Il vero Fethullah Gülen e la sua ragnatela di controllo

F.William Engdahl  (da Kopp-Exklusiv)

Il 15 luglio 2016 la Turchia fu scossa da un colpo di stato. Alcuni militari volevano rovesciare il governo del partito AKP e tentarono anche di assassinare il presidente Erdogan. Poco dopo, dall’ambiente di Erdogan vennero elevate chiare accuse contro l’organizzazione di Gülen, che dal dicembre 2015 viene ufficialmente denominata dal governo turco come FETÖ (“Fethullahistische Terrororganisation”)

 

Dopo la sorprendente sconfitta dei golpisti le autorità turche iniziarono ad arrestare migliaia di persone. Tutte avrebbero preso parte al tentativo di colpo di stato, così l’accusa. Nei mesi successivi al 15 luglio vennero arrestate schiere di insegnanti, giornalisti, magistrati, professori e ufficiali di alto rango. Il governo tedesco criticó aspramente Ankara, e accusó Erdogan di aver possibilmente inscenato il putsch per instaurare una dittatura. I rapporti tra Turchia e Germania sono da allora ben più che raffreddati. Una domanda però non è mai stata seriamente dibattuta dai media mainstream: chi è davvero Fethullah Gülen?

 

A prima vista Fethullah Gülen è una persona assolutamente inoffensiva, un tranquillo Imam settantacinquenne, esperto di religioni e praticante di un Islam moderato. Nella realtà è invece tutt’altro che un gentile nonno. Esperti di Islam affermano che in Germania la rete di Gülen è la più pericolosa, e la sua organizzazione è vietata in parecchie nazioni dell’Asia centrale. Gülen è il volto di una delle più estese “guerre per procura” che i servizi segreti americani abbiano mai sostenuto.

L’intera iniziativa si estende in diverse nazioni (tra le quali Germania e USA), come pure gli “Stati turchi” [in tedesco Turkstaaten[ dell’Asia centrale, dalla Turchia fino agli Uiguren nella provincia occidentale cinese Xinjiang, ricca di petrolio. Gülen fonda innumerevoli cosiddette “Lichthäuser” [traducibile con “case della luce”], a suo dire nient’altro che semplici alloggi in coabitazione per studenti. In realtà tuttavia si tratta di centri nei quali ad inquilini esclusivamente maschi vengono richieste una rigorosa disciplina, l’assoluta obbedienza, un profluvio di letture coraniche, 5 preghiere al giorno ed un continuo studio di scritti di Gülen. Attivisti di Gülen fondano anche scuole speciali, come il Dialog-Gymnasium di Colonia, costato 17 milioni di euro. Su tutto il territorio tedesco il misterioso movimento di Gülen amministra circa 100 istituti di istruzione. La professoressa esperta di Islam Ursula Spuler-Stegemann dell’università di Marburg descrisse il movimento di Gülen come “il più importante e pericoloso movimento islamista in Germania. Loro sono dappertutto”. Cosa c’è dunque dietro tutto ció?

 

La ragnatela di Fethullah Gülen

 

I passaggi seguenti nascono dalle ricerche per il mio libro “Amerikas heiliger Krieg” [“la Guerra Santa americana”]. In quel libro cito le seguenti parole, tratte da un discorso che Gülen tenne negli anni ’90 davanti a suoi seguaci: “dovete penetrare inosservati nelle arterie del sistema, come pure in tutte le stanze del potere… dovete aspettare fino al momento in cui siete in numero sufficiente e i tempi maturi affinché noi possiamo mettere il mondo intero con le spalle a terra… Dovete aspettare finché arriva il momento giusto, e cioé quando avete in mano il completo potere dello stato turco. Prima di ció, qualsiasi passo sarebbe prematuro. Sarebbe come rompere un uovo prima di aspettare che siano passati 40 giorni e il pulcino possa nascere”.

 

La CIA iniziò durante gli anni ’90 ad espandere il movimento di Fethullah Gülen – un movimento che non ha una sede centrale e nemmeno un indirizzo postale, che non è ufficialmente registrato come organizzazione da nessuna parte, che non possiede alcun conto bancario, niente di niente. I seguaci di Gülen non sono mai andati per strada a manifestare ad esempio a favore dell’introduzione della Scharia o per la Dschihad. Qualsiasi cosa porti avanti l’organizzazione, ciò avviene lontano dal pubblico.

 

Una “Opus Dei islamica”

 

In documenti giuridici dell anno 2008, il governo statunitense valutó il valore dell’impero di Gülen tra 25 e 50 miliardi di dollari. Gülen finanzia più di 2000 scuole in oltre 90 paesi, due moderni ospedali, il giornale Zaman, una emittente televisiva, una emittente radiofonica e l’agenzia di informazione turca CHA. Oltre a ciò, seguaci di Gülen amministrano la compagnia assicurativa Isik nonché la banca islamica Bank Asya, uno dei 500 più grandi istituti di credito del mondo.

 

Dopo la prima Guerra mondiale, Kemal Atatürk fondò lo stato turco. Esso era moderno, secolare e democratico. Atatürk fece costruire migliaia di scuole, rese l’istruzione elementare obbligatoria e gratuita, pose le donne socialmente e politicamente allo stesso livello degli uomini ed abbassó le tasse ai contadini. Gülen lavora per riportare indietro il kemalismo e tornare ad un califfato. Nei suoi scritti spiega: “con la pazienza di un ragno noi costruiamo la nostra ragnatela, finché le persone vi restano impigliate”.

 

Penetrare nelle istituzioni

 

Nel 1998 Gülen fu notato a invitare i suoi adepti ad essere silenziosi e pazienti, e ad infiltrarsi nelle istituzioni con il proposito di assumere il potere nello stato. Secondo la costituzione di Atatürk, per la Turchia questo è alto tradimento. Nel 1999 Gülen si trasferí in Pennsylvania, poco prima che corti turche potessero rivolgergli l’accusa di alto tradimento. In questo fu aiutato dalla CIA, ed a tutt’oggi vive negli USA. Il servizio di informazione americano diede a Fethullah Gülen una immagine che si discostava da quella di altri progetti islamici come Al-Kaida e ISIS: Gülen non venne presentato come un malvagio tagliateste Dschihadista, divoratore di cuori umani, quanto piuttosto come uomo “della pace, dell’amore e della fratellanza”. Sulla sua pagina web vi è una foto che lo ritrae con Papa Giovanni Paolo II.

 

Dopo il suo arrivo negli USA, Gülen prese a contratto una delle più costose esperte di PR di Washington, e cioè la direttrice della campagna elettorale all’epoca di George W. B. Il suo incarico: affilare l’immagine da islamico “moderato” di Gülen.

 

Quando Gülen fuggì dalla Turchia, fece richiesta negli USA di un visto speciale, come “straniero con capacità straordinarie nel campo dell’istruzione”. Il ministero degli esteri statunitense si dichiarò contrario. La motivazione: Gülen aveva interrotto la scuola alla quinta classe, la qual cosa dimostrava che non era né un esperto di istruzione e nemmeno un pedagogo. Per quanto riguardava il richiedente, gli avvocati del ministero argomentarono che si sarebbe trattato in sostanza del “capo di un movimento politico e religioso esteso e influente, con ingenti partecipazioni commerciali”. Inoltre: “In ragione delle imponenti quantità di denaro che il movimento di Gülen é in grado di utilizzare per finanziare i suoi progetti, sono scaturite illazioni secondo le quali egli avrebbe degli accordi segreti con i governi dell’Arabia Saudita, dell’Iran e degli stati turchi asiatici. Vi è inoltre il sospetto che la CIA abbia cofinanziato questi progetti”.

 

Contro la resistenza dell’FBI, del ministero degli esteri e dell’autorità di sicurezza interna [nel testo originale tedesco riportato come: “Heimatschutzbehörde”] intervennero tre agenti della CIA (dell’epoca). A questi riuscì di far ottenere a Gülen una Green Card e un permesso illimitato di soggiorno negli Stati Uniti. Per quanto riguarda le tre persone, si trattava di Morton Abramowitz (ex ambasciatore americano in Turchia), del funzionario CIA Georges Fidas e di Graham E. Fuller. Si ritiene che Aramowitz e Fuller facciano parte di una clique all’ interno del governo americano, che, con l’aiuto di network criminali turchi, effettua macchinazioni “stato nello stato” negli Stati turchi [in tedesco riportato come Turkstaaten] dell’asia da Istanbul fino alla Cina. Secondo alcuni resoconti, a queste malefatte appartiene anche una estesa partecipazione al contrabbando di eroina dall’Afghanistan.

 

Cospiratori al lavoro

 

Dopo la cessazione del suo lavoro al ministero degli esteri Abramowitz fece parte del Board del Think-thank National Endowment for Democracy (sostenuto con fondi del Congresso americano); oltre a ciò fondò insieme a Gorge Soros la NGO International Crisis Group. Graham E. Fuller ebbe un ruolo centrale presso i Mudschaheddin della CIA. Fuller aveva precedentemente lavorato per la CIA in Turchia e Afghanistan e aveva risolutamente appoggiato l’utilizzo dei “Fratelli musulmani” ed altre organizzazioni islamiste per il conseguimento di obiettivi di politica estera americana.

 

Nel 1999 peroró l’utilizzo in Asia centrale di islamisti radicalizzati contro la Cina e la Russia: “in Afghanistan ha meravigliosamente funzionato contro i russi la strategia di pilotare lo sviluppo dell’Islam e di aiutare i Dschihadisti che agiscono contro i nostri antagonisti. La stessa dottrina può essere ancora usata per destabilizzare quanto rimane del potere dei russi, e, prima di tutto, per contrastare l’influsso cinese in Asia centrale”.

 

 

 

La CIA assegnó a Fethullah Gülen il ruolo centrale in queste azioni. Nel 2008 Fuller scrisse: “Il suo carisma fa di Gülen la piú importante personalitá islamica in Turchia. Il movimento di Gülen possiede di piú numerose  e potenti infrastrutture e riserve finanziarie di qualsiasi altra organizzazione nel paese… grazie al suo esteso sistema di scuole il movimento ha assunto dimensione internazionale… (esso è attivo) in oltre una dozzina di nazioni, tra i quali i paesi musulmani della ex URSS, (oltre alla) Russia, Francia e gli USA”. Fra l’altro, Graham E. Fuller si trovava “casualmente” ad Istanbul nella notte del tentato colpo di stato.

 

 

La CIA e Gülen in Asia centrale

 

Durante gli anni ’90 il movimento di Gülen si estese su tutta l’Asia centrale fino alla provincia cinese Xinjiang, ed aveva giá eseguito gran parte di quanto Fuller aveva richiesto appena nel 1999: “…destabilizzare quanto rimane del potere dei russi, e, prima di tutto, per contrastare l’influsso cinese in Asia centrale.”

 

L’organizzazione di Gülen era in attivo scambio con la CIA, allorché nel 1991 vi fu il collasso dell’Unione Sovietica e le repubbliche nominalmente islamiche dell’Asia centrale dichiararono la propria indipendenza. Una fonte dell’FBI dell’epoca descrisse Gülen come “il piú importante attore della CIA in Asia centrale e nel Caucaso”. Verso la metá degli anni `90 vi erano scuole di Gülen in Kasachstan, Taschikistan, Aserbaidschan, Usbekistan [nomi riportati come nel testo originale in lingua tedesca] e – nonostante il caos che regnava nella Russia postsovietica durante il governo di Boris Jelzin – anche in Dagestan.

 

Osman Nuri Gündes, ex direttore del reparto “Auslandaufklärung” [traducibile con “indagini estere”] presso il MIT, la “CIA turca”, scrisse nel 2011 che le scuole di Gülen in Asia centrale servirono durante gli anni ‘90 come copertura a centinaia di agenti della CIA. Essi sarebbero stati impiegati come insegnanti di inglese. Giá solo in Kirgistan e Usbekistan il movimento di Gülen avrebbe nascosto 130 agenti CIA nelle sue scuole, cosí Gündes.

 

Gülen ha costruito una ragnatela di controllo e cerca con questo sistema di infiltrarsi segretamente negli organismi statali turchi. Erdogan agisce contro tutto questo. Berlino accusa Erdogan di calpestare i diritti umani. In realtà la situazione è molto piú complessa. Adepti di Gülen avevano infiltrato organi centrali, tra i quali tribunali, il corpo degli ufficiali delle forze armate, il sistema di istruzione e i media. Washington non è stata contenta, quando il 15 Luglio il colpo di stato è fallito.

 

 

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