IL PROBLEMA FONTANA

NO: l’ospedale  Covid alla Fiera di  Milano  non è stato allestito con denaro pubblico,  come ha detto mentendo consapevolmente il grillino in parlamento, ma con le offerte private: però è vero che è inutile. L’attacco dei 5Stelle di  governo alla gestione della Lombardia è abietto ed ha lo scopo di strappare alla Lega la regione più ricca e solida, per darla a un Sala o altro piddino. A questo servono anche la “valanga di denunce del Comitato parenti vittime del Covid”, che consentiranno ai procuratori  cominciare e continuare la persecuzione giudiziaria contro il governatore Attilio Fontana e la sua giunta, fino alla sua distruzione. Tuttavia è vero che Fontana si è manifestato  gravemente inferiore al compito, e tale continua a manifestarsi, sostenendo che  nella sua giunta non ci sono stati errori.

Da principio, mi è parso sia stato sopraffatto  dalla paura,  come un qualunque telespettatore medio. E’   comparso per primo   con la mascherina, perché una sua collaboratrice anonima era stata colpita; colpito anche Bertolaso, che  non ha potuto assisterlo,   è finita.  Rispetto a Zaia, la sua colpa è , in fondo,  di  essersi affidato alle direttive del comitato di crisi romanesco  e ad uno come Domenico Arcuri, il faccendiere di tutto incapace messo da Conte a fare il Kommissario per l’emergenza coronavirus.

E’ persino paradossale  che   lo sguardo di basilisco  della magistratura si appunti sul povero Fontana, e non su Arcuri,   data la sua biografia di “navigatore straordinario”.  Ininterrottamente a capo di Invitalia con tutti i governi dal 2007,   e si ricordi che Invitalia è   “l’azienda unica per  rilanciare         lo  sviluppo industriale del Meridione  dopo la scomparsa  della Cassa del Mezzogiorno”: vista  la condizione in cui Arcuri  ha lasciato il Mezzogiorno, pur avendo una immensa capacità di spendere miliardi di denaro pubblico  con pochi controlli o nessuno, avrebbe dovuto interessare qualche procuratore; nulla, anche se   è finito “nel mirino della Commissione Europea nel 2012 per gravi carenze e   criticità nella gestione del Piano operativo Ricerca e competitività”:  un piano di 3 miliardi nelle mani di Arcuri,  praticamente senza controllo gestiti in modo da farsi bocciare dalla amata   UE.    Leggere qui: 

Arcuri Mr. antivirus. L’uomo del grande flop dei fondi europei. Nel 2012 l’Ue stroncò l’Ad di Invitalia. Conte lo ha nominato commissario

Ma invece di finire  disoccupato, Arcuri  – amico di D’Alema e di Gualtieri,  gran dispensatore di  consulenze e sponsorizzazioni,  è sempre a galla e sempre  con un sacco di milioni da gestire : adesso come commissario, Conte gli ha dato “straordinarie capacità di spesa ed ampi poteri di deroga” , cioè la capacità di spendere senza controllo.   E questo non è riuscito nemmeno a far arrivare  le mascherine e i   camici monouso nemmeno agli ospedalieri .  Una serie di inadempienze  intollerabili in qualunque altro paese,  aggravate da arroganza dittatoriale da Ricco di Stato.

Eppure, ad  essere sotto accusa è Fontana  il lombardo.

A questo punto lo si deve riconoscere: è colpa sua. Non si può essere  governatori della Regione più ricca e popolosa d’Italia, senza avere un minimo di intelligence autonoma; del resto bastava cercare qualche ritaglio di giornale, per capire chi era Arcuri e perché è stato messo lì, e non   fare quello che gli diceva Roma.

In fondo è gravissimo, per un leghista.   Fontana, al contrario di Zaia, è stato  imperdinabilmente mainstream. Non ha cercato di sapere chi  ha ordinato la lugubre fila dei camion militari a Bergamo, la messinscena  funzionale al terrore mediatico: al terrore ha creduto, e s’è fatto soggiogare.  Non ha appurato  – e come governatore aveva il potere e il dovere di farlo   – se, come si sospetta,   le vaccinazioni a tappeto agli anziani nella zona hanno aggravato in modo disperato le loro condizioni.   Peggio: sembra non sapere – o non aver preso atto  – del fatto centrale per cui può a ben diritto vantarsi la sanità ospedaliera lombarda: ossia  del gruppo di medici del Papa Giovanni di Bergamo che, avendo fatto le autopsie (sconsigliate dai Romaneschi)  di cinquanta vittime, hanno capito   che erano morte per il fatale errore di diagnosi: venivano ventilate per supposta polmonite interstiziale,   mentre erano vittime di micro-embolia. 

Una grande scoperta fatta dalla prima linea ; corretto l’errore,  i medici adesso curano i  malati a casa con clorochina e antibiotico ed eparina, e hanno svuotato i reparti d’emergenza, compreso quello che Fontana nel panico ha fatto allestire alla Fiera con la generosità dei milanesi.  Fontana   avrebbe dovuto e potuto decorare il dottor  Manera e suoi colleghi di Bergamo,   segnalarli al paese e al mondo.  Non l’ha fatto. Anche nell’ultima  intervista radiofonica di stamattina 21  maggior, che ho sentito   personalmente,  non ha mostrato di essere a conoscenza di questa svolta cruciale nella terapia del  virus.

A  questo punto,  ho abbiamo un problema di insufficienza mentale e intellettuale, oppure  nasce un dubbio sulla buona fede di Fontana.  Il che   lo rende pericoloso, perché vuol dire che non fermerà   il Presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, il quale ha strillato che in autunno, “si rischia il caos” se non verrà vaccinata a TAPPETO la popolazione contro l’influenza. A detta sua sarà praticamente impossibile capire quale patologia sarà un paziente quest’autunno se non sarà sottoposto a tutti i vaccini; insomma la posizione della Gelmini.

Un governatore leghista   non dovrebbe uniformarsi al verbo “vacciniamoli tutti”  senza indagine autonoma.   Non è possibile che non sia informato sul “grande gioco”  di Bill Gates e della “sua” OMS, tante volte spiegato  qui e altrove, e ci caschi dentro  come un allocco, oppure un complice.

Proprio ieri su Nature, il suo editore Philip  Ball (che non è uno scienziato, ma un giornalista scientifico) ha confessato la sua preoccupazione che “I movimenti conservatori anti-vax  possano compromettere  gli sforzi pandemici”.  Cosa vuol dire? Il britannico lo  spiega apertamente nella conclusione: il vero pericolo è che la malattia si esaurisca troppo presto e comprometta la vendita del vaccino futuro. “La cosa può cambiare solo se il governo dirà alle persone: puoi andare a lavorare solo se sei stato vaccinato”.

Ecco lì il progetto, spiegato apertamente.  Il governatore Fontana non  lo sa? Crede ai vaccini e questo autunno ordinerà di nuovo  la vaccinazione a   tappeto  che è sospettata di aver aggravato gli esiti a Bergamo e Brescia? E complice?  E’ solo poco  lucido,  un neo-primitivo,  come suggerisce questa immagine crudele che circola sul web?

In politica, la scemenza “c’est  pire q’un crime”. Se gli altri dirigenti leghisti lo convincessero a dimettersi, renderebbero un servizio alla Lombardia, al loro partito, ed anche a lui, povero Fontana.  Dopotutto, se  ben ricordo, no l’bbiamo votato n libere elezioni, è solo subentrato a Maroni, dimessosi primadella scadenza.

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