I guardiani del progresso

di Danilo Quinto

Nel giardino dell’Eden, i nostri Progenitori furono indotti a credere dal serpente che avrebbero potuto fare a meno del loro Creatore, indicato non come Padre che dona una legge per il Bene dei Suoi figli, ma come tiranno, che occulta qualcosa, geloso e mentitore. Liberandosi di Dio, essi pensarono di potersi divinizzare da soli, attraverso la loro esperienza umana – che muta con il trascorrere del tempo, direbbe autorevolmente qualcuno – negando l’unico Principio da cui deriva ogni ordine naturale e soprannaturale. Così ebbe origine quel mondo che totus in maligno positus est. Quest’inganno ha segnato l’intera storia dell’umanità ed ha operato anche quando Dio, mosso da misericordia nei confronti delle Sue creature, sacrificò il Suo unico Figlio per la loro salvezza eterna: gli uomini non Lo riconobbero e Gli preferirono Barabba. Non fu un’ipnosi collettiva. I demoni ingannatori fecero in modo che gli uomini rifiutassero il Bene, alleandosi con il male. La luce della Verità fu oscurata dalla menzogna, come avviene oggi.

È questa la chiave di lettura delle vicende drammatiche degli ultimi tre anni, nel corso dei quali la quasi totalità del corpo collettivo chiamato società si è consegnata ad un potere che ne ha fatto quello che ha voluto.

Quel potere, laico e religioso, in un connubio che si è ripetuto dopo duemila anni – asservito com’è ai guardiani del progresso, costruttori di un domani che vuole sottrarre all’uomo la possibilità di distinguere il Bene dal male – ha operato un consapevole inganno, erigendo la menzogna a Verità e servendosi degli strumenti di vessazione e coercizione che ha a disposizione.

La storia dell’uomo è costellata da questi inganni, che non si riconoscono se si utilizza solo la prospettiva umana. Pensiamo, ad esempio, al grande inganno che più di una generazione di politici ha operato negli ultimi decenni sulla questione dei migranti, che nelle ultime settimane è tornata alla ribalta delle cronache. Si narra, da una parte, che questo tema è legato al senso di umanità, di accoglienza e d’integrazione di persone che nei loro Paesi soffrono la miseria, alla necessità di manodopera, persino a garantire che gli italiani ricevano la pensione – come sostiene l’immarcescibile Emma Bonino – dall’altra che sarebbe solo una questione di sicurezza e di regolazione dei flussi. Entrambe le parti mentono e sanno di mentire, perché conoscono  bene il progetto che sin dallo scorso secolo ha voluto ed attuato la cupola massonica internazionale: la sostituzione della  popolazione europea ed italiana, in particolare. L’Italia è al centro di questo progetto, perché culla del Cristianesimo per decisione di Gesù Cristo, che ordinò a Pietro di fare di Roma il luogo del suo martirio e di fondare lì la Sua Chiesa.

La gerarchia ecclesiastica – che ben prima del Concilio Vaticano II, grazie all’infiltrazione della Massoneria, ha oscurato la Croce di Cristo, usa, anche in questo caso, la melassa della misericordia a buon mercato per celare la Verità – è pienamente consapevole e complice di questo progetto, che si avvale della posizione geografica dell’Italia e dell’opera incontrastata delle organizzazioni criminali, che nel solo anno 2022 hanno fato sbarcare a pagamento sulle coste del nostro Paese quasi 90.000 persone. Una percentuale risibile di questa massa enorme di persone è costituita da coloro che fuggono dalla guerra o da situazioni di miseria. Tutti gli altri costituiscono lo strumento che i guardiani del progresso hanno scelto per destabilizzare e destrutturare una Nazione, un popolo, cancellare la sua identità, le sue radici cristiane e – quindi – le sue tradizioni, religiose, culturali, storiche. A questo progetto, si sono legati strettamente, negli ultimi decenni, da un lato, la pratica degli aborti e dei sistemi anticoncezionali – che riducono drasticamente le nascite degli occidentali, rendendole pari allo zero – dall’altro, la diffusione della cultura del terzo o quarto sesso, che mira ad annullare il concetto stesso di riproduzione. Con il risultato che nel’arco dei prossimi vent’anni, l’Italia sarà islamizzata. Un progetto diabolico celato alla Verità e oscurato dalla menzogna.

La realtà, i fatti che accadono – governati dai guardiani del progresso, che di volta in volta cambiano le loro maschere per restare sempre gli stessi – possono essere riconosciuti solo da chi possiede nella sua vita, non per suoi meriti, ma per grazia divina, da servo inutile, una visione unitaria delle cose. Costoro sono in grado di comprendere che non esiste una separazione tra politica e religione, tra i fatti che accadono e la visione soprannaturale della storia. Il metro di misura di ogni realtà umana, per non partecipare alla creazione di un mondo a misura d’uomo e quindi in mano a satana – che prima o poi dovrà fare definitivamente i conti con Dio, grazie all’opera mediatrice e corredentrice della Santa Vergine Maria – è uno solo: fare riferimento al Padre, Principio senza principio, e al Verbo, modello di tutte le cose create. Senza questo metro di misura,  senza la Croce di Gesù Cristo che impone di vivere nella Verità, non si possono riconoscere la menzogna e il male. Non si può praticare la vera carità, che è l’odiare il male senza compromessi, pur accettandone con amore le conseguenze nelle nostre vite, in sconto dei peccati e in unione al Crocifisso, per ottenere quel Bene più grande che Dio conosce e vuole quando permette il male.

Se la menzogna e il male rendono oscura la nostra vita, la Verità non crea divisioni – come ritiene il pensiero unico dominante – ma la illumina, la rende degna di essere vissuta, ha la forza dirompente di far venire alla luce quello che è scritto nel cuore dell’uomo: il suo darsi al Bene o il suo consegnarsi al male. L’unico potere dei senza potere è vivere nella Verità, che mette a nudo le ipocrisie, le pusillanimità, le tiepidezze, i compromessi, la violenza di un mondo, che grazie alla menzogna, viene costruito contro l’uomo da quei potentati delle tenebre che hanno di mira la distruzione dell’unico vero Bene che conta: il rapporto dell’uomo con Dio. Questa è una sorta di trappola mortale e la morte che qui si gioca è, per dirla con San Francesco, non nostra sorella morte corporale, ma la morte seconda ed eterna.

So bene l’inattualità di quanto ho scritto, ma so anche che quel che conta veramente per comprendere la disarmonia, la confusione, l’ambiguità, la malafede, la dissoluzione e le iniquità a cui assistiamo inermi, non è inseguire questo o quel progetto mondano, che per sua natura perisce. L’unica cosa che conta è la fede, che impone di vivere nella Verità e consente di smascherare i guardiani del progresso. 

DA SERVO DI PANNELLA A FIGLIO LIBERO DI DIO – Una storia d’amore

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