Gli anglicani del Canada approvano liturgie speciali per l’eutanasia

Il Consiglio del Sinodo Generale della Chiesa Anglicana del Canada ha autorizzato l’uso di testi liturgici “sperimentali” per chi sceglie il suicidio assistito. In questo rito, si prevedono confessione e assoluzione, unzione con l’olio e comunione, che culminano in una preghiera speciale recitata immediatamente prima della somministrazione del veleno. Nel suo testo, il luogo del suicidio è definito uno “spazio sacro” dove “Dio incontra” i presenti.

Se la trasformazione di un omicidio in una forma di sacramento può sembrare una completa inversione dei valori cristiani, è bene ricordare che proprio questo tema era stato descritto minuziosamente quasi 110 anni fa. Chi ha letto Il padrone del mondo di Robert Hugh Benson ricorderà gli inquietanti “ministri dell’eutanasia”, che ponevano fine alla vita in una visione religiosa anticristiana. Forse lo stesso Benson (figlio di un arcivescovo di Canterbury e convertito dall’anglicanesimo al cattolicesimo romano) non sarebbe giunto a immaginare che il “sacramento” dell’eutanasia non fosse amministrato da un regime ateo (come egli immaginava nel suo romanzo), bensì dalla stessa tradizione cristiana in cui era cresciuto.