Lettera (atomica) dalla Germania

Un lettore:

Buongiorno Maurizio Blondet

io vivo in Germania da 5 anni, lavoravo come tutti ed ora un brutto infortunio mi ha messo KO – pazienza c´è di peggio  nella vita!

Taccio sulla situazione ospedaliera qui: ma le scrivo perchè un suo articolo mi ha ricordato una cosa sentita alla radio tedesca una mattina di 5 anni fa.

Era una mattina di Settembre e mi stavo facendo la barba in un monolocale di 20 mq per disabili che si trovava proprio sopra il reparto per anziani dove lavoravo: la crisi abitativa aveva forzato la mia azienda a darmi in affitto appunto questo loculo destinato ai pensionati non più autosufficienti.

Io mi stavo facendo la barba con la Radio accesa ed ad un certo punto parte l´intervista ad un giovane accademico di Karlsruhe, dove ci sono le persone buone che studiano la Costituzione, il giovane rampollo era fresco di Dottorato e pieno di verità da palesare al popolo villano.

Il tema di allora era quello degli Hacker Russi, ossia i pirati informatici, a domanda precisa e mirata della conduttrice il giovin signore risponde che un attacco informatico, come quelli che i russi sono soliti fare, è ragione sufficiente per essere causa di una guerra vera e propria tra Germania e Russia: lo dice la Costituzione!!!

Cioè l´attacco informatico di un paese straniero giustifica ipso facto la risposta armata: questo è cioè che i tedeschi chiamano la Grundlichkeit, ossia la fondatezza concettuale che deve stare sotto ad ogni agire pratico – inoltre, questa fondatezza la vedono come cosa tipica tedesca… ma questo non è ora importante ai fini di quello che voglio scrivere… .

Detta questa verità, allo studioso viene posta una seconda domanda più prosaica, che faceva più o meno così: “Fatta salva la fondatezza giuridica di una guerra (il vecchio e caro casus belli), come la mettiamo – di fatto – una guerra tra noi e la Russia? Come andrà a finire?”.

A questo punto il giovine non fa una piega, e risponde da vero statale tedesco: “Mah… vista la forza nostra e dei nostri alleati – e delle armi (potenziale nucleare) che abbiamo – se la Guerra dovesse iniziare ora a Settembre, finirebbe di sicuro prima di Natale… …. in 2 o 3 mesi massimo… “.

Sentito questo, io mi tagliai col rasoio: il tono era assolutamente kafkiano, ma il problema è che Kafka non era astratto, ma parlava della vita vera e concreta, nella forma resa perversa dalla burocrazia asservita ai padroni del denaro. Kafka lavorava tutti i giorni presso l´assicurazione per gli infortuni… ne deve aver viste di ogni colore… la cattiveria spavalda e perversa della burocrazia… che ammanta di legalità e razionalità l´arbitrio dei potenti… queste sono cose che puzzano ben di zolfo… . Le evito le mie esperienze personali in questo campo, perchè si entrerebbe nell´assurdo più totale.

Al momento lessi questo intervento come un parlare alla suocera perchè la nuora intenda, una cosa un po´ tipica dello statalismo tecnico e laico (squadra e compasso) – quei discorsi fatti di non detti solo per chi deve capire… ora invece, che siamo usciti completamente ed apertamente dalla Grazia di Dio, quelle parole mi risuonano come qualcosa di ben più minaccioso.

La coglioneria di base per fare una cosa del genere c´è tutta, la cattiveria poi abbonda… di pari passo con la disperazione. Un popolo senza Dio è già fottuto, perchè non  ha più modelli con cui affrontare la vita: Platone aveva capito tutto – nella vita abbiamo compiti umani, ma i modelli per assolvere questi compiti devono essere Divini – il materialismo è il vero Male, proprio perchè conduce al relativismo e alla vigliaccheria – segni di una personalità ormai rovinata dalla non conoscenza del Bene.

Con il Consumismo hanno trovato l´asso di bastoni per fottere le Anime – bravi e complimenti!!!

Se esiste solo la materia, io posso fare quel cazzo che mi pare, finche´ ho la forza per farlo: “se le mie Idee non si adeguano alla realtà, allora tanto peggio per la realtà” (Lenin).

E´ triste essere consapevole di queste cose e vederle concretamente prosperare nella vita di tutti i giorni… fino all´esito finale… della Pace Perpetua tra i Popoli!

Una vecchia mia zia Suora, mi disse poche settimane prima di morire ciò che sua Madre le ha sempre ripetuto: “Al gh´è si´, al gh´è no, bisogna crederci, cum´è m´ha insegna´ la mia Mama”…

Avevano ragione Loro!!!

Un Saluto con affetto ed infinita stima.

Lettera firmata

PS: non mi ricordo ovviamente il nome della radio e della trasmissione, trovata per caso mentre smanettavo con la radio che prendeva malissimo. Da allora non ho più neanche usato quella radio: giusto per fale capire la mia reazione emotiva alla cosa – la televisione invece non l´ho mai avuta, giusto per capirci. Era comunque Settembre 2016, credo si tratti di una radio pubblica che fa cose culturali, tipo la nostra Rai 3.