IL CAPITALISMO E’ “GREAT AGAIN”. SALVO GRANDE CRACK IN AUTUNNO.

Il Fondo Monetario “rivede al rialzo le previsioni sulla crescita italiana”, dicono i media: da 0,8 saliamo a 1,3.   Grandi esperti questi visitati del Fondo Monetario. Vengono a Roma e si fanno dare le cifre dal loro vecchio amico ministro Padoan.  C’è bisogno di un po’ di ottimismo per sostenere il governo Gentiloni, consentire alla UE la finzione di credere ad una nostra maggior crescita per lasciarci sforare, fare ancora un po’ più debito senza “riforme” (le riforme vere, quelle dei  50 miliardi annui di sprechi e malversazioni pubbliche, non si faranno mai; magari tagliate un po’ le pensioni, suggerisce il FMI).  Infine, c’è bisogno di  far credere agli italiani che anche noi, sebbene meno e ultimi, “stiamo uscendo dalla crisi” come “tutto l’Occidente”. Ma  soprattutto, credo, perché il Sistema deve scongiurare il panico  della gente, mentre si moltiplicano i sinistri scricchiolii  del crack prossimo venturo.

Rialzi azionari oggi, e poco prima del 1929.

Altro che ripresa. Oggi  il 44 per cento dei gestori di fondi, sondati dalla Bank of America, dicono che  le azioni – specie quelle delle imprese  “alta tecnologia”  (il grande bluff)  sono sopravvalutate; è la percentuale più alta dal 1999. A maggio, erano il 37% a rispondere così.

http://www.zerohedge.com/news/2017-06-13/record-number-market-participants-says-market-overvalued-surpassing-1999-bubble-high

I grandi operatori prevedono titanici scoppi delle grandi bolle  create dalle banche centrali con i loro mostruosi quantitative easing nella seconda metà dell’anno.

Quale operatore più grosso di Bill Gross? Il fondatore di Pimco, oggi di JAnus, una  ricchezza sua di  2,5 miliardi di patrimonio, ha gestito 250 miliardi di fondi.     E’ la quintessenza del finanziere, di quello che “fa soldi coi soldi” invece che investendo nell’economia reale, Adesso, a Bloomberg, dice: Un capitalismo finanziario guasto, sostenuto da una politica monetaria [delle  banche centrali] sempre più distruttiva, ha cominciato ad erodere, non a promuovere, l’economia reale”.

Bill Gross

Ed enumera: “Debiti eccessivi, popolazione che invecchia, conati di protezionismo,  uso dei  robot al posto degli uomini,  creano una forza opposta al capitalismo creativo dell’inizio del secolo, schumpeteriano-darwiniano; oggi le arterie del capitalismo sono ostruite da forze secolari che bloccano la crescita Usa e globale molto al disotto delle norme storiche. La strategia di “far denaro col denaro” è seriamente minacciata”.

Marko Kolanovic, uno dei capintesta della JP Morgan, avverte che “un modesto rialzo della volatilità accoppiato ad un calo della liquidità può portare a perdite catastrofiche”. Jeff Gundlach, capo supremo del fondo DoubleLine  avverte “gli speculatori: fate liquidità letteralmente adesso”.

Felix Zulauf, padrone del fondo speculativo svizzero Zulauf Asset Management, si aspetta un crollo dell’azionario cinese (FANG) e Nasdaq  “fra agosto e novembre: e non parlo di un calo del 5%,  ma del 20, che può giungere a -30, -40%”.

http://www.zerohedge.com/news/2017-06-13/felix-zulauf-today-feels-late-1999-i-expect-fang-stocks-fall-30-or-40

Howard Kunstler, saggista e giornalista, teme il momento in cui “i mostruosi debiti cumulati di  persone, imprese,  fondi sovrani, si mostreranno  improvvisamente, traumaticamente, ed evidentemente non pagabili, e tutti i titoli che li rappresentano  saranno risucchiati in quei vortici dello spazio-tempi di  quei film di fantascienza su mummie e astronauti”.  E aggiunge: “Nessuno al potere in questo paese dedica attenzione a quanto sia vicino questo epico momento. O più precisamente, non sanno come preparare  i cittadini e cosa fare –  Le società rispondono a crisi come l’imminente disfarsi della nostra economia finanziarizzata in modi disordinati e sorprendenti…”.

Negli Stati Uniti, VISA ha rivelato che le vendite nei negozi  fisici sono calate  del 5,3% anno su anno  a maggio, il calo più  rapido degli ultimi cinque anni. “Siamo al verde”.  Ogni settimana chiudono un migliaio di negozi al dettaglio.

Alcuni  titoli dai giornali americani:

L’Apocalisse della vendite al dettaglio si estende al Canada”

“La recessione delle catene di ristoranti sta diventando strutturale? Un calo di 15 mesi”.

“Rinascono i mutui subprime”.

“I proprietari d’immobili calano  63,6 % – erano il 69% nel 2005  –  un calo  mai visto negli ultimi 50 anni”.

ww.govtslaves.com/u-s-homeownership-plummets-to-63-6-near-its-lowest-level-in-more-than-five-decades/

Per Michael Snyder, specialista in prodromi della catastrofe, la prossima crisi finanziaria è già avvenuta: in Europa.  E punta il dito sulla  “improvvisa implosione del Banco Popular”, sesta banca spagnola, salvata con un inghippo concepito dai regolatori UE con l’intervento del Santander, a cui l’hanno fatta acquistare per 1 euro. In cambio, Santander “prenderà ai suoi azionisti 7 miliardi di  euro per  alzare capitale necessario a risollevare il Popular: un  drammatico salvataggio a spese dei privati. Infliggerà perdite per 3,3 miliardi agli azionisti ed obbligazionisti, ma eviterà un salvataggio a  spese del contribuente. Il vero motivo della fulminea decisione è che il nervosismo, diciamo il panico, si stava già aggravando fra depositanti ed azionisti spagnoli, e la corsa agli sportelli stava avvenendo,  mentre la speculazione accentuava le vendite allo scoperto (scommettendo sul ribasso) delle azioni di certe banche disastrate.  Il feroce “salvataggio” privato del  Popular ha aggravato il panico invece di calmarlo. Vista la rovina fulminea della sesta banca spagnola, ora i capitalisti si chiedono   quale sarà la prossima: e si volgono a Liberbank, l’ottava banca iberica, ingrossatasi  da qualche anno per “il matrimonio forzato con tre cajas (casse di risparmio) fallite”. Il governo ha vietato le vendite allo scoperto di Liberbank.

Ma tutti gli sguardi, ovviamente,  in Europa si puntano su “una bolla enormemente più grande.  Attualmente, un trilione di dollari (mille miliardi) di debito pubblico italiano hanno rendimenti negativi. E’ una situazione perversa: prestare allo Stato italiano comporta rischio, per cui i rendimenti dei titoli di debito italiani dovrebbero essere altissimi, non bassissimi”. Il miracolo, il trucco, è dovuto alla BCE che stampa denaro per comprare titoli di stato italici. Dal 2008, la BCE e le banche italiane hanno acquistato l’88% del  debito pubblico nazionale. Berlino sta facendo pressioni perché la BCE smetta. Se la BCE smette,   gli interessi sul debito pubblico italiota schizzano alle stelle, e lo Stato italiano non potrà più finanziare le sue spese.  Le banche italiane, già praticamente fallite per conto loro,  hanno in pancia 253 miliardi del debito pubblico; la frana dallo Stato si trasmetterà al  sistema bancario, diventando valanga. Quel che succederebbe all’Europa intera, la  seconda economia mondiale, non è nemmeno immaginabile.

Banche centrali: stampa, stampa, stampa!

E le banche centrali? Continuano a stampare denaro. Ossia trattano il problema d’insolvenza come un problema di mancanza di liquidità. “Non hai liquidi? Te ne presto un po’”.  E’ la “soluzione” Grecia, a scala   globale.

Ecco perché il Fmi è venuto a “rivedere al rialzo  la crescita del Pil italiano”.  Quando  un sistema deve falsificare le cifre e le statistiche della propria economia  – vedi Unione Sovietica – vuol dire che è proprio alla fine.

 

 

 

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23 commenti

  1. Sonja

    Non sono molto esperta in economia ma stavo leggendo questo post dal sito
    https://www.ecplanet.org/node/2333
    La Federal Reserve e la Banca d’Inghilterra finanziarono Hitler

    Non è possibile fare paragoni, per questioni di Tempi Storici, ma dato che:
    ‘Se non conoscia la Storia, essa si ripete’
    non è che siamo in un periodo simile che porterà agli stessi risultati ?

  2. Alberto Medici

    L’ottimo ed inappuntabile direttore ci fa conoscere quello che gli altri mezzi di informazione, di proposito o per ignoranza, nascondono. La conoscenza acquisita, ed in particolare quella sui meccanismi di creazione del denaro, dovrebbe però condurci ad usare una terminologia diversa, più esatta e precisa. Ad esempio, siccome il denaro – l’abbiamo capito – non è che un concetto astratta, numeri su computer (andate a vedere la rivalutazione del Bitcoin – follia pura, se analizzata con le chiavi di lettura tradizionali), paralare ancora in termini di prestiti, insolvenza,. ecc., fa riferimento ad una economia “tradizionale”, che con l’economia finanziaria non c’entra nulla.

    Cioè, se io presto dei soldi ad un amico che deve comprarsi l’auto, è normale, e giusto, che glieli chieda indietro, magari con interesse. Lo stesso concetto non si può applicare (pena la lettura con lenti distorte) alle enormi somme del quantitaive easing di Mr.Draghi&Co.; quelli, lo sappiamo, non sono prestiti (anche se loro li chiamano così), ma manovre di ridefinizione di possibilità di acquisto di stati, aziende e privati che vengono decisi a tavolino da burocrati non eletti.

    Che, siccome non sono stupidi, non vorranno mai indietro, ma FINGERANNO di volere indietro, sapendo che questo è matematicamente impossibile, solo allo scopo di modificare e condizionare le politiche dei singoli stati.

    Avendo bene in mente questo, cosa se ne può dedurre? Innanzitutto che lo scopo di BCE non è quello di guadagnare dallo spread (che non esiste, avendo creato dal nulla il denaro emesso/prestato) e tantomeno di avere il denaro prestato indietro, ma quello di controllare le politiche degli stati, in modo da mettere in ancora maggiore sicurezza il proprio potere. Quindi, lo scoppio della bolla, se ci sarà, sarà solo per dare un segnale a quelli che dicono (come sto facendo io in questo commento) che “tanto è tutto finto”. Ma loro lo sano benissimo che è tutto finto, stanno solo recitando la parte. E non possono, e non VOGLIONO, perchè sarebbe contrario ai loro interessi, rivesciare il tavolo da gioco. Solo farlo traballare un po’, per dare l’impressione che questo possa succedere, e tenere tutti quanti nella paura e sotto la minaccia.

    In secondo luogo, dove va a finire tutta questa massa di denaro creato? nell’economia reale? NO! Se non in minima parte: tutto rimane nella finanza speculativa; e questo spiega i motivi della sopravvalutazione di società quotate (Apple, che pure fa qualcosa di concreto, capitalizza una volta e mezzo TUTTA LA BORSA ITALIANA; per non parlare di società che NON FANNO ALCUN UTILE).

    Conclusione: non c’è di che stare preoccupati. La preoccupazione è l’arma con cui ci tengono sottomessi e docili, ma non possono far saltare il banco, visto che gli rende così bene.

    Conclusione #2: la nostra vita, e la nostra felicità, non devono dipendere da questi giochi di finanza e potere portati avanti da chi non ha capito lo scopo ultimo del passaggio su questa Terra. Non ci curiamo di loro ma guardiamo e passiamo, anzi, magari una preghierina per affidarli al creatore, col quale dovranno fare pesanti conti se non si vegliano per tempo. sono fratelli, che sbagliano, e meritano la nostra compassione.

  3. lady Dodi

    Crak in arrivo? temo di si. Qualche anno fa una sera , in un talk show, Massimo Fini ebbe a dire che fatto 1 il pil mondiale, la finanza che si aggirava per il pianeta, era 100.
    Ma quello che mi ha lasciato basita è stato che nessuno ha contestato o negato questa affermazione. Quindi pare inevitabile che questa bolla finanziaria scoppi.


  4. Un buon esempio per spiegare la situazione economica e finanziaria di questi tempi malati e assurdi è la corsa dei cavalli di qualche tempo fa , quando si davano ANFETAMINE ai cavalli per non fargli sentire la FATICA che è un meccanismo naturale degli esseri viventi per cui a un certo punto smettono di fare sforzo e si riposano.Una persona stupida potrebbe pensare:’ma che cretina è la natura che ci ha creati con questo meccanismo di fatica che ci rende stanchi’!.
    Bene, il cavallo in questione correva senza fatica e vinceva, ma a volte capitava che lo sforzo era talmente tanto che l’animale prima di arrivare al traguardo starnazzava a terra:GLI ERA ESPLOSO IL CUORE!. Penso che abbiate capito a cosa mi riferisco!

  5. Don Capisco

    “si aspetta un crollo dell’azionario cinese (FANG)”
    in realtà FANG sta per “Facebook, Amazon, Netflix, Google”

    Comunque ottimo articolo come sempre

  6. letture

    Il Commercio mondiale dopo anni di sviluppo e di crescita inarrestabile ha subito una battuta d’arresto a livello mondiale: 1/3 meno di quanto fu prodotto ed in circolazione nel tragico biennio 2007-2008. Trattasi di inesorabile “de globalizzazione”. E tutto questo nonostante quel valoroso processo in Europa che con l’Atto Unico (1986) ha portato all’instaurazione di un mercato interno senza barriere legali tra gli Stati membri e basato sulla libera circolazione delle persone e dei capitali.

  7. Catone

    Sono anni che sento dire che “l’economia sta per implodere” e poi non succede nulla, se non il pantano della disoccupazione e dell’impoverimento progressivo delle classi medie cui non sembra fregare nulla a nessuno (parlo dei politici e dei maitre-a-penser).
    Secondo me sanno benissimo quello che fanno. Tempo fa sul Sole24ore c’era un articolo che spiegava che probabilmente la crescita economica è finita per sempre e che per l’economia mondiale si apre un’altra fase.
    In realtà, parole come “crescita” e “sviluppo” sono soltanto ideologia: alla fine l’economia è nient’altro che produrre quanto è necessario e distribuirlo alla popolazione.
    Cosa si nasconde dietro la “crisi”?
    Che le classi medie d’Europa, Stati Uniti, Canada e compagnia (eh si, il mondo dalla vituperata “pelle bianca”) vengono progressivamente ma inesorabilmente escluse dal lavoro e dalla distribuzione di quanto si è prodotto. Le si sta affamando.
    Le risorse sottratte vengono, invece, elargite a profusione ad altre categorie umane: che sembrano non aver problemi nell’accesso al lavoro e alla distribuzione. Non aggiungo particolari, perché la legge Mancino e la STASI de noiartri sono lì che vigilano.
    Noi continuiamo ad illuderci che una forte crisi provocherà non solo sofferenze ma anche una poderosa reazione: memori di ciò che accadde in Europa dal 1919 al 1939.
    Non illudiamoci: dopo quella brutta esperienza il sistema è stato tarato meglio, attrezzato per benino.
    Non succederà nulla di epocale: se non la progressiva ma rapida esclusione delle popolazioni originarie e l’inclusione degli ultimi arrivati.
    La sostituzione etnica, insomma.

    1. Marian

      @Catone – “Noi continuiamo ad illuderci che una forte crisi provocherà non solo sofferenze ma anche una poderosa reazione… Non illudiamoci… .Non succederà nulla di epocale… “. Condivido pienamente. Accadrà qualcosa che gli appartenenti alla classe media e medio/bassa potranno sopportare, come è già accaduto in passato: prelievo forzoso notturno sui CC bancari come fece Amato nel 1992 (credo) racimolando in poche ore più 11 mila miliardi di Lire, oppure nuove tasse su patrimoni immobiliari, spesso invendibili, e un altro giro di ruota (della tortura) per i pensionati (metodo Monti/Fornero). La classe media scenderà al gradino di quella medio/bassa mentre quest’ultima occuperà il gradino discendente successivo, cioè quello della povertà. Forse, queste èlites finanziarie di cui parliamo male, sono motivate da un forte spirito di giustizia sociale: distribuire equamente a tutti la povertà che hanno creato a beneficio delle proprie tasche.

    2. Nico-

      Probabilemnte ci sarà una lunga e lenta dissoluzione.
      Le elite j vogliono sostituire i popoli europei con quelli africani cosi da riscrivere l’intera storia a loro vantaggio.
      Non ci sarà nessuna crisi economica,sempre che lorsignori non la vogliano,visto che il denaro è tutto virtuale.

    1. Marian

      @ N.A.P. … attenzione ! Per ‘loro’ potresti essere una risorsa anche da morto… non mi meraviglierei se qualcuno dell’ èlite si inventasse il mercato dell’usato umano… 😉

    1. Catone

      Blondet sa (perché lo sa) che quello del comunismo sovietico fa una demolizione controllata.
      Se i suoi creatori non lo avessero voluto, la cortina di ferro sarebbe ancora lì: basta vedere “l’efficientissima” Corea del Nord, ancora lì in piedi con il suo stalinismo, sostenuto dalla forza delle armi e dalla carità internazionale.

  8. lady Dodi

    @Catone e Marian.
    Dopo quella brutta esperienza (1929/1939) c’è stata una guerra terribile. E’ così che “hanno risolto.
    Adesso tuona e come si suol dire: tanto tuono’ che piovve.


  9. Bastassero le previsioni degli esperti saremmo tutti ricchi. Gli esperti hanno costruito il titanic, il dilettante ha costruito l’arca. Se gli esperti parlano di crac in autunno, possiamo star certi di una cosa. Nessun crac in autunno. Tutti sanno che la bolla regge un sistema che fa comodo alle grandi banche (Deutsche Bank in primis), sedute su un vulcano destinato a espoldere, ossia i derivati. Quello che nessuno sa è quanto a lungo il sistema reggerà, magari ci vorrà un anno, magari dieci, chi lo può dire?
    E sappiamo pure che siamo in una crisi strutturale, anche se ci dicono che ne stiamo uscendo. Il bello è che Padoan ha pure la faccia di una persona per bene, ma non possiamo aspettarci colpi di genio da un ragioniere messo lì dalla troika, impegnato principalmente a somministrarci numeri (pil, inflazione, occupazione…) inattendibili e vagamente positivi. Se no la gente si deprime. Proprio adesso il tipo di Rignano sta esibendo sulla 7 il suo campionario fatto di “segnali di miglioramento”. Mi viene in mente il tale che alla domanda: “Come vanno le cose?” risponde: “Vanno meglio. E’ diminuito il tasso di peggioramento”. Ma i numeri sono inattendibili. In primo luogo perché i sistemi rilevamento statistico fanno acqua. In secondo luogo perchè sono tutti numeri manipolati. In pratica funziona così. Prendono dei dati che sanno già che sono falsi. Li danno in pasto a dei computer sui quali girano software che non funzionano. Se l’output piace, tengono quello, altrimenti aggiustano il numero a piacimento (né più né meno come nel celebre racconto “La macchina che vinse la guerra”, spesso le opere di fantasia sono più istruttive di mille trattati).


  10. L’euro è una moneta garantita da debito pubblico.

    Le banche prestano moneta immaginaria che deriva della riserva frazionaria, aumentando quindi la massa monetaria.

    BCE emette, a debito, moneta che da alle banche per non farle fallire visto che non hanno i soldi (inventati)

  11. Carlo

    In quest’articolo Blondet ha detto cose che ha più volte scritto, anche in Effedieffe e da allora ad oggi la situazione è andata sempre più peggiorando.
    Però credo si perda di vista un fatto macroscopico: nel passato, prima della rivoluzione francese, i diversi regni, imperi, compievano atti il cui risultato era la conquista di un territorio vuoi per espansione demografica, vuoi per necessità ambientali. La legge di allora tra i diversi regni era semplice: se una cosa mi piace e mi serve me la prendo e se sono anche il più forte ti metto a terra.
    Non c’erano i tribunali dell’Aia e gli autori di quei massacri passavano indenni il giudizio della storia venendo impalmati come eroi o grandi condottieri.
    Da allora ad oggi non è cambiato nulla, quello che è effettivamente cambiato sono i modi di conquista e di massacrare la gente, ma la sostanza è sempre lo stessa. Ci si rifà ai vari trattati alle varie organizzazioni mondiali per questo o quel, ma quando si tratta di invadere un paese o di ridurlo al lastrico si usano gli stessi metodi. La finanza è un’arma come molte altre e molto più distruttiva della famosa MOAB sganciata da poco in Siria.

    1. luca

      perdoni ma è solo per la precisione. La Moab è stata sganciata in Afghanistan, non in Siria. Buona giornata

  12. Antonio Pani

    Gentile Dott. Blondet, invio a lei e ai lettori questo collegamento a un articolo che sembra “raccontare” qualcosa di diverso rispetto all’odioso tam-tam anti Russia e pro “usa”: https://lewrockwell.com/2017/06/no_author/germany-austria-denounce-us-aggression/

    In evidenza:
    “…Le nuove sanzioni anti-russe approvate dal Senato americano sono “inaccettabili”, violano il diritto internazionale, colpiscono le imprese europee e hanno lo scopo reale di dare beneficio al settore petrolifero e del gas statunitense, hanno dichiarato Berlino e Vienna in una accorata dichiarazione congiunta…”.

    Grazie per l’attenzione,
    Saluti.

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