Da Luigi il 2026-09-01 23:41
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Quindi ecco le novità.
1) La famiglia della bambina morta a Palermo NON era “novax” (gli altri quattro figli sono stati tutti vaccinati).
2) La bambina sarebbe deceduta – scrive il Corriere – per un errore medico.
La causa o concausa del decesso sarebbe la somministrazione del vaccino in corso di malattia da parte dei medici che per sbaglio (gravissimo) o per un azzardo (non era disponibile l’antitossina in quel momento, mi chiedo io) hanno somministrato invece dell’antitossina l’anatossina.
Qui va spiegato un passaggio: la vaccinazione con l’infezione in corso è un errore “da manuale”.
È altamente probabile una reazione da immunocomplessi. L’anatossina è un antigene. Se viene somministrata durante una fase in cui l’organismo ha già anticorpi contro quell’antigene, e si somma al già presente antigene batterico, il numero di immunocomplessi circolante può aumentare drammaticamente, precipitando e causando varie complicazioni locali, incluso danno d’organo ai reni e in altre sedi. Non il massimo per un soggetto già malato.
Aggiungo che, anche in assenza di reazione avversa la pratica non avrebbe senso per contrastare l’infezione in corso perché l’immunizzazione richiede un tempo tecnico per svilupparsi.
Se quanto riporta il Corriere è vero, la bambina potrebbe essere morta a causa di una vaccinazione, somministrata peraltro in condizioni in cui ogni medico dovrebbe sapere che non si deve praticare.
Insomma un caso in cui si sono mescolate le carte, vi è stata una comunicazione assai poco trasparente e si è montata una campagna moralistica contro i novax scambiando completamente il focus del problema.
Faccio anche notare che l’articolo, uscito con ampio ritardo, si guarda bene dal chiamare vaccino l’anatossina difterica, usando il più vago (per il popolo) termine “anatossina” appunto, perché sappiamo che esiste un movimento no vax ma certamente non un movimento no anatox, ed è meglio non dire che la figlia dei genitori novax (che molto probabilmente non erano nemmeno tali) è morta in conseguenza o per causa di una vaccinazione.
Atteso che anche questa ricostruzione potrà essere corroborata o smentita dalle future indagini (che speriamo si svolgano senza interferenze o pressioni), le istituzioni sanitarie ne escono ancora una volta coperte di merda e da ogni altro genere di escrementi.
La richiesta poi di correre a fare una vaccinazione di massa antidifterica in extremis per genitori renitenti o smemorati, atteso che ci sia mai stata negli ultimi giorni a Palermo questa corsa a mettersi in regola, è la ciliegina sulla torta da parte delle autorità sanitarie e del giornalismo locale.
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Salta fuori la verità su Anna Rosa, la bambina morta di difterite. Altro che no-vax: il decesso è stato causato dai suoi “medici” incompetenti
Da quel momento i medici tentano di tutto
Prima non avevano saputo diagnosticare la curabile malattia, poi quando ci sono arrivati, sono entrati in modalità panico.
Anziché curare la piccola con antibiotici e antitossina, l’hanno vaccinata con infiammazione in corso, intensificando i sintomi (ADE).
Il tutto confermato anche dall’autopsia successiva: “sottoposta a cure particolarmente invasive”.
A quel punto scattano i relativi protocolli, con isolamento e richiamo del vaccino per il personale sanitario. Anna Rosa, invece, viene intubata e trasferita all’Ospedale dei Bambini Di Cristina. Da quel momento i medici tentano di tutto: dalla somministrazione del vaccino, all’emodialisi per ripulire il sangue. Viene anche attaccata all’Ecmo, la macchina per la circolazione extracorporea. Poi il trasferimento in terapia intensiva all’Ospedale Civico, dove muore alle 2.30 del 20 agosto per collasso multiorgano dovuto al batterio della difterite.
Come già scritto, questi signori non solo non devono più lavorare.
Devono pagare per i drammatici errori causati dalla loro ignoranza e scontare la giusta pena in carcere.
Un abbraccio fortissimo ai genitori di Anna Rosa.
corriere.it
L’ANTITOSSINA DI WIKIPEDIA 


Nella tragica vicenda della bimba palermitana morta per difterite, l’aspetto di maggiore criticità riguarda la mancata somministrazione del siero antidfterico, ovvero dell’antidoto a base di immunoglobuline neutralizzanti, che con ottima probabilità le avrebbe salvato la vita.
E’ dunque alquanto curioso scoprire oggi che Wikipedia nella pagina in lingua italiana dedicata alla difterite incredibilmente non fa alcun cenno al siero come terapia, menzionando invece ampiamente il vaccino, che non c’entra nulla. Al contrario la medesima pagina ad esempio in lingua inglese divide opportunamente la prevenzione dalla terapia e in quest’ultima sezione tratta come primo presidio il siero, sottolineando come la sua somministrazione debba essere tempestiva.
“Italians not always do it better”