SE SECCANO LE QUERCE…

 

 

 

“Dall’amico Osvaldo, un bresciano che vive nell’ascolano, ricevo le foto di querce che stanno seccando. Altri amici contadini mi parlano di noci che si spogliano ed orti senza vita. Segni premonitori,  ma è solo l’inizio delle sofferenze. Intanto sulla nave che affonda si continua a ballare. Ora conta solo la  salvezza della nostra anima”

Carlo C.

“Oggi, nella migliore delle ipotesi, l’uomo riesce ancora a capire il peccato in maniera grettamente morale, ma non riesce a considerarlo come un turbamento del cosmo, dell’intera vita e delle fonti di essa” (Hans Sedlmayr, Perdita del Centro).
Sono convinto che i grandi alberi, colonne viventi del cosmo, si ammalino a causa del nostro tradimento cosmico. Siamo responsabili, come  dice Paolo:
“La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”, San Paolo Romani, 8,19:23-

 

8 commenti


  1. La mancanza d’acqua è perché l’acqua se ne sta andando. L’acqua è all’inizio, prima di ciascuna fase degenerativa e superflua, nella storia universale dell’anima …acqua della Vita, alito divino, quello per il quale Isha, Iesus, Gesù salvava e guariva. Siloeh è un canale, un raggio di grazia dall’Altissimo. Le anime, scintille di Luce taborica, sono come gocce di un Mare luminoso, o: Pensiero di Dio Che contempla Sé Stesso. Mare delle Cause, Noumeno. Le anime sono quindi, nel tempo eterno, “lagrime” fulgide ed estatiche dallo Sguardo, interiore, del Sommo. Se gli umani respingono, nella teoria e nelle opere, tale insegnamento del Salvatore, quando Egli parlava del Reame del Padre, l’aridità che deriva dalla cesura dalle Rimembranze vere di ciascuno, condurrà alla sterilità. La civiltà attuale, rinnegatrice, ha rinnegato l’orogine in Dio nella storia dell’anima eterna, per cui, adesso, sta cedendo alle falsità del demonio il quale la convoglia a scegliere, mediante il cinismo dell’oblio, aridità>sterilità>inferno. Quando Gesù, il sabato santo, portò il raggio dissetante della grazia dal Padre al Reame dei morti, i condannati stessi rammentarono, per tale miracolo dei miracoli, di essere figlioli persi e dannati, e la loro natura di fedeli, indomita, risorse. Le tombe si aprirono, le anime salivano, cosa che riempiva di lacrime di fede e di speranza gli umili, i miti, le pecorelle, ma suscitava rantoli da indemoniati nei persecutori di profeti, negli usurai, nei macellai rituali, nei lupi.

  2. Carlo

    Dal punto di vista naturalistico, come forestale, posso tranquillamente dire che castagni, querce e specie affini non muoiono certamente per un’estate così siccitosa come quella che stiamo vivendo. Queste piante, come molte altre in montagna o nelle zone collinari, in mancanza di acqua perdono le foglie, come se fosse arrivato l’inverno, ma mantengono attive le loro caratteristiche nelle parti più interne della pianta. La natura ha assi nella manica che l’uomo nemmeno immagina

    1. Maurizio Blondet

      Ovviamente ha ragione lei. I grandi alberi non muoiono per un’estate senz’acqua. Sono fatti per vivere secoli.

    1. Carlo

      Beh, non è proprio vero! Gli alberi, veri monumenti naturali della vita, impassibili e sensibili agli eventi che li trafiggono hanno per loro natura un punto di non ritorno come l’uomo. Anch’essi muoiono, magari dopo secoli e secoli, ma cedono il passo ai più giovani, loro figli coccolati dalle vecchie fronde come mani amorose di un padre che accarezza il figlio che cresce. Ed anche l’uomo è “eterno” e nella sua impronta, purché armoniosa ed amorosa, persegue e sostiene nella memoria le generazioni future.


      1. Sono d’accordo…penso pero che l’uomo,almeno quello “moderno” nella stragrande maggioranza dei casi non ha più nessuna consapevolezza della sua “eternità” (credo, sia la perdita del centro, il tradimento cosmico, come scritto da blondet)
        e tale tradimento non può anche a mio avviso non provocare il disordine..insomma io penso che esiste una perfetta relazione o analogia in tutte le cose e che perciò sono sempre tutte collegate tra loro…non avere il sacro rispetto per la natura equivale perciò a non avere lo stesso rispetto per noi stessi…penso questo

  3. Maurizio Blondet

    “Oggi, nella migliore delle ipotesi, l’uomo riesce ancora a capire il peccato in maniera grettamente morale, ma non riesce a considerarlo come un turbamento del cosmo, dell’intera vita e delle fonti di essa” (Hans Sedlmayr).
    Sono convinto che i grandi alberi, colonne viventi del cosmo, si ammalino a causa nostra. Come dice Paolo:
    “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”, San Paolo Romani, 8,19:23-

    1. Giulio

      Tanto succinto quanto grandioso questo suo intervento, direttore.
      Questa me la salvo e la incornicio.

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