Charlie Hebdo: sarà tolto il “sécret-défense” su chi fornì le armi?

In attesa di sapere il mandante del  mega-attentato di Manchester: se ci diranno che è stato  Assad, o il terrorismo “iraniano”, sarà in continuità narrativa con la linea dettata da Trump  a Ryad. Intanto però – giusto per ricordare che i  mandanti degli attentati islamici non sono mai tanto chiari –    proprio in questi giorni in Francia rigurgita il “segreto militare” (sécret défense) che il ministro dell’Interno di  Hollande oppose per impedire indagini sulla fornitura delle armi ai fratelli Kouachi (ritenuti i massacratori che Charlie Hebdo) e di Coulibaly (il negretto che si asserraglio dentro l’Hyper-Casher  di Parigi).

Proprio in quel negozio ebraico, a cose fatte ed ammazzato in diretta eurovisione  il “terrorista Coulibaly”  il 9 gennaio 2015,  furono trovate  quattro pistole  Tokarev e un fucile d’assalto. Come se l’era procurate  il terrorista islamico improvvisamente radicalizzato? Da una ditta di Charleroy che fa questo strano mestiere: compra partite di armi “demilitarizzate” in Slovacchia o paesi simili, attraverso vari giri e intermediari.  La ditta appartiene alla compagna di un personaggio di nome Claude Hermant.  Ex pugile, a suo dire mercenario per lo SDECE nel Congo anni ’90, guardaspalle del Front National nel Nord,  Hermant è subito variamente definito “informatore della polizia doganale”, o “barbouze”  – termine che originariamente indicava privati assoldati dai servizi e Gendarmerie  nella lotta clandestina contro l’OAS, che agivano con metodi che non possono essere usati ufficialmente.   Claude Hermant si difende dicendo:  era  per conto della polizia doganale e poi della gendarmeria che mi fornivo delle armi demilitarizzate, sotto stretto controllo del mio funzionario di contatto, con l’obbiettivo di infiltrare le cosche mafiose.  E’ stato probabilmente lui a “remilitarizzare” (illegalmente) le armi; è un esperto. Ma  Hermant ha dalla sua alcune mail dove almeno tre poliziotti  lo trattano amichevolmente e confidenzialmente a proposito di certi convogli di armi in movimento su strade ed autostrade di cui lui  li ha informati, e (guarda la disdetta) spesso la polizia non è riuscita ad intercettare.

A questo punto dell’indagine –  è il giugno 2015 –   Bernard Cazeneuve, ministro  dell’Interno, impone su di essa il “sécret-défense”.  I media e i partiti   politici sono ben lieti di seppellire il fatto nel silenzio. Per due anni.   Adesso però il silenzio è stato rotto clamorosamente dall’avvocato difensore di Herman, Maxime Moulin: che il 2 maggio scorso ha chiesto formalmente  alla Procura che venga  tolto il “sécret”, che impedisce la difesa del suo cliente, e accusa formalmente  il ministero dell’Interno di “mettere in pericolo altre vite”.  “Vogliamo vedere l’integralità dei rapporti che di contatto      [fra  Hermant e i suoi agenti trattanti].  Devono rendere conto. Adesso aspettiamo di vedere cosa s’inventano le autorità per puntellare la narrativa ufficiale.

La  quale, giova ricordare, faceva acqua fin  dal principio.

Anzitutto i fratelli Kouachi, quelli che da freddi professionisti sterminano la redazione di Charlie Hebdo – e poi dimenticano  nell’auto   la carta d’identità di uno di loro. Fra  l’altro, abbandonano l’auto proprio davanti al “Patistory,  che è un ristorante-pasticceria kasher, che  è uno dei sette punti-vendita (7 in tutta la Francia) dei biglietti per un gala annuale che ha lo scopo di raccogliere fondi per l’armata israeliana, il glorioso Tsahal. Il gran ballo è organizzato dall’associazione Migdal, un’entità sionista che   per esempio ha donato «450 giubbotti antiproiettile, la consegna di oltre 20 mila pacchi d’amore per i soldati di Tsahal combattenti…». Insomma il luogo ideale dove eventuali kidonim (gli assassini professionali del Mossad) possono trovare assistenza e sparire”, dopo aver “dimenticato” la carta d’identià di un Kouachi  nell’auto.

Altro piccolo dettaglio: “La  catena israeliana i24News, Patrick di Drahi, miliardario franco-israeliano residente in Svizzera, è stata la prima a rivelare che gli autori dell’attentato avvenuto da poche ore erano due franco-algerini e si chiamavano Kouachi. Coincidenza, era anche il primo giorno che la i24News cominciava a trasmettere in Francia. Manifesti pubblicitari che lo annunciavano erano stati affissi la mattina stessa dell’attentato, il 7 gennaio. Uno scoop il primo giorno, che fortuna”.

Verrà fuori che anche le armi dei Kouachi vengono dalle partite trattate da Hermant. Che i Kouachi erano noti da anni come “radicalizzati” dalle polizie e dai servizi “per i loro contatti diretti con dirigenti di Al Qaeda nella Penisola arabica” (ossia – ricordiamolo  -di quella Al Qaeda   pagata dai francesi  per rovesciare Assad,  che “sul terreno fa un buon lavoro”, come disse il ministro degli Esteri Laurent Fabius).

E quando nella stessa giornata in cui i fratelli vengono braccati e in fuga, un   negretto di nome Amedy Coulibaly  si asserraglia nell’Hiper-casher di Parigi, attirando le telecamere di tutta Europa, ecco che si scopre una strana circostanza. “I padrone dell’Hyper Cacher aveva ceduto la sua ditta   giorni prima che Coulibaly vi facesse irruzione prendendo ostaggi gli avventori del negozio di Porte de Vincennes. Lo ha rivelato incidentalmente un giornale americano, il New York Post del 21 gennaio, perché è stato l’unico ad intervistare il proprietario: costui, di nome Michel Edmon Mimoun Emsalem, è infatti da poco cittadino statunitense. Ha trasferito tutta la famiglia a New York diversi mesi prima dell’attentato, per «metterla al sicuro dall’antisemitismo francese».

Gli ebrei   sono stati così tanto perseguitati, che hanno acquistato una sensibilità paranormale. Anche il Bataclàn  apparteneva alla famiglia ebraica Touitou – che colta da presentimento l’ha venduto poche settimane prima della strage: lo possedeva dal 1976. Lo ha venduto l’11 settembre, per trasferirsi in Sion. Il 13 novembre, la strage.  Occorre ricordare che il settimanale Charlie Hebdo, in fallimento, era stato acquistato dalla famiglia Rotschild? Sicché “un giornalaccio che vendeva a malapena qualche migliaio di copie, dopo l’attentato di colpo è passato a venderne 7 milioni. Un ottimo affare del tutto imprevisto”, scrivemmo allora.

Charlie Hebdo: le Coincidenze Ebraiche (di Maurizio Blondet)

 

Negli attentati islamici c’è chi ha fortuna, e chi ha disgrazia. Sicuramente ha avuto sfortuna il povero Amedy Coulibaly, diventato islamista benché poche settimane prima avesse fatto una fila per stringere la mano a Sarkozy…In questo video, si può vedere come sia stato trucidato mentre aveva i polsi ammanettati.  Ricordare per credere.

http://https://youtu.be/sHWtpIV2f6c

 

E adesso aspettiamo  a piè fermo l’attribuzione della strage di Manchester.

 

 

20 commenti


  1. L’attentato a Manchester è davvero terribile e angosciante. Mentre cercavo notizie su internet, mi imbatto per caso in un altra notizia, di un ESERCITAZIONE di attentato terroristico che ha coinvolto circa 800 volontari e il pensiero mi corre subito alle esercitazioni dell’ 11 settembre e non solo. Ho cercato nel suo blog, ma non mi pare ne abbia parlato. Il video mostra un finto attentato che però sembra vero! Si vedono diversi cameramen che riprendono la scena e altri supervisori che passeggiano tranquillamente con le loro ricetrasmittenti alla cintura. http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/recap-watch-what-would-happen-11308126

    1. Finglas

      Su, su! Non sia negativo!
      Magari, in caso di crisi economica duratura ci sarà l’opportunità di dedicarsi alla recitazione…
      Un nuovo mestiere, no?

      http://crisiscast.com/

      Uno di quei nuovi “jobs” che piacciono tanto… tipo il drone pilote!
      Ah, il progresso!


  2. L’attentato a Manchester mi sembra una chiara intimidazione per prevenire il Brexit…

    1. Luigi Ranalli

      Concordo e manca solo qualche giorno alle elezioni in Gran Bretagna.

    2. Piero61

      … è stata la prima cosa a cui ho pensato … in Spagna fecero lo stesso, stava vincendo il CDX e poi grazie all’attentato vinse Zapatero …
      saluti
      Piero e famiglia

    3. Nico-

      I britannici non sono come gli italiani.
      La loro sovranità nazionale l’hanno sempre difesa.
      Hanno la loro moneta,e se fregano di quello che dice il papa o junker o di qualche attentato.
      hanno votato per uscire e usciranno.

  3. learco

    I primi a parlare di attentato suicida sono stati funzionari USA, mentre il “Site” di Rita Katz ha caricato per primo video e foto dell’evento.
    Solito copione ad uso dei fessi goyim.
    Nel frattempo Trump ha rifilato ai sauditi 350 miliardi di armi, perchè ormai, titoli tossici a parte, sono gli unici beni reali che l’impero del sangue americano riesce a produrre.

  4. Rensie86

    “E adesso aspettiamo a piè fermo l’attribuzione della strage di Manchester.”

    Dopo quel video caro prof perchè si pone domande di cui sa già la risposta?
    Appena verrà fuori il noto colpevole partiremo di nuovo per il sud-east asiatico, è già tutto prontp, mica si vorrà far tornare tutti a casa dopo tutti i soldi spesi nella prossima grossa e grassa guerra.

    1. Luigi Ranalli

      L’attentato farà nuovamente gioco alla stracca retorica della “guerra al terrore”? O magari invece c’entra di più la Brexit? Insomma, mi sembra curioso che l’attentato sia avvenuto poco prima delle Elezioni generali nel Regno Unito dell’8 giugno prossimo. Non può essere una casualità… insomma, un cittadino britannico a questo punto continuerà a sostenere l’isolazionismo dall’UE e quindi dover fronteggiare i “terroristi cattivoni” da solo?
      A lord Rothschild la Brexit non piace e neppure a Soros. E’ vero che i katzoni dell’”unica democrazia mediorientale in perenne pericolo” si sono mostrati indifferenti e non preoccupati a riguardo, ma come ha recentemente ricordato il prof. Massimo Viglione, da decenni a questa parte mai si è sentito parlare così poco di Israele nei media come in questi ultimissimi anni. E gatta ci cova! Comunque nel giro di mezza giornata e senza bisogno di indagini, i Padroni del Discorso ci faranno sapere tutta la loro “verità”: salteranno subito fuori nome, religione ed etnia dell’attentatore e verranno rinvenuti documenti di identità, patenti o passaporti dimenticati come sempre nei posti più incredibili. E salterà fuori, chissà tramite quale misterioso canale, la classica rivendicazione subito data per buona e confermata come veritiera.

      1. Rensie86

        Entrambe, terrore per i cittadini che si sentono abbandonati e insicuri senza la UE a proteggerli e al contempo punizione per la Brexit.
        Ma gli inglesi mica sono gli italiani, la il voto popolare lo rispettano, e l’inghilterra se ne va fuori dal porcile EZ.
        Ma ciò che conta alla fine non sono queste cose che sembrano il gioco di un bambino a cui hanno cavato le caramelle e per ripicca fa saltare qualche castello di carta, ma il mercato, il flusso di soldi, ci sono società che hanno investito in Inghilterra per 40 anni a venire, è già stato tutto calcolato.

  5. learco

    Oltre alla faccenda del Brexit l’attentato potrebbe essere legato alla rinnovata alleanza tra USA e dinastia Saud, cementata dal denaro delle armi appena vendute e dal sangue innocente dei ragazzi di Manchester.
    Trump e amici arabi hanno giusto ieri dichiarato “guerra all’ISIS” e con puntualità è arrivata la strage che sancisce la necessità di combattere il terrorismo che loro stessi finanziano e armano.
    Per la serie: psicopatici al potere.


  6. Mia opinione personale sull’attentato di Manchester?
    Rito satanico collettivo.
    Queste starlette, da Lady Gaga a Madonna, da Kate Perry a Ariana Grande, sono tutte prodotti di uno star system il cui fine è solo portare alla perdizione i giovani proponendo loro modelli di comportamento sbagliati.
    Di tanto in tanto, c’è un tributo da pagare: se non è l'”artista” in persona a pagarlo, come in questo caso sono i suoi fan: tante belle vittime, per di più giovanissimi.

    1. Finglas

      Il minimo comun denominatore è iniziare spesso come un “modello” di cantante bambina in versione cartoonesca rassicurante e fidelizzante anche per mamma e papà. In seguito, molto velocemente, la figura modello(il loro idolo) diventa ipersessualizzata, volgare e iconoclasta. Cominciano quindi ad apparire in video, foto e copertine simbolismi più o meno celati legati all’iniziazione esoterica e pagana. A volte sono molto evidenti come la ripetuta ostentazione dell’ occhio coperto (spesso tatuato come un “marchio”).
      Passata la moda “l’artista” viene abbandonata, perdendo come per magia contratti, l’ispirazione nello scrivere le canzoni e l’ascendente per fare muovere e saltare le folle dei suoi adoratori. E’ costretta a lasciare il posto alla nuova star emergente ancora più spregiudicata.
      Frequentemente finisce la carriera preda di comportamenti autodistruttivi.

      1. Luigi Ranalli

        Sig.ri Gianoli e Finglas, le vostre osservazioni sono particolarmente interessanti, perché al di là dello scopo politico pratico di questo ennesimo attentato false flag, c’è un aspetto magico-esoterico che accomuna quanto è accaduto a Manchester con i fatti del Bataclan: la “qualità” simbolica degli artisti coinvolti. Se gli Eagles Of Death Metal erano palesemente satanici, Ariana Grande è l’ennesimo esempio di giovane cantante acqua e sapone trasformata in zoccoletta “sacerdotessa del sesso” con tanto di simbologie esoterico-massoniche incluse.
        Entrambi gli attentati si configurano come sacrifici rituali.
        In questo senso è molto interessante la lettura dei tre volumi di Enrica Perucchietti “Le Origini Occulte della Musica”, l’ottimo sito del Centro Culturale San Giorgio (www.centrosangiorgio.com) e quello dell’ottimo dott. Tagliaferro (http://www.ccsg.it), nonché la visione del film “Il Fantasma del Palcoscenico” di Brian De Palma (1974).

    2. Sonja

      In questi casi mi ritorna sempre in mente la lettera di Mazzini
      Il 15 agosto 1871 Pike disse a Mazzini che alla fine della Terza Guerra Mondiale coloro che aspirano al Governo Mondiale provocheranno il più grande cataclisma sociale mai visto. Si citano qui le parole scritte dallo stesso Pike nella lettera che si dice catalogata presso la biblioteca del British Museum di Londra:

      “Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente, in tutto il suo orrore, alle nazioni, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora ovunque i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, questi distruttori della civiltà, e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l’adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!”

      Quindi Lucidero ci sta!

  7. lady Dodi

    Ma come aspettiamo a piè fermo l’attribuzione della strage di Manchester?! E’ stato l’Isis no? Quello che sta in Siria. E la povera Teresa May, che nemmeno ci pensava, sarà “costretta” ad intervenire lì. Aspettate il nove giugno, dopo le elezioni. Se questa è opera del diavolo, si tratta davvero di un Demone Meschino.

    1. Rensie86

      E beh si l’ isis, che stanno un pò in Siria, un pò in Corea del Nord, un pò nello Yemen, un pò in Iran, un pò in Russia, insomma i terroristi, gli hacker e chichenessosiinventano vengono da tutti quei paesi, non allineati al capitale, stati eroici che resistono al massacro quotidiano imposto da questi assassini neoliberisti.

  8. lady Dodi

    Sud est asiatico RENSIE? no, li c’è Kim Kong che non discute, spara. Troppo pericoloso.


  9. Spagna, Francia, Svezia, Belgio, Germania, Russia, Inghilterra… in questi anni gli attentatati non hanno risparmiato nessuno in Europa. Nessuno tranne noi. D’accordo, a non ci si fila più neanche di striscio. Però mi pare strano

    1. Johannes

      Una possibile risposta, viene fornita da Bottarelli, il quale ipotizza che veniamo “risparmiati” da attentati, in quanto nelle segrete stanze, hanno deciso di fare dell’Italia l’Hub dei migranti per tutta l’Europa, con l’ovvio consenso dei loro camerieri al governo.
      Personalmente la tesi mi convince, perchè viceversa, se opponesimo resistenza all’invasione, una qualche bombetta sarebbe probabile…
      P.S.
      Recentemente, un conoscente che ha il figlio che lavora a Bruxelles proprio nell’ambito migratorio, mi ha confermato quanto sopra. Anzi ha testualmente detto che ciò che suo figlio gli ha raccontato, sul futuro previsto per l’Italia in sede UE, lo ha sconvolto.
      In sostanza le masse migratorie saranno TUTTE confluite nel nostro paese, per poi inviarne poche migliaia accuratamente selezionate ai vari paesi della UE che ne faranno richiesta.

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