Tra diesel, asset minerari e Starshield rallentato, la pace in Ucraina sembra decisa a Wall Street: il ruolo opaco del grande fondo d’investimento

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Non è più un affare redditizio per gli Stati Uniti la carne da cannone da sacrificare in Ucraina contro la Russia. Mosca ha alzato la posta in gioco iniziando a colpire in modo massiccio le infrastrutture portuali, i centri logistici, le stazioni di carburante, persino i ponti sul Dnepr. L’obiettivo sembra essere quello di svuotare le città per preparare un’offensiva destinata ad arrivare a Kiev.
Ma ora grandi interessi economici entrano in gioco negli Stati Uniti e Trump vuole approfittarne per capitalizzare una vittoria prima delle elezioni, con un consenso elettorale ormai al capolinea.
Dopo la telefonata tra Trump e Putin, come da accordi, la Russia dovrebbe fornire circa 4,8 milioni di tonnellate di diesel agli Stati Uniti, secondo uno schema progressivo: 300.000 tonnellate subito, poi 800.000, un milione e altri tre milioni a seconda delle condizioni. Ricordiamo, tuttavia, come 4,8 milioni di tonnellate equivalgano però ad appena dieci giorni di consumo americano.
Una fretta decretata dalle gravi contingenze economiche che stanno investendo gli stati Uniti. A causa del conflitto contro l’Iran, il carburante per aerei è aumentato del 30-35%, i rendimenti dei Treasury a 10, 20 e 30 anni sono ad oltre il 5%, i mutui a trent’anni tra il 7,4 e il 7,5% e la Fed prepara un altro rialzo dei tassi ad ottobre. Il diesel ha toccato 6,20 dollari al gallone ed è una fonte energetica vitale per gli agricoltori, base elettorale repubblicana in piena stagione di raccolto, per il riscaldamento domestico con l’arrivo del freddo e per un sistema di trasporto quasi interamente su gomma, con i camion americani che percorrono annualmente circa 400 miliardi di miglia.
A ciò si aggiunge la minore propensione degli acquirenti esteri a detenere titoli di Stato USA. In questo contesto, anche i mercati accusano il colpo: il Nasdaq 100 ha chiuso la settimana in calo del 5,5%, il peggior ribasso settimanale da aprile 2025, e arretra del 7% rispetto al massimo toccato appena dieci giorni prima, secondo la Lettera di Kobeissi. Trump deve recuperare terreno prima del voto di medio termine, anche perché la guerra nel Golfo Persico e l’operazione “Epic Fury” contro l’Iran sono state un completo fallimento su tutta la linea.