Una scoperta da non perdere, il “filosofo Galimberti”

L’altra sera m’è capitato di perder tempo davanti a una tv. Andava in scena “er dibattito” sul tema del cosiddetto voltafaccia di Beppe Grillo che   ha lasciato libertà di coscienza mettendo in pericolo- con gran sgomento dei giornalisti – la pregiata legge Cirinnà sulle adozioni dei gay. A sostenere la Cirinnà e la causa dell’utero in affitto era stato convocato un personaggio che è stato presentato come “il filosofo Galimberti”, senz’altra spiegazione. Ebbene, una vera rivelazione.

 

Dovrebbe essere invitato a parlare a tutti i futuri Family Day perché ha il dono di far risaltare come infinitamente più umane ed intelligenti le soluzioni contro cui si scaglia, che le sue. E’ un dono da non lasciare inutilizzato.   Dovrebbe essere invitato a tenere conferenze nelle Pontificie Accademie: rafforzerebbe la fede dei sacerdoti e suore vacillanti. Andrebbe lasciato esprimere liberamente nelle Facoltà di Medicina, per mostrare i danni intellettuali irreversibili che produce il Progressismo nei suoi stadi finali, quando si riduce a sbavanti insulti inarticolati. O l’irrecuperabile guasto neurologico provocato dall’ateismo militante usato senza il condom.

adinolfi

L’altra sera ha avuto come avversario dialettico Mario Adinolfi, l’ex deputato del Pd che l’’Espresso chiama “il guru degli ultracattolici”, che stava  con la sua stazza a fianco di un Pannella decrepito che furbamente si fingeva ormai vago di mente, per non dire ciò che volevano fargli dire..Ebbene: il “filosofo Galimberti” ha offerto una facile vittoria ad Adinolfi, ha fatto risaltare la sua freschezza dialettica, la sua agilità mentale e autentica convinzione delle sue tesi. Doti che Adinolfi ha, s’intende di suo, ma che non avrebbe fatto brillare con altrettanta efficacia senza la spalla del “filosofo Galimberti”.

Il solo argomento forte   con cui il “filosofo Galimberti” riteneva di schiacciare “i cattolici” come entità ostile alle adozioni e nozze gay, è stato del tipo: “Voi cattolici dovete mettervi d’accordo con voi stessi: volendo che i figli siano allevati dai genitori naturali, maschio e femmina, diventate materialisti, invece che spiritualisti”. Essendo il “filosofo Galimberti” quel che è, si stupirebbe ad apprendere che sì, il Cattolicesimo “è” materialista; lo è in modo estremo, tanto che obbliga a credere non all’immortalità dell’anima, bensì alla “resurrezione della carne”, ossia dei corpi; senza dire che il Cattolicesimo ha sempre aborrito ogni “spiritualismo” vaporoso, in cui ha sempre sospettato lo gnosticismo, ossia la superbia teologica, chiamando ad “atti concreti” di carità.

E’una nozione di cultura generale, a cui anche i non credenti dovrebbero essere al corrente, specie se sono filosofi (con qualche dimestichezza col pensare, il leggere la storia, la cultura).   Ma il “filosofo Galimberti” non lo sa, e nemmeno ritiene di ave bisogno di sapere, per “smentire e confondere” quelli che lui chiama “i cattolici”: li sente così di basso livello rispetto alla sua elevatezza intellettuale e morale, che disdegna di argomentare con loro.   Basta a schiacciarli e ammutolirli il fatto in sé, che essendo “contro la Cirinnà”, sono superstiziosi, medievali e oscurantisti. Nonché reazionari, quindi da escludere dal discorso. Ha potuto anche ignorare, il “filosofo Galimberti”, che ad esprimere dubbi sulla legge dai gay non sono stati solo i nemici che s’è scelto come bersaglio facile, “i cattolici”, bensì   molte “donne della sinistra”, femministe, parlamentari del Pd, e alla fine, persino l’astuto Marco Pannella è risultato alquanto contrario alla Cirinnà, con gran disdoro dei conduttori er Dibbattito; o perlomeno ha resistito agli sforzi dei conduttori (fra cui l’israeliano Parenzo) di fargli dire che lui è pro. Furbissimo Pannella.

Miserando “filosofo Galimberti”, ha messo in piazza solo la sua rozzezza, la sua crassa ignoranza e la sua incapacità dialettica. E qui – il discorso si fa’ serio – pongo la domanda che si è posto un filosofo francese (vero), Marc Rameaux, dopo aver assistito e partecipato a simili dibattiti nel suo Paese:

Come mai coloro che si autonominano rappresentanti della “società aperta” sono così mentalmente chiusi? Non sanno suonare che un motivo “molto povero. Le fini contraddizioni che genererebbero dibattiti fra due o tre posizioni ugualmente stimabili scompaiono, perché loro le sostituiscono con un manicheismo schematico, un parco per bambini dove vige una infantilizzazione del pensiero popolata di ‘buoni’ e di ‘cattivi’, e in cui loro si conferiscono ovviamente la parte bella. Karl Popper, il padre della ‘società aperta, deve rivoltarsi nella tomba: quelli che pretendono la sua eredità hanno gettato alle ortiche ciò che ne costituisce la pietra angolare: lo spirito critico”.

“Ma questi non si rendono conto – continua il vero filosofo – che quelli che loro trattano da retrogradi  danno spesso prova di più sfumature di posizioni e più pertinenza? Mentre quelli che si ergono da sé come modelli d’apertura (cosa già di per sé ridicola) in realtà non tollerano alcun altro pensiero, se non il loro?

“Di fatto, quelli che loro bollano con l’infamante etichetta di “reazionari”, non fanno altro che richiamare il confronto delle teorie (ideologiche) con la realtà, ossia proprio ciò che permette di portare nel discorso una reale prospettiva politica”. Quelli che vengono messi nel sacco comune e intimidatorio di “cattolici”, in realtà “ hanno posizioni molto diversificate, anche in franca opposizione fra loro. Ma queste sono finezze di spirito che superano di troppo la capacità culturale di coloro che si sono coronati modelli di civiltà e di progresso; si esce di troppo dalla loro rassicurante Disneyland della filosofia politica, che permette loro di produrre rapidamente tesi, articoli e motivi con poca spesa; creando false opposizioni sempliciste che consentono la pigrizia mentale di squalificare uno dei termini del dibattito per incensare l’altro”.

Questa oligarchia del progressismo scambia “l’altezzosità per altezza di vedute” (è il caso esatto del ‘filosofo Galimberti’). Chi solleva le questioni delle difficoltà quotidiane del proprio popolo “viene bollato di ‘populista’ da questi spocchiosi” intellettuali di sinistra. Ciò che li rivela, secondo Rameaux, come “i discendenti spirituali dei nobili incipriati dell’Ancien Régime, “arroganti e infatuati di sé stessi quanto incompetenti e superficiali”: altro che progressisti, dei parrucconi benpensanti e superati.

Ciò preoccupa Rameaux per un motivo radicalmente filosofico: costoro, dominando il dibattito come fanno – ossia schiacciandolo sotto la loro boria – hanno spento la libertà e vivacità del pensiero che è stata la gloria d’Europa fin da Socrate e Platone, dalle scuole d’Atene quando si imparava che “ogni vera discussione comincia con una aporia, una impasse che pare insolubile fra due termini da qui cui il giovane discepolo apprende che un vero concetto- ciò che dà a pensiero il suo valore- non può essere mai nominato: un concetto essendo la tensione che risiede fra due tematiche contraddittorie, non è mai una sola di queste due”.

Rameaux cita al proposito Ludwig Wittgenstein, che sosteneva che “il valore in filosofia non è mai scritto, non risiedendo nel testo stesso, bensì nella tensione che esso fa’ sentite tra le righe”. E si domanda: “Siamo a tal punto regrediti in Europa, che il nostro mondo che si pretende ‘civilizzato’ nonché ‘moderno’ non riesce più a far vivere questo universo elettrico del pensiero”, perché coloro “che si vantano di incarnare la civiltà, l’apertura e il progresso” in realtà sopprimono ogni tensione nella proposizione spocchiosa di una verità ufficiale e mediocre che non bisogna sfidare.

E’ proprio così. E non parlate di Wittgenstein al ‘filosofo Galimberti’: vi risponderà, altezzoso, che dev’essere “un cattolico”. Come Adinolfi.

 

 

15 commenti


  1. Enzo Bianchi, Umberto Galimberti – Cura dell’anima, 2013, ASMEPA Edizioni (“Gli autori affrontano il tema analizzando tutte le possibili sfumature di significato, sia dal punto di vista filosofico, sia psicoanalitico sia religioso, accompagnando il lettore in una vera e propria “storia dell’anima”- Amazon)

  2. Apollineo

    Ben ha scritto Blondet: sentire i tizi alla Galimberti è un perdere tempo; un tizio già denunciato per aver copiato i testi di altri dai quali trae i suoi libri. Quanti ne ha scritti? 50? 100? Galimberti segue il suo maestro Severino. Questi, in pratica, dice la stessa frase da 60 anni ( “tutto è eterno, anche la mia barba”), per poi svelarci che l’intera filosofia occidentale, dopo Parmenide (2500 anni) è nichilismo. Una volta che Severino è uscito dalla Chiesa, eccolo invitato in decine e decine di tavole rotonde. Gli astanti, che non hanno capito il trucco, pensano di essere degli ignoranti (“come parla bene!…Si vede che è un uomo di profonda cultura…peccato che io non ci capisca niente…”). L’antipatico, saccente U.G. segue la stessa strada.
    Qual è il trucco retorico di Galimberti? Svelare, ai beoti che lo invitano (lo pagano anche?), che tutti i mali dell’Occidente vengono dal cristianesimo. Una simile mediocrità ha successo sociale perché accarezza l’ignoranza e conferma i limiti di chi perde tempo a sentirlo. Il beota si fa, inconsapevolmente, questo sillogismo: “la Chiesa è sbagliata (ma U.G non è semplicemente anticlericale; è anti-cristiano, come quel tizio che è finito in manicomio dopo aver proclamato la morte di Dio); io sono contro la Chiesa: conclusione: io sono da parte del giusto.
    I vari Galimberti sanno illudere e vender falsa saggezza, come i sofisti. In realtà l’ex cattolico Galimberti è una nostra creazione mentale. Siamo noi a dargli parola su tutti gli argomenti, dall’ecologia, all’educazione civica, dal sesso ai piani regolatori del comune. Qualche anno fa l’ho sentito sulle palestre: 5 minuti persi. Dieci fa anni mi capitò di sentirlo sull’economia: potevo risparmiare la corrente elettrica persa per la t.v.
    Costui sarebbe un filosofo? Lui sarebbe quindi un “amante della sapienza”? Ma per piacere! È un professionista dell’odio. Un professionista apprezzato dal suo pubblico che ha bisogno di nutrirsi di odio fazioso. Non mettetelo vicino a Socrate, a Kant, o a Spinoza. Il suo posto è con Diocleaziono. Con i persecutori dei cristiani.
    Copiando qua e la su internet, potrebbe far editare il Suo centesimo libro. Suggerisco un titolo: Elogio delle persecuzioni contro i cristiani. Avrebbe di sicuro un “giornalista” ( un ex “comico”) della t.v. di Stato che lo pregherà di illustrare il suo democratico contributo. Tanto paghiamo noi: la t.v. di Stato, le biblioteche civiche che acquistano i suoi saggi, i convegni delle università.


  3. *Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale : teoria e pratica di “copia e incolla” filosofico. Un clamoroso caso di clonazione libraria / Francesco Bucci ; prefazione di Luca Mastrantonio. – Roma : Coniglio Editore, 2011. – 285 p. ; 21 cm.

  4. Massimo

    Ottimo articolo!…Ma un’altro sparo sulla “croce rossa”…
    Filosofo?…Costui?…Ma per favore!!! Nella stia* progressista, razzolano tutt’al più, ormai, solo frettolosi beccamorti, intenti alla sepoltura di un cadavere, quello della cultura occidentale…
    “Qualcosa” che hanno tradito e che non possono ormai più, neppure comprendere.

    * …dalla treccani : stia, gabbia larga e bassa, (…le tv…) entro cui si tengono i polli, e altri gallinacei, (…ospiti e conduttori…) per allevarli o per trasportarli dall’allevamento al mercato…

  5. Alessandro

    Fa quasi rimpiangere l’altro’filosofo’,televisivo,Bonaga:)

    “Mai senza l’altro”scriveva Michel De Certau ,a sottolineare che il mondo del credente e’basato sul confronto,non sull’isolamento, e non e’statico, ma dinamico.

    Cosi’ come P.A.Florenskij evidenziava la natura antinomica della verità’.

    Per il nostro,devono trattarsi di due pericolosi reazionari:)

  6. MattioliLorenzo

    Quanto e vero.
    Persomi in una discussione sull’evoluzionismo, e portando le innumerevoli prove della superficialità (e spesso contraddizione degli stessi sostenitori) della stessa, le rispote che più erano usate:
    “non riesco a capire questa mancanza di conoscenza, questa superficiale infarinatura di biologia” (mentre si portavano testi di biologi)
    “non è possibile ancor oggi sentir parlare gente che crede in una entità non provabile” o ancora ” voi usate le lacune che sono ancora da riempire nella teoria Darwinista per propagandare un vostro credo personale”.
    Ogni volta non si entrava nel dibattito ma si accusava la controparte e ne si infangavano le idee, mentre i sostenitori della I.D. (intelligent design) più venivano offesi più scavando portavano prove della insostenibilità del darwinismo (grazie anche ad alcuni suoi articoli).

    Infine io sono arrivato ad affermare una cosa di cui mi convinco sempre di più, non solo in un dibattito sull’evoluzionismo ma in ogni ambito ” per creare un vero dibattito su questo argomento dovrebbero esserci due linee di pensiero che non contemplassero assolutamente un essere superiore, solo allora si vedrebbe un discoroso aperto, altrimenti chi è contrario anche solo lontanamente alla possibilità di questa ipotisi negherà fermamente anche solo la possibilità di dibattito.


  7. Dall’Islam: “La devozione è uno dei segreti del mio regno l’ho impiantata nei cuori dei miei servi, non la vedono gli angeli per scriverla e non la vedono i demoni per guastarla”
    Non sapremo mai perchè esistono quelli senza fede

  8. Leopoldo Potsch

    «La prima di color di cui novelle
    tu vuo’ saper», mi disse quelli allotta,
    «fu imperadrice di molte favelle.

    A vizio di lussuria fu sì rotta,
    che libito fé licito in sua legge,
    per tòrre il biasmo in che era condotta.

    Ell’ è Semiramìs, di cui si legge
    che succedette a Nino e fu sua sposa:
    tenne la terra che ‘l Soldan corregge. (Inf. V, vv 52- 59)

    Esattamente quello che si vuol fare con la Cirinnà: rendere legale il capriccio per cancellare il biasimo di cui prima era oggetto.

    L’attualità di certi passi della Divina commedia è veramente sconvolgente…

    Un bel ripasso non farebbe male neppure al “filosofo” Galimberti.

  9. rino

    La caratura di qualsiasi personaggio famoso in questa società è direttamente legata al beneficio che ad essa medesima apporta. Quindi più un autore è conosciuto, apprezzato e pubblicizzato, meno ne abbiamo bisogno noi lettori di Blondet e amanti della sapienza.


  10. Che Galimberti sia un emerito pallone gonfiato non ci piove. Del resto, da materialista, convinto quindi che il pensiero di cui si serve per filosofeggiare sia una sorta di “secrezione neuronale” del cervello, non dovrebbe dire “io penso” ma “il cervello pensa in me”. Di lui ricordo,fra tanti orrori, un commento secondo il quale l’anima è un invenzione del Seicento” e via discorrendo.
    Galimberti: transeat.
    Nell’articolo peraltro stupisce alquanto la professione materialista di Blondet, laddove afferma che “i cattolici” non credono nell’immortalità dell’anima ma nella “resurrezione della carne”.
    Tuttavia San Paolo secondo una lunga e antichissima tradizione, parlava della tricotomia, di Pneuma-Spirito, psyche-anima e soma-corpo. E allora?
    Nell’uomo vivo di “carne” noi non vediamo una “materia” ma un corpo in cui vivono Spirito ed anima ….una volta che quest’essenza animico-spirituale si allontana , e con essa la Vita, abbiamo la “materia” da sola…il cadavere.
    Di piu’ : il “corpo adamantino” o “incorruttibile” o “di resurrezione” di cui parla l’autore delle “Lettere” è la materia trasfigurata e resa trasparente e non piu’ “peccaminosa” dall’azione dello Spirito individuale su di essa,una volta che il soggetto umano abbia aperto in piena coscienza il varco al “Cristo in me” ……
    Tuttavia la Chiesa cattolica gradualmente h smarrito il senso della tricotomia fino alla volutamente ambigua condanna dell’869 (XI canone del Concilio di Costantinopoli), ed ora, sembra avera perso anche il senso dell’esistenza dell’anima, almeno stando a Blondet.
    Ciò sfocia in un paradosso “bifronte” coincidere da un lato con il “monismo” materialista dei tromboni “genderisti” alla Galimberti, e dall’altra al sadduceismo di coloro che l'”anima col corpo morta fanno”. I figli di Sion…
    .Paura della “gnosi”? sarebbe come finire in bocca a Scilla per evitare Cariddi….

    1. Maurizio Blondet

      Ovviamente nella mia frase sul “Materlialismo” cattolico c’è qualche esagerazione polemica (ma il rimpianto cardinal Biffi di Bologna era un sostenitore di tale materialismo). Tenga presente che negl Atti (17), Paolo parla agli ateniesi della resurrezione dei corpi, e questi lo deridono e se ne vanno; ma lui non li richiama dicendo: “Scusate volevo precisare: parlavo dell’immrtalità dell’anima e della sua salvezza”, ciò che i greci capivano ed apprezzavano. No: contraramente a “teologi postconciliari”, non cede su questo materialismo crudo, assurdo per la sapienza greca. Non scende a compromessi. Enuncia il mistero che gli è stato trasmesso.


      1. Già, la “vis polemica” era in fondo chiara. Va detto che inoltre e nella stessa cirtcostanza, si verifica il fondamentale “annuncio agli Ateniesi”.
        Quello secondo cui il “Deus Absoconditus” dei Misteri, ellenici ma non solo, è il Risorto di cui Paolo di Tarso annuncia l’Avvento.
        Con queste semplice parole egli dichiara che Colui che viveva nei Sacri Misteri, come Essere spirituale – e che poi l’Evangelista ci dirà essere il “Logos per mezzo del quale tutto è stato fatto”- si è fatto “carne” coram populo. Ossia sul palcoscenico della storia…questo lo “scandalo”, almeno in parte comprensibile per la raffinata cultura spirituale e misterico- esoterica degli elleni, inafferrabile per i cosidetti “monoteismi puri” l’ebraico e, piu’ tardi, l’islamico.

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