Benedetto XVI è costretto a mentire. Da chi?

“Che sta succedendo in Vaticano ?  –  mi chiedono diversi lettori – perché ora Papa Benedetto se ne esce con quel libro intervista in cui sembra solo elogiare Bergoglio, sminuire se stesso e rimarcare che la decisione di mettersi da parte è stata del tutto personale è presa in autonomia senza coercizione ?
“È una buffonata –  dice un altro – e Ratzinger ed è stato ancora una volta manovrato dal potere in Vaticano pro Bergoglio, oppure non abbiamo capito niente è davvero Benedetto ha scritto di suo pugno tutto il testo e stima Bergoglio?”.

Il libro si chiama “Ultime Conversazioni”; è  sotto forma di intervista,   e viene presentato trionfalmente da Vatican Insider (il sito  più adulatorio  verso Papa Francesco, non a caso di La Stampa)  come quello che fa “ emergere il «vero» RatzingerUn teologo e un Papa che si smarca dai cliché dei sedicenti «ratzingeriani», da quelli che hanno cercato di rinchiuderlo nel recinto dei conservatori o dei tradizionalisti”. Soprattutto, l’Emerito nega di essersi dimesso sotto pressione (“Non sono stato ricattato”), “Ho scritto io la rinuncia” (il latino scorretto  in cui era stata stesa aveva fatto sospettare un’altra mano), “sono stato contento e felice” della scelta di Bergoglio;  ne approva le riforme, “significa  che la Chiesa è in movimento, è dinamica, aperta, con davanti a sé prospettive di nuovi sviluppi. Che non è congelata in schemi: … la Chiesa è viva e trabocca di nuove possibilità”  Si autoaccusa: “Il governo pratico non è il mio forte”…

Non   ho letto il libro, ma mi aspettavo il contenuto. So, da voci interne, che Ratzinger stava subendo da mesi fortissime  pressioni per correggere e diradare la scandalosa impressione che aveva fatto, a maggio,  il discorso del suo segretario, monsignor Georg Ganswein durante la presentazione di un libro:  il quale  proponendo un assurdo “papato collegiale”,  con uno “attivo e uno contemplativo” , inferiva  che Ratzinger era ancora pontefice, e gettava un’ombra profonda sulla legittimità di “Francesco”  come Papa.

(per il discorso di Ganswein, si veda qui : http://www.antoniosocci.com/discorso-integrale-mons-gaenswein-ancora-piu-esplosivo-quanto-si-immaginava-vera-svolta-papato-diventa-un-organo-collegiale-invalida-la-rinuncia/)

Era a tutti chiaro che Ganswein, il segretario, non parlava di sua iniziativa, ma su mandato del dimissionario, il quale mandava a  Francesco un segnale, un avvertimento.  Adesso, il libro intervista dal titolo anodino, finalmente, Ratzinger dissolve quel fumo nero che il suo segretario aveva sparso sul papato sudamericano.

Come  diceva, alcune voci mi hanno detto che questa ritrattazione è stata richiesta all’ex Papa con forti pressioni. Ma erano voci. Adesso invece ho la prova:  la prova che Benedetto  mente su almeno un particolare importante.

La prova  la dà, involontariamente, proprio   il sito Vatican Insider, a firma del vaticanista de La Stampa Andrea Tornielli,   forse il più  esaltato esaltatore di “Francesco”.  E’ nel pezzo che Tornielli  pubblica il 9 settembre, dal titolo   “Ratzinger: fu mia l’idea di cambiare i vertici dello Ior nel 2012”   Eccola: “Un esempio finora sfuggito ai recensori del libro riguarda l’Istituto per le Opere di Religione. Una certa vulgata ha fatto passare l’idea che la clamorosa destituzione del presidente Ettore Gotti Tedeschi (nominato nel 2009, e dunque in pieno pontificato ratzingeriano), avvenuta con modalità a dir poco discutibili, sia stata frutto di un complotto ordito dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Una decisione che Benedetto XVI avrebbe subito, incapace di reagire. Ma a pagina 209 del libro intervista, il Papa emerito risponde senza tentennamenti a Seewald, rivendicando la scelta: «Per me lo IOR è stato fin dall’inizio un grosso punto di domanda, e ho tentato di riformarlo. Non sono operazioni che si portano a termine rapidamente perché è necessario impratichirsi. È stato importante aver allontanato la precedente dirigenza. Bisognava rinnovare i vertici e mi è sembrato giusto, per molte ragioni, non mettere più un italiano alla guida della banca. Posso dire che la scelta del barone Freyberg si è rivelata un’ottima soluzione». «È stata una sua idea?», chiede il giornalista. «Sì» risponde Ratzinger”.

Ora, si dà il caso che lo stesso medesimo Tornielli, su Vatican Insider   di tre  anni fa ( 22/10/2013)  affermasse proprio il contrario. Fin dal titolo: «Benedetto XVI fu molto sorpreso della cacciata di Gotti Tedeschi» – Ecco il testo :   “Papa Ratzinger era evidentemente all’oscuro della clamorosa cacciata del presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, avvenuta con modalità e circostanze del tutto inedite nella storia della Santa Sede e accompagnata dal tentativo di delegittimare personalmente e professionalmente la sua persona, come attestano le motivazioni messe nero su bianco dal board della «banca vaticana» in un documento a firma di Carl Anderson.
“Lo attesta monsignor Georg Gänswein, Prefetto della Casa pontificia e segretario di Papa Ratzinger, in un’intervista con «Il Messaggero» pubblicata oggi. Alla domanda se Benedetto XVI fosse all’oscuro della cacciata di Gotti, Gänswein risponde: «Ricordo bene quel momento, era il 24 maggio. Quel giorno vi fu anche l’arresto del nostro aiutante di camera Paolo Gabriele. Contrariamente a quello che si pensa, non vi è nessun nesso tra i due eventi, semmai solo una coincidenza sfortunata, persino diabolica…».
“Un accenno significativo, questo di don Georg  – continuava Tornielli nel 2013 – . Nel durissimo documento con il quale Gotti venne licenziato, fatto volutamente filtrare alla stampa, tra le motivazioni veniva data anche la sua incapacità di spiegare come documenti riservati e corrispondenza interna dello Ior fosse finita sui giornali. Lasciando quasi intendere un coinvolgimento del presidente dell’Istituto per le Opere di Religione in Vatileaks. Le indagini della Gendarmeria vaticana hanno però verificato che anche gli scambi riservati di email riguardanti la legge sulla trasparenza vaticana divenuti pubblici facevano parte dell’archivio di fotocopie ritrovato in casa di Paolo Gabriele.
«Benedetto XVI – continua Gänswein – che aveva chiamato Gotti allo Ior per portare avanti la politica della trasparenza restò sorpreso, molto sorpreso per l’atto di sfiducia al professore. Il Papa lo stimava e gli voleva bene, ma per il rispetto delle competenze di chi aveva responsabilità scelse di non intervenire in quel momento. Successivamente alla sfiducia – aggiunge il segretario di Ratzinger – il papa, per motivi di opportunità anche se non ha mai ricevuto Gotti ha mantenuto i contatti con lui in modo adatto e discreto». È probabile che proprio monsignor Gänswein sia stato il tramite di questi contatti. Secondo alcune indiscrezioni, poco prima della rinuncia di Benedetto XVI, era stata decisa una forma di «riabilitazione» del banchiere licenziato, che poi non si è verificata”.

Qui potete leggere la versione n. 1:

http://www.lastampa.it/2013/10/22/vaticaninsider/ita/vaticano/benedetto-xvi-fu-molto-sorpreso-della-cacciata-di-gotti-tedeschi-l9pL7hPpgXNIZMOBSwBGcN/pagina.html

…e qui la versione 2:

http://www.lastampa.it/2016/09/09/vaticaninsider/ita/vaticano/ratzinger-fu-mia-lidea-di-cambiare-i-vertici-dello-ior-nel-TMevNRnlkofnBUsRv5AfKO/pagina.html

Nella prima, l’insider del Vaticano (e lo è davvero) afferma che la cacciata di Gotti Tedeschi – così brutale che lo stesso Gotti Tedeschi  affidò una serie di documenti a sua difesa a un notaio, nel caso “gli fosse successo qualcosa”  – non era stata voluta da Ratzinger, che non ne sapeva nulla e ne fu addolorato; la seconda versione,  il Vatican Insider sottolinea  che Ratzinger rivendica per sé quella cacciata, “avvenuta con modalità del tutto inedite   nella storia della Santa Sede”,  per   la misura di inciviltà,  malvagità e perfidia nel tentativo  di infamare  l’onore professionale del banchiere cattolico.

Ora, noi abbiamo motivi  diretti per affermare che la verità è la  prima: Ratzinger fu addolorato dalla cacciata di Gotti Tedeschi, cacciata di cui non lui era l’autore.  Adesso invece nella sua ultima intervista, Benedetto XVI si attribuisce anche questa mala azione  (“E’  stata una mia idea”); azione per di più con caratteri di abiezione e bassezza, che certo non gli somigliano. Si  incolpa di  una cattiveria commessa da altri:  di cui, per di più, si può documentare che è falsa. Voleva infatti riabilitare Gotti Tedeschi, e ci sono testimonianze a provarlo.

 

Excusatio Non Petita

Un autorevole insider mi dice: E’  possibile  che Benedetto  XVI faccia dichiarazioni menzognere ed evidentemente false per “falsificare”  tutte le dichiarazioni  nella intervista  ?  Oppure   vuole provocare  , con dette dichiarazioni false , reazioni  di smentita e  precisazioni ? .   E perché infine dichiara che non è sotto ricatto? Non è una Excusatio non petita   ? per far capire  che sotto ricatto   effettivamente fu, ed è ancora?

 

Tornielli   ha detto la verità due volte, e  passi (è un giornalista).  Ma che cosa induce Benedetto a mentire? Un Papa emerito?  Il motivo dev’essere gravissimo. Quale?  Un anno fa, nel settembre 2015,  ipotizzai che Ratzinger si fosse dovuto dimettere perché le potenze mondialiste avevano tagliato fuori la banca vaticana da SWIFT, il sistema di transazioni finanziarie globali:  ciò che rendeva il Vaticano uno stato-canaglia come l’Iran, e non gli consentiva alcun pagamento se non in contanti.  E difatti, appena  le telecamere ripresero l’elicottero con cui Benedetto XVI si ritirava a Castelgandolfo,   il Vaticano fu ricollegato a SWIFT,   i bancomat ripresero a funzionare…

Con Gotti Terdeschi, presidente IOR
Con Gotti Tedeschi, presidente IOR

Può  essere stato rudemente invitato ad andarsene, da chi controllava veramente le finanze vaticane  perché la Chiesa sarebbe rimasta a secco in poche ore? E  nunziature e missioni nel mondo non avrebbero potuto ricevere fondi da Roma? Né Roma ricevere donazioni?

Georg Ganswein alluse, nel luglio scorso, al rapporto malato della Chiesa tedesca col denaro:   in Germania,  “Se decidi di non registrarti più come cattolico” (e non paghi la tassa ecclesiastica) sei fuori.   La Chiesa reagisce con l’espulsione automatica dalla comunità, in altre parole la scomunica! Questo è eccessivo, incomprensibile. Se metti in questione un dogma, non importa a nessuno, non ti cacciano. Il non pagamento della tassa alla Chiesa è un’offesa maggiore alla fede della violazione dei principi di Fede?”  Le casse piene e chiese vuote, questa forbice è terribile, e non può andare molto più a lungo bene. Se i registratori di cassa si riempiono ed i banchi si svuotano, ci dovrà essere un giorno un’implosione. Una chiesa vuota non può essere presa sul serio”.

A me sembrò  una mite e sibillina protesta contro la Chiesa-Mammona;  la Chiesa che   tiene più ad esser  collegata con Swift   che a tenersi un Papa   sgradito alle potenze dietro a SWIFT.  Ma forse io sono troppo sospettoso.

Un’altra voce o tesi,   dice che queste stesse potenze  vogliono affrettare la fusione-dissoluzione della Chiesa romana, sacramentale, nel  protestantesimo generico, al “cristianesimo” generico,  ridotto universalismo  umanitario, ritenuto il necessario componente  del ‘governo mondiale’: operazione a cui Ratzinger esitava, e che Bergoglio sta compiendo con straordinaria rapidità e specifico zelo.

huxley

Ma queste son tutte elucubrazioni cospiratorie. Una cosa è certa: Benedetto ha ritrattato le affermazioni  e le allusioni del suo segretario  che gettavano un’ ombra su Bergoglio;  ha fatto di più, fino ad incolparsi di un’azione abietta che effettivamente non ha commesso. Chi è  stato scagionato da questa auto-accusa? Non sappiamo.  Perché Benedetto mente? Perché deve mentire? Nonostante le sue fragilità, non credo che lo farebbe se non nella convinzione di  evitare alla Chiesa un danno più grande.  Deve avere, in qualche modo, adempiuto a un dovere.

Quale? Non ho risposte.

Invece sento il tono, e persino la terminologia, della Junta sudamericana nell’ottimismo entusiasta di Ratzinger    per le  novità    che così poco  gli somiglia: “L’elezione di un cardinale latino-americano significa che la Chiesa è in movimento, è dinamica, aperta, con davanti a sé prospettive di nuovi sviluppi. Che non è congelata in schemi: accade sempre qualcosa di sorprendente, che possiede una dinamica intrinseca capace di rinnovarla costantemente. Ciò che è bello e incoraggiante è che proprio nella nostra epoca accadono cose che nessuno si aspettava e mostrano che la Chiesa è viva e trabocca di nuove possibilità. (…) La Chiesa sta abbandonando sempre più le vecchie strutture tradizionali della vita europea e quindi muta aspetto e in lei vivono nuove forme. È chiaro soprattutto che la scristianizzazione dell’Europa progredisce, che l’elemento cristiano scompare sempre più dal tessuto della società. Di conseguenza la Chiesa deve trovare una nuova forma di presenza, deve cambiare il suo modo di presentarsi”.

E’ il programma  ideologico  di Bergoglio, espresso con le parole di Bergoglio,  che sembra dettato da Bergoglio:  non congelarsi in schemi,  Chiesa in movimento,  trabocca di nuove  possibilità….Ora, si può essere d’accordo che “La Chiesa deve trovare nuove forme di presenza”, sfrondando,  abbandonando tradizioni morte, rendendosi dinamica:  ma io personalmente accetterei senza residui questo impulso, non avrei alcun dubbio sulle innovazioni, se venissero da una persona con una  intensa  vita di santità personale.    Ma vedo sotterfugi, pressioni, menzogne e violenze; vedo una tendenza a legarsi al dito, a non perdonare, a farsi adulare, a godere delle luci mediatichesan-pio-da-pietralcina-sulla-massoneria

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10 commenti


  1. Con tutte queste cose però mi sembra che Ratzinger sia un pusillanime…voglio dire che ha troppa paura…E l’amore per la verità viene dopo la paura? Dai Benedetto, parla chiaro una volta per tutte! Fallo per il tuo gregge! Non aver paura!
    Loris da Brescia

  2. Emilio

    Papa Benedetto e’ una persona molto coraggiosa, come cardinale fu risoluto e come professore non ebbe remore ad essere considerato un “nazista” presso la sua universita’. Evidentemente, se tace e’ perche’ la chiesa dev’essere minacciata seriamente,


    1. Tanto vale allora accettare l’incarico relativo all’elezione papale. Se un papa si dimette perchè la sua chiesa è minacciata seriamente e non vuole difenderla, meglio dedicarsi alle parole crociate. Con questo fatto ha dato mano libera a chi vuole danneggiare tutto, eleggendo l’argentino, quindi ancor peggio, ha fatto germogliare il male senza combatterlo! Non mi risulta che nel corso della storia gli altri papi si siano tirati indietro nel difendere la chiesa cattolica, alcuni sono morti oppure hanno subito l’esilio, ma mai hanno indietreggiato e hanno sbarrato al nemico le porte.


  3. Le tante opinioni su Benedetto XVI mi fanno ripensare a questo passo delle visioni della Beata Emmerich:

    “Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe implorare Dio giorno e notte”. (10 agosto 1820)
    “La scorsa notte sono stata condotta a Roma dove il Santo Padre, immerso nel suo dolore, è ancora nascosto per evitare le incombenze pericolose. Egli è molto debole ed esausto per i dolori, le preoccupazioni e le preghiere. Ora può fidarsi solo di poche persone; è principalmente per questa ragione che deve nascondersi. Ma ha ancora con sé un anziano sacerdote di grande semplicità e devozione. Egli è suo amico, e per la sua semplicità non pensavano valesse la pena toglierlo di mezzo.
    Ma quest’uomo riceve molte grazie da Dio. Vede e si rende conto di molte cose che riferisce fedelmente al Santo Padre. Mi veniva chiesto di informarlo, mentre stava pregando, sui traditori e gli operatori di iniquità che facevano parte delle alte gerarchie dei servi che vivevano accanto a lui, così che egli potesse avvedersene”.


  4. Chiusa migliore , direi esaustiva, questo articolo non poteva avere. Intendo la dichiarazione di Padre Pio. Se con Paolo VI la massoneria era giunta alle pantofole, dopo 50 anni ha messo radici e denso fumo in Vaticano visto che quello spiffero denunciato dal Montini è stato tuttaltro che reppresso


  5. nel corso dei secoli la Chiesa di Cristo si è troppo arricchita di sovrastrutture dopo si annidano centri di potere materiale. Fatte le debite proporzioni torniamo alla base, Facciamo dirompenti affermazioni alle molte persone che vanno in chiesa a pregare per cose materiali. Ai pochi che ancora pregano facciamo brutalmente alzare la testa verso il Cielo, insegniamo ad invocare con Fede lo Spirito Santo; ad avere una frugalità di vita materiale. Ai tempi di Gesù le mamme non andavano al supermercato in auto aria condizionata. Rileggiamo le varie Encicliche sulla Dottrina sociale della Chiesa, So che è utopia; ma tutto è possibile a DIO, L’alternativa alla lunga sarà un esercito cristiano con armi nucleari. La tattica vincente finora la usano solo gli invasori che stanno ripopolando il mondo cristiano


  6. Qualcuno ha imposto a Benedetto sedicesimo di togliere un presidente della banca cattolico per metterne uno valdese, il Ricca. Similmente avvenne quando rimossero Fazio dalla Banca d’Italia, solo perché questi non apparteneva alla loggia degli “innominati”. I pretesti in forma accusatoria somigliano, nei due casi, fra loro. L’antipapa, oggi, non è più il nemico dichiarato del papa: l’antipapa è il papa pragmatico, aggiunto al papa contemplativo per, dicono, dinamicizzare…in accordo alla Volontà, sorprendente, dello Spirito santo. Solo che, nel principio doveroso del “Come in Cielo così in terra”, in Cielo c’è Uno solo al vertice, Iddio sommo, e non un Dio contemplativo ed uno efficiente. Se noi dobbiamo mettere in pratica, in terra, attenendoci alla Verità in Cielo, e lo richiede Gesù Stesso nel “Padre nostro”, allora, a rappresentare la Volontà del Dio Unico, deve esserci un papa unico, e perdurante finché vive.

  7. Ginok

    Benedetto XVI ne esce veramente male al libro. Un uomo che non spiega per niente il suo “emeritato”. Io ci vedo invece una grande continuità tra lui e papa Francesco. Come grande teologo del Concilio, in cui è stato un cardine essenziale perché la Curia non prevalesse, e come araldo del nuovo è lui il cathecon (soggetto) e come cathecon (oggetto) può essere interpretato il Concilio stesso o questa rinuncia che ha travolto e stravolto una consuetudine millenaria. Di ciò ne è pienamente consapevole. I tempi finali appaiono giunti e non è detto che saranno piacevoli…


    1. tutti questi santi Pastori, da Papa Luciani (morto d’infarto al leggere le rivelazioni del terribile destino dell’Umanita’ che non vuole convertirsi) a Papa Bergoglio,che ha promulgato l’ Anno della Misericordia, per permettere anche a chi ha un minimo di Fede di salvarsi. sanno cosa tanti Mistici e Mistiche dicono della Fine. Tutte le altre congetture sono risibili chiacchere. Il futuro, la Verità la hanno conosciuta solo quelle Anime sante che in vita loro, con preghiere e sofferenze, si sono associate a Cristo. Con buona pace del “vaticanismo”. Signore abbi pietà di noi

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