre conversava con Mosè ed Elia, una voce disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo” – Cristo si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. Queste parole sono la chiave di chi guarda il Cielo e non si fa condizionare dai Vostri progetti, dai Vostri desideri, dai Vostri propositi, che sono terreni. Non saranno questi a salvarci. Ci sono persone – cari uomini del Potere – che, come dice san Paolo, camminano nella loro vita con la fede e sanno che solo la fede può salvare, solo la fede può guidarle attraverso le tenebre di questo mondo. Nulla dobbiamo scoprire di questa nostra vita che non ci sia già stato mostrato e vissuto da Cristo. Anche Lui ha attraversato le tenebre che uomini malvagi avevano ordito. Con sofferenza. Con dignità. Con coraggio. Perché voleva fare la volontà del Padre Suo e perché aveva assunto su se stesso tutti i peccati del mondo. Questo Cristo ci chiede di fare oggi, nelle tenebre che stiamo attraversando. Mettiamo la nostra vita nelle Sue mani. Con fiducia. Sarà al sicuro. Nessun uomo dovremo temere. Nessun uomo potrà farci del male. Cristo ha già vinto e tutto quello che permette che accada è per un nostro bene superiore. Viviamo, quindi, questo momento di grazia – perché di questo si tratta – abbandonandoci completamente alla Sua volontà. Intanto, pregheremo e offriremo le nostre miserabili carni perché Gesù Risorto si presenti alla Vostra coscienza e Vi converta a servirLo e così poterLo godere, un giorno, nell’eternità.

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