Matteo D’Amico
” Il programma di “Futuro Nazionale” è davvero ottimo in molte sue parti, ma soprattutto nel coraggio con cui affronta i temi legati alle misure pro-life e al rispetto della legge naturale. Senza entrare nei dettagli si può dire che sono proposte molto valide quelle volte a favorire la natalità, a frenare l’aborto e la cultura della morte, a ostacolare la propaganda omosessualista e LGBT in generale, per una fiscalità che tuteli la famiglia, per una riforma del sistema bancario e creditizio, per porre un freno all’immigrazione incontrollata.
Valida anche l’idea di fondo di risvegliare un profondo spirito patriottico, di tutelare la memoria della propria identità storica e culturale rivendicando come valore la fede cattolica e, in generale, i valori sorti da due millenni di civiltà cristiana. Va tutto bene, ma ci sono anche dei problemi all’orizzonte: in primo luogo Vannacci dovrà fare i conti con l’opposizione della Conferenza Episcopale Italiana, guidata dall’ukltra-modernista e progressista cardinal Zuppi. La Chiesa cattolica è da anni guidata da una gerarchia che ha di fatto affiancato servilmente i poteri forti finanziari e ha fatto sua l’agenda ecologista e immigrazionista, strizzando l’occhio anche al mondo LGBT e femminista. Il secondo punto di domanda è il seguente:
Futuro Nazionale si ispira a valori e a una visione del mondo che sono in larga misura coerenti con la Tradizione cattolica pre-conciliare (ovvero di sempre), ma di fatto oggi la percentuale largamente maggioritaria dei cattolici praticanti (che possiamo stimare in un 15 % della popolazione) aderisce pienamente al modernismo dominante dal Concilio Vaticano II in poi.
Questi cattolici spesso (anche se non sempre) sono politicamente di sinistra e aborrono valori di “destra” e tradizionalisti. Il cattolico progressista (o catto-comunista) è istintivamente contro una visione di destra della politica ed è vicino semmai al PD e a Zuppi. Viceversa c’è una maggioranza silenziosa di persone (soprattutto nella fascia 50/65 anni) che hanno magari perso il rapporto con la pratica religiosa e coi sacramenti, ma che sono politicamente sani e perfettamente in grado di capire il messaggio di Futuro Nazionale. Mi sentirei di suggerire al generale di mantenere intatto il suo programma, ma di non enfatizzare il suo fondamento, o i suoi riferimenti religiosi. Le cose che si propone -se è sincero e se davvero è disposto a lottare per attuarle- bastano e avanzano ad affermarsi, anche lasciando implicito il riferimento alla fede cattolica e al nostro passato religioso.