Il rapporto di Madre Teresa con i soldi

Quanto ha ragione Chesterton: quando uno cessa di credere in Dio, non è che non crede più niente; invece crede a tutto.

C’è chi crede persino a Christopher Hitchens. Chi è, direte voi. Chi è stato: morto nel 2011, Hitchens era un giornalista, e polemista di successo. Marxista per una vita,  materialista ateo militante, l’11 Settembre lo trasformò in neocon. Questo per dire che ha sempre sbagliato giudizio, prima e dopo. Doveva una parte della sua notorietà a dei libri violentissimi contro Madre Teresa: s’era dato la missione di smascherarla come “fanatica, fraudolenta, fondamentalista” e furba avida di denaro. Un suo libello derisorio dal titolo “La posizione della missionaria – Teoria e pratica di Madre Teresa” (si noti il fine riferimento sessuale) è stato la base per un video-documentario dal titolo sobrio: Angelo dell’Inferno, Hell’s Angel, diffuso anni fa dal network Channel 4.

 

In vista della prossima canonizzazione di Madre Teresa, il materiale calunnioso di Hitchens è stato ripreso da un gruppo dell’Università di Montreal (dipartimento di “psico-educazione”, qualunque cosa ciò significhi) che ne ha fatto uno studio pubblicato su una rivista universitaria Studies in Religion/Sciences religieuses che stabilisce in modo”assolutamente scientifico” che so, Madre Teresa non era una santa – al contrario – e la sua agiografia è stata esaltata da una ben orchestrata frode mediatica vaticana.

Un lettore importuno che mi sfida imperiosamente a provare a smentire Hitchins, se ne sono capace, mi ha obbligato a leggere un articolo sulla questione. Leggo l’atto d’accusa in breve elevato dagli esimi studiosi   di psico-educazione di Montreal: il Vaticano nel farla santa non ha tenuto conto delle falle e difetti della suora, che consistono in ciò: “il suo modo alquanto dubbio di curare i malati, i suoi contatti politici discutibili, la sua gestione sospetta delle enormi somme che riceveva, e le sue opinioni eccessivamente dogmatiche riguardanti, in particolare, l’aborto, la contraccezione, il divorzio”.

Che dire? L’ultima accusa dovrebbe bastare a rivelare l’animus di ostilità demenziale dei critici: essi considerano un bene aborto, contraccezione e divorzio, e quindi non-santa una suora che considerava queste cose un male. “ Oggigiorno il più grande distruttore di pace è l’aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. […] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c’è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me”, disse quando le fu conferito il Nobel. E’ una frase di limpida verità e addolorata saggezza per chi abbia conservato il lume della ragione. Ma l’umanità d’oggi non vuol sentirsi evocare certi nessi casuali – aborto porta all’omicidio universale –  perché preferisce tenersi attaccata ai suoi vizi e delitti; la stupidità volontaria rende persino degradante dover controbattere questo tipo di argomenti. Ma come profetizzò ancora Chesterton, verrà un momento in cui si dovrà combattere per affermare che due più due fa’ quattro: è questo, quindi turiamoci il naso e procediamo  nell’umiliante compito.

Nella stanza dei morenti
Nella stanza dei morenti

Anche le altre pecche che quelli imputano a Madre Teresa, son precisamente gli elementi che depongono a favore della sua santità; coi loro rilievi, i signori riescono solo a dimostrarsi totalmente ignoranti della dottrina cattolica, più generalmente dello spirito religioso, e tanto più della specifica spiritualità della suora albanese e delle sue missionarie.

Il suo “dubbio modo di curare i malati”? Ma Madre Teresa non curava i malati, non fondò ospedali e non era quella la sua intenzione; all’inizio, dedita ai “più poveri fra i poveri”, ne trovava fra la spazzatura di Calcutta, deformi, divorati dagli insetti, dementi, affamati e morenti abbandonati – e li portava in un locale nell’angolo del tempio di Kalì. Li lavava, li nutriva e li faceva sentire amati, vegliava la loro agonia accarezzandoli. Una vecchia disse: “Sono vissuta come una bestia e ora muoio come un angelo”.

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Li toccava molto
Li toccava molto

Non poteva guarirli; li toccava molto, loro la toccavano. Era quel contatto fisico di quei corpi piagati e spesso ripugnanti, che restituiva loro dignità e affetto. “Sono Gesù come povero”. Migliaia di giovani donne, studenti, turisti stranieri, vedendo come lei “toccava il povero”, hanno voluto anche loro “toccare il povero”, e molti sono rimasti nell’ordine da lei fondato. Toccare il povero era la sua pedagogia, la prima lezione: raccomandava alle sue suore di fare il sacrificio di astenersi dal toccare il povero, e lasciassero che lo facessero i volontari appena arrivati, gli studenti, i giovani stranieri, le ragazze di alta casta che venivano apposta – “touch the poor”, era tutto. In quello stanzone del Kalighat, ha accompagnato alla morte 23 mila poveri. Quelli di Montreal dicono che “medici hanno criticato la mancanza d’igiene, il cibo scarso, l’assenza di analgesici”, dicono che ci godeva a vederli soffrire. Migliaia di volontari, studenti, turisti, stranieri, hanno trovato un’altra verità: han toccato Cristo crocifisso.

"Touch the poor"
Una volontaria “touch the poor”

Madre Teresa “accettò donazioni da Duvalier” (il dittatore di Haiti) e da altri personaggi politici che non piacciono, magari anche dei tizzoni d’inferno. Ora, è persino imbarazzante dover ricordare che Madre Teresa volle vivere, con le sue suore di mera carità; “Chiedere l’elemosina, quando è fatto per Cristo, è un’attività bellissima”. per principio non rifiutava i doni, da chiunque venissero, perché deliberatamente aveva deciso di affidare sé, le suore, e le sue opere, in modo assoluto e incondizionato (“cieco”, diranno loro) alla Provvidenza – che non le mancò mai.

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Anni fa, il cardinale di New York chiese che gli mandasse   delle sue suorine per curare i malati di Aids, abbandonati da tutti; la malattia faceva paura e aveva fatto il vuoto intorno a questi sciagurati, spesso omosessuali che erano stati ricchissimi; lei accorse con le suore, allestì in un magazzino dismesso del porto un ricovero, e cominciò a prendersi cura dei malati,lavarli, cambiarli, raccoglierne le padelle con le feci infette…. Il cardinale le disse: “Posso dare alle sue suore uno stipendio piccolo, 600 dollari al mese”. Lei: “Perché, non esiste la Provvidenza a New York?”, e rifiutò. Come si vide dopo, anche a New York la Provvidenza c’era.

Oltretutto, è strano che la frase “chi sono io per giudicare?” venga lodata dal mondo quando la dice Francesco a favore degli invertiti, e sia invece imputata a colpa a Teresa perché ricevette soldi da Duvalier; da qualche parte delle Scritture è detto che le elemosine coprono molti peccati… chi siete voi per giudicare?

Era bellissima
Era bellissima

Un’altra cosa dev’essere chiara: per principio, le offerte che lei e le sue vergini ricevevano ogni giorno, alla sera dovevano essere tutte spese. Nella cassa del convento non doveva rimanere niente nella notte. Non fu un problema nei venticinque anni in cui lei e le sue ragazze operarono, del tutto ignorate dal mondo, a curare morenti, togliere i pidocchi a bambini di strada, soccorrere famiglie affamate, salvare migliaia di neonati abbandonati, ridare dignità ai lebbrosi: la Provvidenza era quella che potevano dare gli abitanti di Calcutta, riso, verdure, qualche medicinale. Una volta in cui erano rimaste senza nulla con cui sfamare i loro orfani, per uno sciopero imprevisto le scuole di Calcutta rimasero chiuse e le suore si videro recapitare due camion di panini per la prima colazione, destinate alle mense scolastiche, dono del municipio.

Le cose cambiarono dal 1967, quando la BBC diffuse il primo reportage su di lei, opera del giornalista Malcolm Muggeridge, che l’aveva scoperta e si convertì al cattolicesimo dopo quell’inchiesta. Allora cominciarono a piovere donazioni milionarie da ricche personalità, sinceramente colpite, che volevano visitarla. Lei riceveva tutti nel suo ufficetto, ringraziava qualunque fosse la cifra; una volta fece alzare un imprenditore svizzero che le aveva appena staccato un assegno di un milione di franchi, perché era arrivata una coppia di fidanzati di Calcutta che aveva deciso di dare a lei le rupie messe da parte per la festa di nozze – grandi e costose feste in India, da cui dipende la considerazione sociale che si riscuote tra vicini e parenti – perché quelli, disse, faranno un matrimonio da poveri, quindi il loro sacrificio è maggiore di quello dello svizzero.

Del resto esortava: “Amatevi fino a farvi male; se non fa male, che amore è?”.

Anche quando riceveva un milione, a sera la cifra era tutta spesa. Non si tennero mai conti nel convento; la Madre riteneva che se obbligava  una delle sue suore – che avevano fatto il voto di servire i più poveri fra i poveri in castità, obbedienza e povertà – ad occuparsi di libri contabili, l’avrebbe obbligata a tradire la sua vocazione e avrebbe messo in pericolo la sua anima. “Dove sono finite quelle enormi somme?”, chiedono quelli di Montreal. Eppure la risposta è facile. E’ nei 600 conventi, ricoveri, orfanatrofi, città di lebbrosi che aprì in India, nei biglietti aerei per spedire 5 mila suore e 45o fratelli maschi nei quattro continenti e – da quando l’URSS è crollata- nei paesi dell’Est dove prima era vietato entrare; sempre a prendersi cura dei “più poveri dei poveri”. Anche solo a riordinare e pulire i monolocali dei vecchi sospettosi, a lavare i loro panni, a fare le serve ai miserabili – là preda di miserie di tipo nuovo unite a quelle di sempre.  Alcune delle sue suore che incontrai in India al funerale della Madre – belle, giovani polacche –    venivano dalla Russia. Continuavano il lavoro anche a Calcutta. “Ma per noi è essere in vacanza; qui togli i pidocchi ai bambini e loro ti sono grati. Nell’Est, i poveri sono anche cattivi”, dissero come un dato di fatto. I miserabili là avevano perso l’idea stessa che potesse esistere la bontà, non si fidavano, si chiudevano a riccio, spesso erano alcolizzati violenti, incapaci di riconoscenza. Ci voleva altro per scoraggiare quelle suorine, come si capiva dal loro intrepido sorriso.

Anche Bruce Chatwin volle vederla, seguirla nei suoi giri. Quel giorno avevano trovato un lebbroso abbandonato nella spazzatura di Calcutta; le piaghe delle mani e dei piedi, trascurate, s’erano riempite di grassi vermi, larve di moscone. Madre Teresa e le sue suore, con delle pinze e dei tamponi disinfettati, avevano cominciato ad estrarglieli. “Non lo farei per un milione di dollari”, scappò detto a Chatwin. “Nemmeno io”, rispose lei.  Lo faceva perché quel  lebbroso era il Cristo – quello che sulla croce rantola “Ho sete” –  che  lei aveva giurato di servire.

Ecco, questo era il suo rapporto col denaro. Chi siete voi per giudicare. Specialmente questo Hitchins, scelto come autorità esperta dai cosiddetti studiosi di Montreal; uno che ha scritto di sé. « Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma al pensiero religioso in sé e per sé »

E’ proprio vero che siete disposti a credere a chiunque, a tutto, pur di non credere a Dio fra noi.

Io non ho avuto la fortuna di parlare con Madre Teresa; quando il giornale mi mandò a Calcutta, era già ricoverata, poi fu il funerale. Al funerale vennero le autorità internazionali. Ricordo il nostro presidente Oscar Luigi Scalfaro, durante la visita dell’orfanatrofio dei bambini abbandonati, il Nirmala Shisha Bahvan. Una suora prese un bambino dalle centinaia di culle e lo tese a Scalfaro; il nostro cattolicissimo presidente fece un salto indietro, sul volto gli si dipinse, oltre lo schifo, il terrore  vile di essere infettato. Dalla carità, evidentemente.

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Ovviamente direte che io (non Hitchins, che si è auto-dichiarato “ostile alla religione”) sono prevenuto a favore. Ebbene, è perché – oltre le altre opere di Madre Teresa – ho visto, a Calcutta, oltre la ferrovia, lo Shanti Nagar, la Città della Pace come l’aveva chiamata lei, insomma l’ospizio per i lebbrosi. In India, la maledizione della lebbra colpisce non solo il malato, ma la sua famiglia allargata. Ho visto anche l’ospedale dei lebbrosi di Mumbai, anche quello tenuto da suore italiane; un ospedale moderno, efficiente, che ricovera migliaia di lebbrosi nei vari stadi del male. La cosa sconvolgente è che attorno a questo edificio di vetro e cemento, s’è agglomerata uno slum enorme, un ghetto disperato delle madri, mogli, padri  e dei figli dei ricoverati; un agglomerato di stracci più che di capanne, con rigagnoli di liquami aperti – perché i familiari sono stati rifiutati dal loro villaggio, dai loro vicini. Ho visto mutare la faccia di un padre di famiglia a cui avevano diagnosticato il morbo di Hansen; perdeva tutto, la mendicità e l’umiliazione sarebbero state il suo destino, e lo sapeva.

Nello Shanti Nagar ho visto – credetelo o no –lebbrosi felici.

No, non è un ospedale quello che Madre Teresa ha voluto per loro. E’ una piccola città autosufficiente, dove i lebbrosi lavorano e vivono come vogliono. Sono loro che tessono – con le loro mani senza dita – i sari delle suore di Madre Teresa, di quella cotonina bianca con la striscia azzurrina; fabbricano le stampelle e le protesi per i lebbrosi come loro; è il loro incarico, e con questo hanno avuta restituita la loro dignità  di esseri umani, non mostri da cui fuggire.

Sono i lebbrosi stessi a produrre il loro cibo, coltivando i loro orti. Nello Shanti Nagar ho visto tanti fiori e piante; e  due piscine, due laghetti rettangolari belli e limpidi: uno per allevare le anatre, l’altro un vivaio per le carpe e le tinche.   Questi due ponds erano onnipresenti nei villaggi indiani, da millenni; servivano, diciamo, a fornire l’apporto proteico.  Erano esattamente quelli che Gandhi avrebbe voluto per tutta l’India liberata: non una grande potenza, senza industrie moderne, ma piena di villaggi autosufficienti, ciascuno con le sue due piscine, i suoi telai e le sue capanne familiari – swadeshi, autosufficienza, autarchia a misura umana. Morto Gandhi, il progetto è stato abbandonato; realizzato veramente, non fu mai. Sopravvive solo grazie a Madre Teresa, nella Città della Pace. Era possibile. Lo è ancora e sempre. Madre Teresa ha dato a Gandhi ciò che a Gandhi mancava, ne ha completato l’opera.

Chi siete voi per giudicare, scemi  di Montreal.

 

25 commenti


  1. Anch’io circa 2 anni fa lessi sul web tutte quelle accuse a madre Teresa, e non avendo abbastanza conoscenze sulla sua vita, mi feci condizionare e credetti pure a quelle accuse. Adesso però che Maurizio Blondet mi ha illuminato sul vero personaggio di madre Teresa, sono felicissimo di aver recuperato di essa tutta quella stima e riconoscenza, per quello che fece nella sua straordinaria vita. Ringrazio tanto Maurizio per avermela fatta recuperare, immensa, nei miei pensieri.

  2. Il Navigante

    “Da’ al mondo il meglio di te,
    e forse sarai preso a pedate:
    non importa, da’ il meglio di te.
    (Maria Teresa di Calcutta)

    Grazie Blondet per questa sua “elegante” fotografia sulla vita di Maria Teresa di Calcutta, che io personalmente non ho seguito molto e che perciò conosco molto poco.
    Però una cosa per me è sufficiente: chi dedica la sua vita ad aiutare il prossimo, e solo con l’intenzione di sollevarlo dai suoi mali e dolori, e specialmente verso coloro che la società mette in disparte come dei reietti, è sicuramente una Persona da rispettare e da prendere come esempio.
    Sappiamo però che gli asini hanno l’abitudine di lanciare i loro ragli (fastidiosi e spiacevoli) che però non raggiungono il cielo…e ricadono perciò su chi li ha lanciati.

    Non importa, da’ il meglio di te….

  3. Giulio

    Gesù non è venuto per salvare i corpi, ma le anime. Operava i miracoli di guarigione affinché credessero in Lui.
    Madre Teresa e le sue suore fanno questo: danno speranza, anzi: la Speranza. E con questa la salvezza. Quella vera.
    Questo gli intelligentoni di Montreal non possono capirlo (loro sono “più buoni di Gesù”).


  4. Se Hitchens e “quelli di Montreal” fossero convinti della veridicità delle loro affermazioni basterebbe che ci facessero vedere loro come dovrebbe comportarsi un ateo “scientifico” a gestire migliaia di morti da fame malati e senza il minimo aiuto. Giudicare seduti ad una scrivania con i soldi che arrivano sicuri tutti i mesi e con servizi gratuiti elevati son capaci tutti.

  5. Milo Dal Brollo

    Se vi fate un giro su internet, scoprirete che hanno calunniato da poco tempo a questa parte anche Mahatma Gandhi e Martin Luther King. Del primo dicono che era bisessuale, se non omosessuale, e pure attratto dai minorenni e che probabilmente se la faceva con una cuginetta. Del secondo che, in nome del suo pacifismo, si scopava donne a destra e a manca.

  6. Piero61

    salve
    chiunque faccia o provi a fare del bene, sia verso il prossimo in particolare che verso la Patria in generale è stato e sarà sempre oggetto di odio e calunnia.
    saluti
    Piero e famiglia

  7. Apollineo

    PER IL DIRETTORE BLONDET, UN CALOROSO AUSPICIO:

    possa trovare tempo e modo di descrivere quei suoi aspetti biografici che siano d’elevazione per le menti che lo apprezzano.
    Non mi riferisco solo agli episodi vissuti in Medio Oriente, negli Stati Uniti, nell’Africa francofana (e già ci sarebbe da pubblicare un volumone….);
    non mi riferisco solo a letture inusuali, a personaggi dimenticati o maledetti, o eccessivamente valorizzati.
    Mi riferisco soprattutto ai Suoi vissuti indiani, all’amore per il sanscrito, al brivido sincretista della gioventù.
    il Direttore sa bene che la Sua empatia per il mondo della tradizione indiana è analoga a quella di molti Suoi lettori , spesso politicamente scorretti ( questo va bene, anzi benissimo), ma a volte lontani dal Cattolicesimo, questo essendo stato de-virilizzato o rappresentato dal personaggio politico sopra accennato.
    Ci pensi, caro Direttore; se non ha le forze per scrivere un libro, magari si faccia intervistare su youtube.
    La mia richiesta non nasce da amore per il pettegolezzo personale, ma dall’intuizione, anzi dalla convinzione che articoli come questo sopra prodotto possano fare del bene spirituale.
    Coraggio, e tanti auguri di Buona Pasqua
    p.s.: questo Venerdì Santo, come altri venerdì, tutti a recitare la coroncina per le anime dei defunti “Ti adoro o croce santa….”.

  8. Teseo

    Madre Teresa, quando ne diffidavo perché superficialmente lo credevo un fenomeno mediatico, mi folgorò con una frase che più o meno suonava così: non è importante fare il bene per la sua utilità materiale, ma per quello dona a chi lo fa. Da allora ho capito perché come verso Padre Pio anche verso di lei molti provano odio; e come tanti, incerti, se ne sentivano attirati pur nella loro ignoranza. La vita ogni giorno ci pone di fronte a questa scelta: stare con Gesù e con i suoi “alleati” (Madre Teresa, Padre Pio, Pio XII, i Santi, i Martiri e i Beati) – o contro.


  9. Caro direttore
    Ho sempre sofferto all’ idea che le calunnie su Madre Teresa fossero vere….questo articolo mi aiuta a riconsiderarla positivamente….tuttavia le chiedo una risposta in merito al rifiuto di battezzare neonati in fin di vita che molti accreditano a Madre Teresa e che è sempre stata la maggiore causa del mio sconcerto….suppongo a questo punto si tratti di modificazioni delle sue parole operate dai soliti maligni.
    Colgo l’ occasione per augurarle una buona Santa Pasqua in Nostro Signore Gesù Cristo


    1. anch’io, come daniele-destro,ho diffidato di madre teresa unicamente perché non battezzava le persone in fin di vita soccorse da lei e dalle sue suorine. mi chiedo il perché. Perché non salvare il corpo insieme con le anime? mi saprebbe rispondere? Per il resto la considero santa come san camillo de lellis o san giovanni di dio…


  10. http://www.salpan.org/SCANDALI/Madre%20Teresa.html

    Mi permetto di chiederle un opinione su questo articolo di Don Luigi Villa

    Personalmente posso acconsentire alla volontà di nn utilizzare il denaro per creare situaazioni cliniche migliori….per quanyo possa sembrare paradossale una panca scomoda in una dtanza infetta può fortificare maggiormente lo spirito che non un comodo letto in unaa moderna clinica…perciò nn voglio sindacare su questo

    Però mi chiedo….San Padre Pio…per cui nutro forte devozione..come avrebbe impiegato gli stessi doni?

    Nel dubbio sarà meglio pregare per Madre Teresa…nella speranza che il suo transito in Purgatorio nn si stia prolungando tuttora.

    Con rinnovata stima ed affetto

    Daniele


  11. Io ho letto un articolo del sacerdote don Luigi Villa che si chiedeva se Madre Teresa era una santa… da notare che don Villa era l’ “avvocato del diavolo” (prima che G.P.II eliminasse questa figura) nelle cause di beatificazione dei santi. Dal suo sito Chiesaviva.org copio incollo un pezzo del suo scritto:
    “il ladro d’alto livello, Keating, truffò piccoli investitori americani, e poi, fece donazioni a Madre Teresa di 250.000 milioni di dollari. Al processo di Keating, Madre Teresa scrisse alla Corte, chiedendo clemenza per l’imputato. Scrisse a Madre Teresa il Vice Procuratore di Los Angeles, Paul Turley,: «Le scrivo per darle un quadro della provenienza dei soldi che Mr. Keating le ha donato, e per suggerirle di compiere un gesto morale ed etico di restituire il denaro ai suoi legittimi proprietari. Keating è stato condannato per aver frodato oltre 900.000 dollari a diciassette individui che rappresentano, a loro volta, 17.000 cittadini, ai quali Mr. Keating aveva rubato 252.000.000 di dollari. (…). Il motto biblico della sua organizzazione è: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a Me”. E proprio i più piccoli dei fratelli sono tra coloro che Keating ha spennato, senza batter ciglio. Come Lei ben sa tutti possono ottenere il perdono divino, ma il perdono deve essere preceduto dall’ammissione dei peccati. Mr. Keating non solo non ha ammesso i suoi peccati e i suoi crimini, ma insiste superbamente nel dare la colpa dei suoi misfatti ad altri… Lei esorta il giudice a guardarsi in fondo al cuore… e fare quello che farebbe Gesù. Io lancio la stessa sfida a Lei. Si chieda che cosa farebbe Gesù se gli donassero i frutti di un crimine; che cosa farebbe Gesù se venisse a trovarsi in possesso di denaro rubato; che cosa farebbe Gesù se un ladro si servisse di Lui per scaricare la propria coscienza. Immagino che Gesù restituirebbe prontamente e senza indugio i beni rubati… Lei dovrebbe fare lo stesso. Non tenga quel denaro, ma lo restituisca alle persone che lo hanno guadagnato col proprio lavoro!.. Cordiali saluti Paul W. Turkey».
    Madre Teresa non ha risposto..


  12. Grazie Dottor Blondet per questo bellissimo articolo. Ringrazio anche “gli scemi di Montreal”. Con la loro provocazione la hanno costretta a scrivere questo splendido articolo che mi ha fatto commuovere di fronte a tanta carità.


  13. A me è capitato di incontrare due di queste suorine e passarci un po’ di tempo vicino. Le ho osservate bene e ho notato due cose sopratutto, la loro premurosa attenzione che permette loro di anticipare le necessità e il loro sorriso, io quei sorrisi non li dimenticherò mai.

  14. Emilio

    Mi faccia capire: un gruppo di psico cialtroni isterici attacca con menzogne una persona e lei afferma che i cristiani sono isterici a rispondere.
    I cristiani cercano la Parola perche’ il Verbo si e’ fatto carne.
    Bah, ‘sto mondo e’ veramente sempre piu’ assurdo.


  15. La propaganda di Hitchens è spazzatura dalla prima all’ultima riga, solo una correzione, non è mai stato marxista ma piuttosto “trotzkysta”, uno degli utili idioti che si sentivano così “a Sinistra” da sostenere nei fatti tutte le cause finanziate dalla CIA…dal tibet del truffatore dalai lama all’odio per hezbollah…


  16. Papa Francesco canonizza madre Teresa di Calcutta con queste parole: “Ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini della povertà creata da loro stessi”.
    Da molti anni mi reco a Calcutta annualmente come volontaria. Sono molto amareggiata da quanto letto nell’articolo denigratorio. Non è vero che non vengono somministrati i farmaci, io personalmente porto ogni anno un’intera valigia di medicinali che consegno a Kalighat, e sono una dei tanti che lo fanno. Ho visto curare ed accudire i malati e bimbi con gravissimi handicap. Conosco personalmente le suore che raccolgono dalle strade le bambine abbandonate, vittime di atroci esperienze, le accudiscono e le mandano a scuola. Gli ospiti delle sue strutture vengono trattati con amore, rispetto e dignità. Questa gente che critica e sentenzia, conosce ed ha vissuto a fondo la realtà, la cultura, la situazione sociale e sanitaria dell’India ed in particolare di Calcutta? Una prandina, una coperta, un piatto di riso, ecc., misere cose per noi occidentali, sono una manna ed un miracolo per migliaia di poveri destinati a morire di stenti sui marciapiedi. Quello che ha fatto Madre Teresa è veramente GRANDE, ha fatto davvero qualcosa di concreto per alleviare le sofferenze dei poveri a Calcutta, il suo era assoluto e disinteressato Amore, e credetemi che per fare quello che ha fatto oltre all’amore, ci vuole tanto coraggio e ‘stomaco’, chi è stato a Calcutta mi può capire….

  17. Hans Castorp

    Caro Blondet,
    cosa possiamo ormai farci?
    In Cina il potere secolare impone alla Chiesa vescovi graditi e compiacenti, e la Chiesa di Francesco pare intenzionata addirittura ad avallare questa prassi, pur di poter dire “abbiamo ricomposto la storica fratura con i fratelli cinesi”…
    D’ora in poi a quanto pare dovremo rassegnarci al fatto che il mondo decida anche i Santi sulla testa della Chiesa:
    – questo/a sì perché sosteneva i “diritti umani” (aborto, contraccezione, divorzio);
    – quello/a no perché era un bigotto retrogrado.
    Con buona pace di quanti per decenni ce l’hanno menata con la teoria della “libera chiesa in libero stato” !


  18. Salve ! Vivissimo Ringraziamento Illustrissimo Direttore Dot. ” Maurizio Blondet ” Straordinario Operatore : ” Giustizia Verita’ ” ! In Merito Presentazione :” Santissima Madre Suor Teresa di Calcutta ” …..Spontaneamente mentre leggendo la Biografia in Lacrime di Gioia Commozione Rispetto !…. Coralmente …… Improvvisamente Travolto nell ‘ Immenso Amor Devozione Comprensione per tutti i Santi nella Devozione della Croce di Gesu’ Maria come la Benedetta Figura Celestiale Madre Santissima Teresa Da Calcutta richiamo Permanente per tutti i popoli sofferenti nel Mondo !!!! Grazie infinite Dot. ” Maurizio Blondet ” Speciale Sollievo odierno Virtu’ Teologale :” Speranza ” per tutti i Popoli della Terra ! Nel Cammino – Fruttuoso Costruttivo per le Vie del Mondo sempre Con Assistenza Santi Come la Piccola Benedetta Madre Teresa di Calcutta in Amor Maria Gesu’ !….

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