20 Ottobre 2026

Ursula von der Leyen e Vladimir Putin (fonte: Wikipedia)
Ucraina, “Ue cercherà accordo con Putin, congelamento del fronte e no Kiev nella Nato o Donbass a Mosca e Kiev nella Nato”
L’ipotesi di un’iniziativa diplomatica europea nasce dalla crescente insofferenza nei confronti della gestione dei negoziati da parte degli Stati Uniti. Diversi leader dell’Unione europea non sembrano più disposti a lasciare esclusivamente a Washington il compito di trattare con il presidente russo, anche alla luce delle divergenze sull’approccio adottato da Donald Trump per arrivare alla fine delle ostilità.
Le due proposte delineano percorsi differenti per cercare di chiudere il conflitto, con un compromesso che coinvolgerebbe direttamente il futuro territoriale dell’Ucraina e le sue prospettive di integrazione nell’architettura di sicurezza occidentale. Entrambe, tuttavia, comporterebbero concessioni rilevanti e aprirebbero interrogativi sulla possibilità di raggiungere un’intesa accettabile per tutte le parti coinvolte.
Nel primo scenario, la guerra verrebbe congelata lungo le attuali posizioni militari. La linea del fronte diventerebbe quindi il punto di riferimento per fermare i combattimenti, mentre Kiev dovrebbe rinunciare all’ingresso nella Nato. Una soluzione di questo tipo consentirebbe di interrompere le operazioni militari senza necessariamente risolvere in modo definitivo tutte le controversie territoriali, ma imporrebbe all’Ucraina di abbandonare una delle principali opzioni strategiche perseguite dall’inizio del conflitto.
Il secondo scenario prevederebbe invece la cessione alla Russia del territorio del Donbass ancora conteso, in cambio dell’adesione ucraina alla Nato. In questo caso, il prezzo territoriale sarebbe più esplicito, mentre Kiev otterrebbe la prospettiva di entrare nell’Alleanza atlantica, con conseguenze significative per gli equilibri di sicurezza europei e per i rapporti con Mosca.
La scelta tra le due ipotesi metterebbe dunque al centro il rapporto tra integrità territoriale e garanzie di sicurezza. Da una parte, il congelamento del fronte richiederebbe la rinuncia alla Nato; dall’altra, la cessione di ulteriori territori alla Russia sarebbe accompagnata dalla possibilità per l’Ucraina di entrare nell’Alleanza. Si tratta di alternative che evidenziano quanto resti complesso individuare un compromesso capace di conciliare le richieste russe, le ambizioni di Kiev e le preoccupazioni dei Paesi europei.
Intanto, la crescente frustrazione europea verso l’approccio di Trump rafforza l’ipotesi di un coinvolgimento diplomatico più diretto dell’Unione. I governi europei temono infatti di restare ai margini di un eventuale accordo destinato a incidere in modo decisivo sulla sicurezza del continente. Un confronto diretto con Putin permetterebbe loro di provare a influenzare i termini di una possibile intesa, anziché affidare interamente agli Stati Uniti la conduzione dei negoziati.