LA DEMOCRAZIA SECONDO MACRON

(MB. Da Contropiano, il giornale comunista:)

Solidarietà a Jean-Luc Mélénchon!

Stamattina alle 7:00 le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in casa di Jean Luc Melenchon. Perquisizioni a tappeto in ogni angolo, sequestro di computer, cellulari e altri oggetti personali.

I motivi di questa irruzione forzata, neanche si trattasse di chissà cosa, sono riconducibili, stando alle prime notizie, alla denuncia di una esponente di destra, denuncia che ha colpito numerose forze politiche circa l’uso di alcuni fondi destinati agli assistenti parlamentari.

Questa accusa, più tardi smentita dalla stessa donna, viene strumentalmente utilizzata da settimane per demolire l’immagine di Melenchon e la costruzione di quel movimento popolare che può davvero rappresentare una speranza e un’alterativa in una Francia sempre più problematica e classista.

Non ci risulta, infatti, che media e giornali si siamo soffermati allo stesso modo sulle accuse identiche mosse a Macron.

Abbiamo conosciuto Melenchon da vicino, il suo impegno e la sua dedizione e non dubitiamo del fatto che certi episodi siano vere e proprie intimidazioni, reali attacchi politici. In attesa di aggiornamenti, esprimiamo la massima solidarietà a Melencon e a tutta la France Insoumise.

Da Wikipedia:

Jean-Luc Mélenchon (Tangeri, 19 agosto 1951) è un politico francese, fondatore nel 2008 del Partito di Sinistra. È stato candidato alle elezioni presidenziali del 2017, senza il Fronte di Sinistra (coalizione con cui aveva ottenuto più dell’11% dei voti nel 2012), ma in nome del movimento “La France Insoumise” (FI), fondato per sostenere la sua candidatura nel febbraio 2016.[1] Con esso ha ottenuto il 19,58% dei voti:  anche se  non sufficienti per accedere al ballottaggio,   lo hanno  comunque  piazzato davanti al candidato del Partito Socialista Benoit Hamon (6,36%). È la prima volta nella storia della Quinta Repubblica francese che un candidato di sinistra supera il candidato del Partito Socialista alle presidenziali[2].

La serie di perquisizioni  è  fatto di  gravità inaudita, che viene  dopo l’ordine giudiziario a Marine Le Pen di sottoporsi a perizia psichiatrica: non sono coincidenze, ma l’attacco concentrico di Macron e della sua cosca globalista contro gli avversari politici meno addomesticati  e che hanno forti minoranze elettorali. La Le Pen  ha avuto il 33,94% dei voti.

Jean-Luc Mélenchon  aveva espresso piena solidarietà a  Marine Le Pen: “Disaccordo totale con la psichiatrizzazione della politica. Madame Le Pen è responsabile delle sue azioni politiche. Non è vero che per combatterla ogni mezzo è buono e accettabile. Non è con tali metodi che l’estrema destra sarà arginata”.

Commenti.

Il giornale online YetiBlog:

“Secondo le nostre informazioni, non  meno di 15 perquisizioni   in contemporanea, che sono state condotte senza un mandato, senza un processo verbale [che renda atto dei computer sequestrati], facendo ostruzione ai deputati eletti, senza un giudice istruttore, solo la volontà di un procuratore per ordine del  potere.

tramite

Con queste perquisizioni,”

Il potere Macronien  è   appena entrato in possesso di tutti i file politici e le inserzioni della principale opposizione

(Jean-Hugues Ratenon, Deputato di France Insoumise)

“In 50 anni di attivismo politico non ho mai visto una tale operazione di polizia contro un partito politico e un presidente di un gruppo parlamentare” (Martine Billard, ex deputata  di Parigi)

La motivazione (la scusa) sarebbe scoprire irregolarità nelle spese dei fondi (pubblici) per la campagna elettorale.  Si noti che di irregolarità peggiori  è accusato lo stesso Macron

.https://mobile.lemonde.fr/emmanuel-macron/article/2018/06/07/comptes-de-campagne-nouveaux-elements-sur-les-ristournes-accordees-a-emmanuel-macron_5311039_5008430.html?fbclid=IwAR1v_rLR4-Q-8MbVdKaX3JG_9SaG3Mr5-XHzJXMQdo3ORo_uI0k-QuRgNfA

Commento di un militante su twitter:

“Il disastro non è bastato a questa cricca da operetta. Hanno ancora bisogno di aggiungere strati su strati di infamia alla loro disfatta..  Credo sempre più che, se non si manda via il  tutto questo sboccherà in una violenza di strada inaudita”.

Naturalmente, la cosiddetta “Europa” non trova nulla da eccepire: le perquisizioni   nelle sedi delle opposizioni sono secondo “i nostri valori”.   Solo per il governo italiano le minacce e i rimproveri.

Manovra, Juncker boccia l’Italia: “Se l’accettassimo ci sarebbero reazioni virulente in altri Paesi” – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Juncker-e-la-Manovra-dell-Italia-Se-la-accettassimo-ci-sarebbero-reazioni-virulente-in-altri-Paesi-71c71c0b-af02-4953-a69e-e40310fb0167.html