CONTO SUL UN ALTRO SACCO DI ROMA. E SO CHE NON MANCHERA’.

Un amico mio omonimo scrive:

“Gregory Baum, sacerdote che oggi ha 93 anni e si è spretato, in occasione del suo ultimo libro pochi mesi fa, ha rivelato di essere omosessuale da quando aveva quarant’anni, cioè dal 1964.

Dirai: che  importa che una decrepita checca faccia outing.

Ebbene, Baum fu l’estensore della prima parte del documento conciliare Nostra Aetate, da cui parte la Nuova Rivelazione quella per cui gli ebrei non sono tenuti a convertirsi, perché, tanto, i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili [nonostante tutti i passi dell’Antico Testamento che dicono a chiare lettere il contrario] ed Israele è il popolo di Dio [checché ne dica tutto il Nuovo Testamento ed in particolare S. Paolo sul fatto che la Chiesa è il Nuovo Israele, prefigurato anche dai Profeti del Vecchio Testamento].

Inoltre Baum fu quello che indusse la Chiesa canadese a rifiutare la Humanae Vitae ed è stato un sostenitore del matrimonio omosessuale. Interesserà notare che Baum:

  1. era di madre ebrea e quindi considerato ebreo per le regole rabbiniche;
  2. era giunto in Canada dopo la guerra come rifugiato ebreo;
  3. aveva ricevuto l’incarico dal card. Agostino Bea, che si è poi scoperto essere massone (v.  Bulletin de l’Occident Chrétien NR.12,  Luglio, 1976) “

 

Da questi figuri è stato “fatto” il Concilio

Baum fu un “peritus”, ossia un esperto: di quelli che veramente fabbricavano  i documenti nelle commissioni a nome dei loro vescovi, i quali quasi sempre non sapevano né capivano le questioni e nemmeno le manipolazioni, avendo fiducia in quei loro “periti” teologi  che si erano portati dai vari paesi.  Anzi, ha scritto  uno storico del periodo, simpatizzante: “Il Concilio fu fatto da Gregory Baum; ha partecipato a  varie commissioni incaricate di preparare i documenti…Cominciando a lavorare nel novembre 1960,  finì insieme al Concilio nel dicembre 1965,  una esperienza che culminò con la sua stesura del  primo testo di Nostra Aetate”, appunto quel documento che dichiara non necessaria la conversione degli ebrei.

Il teologo Baum.

Ora a 93 anni, costui racconta di aver avuto il primo rapporto omosessuale a 40 anni con un uomo  “incontrato in un ristorante di Londra; fu eccitante..”,    però  non si spretò, conducendo una doppia vita  per decenni come ascoltatissimo e influentissimo “teologo”; solo molto tempo dopo gettò la tonaca e  – chissà perché  –   sposò una “ex suora divorziata”  (pure divorziata…); la quale però, racconta lui, “non fece  problema, quando traslocammo  a Montreal  nel 1986, e io incontrai Normand, un ex prete, e mi innamorai di lui”. Normand  “era gay e accettò ben volentieri il mio abbraccio sessuale”.

Il meglio però è perché decise di non fare  acting-out:”Non ho professato pubblicamente la mia omosessualità perché questo atto di onestà avrebbe ridotto la mia influenza come teologo critico”.

Grazie alla  sua disonesta doppiezza, fu ancora  in veste di  potente “teologo critico” che il cripto-sodomita Baum organizzò la rivolta dei vescovi del Canada contro la Humanae Vitae, l’enciclica di Paolo VI che  manteneva il divieto per i cattolici di ricorrere ai  mezzi anticoncezionali artificiali.   Una enciclica sofferta, del dubbioso Montini, che  deluse i modernisti e i globalisti (potenti gruppi per la crescita-zero demografica  fanno capo a miliardari come Rockefeller), e accese ire e disubbidienze  ecclesiastiche.  “Se non fosse stato per l’ombra scura di Baum, la sua influenza su certi vescovi, sull’establishment teologico canadese  e i gruppi di pressione, i vescovi canadesi non avrebbero  rifiutato  di obbedire al Papa”.

Ora, naturalmente, ognuno può essere contro il divieto cattolico della contraccezione, e ormai se  ne infischiano anche la massima parte dei cattolici nominali.  Non è questo il punto.  Il punto è che questo ha agito per mezzo secolo a “riformare” la Chiesa, in assoluta malafede.   Il  punto è che questo, invece di liberare la Chiesa, noi e  anche se stesso andando a vivere la sua vita da libero finocchio, volle restare  al solo scopo di mantenere il potere  – di “teologo importante” e  “autorevole”  –  per sovvertire dal’interno la morale di una organizzazione che gli dava – diciamo – lo stipendio e da cui traeva la sua “autorità”. Ingannando e offendendo così anche l’ultimo dei fedeli.

Ora, spero si capisca che anche la più laicista delle organizzazioni, il partito radicale, il giornale La Repubblica, la Massoneria – non tollererebbe un simile fenomeno di malafede, al suo interno un membro influente che gli lavora contro, di nascosto, dissimulando la sua appartenenza ad  un altro partito  o giornale.  Lo smaschererebbe, lo  licenzierebbe. Come minimo, gli toglierebbe ogni diritto di parlare per l’organizzazione.

Invece, solo la Chiesa cattolica pullula di queste  doppiezze e disonestà che  parlano a  nome di una fede su cui sputano in privato, e di un Cristo cui  non credono. Il Concilio Vaticano II  è stato praticamente scritto e plasmato da anime doppie come Baum; il perito  cui tanto devono il cardinal Kasper e Bergoglio, e  da cui  il giovane  Ratzinger  fu affascinato, l’eminenza grigia dietro le  quinte di tutte le innovazioni, il gesuita Karl Rahner,  mentre  con altezzosa sicumera di cattedratico   “lavorava” al Concilio Vaticano II scriveva lettere erotiche all’amante Luise Rinser : “Coccolina” lui, “Pesciolino”  lei,   infantilismi vezzosi.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/29/le-lettere-vietate-del-gesuita-innamorato.html

Vi prego di capire che non è moralismo sessuofobico. E’ il senso di offesa che un cittadino di una patria (la fede cattolica lo è) prova per   dei colpevoli di   alto tradimento.  Che  hanno ingannato tutti i credenti – i concittadini – con la loro doppia vita e dissimulazione, mancanza di sincerità e di franchezza – una viltà  abietta che una patria punisce con la fucilazione alla schiena.  Come hanno osato ingannarci? Per decenni ci siamo sforzati di obbedire al Concilio, accettandone  le ambiguità, stranezze e discutibili novità; adesso questo, a 93 anni e mezzo secolo dopo, ci viene a dire  impunemente che la sua “autorità”  come teologo  era un trucco per adattare la Chiesa al suo vizio privato.  Come osa?

E soprattutto: che Concilio è il Vaticano II, fabbricato da questi falsari  morali? Perché dobbiamo obbedire a Nostra Aetate che contraddice  le parole di Cristo e di Pietro sugli ebrei?

Solo dieci anni dopo Lutero, ecco i lanzi. Speriamo…

In questo autunno – anzi gelido inverno della Chiesa piove sul bagnato. Un papa di dubbia elezione fa’proiettare scimmie sulla facciata della Basilica.  In Vaticano  si esalta Lutero; si  celebra un rito congiunto con un vescovo anglicano che ha appena aperto  Canterbury ,  la sua cattedrale, al rito massonico. Una commissione mezzo segreta studia una Messa ecumenica, per poterla concelebrare con  gli avversari della Presenza Reale,  e quindi cambiando la formula della consacrazione – trucco per la quale i “periti” del caso sono andati a scovare e  proporre una formula   trovata cervelloticamente   tra le curiosità archeologiche, l’anafora di Addai e Mari del rito nestoriano di Mosul: quei  “periti” saranno come Baum? E lo scopriremo 50 anni dopo?  Non credo abbiamo nessun obbligo di obbedire.  Piove sul bagnato, in questo gelido inverno della Chiesa:   torna persino  il Terzo Segreto di Fatima: nuove conferme alla affermazione di Socci, rabbiosamente contrastata, secondo cui il Papato non ha pubblicato integralmente il Segreto –  perché da qualche parte vi si profetizzerebbe  di una “cattiva Messa” e  di un “cattivo  Concilio”.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-fatima-torna-il-mistero-del-terzo-segreto-19224.htm

Ogni giorno qualche amico mi riporta qualche enormità vaticana o ecclesiastica, e mi chiede: cosa ne pensi?  Penso che non c’è più da preoccuparsi, ormai:  facciano quel che vogliono, il tempo ricorda molto il decenni del cosiddetto “Rinascimento”, e che fu in realtà una fastosa, tragica e impudente  crisi della fede;   quello dove papi ebri di potere, e cardinali coi ragazzini di vita, fecero della Chiesa una  cosa grandiosa, neo-pagana, erotizzata; dove molti potenti e ricchi occhieggiavano alla “riforma”, ma soprattutto  al vizio,  greco  o no.  Poi arrivarono i lanzichenecchi,  uccisero preti e laici,  violentarono suore  mogli , ragazzini  e ragazzine, saccheggiarono  tutti gli ori, i tesori e le cantine,  profanarono statue della  Vergine  odiata,  cacarono sulle reliquie, terrorizzarono quel clero,  il Papa tremebondo si nascose a Castel Sant’Angelo  mentre   184 svizzeri si fecero massacrare per proteggerne la ritirata;  lo stupro continuò per giorni –   come noto,  quando se ne andarono, lasciarono la peste. La città di Roma era in realtà una fogna, perché i ricchissimi papi  che pagavano milioni a Raffaello e Michelangelo,  avevano abbandonato  –  come oggi – la manutenzione delle cloache antico-romane;  ed era così insalubre, gonfia di febbri, malarie e dissenterie, che la popolazione s’era ridotta a un paesotto: fra ori  e marmi vaticani e greggi che brucavano fra le rovine, l’odor di piscio e di fritto,  e abbondanza di sterco  di cavallo, di vacca e di gallina, erano accampati non più di 55 mila abitanti. Quando i lanzi sparirono, erano rimasti  in ventimila.

Sì, spero solo nel nuovo Sacco di Roma. E sono tranquillo, perché immancabilmente la punizione  divina verrà.  Allora, il castigo venne molto presto: dopotutto,  Lutero aveva appeso le   sue 95 tesi  solo dieci anni prima, e i lanzi, tizzoni d’inferno pieni d’odio al  Papa, ne erano sue creature scatenate.  Da quant’è che sventola la falsa bandiera islamica del falso califfo?  E il turco tracotante s’è appena risvegliato.

Daesh potrebbe far peggio di così   alla sede del Cattolicesimo?

Questo sfogo segue a quell’altro, dopo la scoperta che Monsignor Paglia, l’esaltatore di Pannella e  la sua spiritualità, è anche quello che  ha commissionato  l’affresco  nella cattedrale di Terni al sodomita militante Cinalli, dominata  “ dalla figura di Cristo che sale al cielo tirandosi dietro due reti cariche di figure umane nude o seminude, con diverse figure di omosessuali e trans”, e in cui lo stesso Paglia s’è fatto ritrarre per scherzo, con lo zuccotto  vescovile.  Ciò ha suscitato l’indignazione del periodico cattolico online La Nuova Bussola Quotidiana.
Il punto interessante è che in un gruppo “social” (o come si chiama), ha suscitato la nobilmente sarcastica reazione di Franco Cardini, lo storico medievalista e cristiano, nonché fiorentino di nascita, il che conta:

“Che i puri e coraggiosi editori della “Nuova Bussola Quotidiana”   procedano senza deflettere sulla via di questa generosa, sacrosanta  battaglia! Che la trasferiscano anche al passato, sì da purificare  una volta per tutte la Chiesa dalle brutture commesse con l’alibi  dell’arte. Ma che cosa sono tutti quei dipinti osceni dell’ambiguo  Botticelli, dell’ipocrita Ghirlandaio,  dell’ignudomane Michelangelo, queste concessioni indecorose all’omosessuale dichiarato Leonardo da Vinci, questi adulatorii salamelecchi al fallocrate Raffaello, queste  rese vergognose dinanzi al Bernini che ritraeva santa Teresa d’Avila in pieno orgasmo e osava paragonar quell’osceno contorcersi in un  ributtante piacere all’estasi divina,  questi cedimenti al pederasta  sodomita assassino Benvenuto Cellini, queste lodi inconsulte allo  stupratore Caravaggio, questo dilinquoso commuoversi dinanzi alle note  del “Requiem” del massone Mozart…ma dove andremo a finire, se nel  nostro stesso passato nascondiamo queste brutture! Che avesse ragione  il pur eretico ma almanco casto Calvino (Giovanni, mi raccomando: non  Italo) a tanto deprecar le infamie dipinte e scolpite? Seguiamo il  detto del valoroso cavaliere cristiano Brancaleone da Norcia: “Via  stracci penduli, e caccavelle…Disciplina!”. FC
Questo molto divertente intervento del grande Cardini attribuisce  l’indignazione della Bussola (e la mia) a moralismo e sessuofobia; invece è  motivata dallo scoprire nella gerarchia traditori della patria cristiana che si sono nascosti per decenni in malafede,  dirigendo istituti  “autorevoli”  ed accademie pontificie,  occultando i loro vizi contro natura, per poi propalarli adesso che, a loro giudizio, il neo-papa “riformatore”, ecologo e luterista  e di manica larga, applaudito dai poteri forti, lo consentirebbe.

A parte il fatto che il  sodomita ideologico Cinalli, che ha avuto la committenza da Paglia, non è nemmeno lontanamente paragonabile a Botticelli o  Raffaello, e  quindi è abusivo parlare qui di “arte”.   A  parte il fatto che nessun Raffaello o Leonardo avrebbero rappresentato in una chiesa i loro vizi privati, come manifesto e incitamento.  A parte il fatto che, come ha rilevato Stefano Maria Chiari, “ L’opera di Terni invece palesa un intento: la  piena giustificazione non del peccatore convertito, ma del peccato  praticato; essa si connota come anticristiana in essenza”; o come obietta Luigi Copertino, “Cinalli non mostra alcun tormento in tal senso ma solo l’esaltazione di una sessualità non pura, non luminosa, ma oscura, ammorbante”. Dunque, ancora una volta, il sodomita e il suo  committente ecclesiastico hanno  voluto offendere  chi crede al valore della castità  (non solo cristiano: chiedete ai buddhisti…) e si sforza di obbedire a Gesù in questo campo.

Detestabile Michelangelo

A parte tutto ciò, e sapendo che è temerario voler aver ragione su Cardini, storico eruditissimo, amico intelligente  e fiorentino, dunque amante profondo di quell’arte rinascimentale   che sente “sua” di cui cita gli autori, eccelsi,  la mia tentativa risposta è stata: “INFATTI QUEI PITTORI E SCULTORI del Rinascimento sono un segno evidente della crisi morale e religiosa, gigantesca,  della gerarchia
ecclesiastica  del loro tempo:  quella che ha commissionato le loro opere. Dal punto di vista della fede, quelle carni e muscoli,  quelle statuarie copiate da quelle romane,  e   gli orgasmi  al posto dei rapimenti mistici,  sono un sintomo di deviazione gravissima”.

Lo so che è un tema gigantesco, quello del Rinascimento  e la sua luminosa riscoperta della  classicità, che  è  allo stesso tempo allontanamento dalle luci della Cristianità. Se   lo sfioro, è solo perché vi vedo un’analogia con l’oggi: la crisi della Chiesa, allora come adesso, non nacque “dal basso”; da una richiesta o rivoluzione di popolo, ma dalla gerarchia romana.  Strapieni di soldi delle decime che venivano dal mondo intero, e dalla vendita delle indulgenze, papi nepotisti ebbri di potere, cardinali di grandi famiglie si diedero alla mondanità. Era una mondanità  più alta, fine di gusti, rispetto a quella di Paglia, Baum, e Francesco; ma era la mondanità dell’epoca nel modo più evidente; anzi la Chiesa di allora fu l’apice  della mondanità in Europa, era l’altissimo clero a dare l’esempio alle corti d’Europa.

Ordinato da un cardinale.

Era la gerarchia che   commissionava le cappelle sistine,  le stanze raffaellesche,  le estasi di Bernini e e le chiese (splendide) del Borromini; che chiamarono a Roma pittori   saliti a fama a Firenze  per “Nascite  di Venere” e “Primavere” pagane,   commissionate da laici miliardari, i Medici.  Più tardi,  cardinali diedero a Caravaggio le commesse pubbliche “religiose”  e commesse private come il ragazzo di vita  nudo, dal riso  sfrontato,   che col titolo Amor Omnia Vincit,   tenevano nelle loro stanze  e si mostravano l’un l’altro cardinali nel giro del massimo committente del Merisi, il cardinale Francesco Maria dal Monte, di cui un biografo attesta che “si dilettava della frequentazione di ragazzi”, e che se “ prima dell’elezione di Urbano al soglio papale scaltramente celasse tutto ciò, dopo  l’elezione di Urbano, sciolto ormai dal freno della speranza di essere eletto papa, assecondava apertamente il suo gusto: già vecchio e quasi privo della vista, più simile ad un tronco d’albero che ad un uomo, e di conseguenza non più in grado di cedere alle tentazioni, ciononostante un giovincello fu da lui reso ricco”.

Ancora una volta; non è moralismo.  Oggi, poiché li vediamo come “classici”, non  riusciamo più a cogliere la rivoluzionaria innovazione che quegli artisti rappresentarono,  piantando nell’iconografia sacra,  dentro le chiese, le anatomie,  gli scorci dei corpi, i guizzi muscolari, le carni bianche in cui sapevano rendere il marmo. Ma non erano loro i responsabili della rivoluzione iconografica, profondamente anti-teologica: erano i loro committenti, i cardinali, i papi.  Quei committenti in porpora invero corruppero  pittori e scultori con le loro committenze “mondane”, riempiendoli di soldi li protessero ed eccitarono nelle loro passioni giovanilmente  teppistiche, rabbie, rivalità, veri odii: Cellini che prende a pugni Michelangelo, Bernini che pesta con una sbarra e insegue in chiesa con la spada sguainata il fratello perché l’ha spiato e visto uscire dal letto dell’amante, Costanza Bonarelli; Caravaggio, sappiamo come visse, forse ha una scusa nell’avvelenamento da piombo; l’odio e la rivalità con Borromini,  cui intuiva la superiorità creativa, fu leggendario, come gli sottraesse le commesse è maggiori e più pagate, è noto; Borromini stesso  si uccise ficcandosi  nel fianco la propria spada. Lo scusa l’evidente sua gravissima depressione cronica,  turba suicidaria; il punto è che si uccise  “per rabbia”, si infisse la spada  per impeto e dispetto  perché il servo  aveva disubbidito alla sua richiesta di portare un lume.  Per grazia di Cristo, non morì subito,  poté confessarsi e dettare  il suo testamento.

Mi vien da pensare che sarebbero stati migliori – dopotutto erano dei giovinastri provinciali – se  le gerarchie milionarie   non li avessero viziati e coperti con la loro manica larga, con la loro mondanità amorale.

Certo è  difficile pensare a questi affrescatori e pittori di chiese  rinascimentali e barocche, bellissime,  come artisti religiosi. Un segno inequivocabile è il popolo credente non ha mai  pregato davanti alla Natività di Caravaggio, a una statua del Bernini o a una Madonna di Raffaello: è semplicemente impossibile, sono opere della mondanità.  Nessuno  si tiene in casa una cartolina del Tondo Doni  per scopi di pietà.  Il Giudizio Universale della Cappella Sistina non ha mai, ne sono convinto, aiutato a convertire nessuno; ammiriamo   il tour de forze michelangiolesco, la  vastità e  spropositata concezione (hollywoodiana?) del complesso, ma con una intima riserva  spirituale.  E’ noto che Dostojevski,  visitata la Sistina, di quel  titanico  Gesù di Michelangelo disse: “Sembra un soldato tedesco, gli manca solo la sciabola al fianco”.

A Dostojevski parve un soldato tedesco

Si può pregare davanti a un’immagine del Beato Angelico, anzitutto santo e poi pittore. Di fronte alla  Trinità di Roublev.  Pittori di icone che si preparano spiritualmente, secondo metodi ascetici  codificati, prima di mettere mano al pennello. Si potrebbe pregare davanti a un tanka dove un monaco buddhista, prima monaco poi artista, dopo profondo esame di sé analogamente  al pittore russo di icone, ha minuziosamente raffigurato la Ruota della Manifestazione, i suoi regni e loka,  i suoi animali e i suoi titani, gli inferni e i padiglioni dei suoi paradisi –senza mai una “novità” prospettica o muscolare, ripetizione esatta del Vero Universo interamente contenuta  nel Signore della Compassione, rigorosamente ne varietur.

A noi cattolici,   dopo il Medio Evo, nulla più di simile. Le immagini venerate ci sono venute dall’alto. Sono immaginette, Sacri Cuori,  che una nostra cara santa vide e si ingegna far dipingere, Vergini di Guadalupe rimaste stampate su un grembiule di palma,  medagliette  minuziosamente descritte dall’Apparizione, Cristi con fasci di luce dal petto della Kovalska: tutte immagini senza pretesa d’arte, devozionali. A cui chi resta ancora cristiano, chiede miracoli e li ottiene.

Ma non sono stati i cardinali. E’ ora di dirlo: siete stati troppo mondani. Allora  in modo alto, almeno. Oggi, dozzinale, basso e vile.  Con Concilio avete dichiarato “la misericordia”, ossia la manica larga: e l’applicate anzitutto a voi.

 

 

 

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31 commenti


  1. Che articolo! Grazie direttore. Sono 4 anni che pur essendo un povero peccatore cattolico non do l’otto per mille alla Chiesa Cattolica. Soffro per questo ma sono troppo schifato per aiutare questi prelati, strumenti CONSAPEVOLI del demonio.
    Loris da Brescia


  2. Il tema dell’estetica spirituale è importantissimo. Chi santifica il Nome di Dio come nel Padre Nostro sa che l’estetica nel Paradiso vige gloriosamente, quella della verecondia e dell’adorazione, e si adegua ad essa, con tutte le Leggi in lei insite. Le madonne raffigurate relazionano come tali con i fedeli se sono dipinte con i criteri divini; se no, no. I santi rispondono, dai quadri e dalle statue, se il canone è applicato fedelmente. Abiti completi come totalizzante è Iddio; dignità integra come le qualità divine si manifestano da Dio, sia nell’evidente alla Comunità cristiana che nell’intimo. Verissimo, ciò che leggiamo in quest’articolo sul tenore doveroso nella pittura e nella scultura sacra. Mi conforta sapere che c’è chi riconosce questo dettame divino e ce lo comunica.


    1. E’ proprio vero! Infatti la conclusione dell’articolo che parla della devozione popolare (quindi nostra) mediata da immagini “semplici” è davvero illuminante. Quanto ho bisogno di queste cose illuminanti. Grazie al direttore e a lei che ha commentato così bene!

    2. Maurizio Blondet

      Carissimo Vito Parisi, perché non scrive lei qualcosa sui canoni della pittura sacra? Lei sa infinitamente più di me…
      C’è bisogno di ricordare di nuovo certe cose ad anime ben disposte, che però non sanno.
      Blondet


  3. Altro esempio di doppiezza del nostro tempo è quel monsignor Charamsa che per anni ha avuto il fidanzato, senza però uscire onestamente allo scoperto e dichiarare la propria identità, incompatibile con la sua condizione di monsignore cattolico.


  4. Articolo che lascia un segno profondo in un cattolico che ha scarsa conoscenza dei retroscena del Rinascimento con le sue realizzazioni.
    Mi consola e mi viene da ripetere :
    -Dio sa trarre sempre il bene dal male.-
    Molte di quelle opere sono troppo belle.

  5. Matteo

    Caro Direttore non ci sarà nessun sacco a Roma, perchè c’è gia stato, ma stavolta la Provvidenza non farà la grazia di ripulire la fogna perchè già fatta in passato. Roma resterà democraticamente in mano alla “patata bollente” del grillo parlante e il vaticano in mano all’impostore sudamericano e alla sua corte modernista e sodomitica che ha infettato tutto; sono però molto contento che anche Lei abbia cominciato almeno a rendersi conto di che risma sia gente come Cardini e relativa ganga…. (tipo… chi si ricorda del sig. Introvigne?) c’è voluto tempo ma è un bel passo avanti.

    Personalmente anche dei neo-demokat più o meni riciclati e piccoloborghesi della Bussola non mi fido neppure un pò.

    1. Maurizio Blondet

      La mia polemia con Cardini non implica affatto il disprezzo. Si incrociano le lame, con il cuore sereno, come si deve in battaglie culturali.

      1. Matteo

        So bene che il cattolico NON PUO’ disprezzare l’uomo, ma so pure che DEVE disprezzarne l’errore.

        Quando Lei parla della “disonesta doppiezza” del “cripto-sodomita” Baum, con cui sta evidentemente conducendo una polemica a cuore sereno, come si deve in una “battaglia culturale”, Lei si esprime in modo ben chiaro ed ovviamente senza alcun disprezzo.

        Altrettanto faccio io. Si riconosca perciò la mia più ampia serenità di cuore quando affermo senza disprezzo per l’uomo ma per l’errore, [……….]. Cuore serenissimo e pane al pane, vino al vino in questa amena battaglia culturale.


  6. Il sacco di Roma è in essere. Certo ogni epoca ha le sue peculiattà.
    Faccio un esempio. Trastevere , quartiere romano per eccellenza ha pèrevalenza di esercizi commerciali food e non di arabi, indiani, ecc. Le nostre chiese si svuotano ma la moschea di Roma si riempie sempre più di fedeli raccogliendo gente che si stava secolarizzando nel loro paese di origine. Fare massa , numero rende l’idea di essere forti.

    Una curiosità : Cardini definisce ignodomane Michelangelo e la storia ne ha fatto per cio’ omosessuale dichiarato. In altre letture ,forse in Effedieffe ,non ricordo bene , mi è risultato che questa affermazione fosse falsa e che in realtà fosse un devoto cristiano. Anche su Leonardo da Vinci non risultano esserci prove sulla deviazione.
    Cosa credere?

  7. lady Dodi

    E poi? Quest’articolo si legge tutto d’un fiato. Beh qualcosa si sapeva su questi Grandi Artisti e i loro illustri protettori…
    Sono andata a cercare i Lanzichenecchi a Roma. Anno 1527. Ma poi? Almeno fino al Concilio Vaticano II .
    Per il futuro invece, azzardo io una previsione. Fusione con l’Islam. Già si sa che Gesù nel Corano è il terzo se non il secondo Profeta e che Maria è riveritissima. Un innesto qua, una potatina là e…. per me queste sono le intenzioni. Io non ho niente contro gli Islamici ma il Piac..il Papa sembra che non aspetti altro che accogliere accogliere…. accogliere….


  8. Il testo dei Prof.de Mattei “Il Concilio Vaticano II.Una storia mai scritta” è illuminantissimo sul ruolo del giudaismo all’interno della Chiesa istituzionale, nelle cattedre di teologia e filosofia, ecc. Strategici i ruoli di personaggi come il card. Bea (pare, di origini ebraiche), addirittura confessore di PioXII (!!!). Nel senso che l’infiltrazione modernista e, poi, neomodernista, con la complicità del Terzo Partito, era malattia molto antica.


  9. Un piacere leggere gli articoli del Direttore e poi scorrere verso il basso e continuare con i commenti altrettanto interessanti ed illuminanti. Grazie da un Anima ben disposta e vogliosa di sapere.


  10. Dottor Blondet , mi chiamo Rosario, la seguo da diverso tempo ma difficilmente commento gli articoli. Questo suo articolo lo condivido particolarmente ,ha davvero la potenza di un grande affresco.Non sono solito adulare ne tanto meno mi interessa attirare l’attenzione ma sono intimamente convinto come lei che accadrà proprio così, non sarà la terra ad aprirsi o lo scisma a devastarci(non solo almeno)…quando la misura sarà colma la guerra e una guerra con la Turchia. Turca era la mano di Ali Agca, turca sarà la mano che si poserà sul mediterraneo. E non lo dico perché lei tempo fa ripropose le profezie del monaco Paissos. Lo dico perché come e’ stato sensibile lei a coglierlo , di pari passo allo sprofondare della Chiesa di Roma sembra tuonare e maggiormente accrescersi il mostro ad est dei dardanelli. E quando sarà ..sarà così veloce che tutti storditi penseremo”queste cose le vedi alla televisione e non pensi mai che possano succedere a te” poco prima che una nube nera ci travolga.Tutto va in questa direzione da diversi anni, mi sono illuso che potesse essere evitato ma non e’ così. Mi perdoni i toni da profeta di sventura, non sono un esaltato , sono un semplice funzionario di questa europa allo sbando,niente di più che un misero inutile ingranaggio di un titano dai piedi d’argilla privato della sua anima cristiana.

    1. giuseppe formica

      Articolo da incorniciare. Bello proseguire con queste riflessioni artistico teologiche! Condivido che il sacco di Roma ci sarà: lo dicono le profezie, la natura delle cose e la necessità di un repulisti. A meno che i cuori corrotti dei capi non si convertano miracolosamente grazie alle nostre preghiere, mortificazioni e correzioni “fraterne” come queste.

  11. Michele

    Emblematica la citazione da L’Armata Brancaleone, un film che dissacra di tutto.

    In un film polacco di quegli anni un ufficiale si fa uccidere per proteggere la fidanzata di un altro, da un tiranno che “l’ama di un amore impuro”.

    Ne L’Armata Brancaleone un cavaliere viene messo in ridicolo perché rispetta una vergine.

    Un messaggio che ha fatto molta strada. E un film che ancora fa scuola!

  12. Luigi Copertino

    Caro Maurizio,

    fai bene a sottolineare che il tuo non è moralismo, perché nel “social”, cui ti riferisci, Cardini se le è presa con i “neo-tradizionalisti” proprio perché moralisti e da storico ha voluto ricordare che l’arte della Cristianità ha già conosciuto il “nudo”. Magari, come gli ho fatto notare anch’io, si è un po’ troppo sbilanciato senza tener in debita considerazione l’ideologia sottesa a certe presunte espressioni artistiche attuali. Ma non ha tutti i torti a proposito di certi ambienti pseudo-cattolici: di ignoranza e moralismo trasudano i blog ed i siti catto-tradizionalisti o sedicenti tali ossia tradizionalisti dell’ultima ora. Che è poi di solito gente che si esalta per Bush, il teoconservatorismo a stelle e strisce e per “Israele unica democrazia del medio oriente”. Ora, la scena storica relativa al Rinascimento, da te descritta, va giustamente messa in evidenza e tuttavia personalmente continuo ad essere dell’idea che Michelangelo e Caravaggio, benché non osservassero più i canoni dell’arte sacra tradizionale, continuavano a cercare quella trascendenza che ormai, non solo a loro, sfuggiva in quell’epoca di crisi. Il loro era appunto un “tormento” che in certi sedicenti artisti contemporanei non si riscontra affatto. E questa è la differenza che salva Michelangelo e Caravaggio, anche artisticamente parlando.
    Infine una sola cosa relativa a Ratzinger: non è esatto dire che da giovane fosse influenzato da Ranher. E’ esattamente il contrario. Ratzinger fu sempre un cordiale oppositore della teologia ranheriana e di sé e del collega diceva apertamente, come ha anche scritto, che vivevano su due mondi completamente diversi. Dietro la critica che negli anni ’80 uscì sull’Osservatore Romano nei confronti di Rahner, e che rappresentò il segnale ufficiale che il “mostro sacro” si poteva criticare senza problemi, c’era l’input di Ratzinger, all’epoca Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
    Cari saluti.

    Luigi Copertino

  13. stonefly777

    finalmente qualcuno parla dello scempio di corpi nudi che gemono nelle passioni sessuali disegnati nel periodo di rinascimento quasi in tutte le chiese europei…personalmente non credo che esista qualcosa di casuale, tanto più quando si tratta delle cose fatte nei modi massicci ed altolocati…chi è cresciuto nella cultura occidentale, forse non notava più questa ssurdità che centrava nulla con la fede, religione, cristianesimo, messa, riflessione, preghiera ecc. Ma chi arriva dall’ortodossia, nota subito queso aspetto importantissimo. Inanzitutto la pienezza di idoli, statue vari che contraddicono all’insegnamento di Cristo (Egli aveva distrutto gli idoli e cacciato via i mercanti dal tempio), ma anche a quel che diceva la Bibbia, vecchio testamento “non ti farai idoli, ne di pietra, ne di legno e non avrai all’infuori di Me”…l’abbondanza di lusso e lussuria, idolatria materiale in queste chiese rinascimentali secondo me non era casuale – era in atto la attiva distruzione, infiltrazione da dentro pianificata e realizzata dai figli di giuda. Molti di questi cosiddetti artisti sodomiti erano probabilmente amanti degli stessi cardinali/rabbini del vaticano…potevano fare dei templi come un tempo fa, come quei templi semplici, sobri, ma in stile perfetto cristiano con una rigorosa architettura simbolica (guardando dall’alto deve essere a forma di croce il tempio cristiano). Infatti ho visitato alcuni templi vecchi in Italia e mi hanno colpito per la loro spiritualità e mistica semplicità…
    a mio parere la perversione dei templi nel periodo rinascimentale faceva parte del piano a lungo termine per sradicare il cristianesimo vero dall’occidente, nel degenerare/giudaizzare l’occidente, nell’inserire nelle menti della massa al livello inconscio l’idea di sodomia e promiscuita, mirando sopratutto a quelli che regolarmente visitavano tali templi…pensate un pò – quale effetto può avere una messa fatta in mezzo ai sederi e tette all’aria (e nei disegni malati di sta gentaglia ogni santo aveva sempre un pezzo intimo fuori, gli occhi rigirati come assatanati ecc), in mezzo ai disegni blasfemi che offendono la castità, purezza e santità dei personaggi a cui si riferiscono questi disegni? in qualche senso certe messe diventano delle messe nere con atto di blasfemia – ìcè poca differenza tra i 2. So che la gente indottrinata da questa perversione ormai da secoli non capisce il punto del discorso – questo è il risultato che volevano ottenere gli autori di tale profonazione delle chiese attraverso i lavori blasfemi dei sodomiti…la gente che veniva in quelle chiese, sotto il timore di ubbedienza papale, del rispetto per autorità religiosa, man mano accettava questa blasfemia convincendosi della loro “normalità”, certe volte addirittura “divinità” come l’arte…nel frattempo l’idea di perversione sessuale, di permissivismo si infiltrava come un serpente strisciante per generazioni e generazioni nei cervelli di chi frequentava tali templi e “pregava” in certi posti, portando a sgretolare i limiti tra il bene ed il male, tra il giusto e sbagliato, il limite dove finisce la vergogna e comincia solo il piacere a tutti i costi ecc….ed ecco qui avete il risultato di fronte oggi – una massa di gente in apostasia totale che non va più in chiesa, non crede più in nulla, una marea di maschi effeminati, sodomiti, promiscuità ovunque, infiltrata al livello genetico… qui si tratta di un effetto sprituale che è più forte di qualsiasi altro effetto. Con certi atti si faceva un atto di propaganda fortissimo, al livello di subconscio, ma molto simile a quello che succede oggi. Ai tempi i giudei usavano il potere della chiesa per imporre al popolo le idee degenerate attraverso certi “lavori” nei luoghi di culto. Ai nostri gg usano il potere dello stato laico per fare lo stesso – la stessa degenerazione sessuale oggi viene imposta forzatamente ovunque dai giornali, tv, radio, pubblicità, per le strade, scuole, e ormai perfino negli asili…

  14. stonefly777

    qui potete invece trovare una raccolta di chiese bruttissime, blasfemi che ai nostri gg fanno costruire i figli del II concilio vaticano…paradossalmente l’autore del sito è ateo – pensate un pò, perfino un ateo non ha resistito a questo scempio…

    http://bruttechiese.blogspot.it/

  15. stonefly777

    infine voglio concordare totalmente con dr. Blondet sulla sacralità del rito di creazione delle icone e disegni religiosi. Questi non sono degli scarabocchi che uno fa per sfogarsi e poi per buttare via, e nemmeno dei teli da appendere nei salotti borghesi. In generale non bisogna prendere alla leggera l’effetto di scritture e disegni – che siano religiosi o non. In realtà ogni atto fatto da un essere umano ha un impatto importantissimo su ciò che lo circonda. Tutto fu creato per una parola di Dio – pensate all’importanza del Verbo (che oggi infatti è usata nel modo mistico cabalistico dai figli di giuda tramite un massiccio attacco di propaganda per ipnotizzare, rincoglionire e manipolare le masse mandandoli verso l’abisso – oggi questo metodo lo chiamano PNL)…
    dunque un icona fatta come si deve, da un autore credente, casto oppure puro al livello spirituale ha degli effetti di benessere concreti. Certi autori sono ispirati e guidati dall’Alto dei cieli.

    perciò di logica, se vengono disegnati sui temi sacri dei disegni blasfemi, guidati da bassi istinti, potete immaginarvi da chi sono ispirati questi autori e che effetto fanno i loro lavori su chi li guarda…

  16. Luigi Copertino

    Cao Maurizio,

    dato che hai avuto la gentilezza di citarmi nell’articolo e visti certi commenti – sopra postati – che sono poi quelli che autorizzano i giudizi, ad esempio, di un Cardini su certa paccotiglia culturale sedicente tradizionalista, mi permetto di postare qui integralmente il mio intervento nel dibattito scaturito sul “social”, cui ti sei richiamato, a proposito dell'”affresco” di Terni opera di quel tal Cinalli, sedicente artista. A presto. Luigi Copertino.
    ———————————————-

    “Immaginavo che a proposito dell’affresco di Terni sarebbero venuti in ballo Michelangelo ed il Rinascimento. Anche a quel tempo i moralisti della curia si indignarono per i nudi di Michelangelo benché il papa difendesse l’artista. Poi però, nel clima del Tridentino, furono apposti i braghettoni, che grazie a Dio oggi sono stati eliminati. A differenza di Blondet non detesto l’arte rinascimentale benché sia chiaramente già più secolare di quella medioevale. A differenza di Cardini non credo, però, che possa compararsi Michelangelo a Cinalli. Non dal punto di vista estetico, perché tra l’uno e l’altro l’abisso è evidente e il toscano resta insuperato. Non certo perché il secondo è dichiarato omossessuale. Del resto l’omosessualità, a torto o ragione, è stata sospettata in tanti, compreso Michelangelo (anche se poi si tratta solo di masturbazioni mentali dell’ultimo critico d’arte di turno). Nel pezzo di qualche settimana fa “Il Dio nascosto e rivelato” ho chiuso (nota n. 38) con una difesa di Michelangelo – dai sospetti che fosse un criptoluterano per la sua frequentazione degli spirituali del cardinale Reginald Pole – proprio basata sul fatto che il riferimento michelangiolesco al corpo umano, quindi anche al corpo umano di Cristo, è segno tangibile del suo cattolicesimo, della sua fede nell’Incarnazione del Verbo e nella Presenza reale eucaristica, della sua speranza nella resurrezione dei corpi (di quelli carnali, ma trasfigurati, che abbiamo e non in presunti “corpi sottili” che invece corrispondono, nell’antropologia tradizionale, all’anima, alla psiche). Questo per dire che non è la nudità del corpo che scandalizza: nel Genesi Dio crea l’uomo nudo, innocente, e si risolve a rivestirlo di “pelli” solo quando l’uomo, dopo il peccato ossia dopo la sua pretesa ontologica di autosufficienza, avverte in sé, nella sua carne concreta e non meramente “sottile”, gli impulsi non più dominati della sessualità che di per sé era stata creata pura e buona all’origine. Quel che di Cinalli non è accettabile è il contesto ideologico nel quale la nudità è da lui usata e raffigurata. Michelangelo si oppose con fermezza al moralismo dei suoi critici ma avvertiva, nel suo animo tormentato, i problemi posti dalla fragilità umana e quindi come la purezza e bellezza della nudità umana possa essere infangata dalla lussuria. Invito a rivedere il bel film di Charlton Heston “Il tormento e l’estasi”. La statua del Bernini su santa Teresa d’Avila altro non richiama che l’esperienza dell’estasi come descritta dalla stessa santa. Ed è noto che i mistici parlano dell’estasi in termini erotici anche se si tratta di un erotismo agapico ossia infuso di Amore Infinito. Ma, ripeto, il Cinalli non ha nulla a che fare o vedere con tutto questo. Lo sfondo cui fa riferimento questo artista è esattamente quello dissacratorio di tanta arte moderna e post-moderna. Basta vedere le immagini delle altre opere di Cinalli pubblicate a margine dell’articolo fatto girare. Certamente Michelangelo o Bernini non avrebbero mai raffigurato omosessuali in posizione defecante. E neanche il pur “assassino” Caravaggio, la cui fede cristiana traspare in tutta evidenza nel chiaro-oscuro con cui gioca: la Luce, ossia Cristo, che irrompe nelle tenebre del peccato umano per redimere la creatura. E Caravaggio pensava innanzitutto alla redenzione di sé stesso conscio dei suoi peccati. Cinalli non mostra alcun tormento in tal senso ma solo l’esaltazione di una sessualità non pura, non luminosa, ma oscura, ammorbante. Grazie a Dio, almeno la committenza ecclesiastica ha fermato il peggio delle sue intenzioni. In ogni caso, a proposito di arte, è da rileggere Sedmaier “La perdita del Centro”. La bruttezza, ad esempio, dell’architettura sacra di oggi – ci sono chiese che sembrano autorimesse e che sono del tutto prive di sacralità simbolica architettonica – è una palese dimostrazione della perdita di fede anche negli artisti o presunti tali. Saluti.
    Luigi Copertino”


    1. Il moralismo non è un male in quanto tale, ma lo diventa quando vorrebbe solo apparentemente contrastare il malcostume, senza tuttavia accogliere i parametri sacri dall’alto. Dal dualismo di trasgressione e biasimo fra loro alterni e contrapposti non viene alcunché di utile, perché sono bipartitismo di demonicrazia, mentre il Reame dei Cieli è una Monarchia assoluta, con Iddio sommo, e Unico, al vertice. Bene e male a visione di contrapposti che si definiscono a vicenda sono frutti dell’albero proibito, mangiati i quali si crede che l’abbigliamento serva a controbilanciare la vergogna, dimenticando l’effetto dei frutti degli alberi della Vita, che porta a intendere l’estetica di completezza e di ornamento estatico e spiritualmente naturale. All’inizio non siamo fisiologicamente nudi, no. Siamo visibili in forme gloriose da sempre, nella Mente divina, vestiti dalla grazia di Lui, Dio. Senza questa memoria originale non si capisce perché statue e dipinti da visione mistica vera, operano catarsi e sublimazioni a virtù eterne, il ritorno dell’anima esule alla Magione del Padre, dalla Quale ella proviene.

  17. Marco Sbarra

    Lei Blondet ha un dono tutto particolare: riesce a focalizzare i problemi che tratta, sempre originali, portando alla nostra attenzione una serie di argomenti, di citazioni, di fatti – da nessun’altro rivelati e apparentemente slegati fra di loro – tratti dai campi più disparati, che solo un patrimonio culturale vastissimo può adeguatamente governare e condurre ad una mirabile reductio ad unum.
    Complimenti!
    Per il resto, mi permetto di dire che la lobby gay e quella massonica presenti in sonno da chissà quanto tempo nella Chiesa, ora stanno uscendo con spavalderia allo scoperto, avendo trovato terreno fertile al vertice della Piramide.
    Mi auguro che il Papa regnante non voglia rinverdire i fasti dei suoi predecessori rinascimentali nelle “arti” e nei “mestieri”.


  18. Questo articolo mi ha fatto venire in mente il venerabile Bartolomeo Holzhauser, vissuto nel XVII secolo. È famoso per alcune profezie. Mi è venuto in mente perché Holzhauser parlò di un’epoca di circa 500 anni, iniziata attorno al 1520, quindi in epoca rinascimentale, nella quale la Chiesa cattolica avrebbe subito persecuzioni ed umiliazioni, fino al punto in cui la fede sarebbe quasi scomparsa. Descrisse gli uomini di questa epoca come governati dai più bassi istinti. Ma predisse anche l’ennesimo sacco di Roma.

  19. Antonio Pani

    Egregio Dott. Blondet,
    mi chiamo Antonio Pani e la seguo da diversi anni.

    Dopo aver letto questo suo ennesimo, meraviglioso articolo, non posso non esprimerLe direttamente il mio sincero e sentito apprezzamento per il suo lavoro e le sue grandi e indiscusse capacità.

    Il Sig. Marco Sbarra, qualche rigo sopra La ha definita come meglio non si potrebbe ed io mi unisco a lui nel confermarLe dal profondo che: “…Lei… ha un dono tutto particolare: riesce a focalizzare i problemi che tratta, sempre originali, portando alla nostra attenzione una serie di argomenti, di citazioni, di fatti – da nessun’altro rivelati e apparentemente slegati fra di loro – tratti dai campi più disparati, che solo un patrimonio culturale vastissimo può adeguatamente governare e condurre ad una mirabile reductio ad unum…”.

    E’ un onore incrociarLa e poter attingere stimoli per riflessioni importanti dalla Sua inesauribile fonte di sapienza, saggezza e cultura.

    Sovente ringrazio il Signore per avermi dato l’opportunità di conoscerla; grazie di cuore per il Suo instancabile lavoro, Dio la benedica.

    Stia bene, con Cordialità e profonda Stima,

    Antonio Pani.

  20. Luigi Copertino

    Caro Parisi,
    mi permetta una puntualizzazione.
    Secondo l’esegesi cattolica del Genesi, il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza è la gnosi spuria – rappresentata anche dal serpente ouroborus ossia che si morde la coda – ovvero quella (falsa) conoscenza autoreferenziale la quale suggerisce all’uomo di essere egli per natura, e non per grazia, “dio a sè stesso” (“Eritis sicut Dei”) e che nel panorama religioso dell’umanità è presente in ogni cultura, orientale come occidentale. Nell’alveo semitico antico tale gnosi spuria era incarnata dalle culture pagane della madre terra e della fertilità: da qui l’allusione al tentatore che seduce per prima Eva, “madre dei viventi” (alla quale Dio contrappone la promessa di Maria, Madre dei suoi figli nel Figlio). La tentazione gnostica consiste nel far credere all’uomo che è egli, in quanto dio per natura, a stabilire cosa è bene e cosa è male, secondo una concezione relativista e soggettivista. L’originaria “nudità” dell’uomo e della donna sta ad indicare l’originaria innocenza, alla quale era connessa la padronanza, nella Grazia di Dio, del proprio sé psico-fisico. Contro, appunto, le interpretazioni gnostiche – fortemente combattute sin dai tempi dei Padri della Chiesa – l’uomo e la donna sono stati creati nella loro integralità spirituale-psico-corporea e non con “corpi sottili”. Certamente la Grazia di Dio, quindi la Giustizia originaria, rivestiva l’essere umano che quindi viveva, come cosa normale, quegli stessi stati e fenomeni mistici che oggi ritroviamo nei santi e nei mistici (cardiognosi, bilocazione, digiuno estatico, fuoco spirituale, etc.). Ma ciò era vissuto anche nella corporeità, non senza di essa. Infine, sempre secondo l’esegesi cattolica, le anime non pre-esistono ma sono create da Dio ed infuse dello Spirito, del Ruach, sicché esse tornano, sì, al loro Creatore ma non perché esule, ossia non perché pre-esistevano alla loro creazione – come sostengono sempre le dottrine gnostiche spurie – e quindi non perché esule in un creato ostile, imprigionate cioé in un corpo nemico. Il corpo è infatit destinato alla resurezzione come Cristo è risorto nel Suo corpo, facendosi toccare dagli apostoli e mangiando per convincerli che non era un “fantasma” ma che aveva, risorto, carne ed ossa (benché certo trasfigurati nella Luce dello Spirito Santo). Il Genesi proclama che tutto quel che Dio ha fatto, quindi anche il corpo umano, è ontologicamente cosa buona, segno del Suo Infinito Amore. E san Francesco, nel cantico delle creature ringrazia il Signore perché la creazione “di Te, Altissimo, porta significatione”.
    Cari saluti.

    Luigi Copertino


  21. https://www.facebook.com/franco.toscano.14/videos/234632113610721/
    Yunis Al-Atsal, deputato d’Hamas, dichiara guerra a Roma e Israele e annuncia l’islamizzazione dell’Europa et degli Stati Uniti.
    Traduzione
    Molto presto, se Dio lo vuole, Roma sarà conquistata,così come lo è stata Costantinopoli, come lo aveva predetto il nostro profeta Maometto. Oggi Roma è la capitale dei cattolici, o la capitale dei crociati e ha dichiarato guerra all’islam, e ha piantato i fratelli delle scimmie e dei porci in Palestina per impedire il risveglio dell’islam. La loro capitale servirà d’avamposto per le conquiste islamiche che si propagheranno nell’Europa intera, poi si volgeranno verso le due Americhe ed anche verso l’Europa dell’Est. Penso che i nostri figli e nipoti erediteranno della nostra djihad e dei nostri sacrifici, e, se Dio lo vuole, i comandanti di questa conquista verranno dai loro ranghi. Oggi, instilliamo queste buone notizie nei loro spiriti, per mezzo delle moschee,del Corano,della storia del nostro profeta, di quella dei suoi compagni e dei grandi dirigenti.


  22. Se le profezie dei cristiani sono imperfette, come ci ricorda e avverte San Paolo, figuriamoci quelle islamiche! Cosa salvare della mistica islamica non lo so, non ho conoscenze che mi possano permettere di formulare valutazioni; tendo però a starne lontano, a partire dalla descrizione che Maometto stesso fa della apparizione dell’arcangelo Gabriele, che lo ha letteralmente terrorizzato e angosciato, fatto piú tipico di certe manifestazioni luciferine che di visioni sante….
    D’altronde l’essenza stessa dell’Islam soffre fin dal principio di divisioni (la shia) e di aspetti antitetici (Hallà il misericordioso e la jihad…) ed ha agito sempre in funzione anticristiana, gravi indizi di sulfuree presenze.
    A mio avviso dunque il diligente rappresentante di hamas può mettersi il cuore in pace. Più che le sue truppe cammellate, potranno molto più velocemente e facilmente i giuda ricordati da Blondet in questo che è uno dei suoi pezzi più belli di sempre.


  23. Nella Cappella Sistina affrescata da Michelangelo, speculare all’Innalzamento del serpente di rame, da parte di Mosè, vi è dipinta la crocifissione di Aman, primo ministro persiano che voleva uccidere gli ebrei e poi a morire sarà lui. (cfr. Libro di Ester). Abbiamo una promessa sotto forma di minaccia. Aman protagonista negativo del carnevale ebraico, negli affreschi di Michelangelo assomiglia al Gesù giudice del sucessivo Giudizio Universale. Ma in questo caso la somiglianza a cui si alluderebbe non sarebbe fisica ma funzionale. Michelangelo, in un fantastico viaggio nel tempo, avrebbe visto la morte di Gesù in croce, mentre assumeva anche il ruolo di Aman. In un carnevale si perde la cognizione di quello che si fa. “Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Gesù amando tutti sarebbe sceso il più in basso possibile per non tralasciare nessuno. Michelangelo nascose le sue verità nei nudi del Giudizio, sapendo che su di essi si sarebbe concentrata l’attenzione. Così una delle ultime opere di Michelangelo, Il Giudizio, sarebbe collegata con una delle prime, La Pietà dove un dente incisivo di troppo indicherebbe che Gesù si è caricato i peccati del mondo diventando Egli stesso il “male”. Cfr. ebook/kindle. La Passione di Gesù negli affreschi di Michelangelo della Cappella Sistina.

  24. Tibidabo

    Se non mi sbaglio non fu Cellini a prendere a pugni Michelangelo ma Pietro Torrigiani che gli ruppe il naso.


  25. Per Leonardo da Vinci la Gioconda, vista annualmente da milioni di visitatori al Louvre, potrebbe essere un’ultima Madonna che apparirà in tempi apocalittici, senza il Bambino con sé, contrariamente alle molte Madonne da lui precedentemente dipinte. Monna Lisa è la Madonna che precede il Giudizio Universale, di Michelangelo e quello finale ad opera del Figlio. Michelangelo Buonarroti, nella somiglianza tra il Cristo Giudice del Giudizio Universale e la figura di Aman della volta nella Cappella Sistina, persecutore biblico degli ebrei, avrebbe indicato la futura somiglianza apparente tra Gesù è l’Anticristo, come aveva scritto nei primi secoli il Padre della Chiesa Sant’Ippolito di Roma. Cfr. ebook/kindle L’Apocalisse secondo Leonardo e Michelangelo.

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