USA: CON LA SCUSA DI BATTERE L’IS, HA FATTO UN GENOCIDIO

“Liberazione di Mossul: un’altra Falluja”,  denuncia Global Research.

“La ‘liberazione’ di Mossul: un nuovo crimine di guerra  di Washington in Medio Oriente”, scrive  Bill Van Auken, direttore dello storico sito World Socialist Website.

https://www.wsws.org/fr/articles/2017/jul2017/pers-j13.shtml

L’America continua ipocriti crimini di guerra   in Siria, Irak e altrove”, scrive Afra’a Dagher, analista siriana di Lattakia. “Gli Stati Uniti hanno commesso crimini contro l’umanità in Siria, Irak e oltre.  Le  prove che abbiano fatto qualcosa   per combattere il terrorismo sono scarse e  ridicole”.

Persino Amnesty International,  in un rapporto dal titolo: “Ad ogni costo  – la catastrofe civile a  Mossul Ovest”,

https://www.amnesty.org/en/latest/campaigns/2017/07/at-any-cost-civilian-catastrophe-in-west-mosul-iraq/

ha denunciato la  misura criminosa dei bombardamenti americani su Mossul, con la scusa di “liberare”  la città dallo Stato Islamico:   i civili  sono stati assoggettati “a un diluvio  terrificante di  armamenti che non dovrebbero mai essere usati   in zone fittamente   popolate di civili”  […]  “le forze della coalizione diretta dagli Stati Uniti sembrano aver commesso violazioni ripetute del diritto internazionale, di cui alcune possono configurare crimini di guerra”, e invoca  “inchieste  indipendenti e  trasparenti laddove esistono informazioni credibili secondo cui violazioni hanno avuto luogo”.

Hanno bombardato l’università di Mossul.

Su Mossul, seconda città irachena, che aveva due milioni di abitanti,  le  devastazioni portate dalle bombe Usa sono senza confronto  persino   rispetto a quelle dello stesso Stato Islamico.  “La città vecchia di Mossul ovest, il cuore di questa città antica, è stata letteralmente schiacciata da missili, bombe aeree e obici americani,  sì  che quasi nessun immobile residenziale è rimasto in piedi..

“Circa un milione di persone sono state espulse dalle loro abitazioni. Quelle rimaste intrappolate nella città sono state assoggettate ad un bombardamento continuo dagli aerei da guerra americani, elicotteri d’assalto ed artiglieria pesante”.  Mossul  è stata sottoposta  ad un assedio di nove mesi,  per “liberarla”.  Come preliminare a tale liberazione, gli americani “all’inizio dell’assedio”  hanno “distrutto le infrastrutture di base, tagliato tutte le strade di approvvigionamento”, privando così  “centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini di elettricità, acqua potabile, accesso ad alimentazione e cure mediche. Le scene di distruzione di Mossul  non sono paragonabili  che alla devastazione inflitta alle città europee  durante la seconda guerra mondiale”.

Il  numero dei morti non sarà mai conosciuto.  Gli  iracheni che hanno liberato Mossul   hanno danzato su macerie da cui usciva il fetore di cadaveri in decomposizione. La cifra di 5805 morti civili documentata dal sito Airwars,    a causa dei bombardamenti lanciati dalla coalizione.  Un rapporto ONU ha ventilato la cifra di oltre 17 mila  sotto le maceria. Civili. Morti.

Stessa  situazione a Raqqa in Siria dove, da nessuno invitata, la  US Air Force e le truppe speciali USA  hanno partecipato alal “liberazione”  della città dall’IS. “in realtà centinaia di civili sono stati vittime di qualcosa che solo può essere chiamata genocidio”, scrive la siriana Afra’a Dagher. “Zone come Al-Manora, Al-Jomalieh e altre nelle campagne di governatorato di Raqqa sono piene di corpi di  assassinati, comprese intere  famiglie”.

Anche a Raqqa, con la scusa di contrastare l’IS  occupante, “gli Usa hanno tagliato le condotte d’acqua  che rifornivano la città, senza alcuna cura per l’umanità, la salute e l’igiene della gente.   Raqqa ha cominciato per questo a  vedere casi di  colera.

“La coalizione  Usa continua  a bombardare  Raqqa anche  adesso: ma contro chi?  Come mai il cosiddetto IS non soffre   mai altrettanto sotto i  bombardamenti aerei della coalizione USA.  Sappiamo che la coalizione Usa ha usato  fosforo bianco contro la gente a Raqqa  e a Mossul”.   A Raqqa, perché “gli Usa hanno il malvagio progetto di  pulirla etnicamente da siriani per darla, con  la provincia, allo YPG, i  combattenti  curdi (anti Assad) come premio per  aver  combattuto al fianco degli Usa”

Mattis: “Annichilimento in Siria e Irak”

“Gli Usa adottano l’IS come giustificazione per  impiantare basi aeree  sui  confini dell’Irak e in  territorio siriano.   L’esistenza dell’IS è diventata un  utile strumento per  l’America  onde  arrivare allo scopo finale, occupare e dividere la Siria. Essi sono costantemente aiutati dalle illegali incursioni  aeree dell’aviazione israeliana sulla Siria”.

Bill Van Auken ricorda che lo Stato Islamico era stato  ben armato, finanziato e formato per essere utilizzato come forza delle guerre per procura per i cambi di regime orchestrati da Cia e i suoi alleati regionali”, in Irak, Siria e Libia.  Ricorda che il generale Mad Dog Mattis,  assegnato a Trump come  capo del Pentagono, s’è fatto la sua fama in Irak. Ha apertamente proclamato  “una politica di annichilazione in Irak e Siria”. Altri generali e capi della Cia “hanno attuato questa politica  di massacro  su grande scala”.

Annichilazione. Dissanguamento dei popoli, della loro forza demografica, usura e  attrizione.. Ecco lo scopo dei 20 anni  di guerra  cominciati l’11 Settembre 2001 con  la scusa di combattere “il terrorismo islamico”.

Butaina Sciabaan, consigliera  politica di Assad, ha posto – anzitutto agli arabi belligeranti – questa domanda,  “l’enormità delle distruzioni commesse da  Daesh e dagli aerei americani”:

“Qual  è questa forza invisibile  che cerca la visibile e metodica distruzione dei monumenti  storici arabi, delle fabbriche, dei musei, delle università, delle biblioteche, delle scuole, dei centri di ricerca, delle scuole, dei ponti, dei luoghi di culto, delle infrastrutture  di stato  – di  tutto ciò  che potrebbe testimoniare ancora di una civiltà autentica in Libia, Yemen, Siria e Irak?

Quali sono le forze che cercano di annientare le vestigia della regina Zenobia, il palazzo di Harun el  Rashid e il  Palazzo della Fanciulle di Raqqa che è probabilmente il  primo ospedale per donne della storia?  Il minareto di Al-Hadba a Mossul, le vestoigia di Babilonia, Nimrud e  Ninive, la più antica sinagoga del mondo a Jobar, i vecchi meravigliosi suk di Aleppo, di Mossul e dello Yemen,  il minareto  della moschea degli Ommyadi ad Aleppo?”

La signora Sciaaban non ha dubbi nell’unire “le oscure forze terroriste delle Daesh, le forze aeree americane e  i  traditori wahabiti” nonché “l’entità sionista”  in questo stesso progetto deliberato di devastazione di ogni infrastruttura, fisica e  culturale,   “dalle centrali elettriche ai monumenti storici all’assassinio di scienziati  e specialisti” allo scopo di “rimandare indietro di secoli i paesi arabi che resistono”

Non   c’è “il minimo dubbio che l’obbiettivo dell’Occidente guidato da Stati Uniti e Israele, con strumenti come Daesh, Al Nusra, Fratelli  Musulmani ….è  assolutamente lo stesso in Irak, in Siria, in Yemen, in Libia come in Egitto, in Tunisia, in Libano e in Bahrein: far sì che gli arabi si mutino in una popolaglia incapace di edificare delle vere entità politiche e di occupare una dignitosa posizione  internazionale”.

“Ma la resistenza eroica dei siriani imbevuta del sangue di centinaia  di migliaia di martiri, e il sostegno  dei loro alleati, ha cambiato l’equazione. Oggi, benché piangiamo con lacrime di sangue su tutto quel che è stato demolito e distrutto, celebriamo il fatto che il “Fronte del Rifiuto”, dalla Russia all’Iran, dall’Irak alla Siria e al Libano con Hezbollah,  sono divenuti più forti e coscienti  delle dimensioni di quest’aggressione devastatrice, e  che la Federazione di Russia, che ha usato otto volte il suo diritto di veto per scongiurare l’incubo colonialista   che minacciava la Siria, sia divenuta il motore essenziale della politica internazionale relativa alla Siria e al Medio Oriente”.

Una accusa chiarissima sullo scopo sterminatore, di genocidio fisico e spirituale, di interi popoli,  unito ad  un discorso di vittoria, con lacrime di sangue.

Anche il generale Kasem Soleimani, il comandante iraniano delle operazioni della Guardie della Rivoluzione  in Siria,  ha tenuto un grave discorso di vittoria. Vittoria di lacrime e sangue.  “Sia in Siria che in Irak”, ha detto, “Hezbollah ha svolto un ruolo fondamentale. Io davvero bacio  la mano di quest’uomo grande e saggio, discendente del Profeta, Hasan Nasrallah. Ha inviato dei martiri eminenti in Irak, in modo anonimo,  a fianco dell’esercito iracheno e delle  forze   popolari , ed hanno compiuto enormi sacrifici  e successi. Il popolo iracheno deve conoscere  il loro valore”.

Generale Qasem Soleimani.

Parole alte e nobili. Omaggio ad un eroismo che la storia occidentale non registrerà, e che ha avuto il suo alto prezzo di sangue.

Ma altre orecchie ascoltano con altri sentimenti. Israele tiene golosamente il conto dei morti in battaglia di Hezbollah, per quanto può,  cercando  avidamente di  capire di quanto le forze  che tanto teme, siano state diminuite, dissanguate. Spulciando sulle notizie di funerali e altre fonti, Sion  ha identificato dal  febbraio 2012 all’aprile 2017, 1048 combattenti Hezbollah  caduti, di cui 60 ufficiali comandanti. “Una  ipotesi minima”,   dicono le fonti ebraiche. Ma – si rallegrano –  “è stato  l’alto tasso di morti  degli Hezbollah nella guerra prolungata ad obbligare l’Iran  a dispiegare in Siria il suo corpo di Guardie della Rivoluzione e le  milizie sciite alleate.

Al dissanguamento  ha contribuito specificamente Israele,:  infinite volte i media hanno segnalato  che “la Israeli Air Force ha colpito dal cielo convogli di trasporti d’armi dal Libano alla Siria”:  con  perfetta sistematicità sono gli Hezbollah che ha colpito ed ucciso.    Perché “un indebolimento delle forze Hezbollah può tentare altre milizie libanesi a sfidare la superiorità  degli sciiti in Libano”, e  “il comando Hezbollah non può sottovalutar il rischio che  la Israeli Defense Force approfitti   del  fatto che la milizia  sciita è impegnata in Siria per attaccare le posizioni Hezbollah in Libano”.  Insomma “Hezbollah deve  bilanciare tra lo spiegamento delle forze in Siria e la necessità di mantenere la sua presenza in  patria”, in Libano.

Sono citazioni da testi di centrali neocon  americo-israeliane:

http://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/view/hezbollah-fatalities-in-the-syrian-war

http://www.newsweek.com/hezbollah-battlefield-deaths-defending-assad-mount-586320

Le citiamo appunto perché rivelano l’intento   di sterminio,    la logica genocida di cui i bombardamenti americani sui civili sono un aspetto deliberato:  ne muoiano il più  possibile, tanto di guadagnato (perché tanto, quella gente è per Assad,  specie dopo aver provato Daesh). L’importante è svenare, dissanguare,  impoverire   demograficamente, usurare vite, indebolire  i  resistenti della loro migliore gioventù che non ha risparmiato il  suo sangue, come ha riconosciuto   il generale .   La guerra di logoramento continua;  sconfitto Daesh  in Siria e Irak,    il suo spettro agisce  con attentati-strage, laddove (guarda caso)  gli americani hanno impiantato le loro basi illegali.

Israele tiene il conto dei corpi dei combattenti in Siria.  I “libanesi” sono gli Hezbollah.

A 72 ore dalla liberazione di Mossul, un attentato suicida ha colpito in pieno  un campo delle forze di Mobilitazione Popolare (sciite) Hashd al-Shaabi, a Al Anbar, la provincie   dove si è insediato il grosso  del  contingente  americano  in Irak.  Tre morti e sei feriti  – “è la vendetta  americana per Mossul”,    non dubita Pars Today.

Quel che conta: ammazzarne uno di più, il più a lungo possibile.

19 commenti


  1. Nulla di nuovo sotto il sole.
    Israel Shamir, in suo tweet di qualche settimana fa, si disse convinto che a devastare quella famosa moschea, di Raqqa se non sbaglio, non fu l’ISIS, ma l’aviazione americana e che fu detto che era opera dell’ISIS proprio per evitare un grosso fastidio agli americani.
    Che dire?
    Mi pare evidente chi siano i mandanti. Non è da tutti provare tanto odio da voler di distruggere le vestigia del passato di interi popoli per condannarli ad un futuro di imbarbarimento.
    Ogni popolo, comunque, ha da fronteggiare il suo ISIS che vuole distruggere il passato per compiere un’opera di imbarbarimento. Anche noi in Italia abbiamo un nemico simile. Solo che non si chiama ISIS, ma Laura Boldrini.
    A che altro servirebbe altrimenti la sua diatriba sui monumenti fascisti?
    Chi vive nella menzogna ha bisogno di rinnovare la menzogna continuamente. I monumenti storici hanno un brutto vizio: non mentono e stanno lì, magari da secoli, a raccontarci la verità.
    Cosa intollerabile per chi si nutre di menzogna.
    Costui ha la necessità di distruggerli, altrimenti la gente, solo guardandoli, potrebbe aprire gli occhi.

    1. Massimo

      …Vero. “Nulla di nuovo sotto il sole”…
      Satana, il Distruttore, il Male, l’Omicida fin dalla fondazione del mondo, agisce sempre e solo, contro la Vita.
      La cronaca ripete analisi apparenti: isis, daesh e via scrivendo… In realtà davanti ai nostri occhi si “svela”, si manifesta apocalitticamente, solo l’ultimo grandioso travestimento di lui: Satana. L’Anticristo. Distruggere radici, religiosità, cultura dei popoli, abbattere i loro simboli, anche nelle forme visibili, è solo la miserabile manifestazione dell’assoluto asservimento degli adoratori del dio della vendetta, della menzogna, della morte, a lui: Satana. Una tragica, grottesca, banale ripetizione del Male, che si è manifestata con l'”uccisione” di un Dio.
      Lo stesso Dio che impedirà che il loro male possa prevalere.

    2. AnnaN.

      Molto profonde e toccanti le parole del Sig. Paolo che mi trovano completamente d’accordo. Le masse occidentali sono plasmate culturalmente da decenni al fine di spostare il proprio “centro di controllo” dall’interno all’esterno (dallo spirito alla materia). Quanti fanno realmente ciò che la propria coscienza gli suggerisce di fare e quanti ciò che gli altri, la società (l’esterno) vogliono da lui? In questa maniera si è andata man mano a perdere pezzo per pezzo la propria identità e non si è più in grado d’essere liberi per paura del giudizio esterno. Grazie al Cielo questa manipolazione non può riuscire a coinvolgere tutti, e non potrà mai farlo in alcuni casi, ma quei pochi, che rimangono e rimarranno, dovranno combattere costantemente non contro la manipolazione, ma contro i manipolati che si ergeranno a guardiani contro i loro stessi simili.

  2. rino

    Fanno il deserto attorno ad Israele cosicché un domani gli sarà facilitata la conquista. Ricordiamoci che Sion deve partire dal Nilo ed arrivare all’eufrate.
    Inoltre a posteriori nessuno dovrà rivendicare territori persi: si deve creare un vuoto anche nella memoria delle poche popolazioni rimaste. Se ci fate caso la legittimità giuridica in perfetta convivenza con l’immortalità e l’esecrabilità delle loro azioni è una costante del loro operato. E anche questo è un nefasto segno della loro appartenenza ad un falso padrone.

    1. Larry06

      Sig. Rino concordo in toto con ciò che ha detto. La linea di sangue tracciata da Sion sulla cartina geografica parte dal Nilo per andare a finire all’Eufrate. Non si fermeranno davanti a nulla finchè non avranno cancellato ogni memoria traccia e vestigia millenarie delle civiltà che formano il complesso ed intrigato mosaico mediorentale. Terminato il loro operato, i Khazari ripristineranno ed ergeranno il nuovo tempio a Gerusalemme con la calce impastata di sangue e teschi dei martiri innocenti. Perché l’impronta di tutto questo mare di dolore e disperazione che grida giustizia e vendetta al cospetto di Dio è immediatamente riconoscibile: solo opera di colui che è Nemico del genere umano, cioè dell’Omicida fin da principio!

  3. luca

    Verissimo che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Che gli amerikani siano criminali lo sappiamo da molto tempo, almeno il sottoscritto lo sa dal tempo della guerra in Vietnam. La storia inoltre ci mostra i crimini degli Usa nella seconda guerra, in Europa come in Giappone. Hitler era un agnellino e pure Stalin un chierichetto al confronto, ma si sa che la storia la scrivono i vincitori. Disse un generale criminale amerikano: se avessimo perduto noi la guerra saremmo noi sul banco degli imputati a Norimberga.

  4. learco

    Dati rilasciati la settimana scorsa dall’Ufficio centrale di statistiche palestinese indicano che il numero di Palestinesi supererà quello degli ebrei israeliani nella Palestina storica a partire dal 2020.
    I risultati del censimento palestinese sono stati rilasciati a fine 2015, nell’analisi annuale del centro sugli eventi demografici dell’area.
    Il censimento stima che dalla fine del 2015, il numero totale di palestinesi nella “Palestina storica” – cioè la Cisgiordania occupata, Gerusalemme est, la Striscia di Gaza e Israele – era di circa 6,22 milioni, comparati ai 6,32 milioni di ebrei.
    Il numero di palestinesi e di ebrei nella Palestina storica dovrebbe diventare uguale dalla fine del 2017, e il numero di palestinesi arriverà a 7,13 milioni alla fine del 2020, mentre quello degli ebrei sarà di 6,96 milioni, secondo il censimento del PCBS.

    http://www.infopal.it/la-popolazione-palestinese-superera-quella-ebraica-entro-il-2020/

    L’attivismo sionista fuori dei confini dello Stato non puo’ nascondere il fatto che nei prossimi decenni gli ebrei saranno sommersi dalla popolazione palestinese e dovranno per forza imporre un regime di apartheid ancora più duro di quello attuale.
    La cosa curiosa è che la prolificita’ della popolazione araba, secondo gli esperti, è legata al rifiuto degli ebrei di immettere i palestinesi nel circuito del benessere e del consumismo.
    L’oppressione sionista si sta trasformando paradossalmente in un boomerang contro lo Stato israeliano.
    I nodi stanno arrivando al pettine, perché la comunità internazionale non potrà far finta di nulla di fronte ad una minoranza armata che domina una maggioranza lasciata senza diritti e questo i dirigenti sionisti lo sanno.

    1. sergione

      learco non provo neanche a risponderti perché sarebbe tempo perso (puoi far presa solo sull’ignoranza di chi legge: che c’entrano la cisgiordania occupata e la striscia di gaza con lo stato di Israele ?) ma il tuo entusiasmo nell’apprendere che i palestinesi supereranno in numero gli israeliani è ridicolo e segno che non ti rendi conto delle drammatiche conseguenze di un fatto del genere che coinvolgerebbe molto dolorosamente anche noi.
      Ma ormai di irresponsabili e smidollati masochisti ed autolesionisti l’Italia è piena, vedi l’africanizzazione in fase accelerata.

      1. learco

        Sergione, nel 2020 la popolazione palestinese supererà quella ebraica complessivamente in tutta l’area, compresi i Territori Occupati e Gaza, ma entro la metà del secolo nei confini pre 1967 si raggiungerà la parità e dopo il problema demografico si presenterà per la dirigenza sionista anche se si creasse uno Stato palestinese indipendente nella West Bank.
        La frenetica attività di destabilizzazione nei confronti di Siria e Libano e le pressioni sulle amministrazioni USA per attaccare l’Iran nascono dal tentativo di eliminare i nemici esterni prima che si presenti il problema demografico in tutta la sua complessità.
        Quando gli ebrei saranno in minoranza sarà sempre più difficile per i governi israeliani e americani giustificare una situazione di apartheid, soprattutto se gli Stati confinanti saranno in grado di mettere pressione militare e diplomatica.

        1. learco

          Volevo aggiungere che l’africanizzazione di cui parli nasce dalle guerre condotte dagli USA nell’interesse di Israele, per soddisfare la lobby ebraico-americana.
          Senza i macelli fatti dagli usraeliani per i loro fini, non certo per i nostri, non avremmo avuto le invasioni di migranti, gestite e finanziate, tra l’altro dai centri finanziari riconducibili alla nota lobby.
          Il tuo errore, Sergione, consiste nel pensare che gli ebrei siano alleati di noi cristiani, mentre il loro odio nei nostri confronti é immenso.

          1. AnnaN.

            Learco ha totalmente ragione!


  5. Io ho 87 anni :significa che nel ’40 avevo 10 anni.
    I liberator ,Marghera, li ho avuti sopra la testa a scaricare diverse volte e non su obiettive militari.
    A Treviso hanno fatto un massacro (fu messa in giro la voce che era per beccare Kesselring),più di un migliaio di morti civili.
    Grandi gli americani.


  6. Gli occidentali a favore degli interventi N.A.T.O.non sanno che la vita finisce, che dopo il trapasso c’è da fare i conti, che le disonestà si pagano. Se lo sapessero, si comporterebbero cercando l’onestà affannosamente. Forse non credono neppure all’esistenza dell’ “estero”. Pensano che sia un riferimento astratto. Dietro il confine…..di questa vita…ecco l’estero! E là saranno sorprese dolorose assai, per i disonesti intellettualmente.


  7. Sergione sempre piu’ indecente,e parla pure d’ignoranza. 🙂 ,e che argomenti… solidi,molto solidi…Uno che si chiede perche’ l’Iran “rompe le balle” in Libia,Siria, Libano,etc Iraq.Invece gli Usa,la Ue la GB, e Israele, e’ normale che siano li’ ,no? Ma si vergogni.Non merita qualifiche perche’ si qualifica da solo. Masochisti sono i kapo’,non so se mi spiego. 🙂

    1. sergione

      Pegli ma perché se la prende tanto ? Non ha altri argomenti ?
      Egitto, Libano, Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Oman, Yemen, Giordania, Tunisia, Algeria, Marocco, ecc. ecc. ecc. stanno tutti in pace con Israele e se ne fregano dei Palestinesi che sono dei parassiti che campano a spese del mondo intero.
      Fino a pochi anni fa quei paesi venivano attraversati da tutti gli occidentali anche sui mezzi pubblici senza alcun pericolo. La Siria era un paese progredito e civile e se Assad si fosse mantenuto neutrale non sarebbe accaduto niente. Ha distrutto il suo paese.
      E’ ovvio che quando scoppia una guerra ci si infila chi ha interesse. I Russi mica stanno là per la Siria ma per aumentare la loro influenza politica, procurarsi qualche base militare e contrastare la NATO (e sotto sotto anche per tutelare Israele).
      Gli unici guerrafondai del Medio Oriente sono i Palestinesi sciiti e l’Iran unico stato sciita del mondo (da quando vi è ritornato Khomeini) che per motivi di rivalsa ha attizzato tutte le tribù sciite contro i sunniti scatenando una guerra di religione.
      Che poi gli Iraniani, ex Persiani, non sono arabi e stanno ben lontano. Loro mirano solo ad inglobare la parte sciita dell’Irak con il suo petrolio .
      E’ ovvio che se c’è il pericolo che si dotino di bomba atomica tutti i paesi sunniti che ho nominato vanno in fibrillazione.
      Ed è altrettanto ovvio che qualunque Nazione se minacciata di distruzione risponde con i mezzi appropriati.
      Se Israele bombardasse l’Iran con la sua atomica nessun paese islamico interverrebbe, anzi festeggerebbero.
      Ma non succederà e non perché risponderebbe la Russia, alla quale l’Iran serve per l’accesso al mare, ma perché la Russia non consentirà mai all’Iran di dotarsi di bomba atomica.
      Learco, per quanto riguarda l’immigrazione incontrollata che ci sta invadendo grazie alla stupidità degli italiani, questi invasori non vengono dal Medio Oriente ma dall’Africa e non c’entrano niente le guerre che tu dici condotte dagli USA per conto di Israele.
      Questi arrivano perché in Italia troppi ci campano e anche bene. Oggi si sfregano le mani ma avranno di che pentirsi i loro figli, che li malediranno.


      1. A me non sembra che gli imperialisti siano gli sciiti; proprio no; tutt’altro. Chi ha messo le basi militari nel resto del mondo ai costi dei locali è anglofono e sionista. Sono i fatti. I palestinesi erano integrati in Israele prima del 1948, finché, cioè, gli ebrei locali convissero pacificamente con gli altri. I sionisti, dopo tale data, fatti immigrare dai trafficanti di imposture politiche, misero inevitabilmente gli autoctoni sulla difensiva, essendo, essi sopraggiunti da poco, all’offensiva.


  8. Sergione lei non sembra un lettore di questo blog.Con tutto quello che ha documentato il direttore Blondet sulla politica strategica angloamericana e israeliana in medioriente,e sull’alleanza con i Sauditi e sui governanti sauditi e sunniti;con tutti i crimini di guerra contro l’umanita’,tutte le violazioni delle Risoluzioni ONU;contro un oceano di informazioni acquisite,lei se ne viene facendo una piccola ricostruzione del quadro mediorientale che somiglia a un minestrone fatto con gl’ingredienti che si preferiscono tralasciando tutti gli altri.Basta considerare che il quadro mediorientale e’ molto complesso,e saperlo,grazie a Dio,perche’ anche un ragazzino possa rendersi conto che la sua velleita’ temeraria di fare simili ricostruzioni cozza contro il buon senso.Prendo atto che secondo lei l’occidente e’ presente in Siria e in medioriente perche’ ha visto che gli Stati della regione litigavano tra loro e quindi ha pensato di approfittarne:non le sembra un po’ strana questa idea?Pensa che davvero funzionino in maniera cosi’ naif le cose?E vorrebbe pure insegnarci che siamo noi gl’ingenui che non sanno come vanno le cose a questo mondo?Saddam Hussein era sciita?Nella bustina agitata da Colin Powell c’era l’antrace?Gheddafi stava davvero massacrando il suo popolo?Bhe’,se lo crede davvero,quasi e’ facile perdonarla,ma resta la mostruosa chiusura davanti alla giustizia e alla pieta’ che lei dimostra davanti alla tragedia non solo palestinese, ma siriana, iraqena,yemenita, libica,egiziana,libanese,curda,e anche italiana,per affidarla alle preghiere di credenti di ben altra forza e altezza di quella poca che posso avere io e altri come me.Per lei ci vogliono quelli bravi, quelli scelti.Scampoli di cose vere le dice,p.es. sui migranti che arrivano dall’Africa,ma anche li’ l’organizzazione finanziaria e’ la stessa,ed e’ quella che impone al popolo italiano i migranti (che in gran parte ora arrivano dalla Libia grazie alla guerra anglofrancoamericana contro Gheddafi.Trovano interessi mafiosi e parassitari (questi si’)italiani?Anche durante il Risorgimento,gl’inglesi trovarono sostegno presso i gattopardi.Non dia la colpa all’intero popolo italiano che l’immigrazione la subisce.Vabbe’,pazienza, mi rendo conto che per il suo livello d’istruzione e di cultura, lei , a modo suo fa gia’ miracoli:ma non le perdono di non di ascoltare la coscienza e la pieta’,visto che Cristo si e’ incarnato per darne una anche a lei,e di questo lei deve rendere conto.Ridurre la questione dei palestinesi a una storia di parassiti da schiacciare,bhe’…immagino che per formarsi una idea cosi’ accurata lei abbia studiato molto a lungo e molto a fondo la questione…Ma per favore…Pensi a fare il suo lavoro, piuttosto,che Dio la paghera’ in materia e in Spirito:le sue risorse almeno morali intellettuali e spirituali mi sembrano a secco e bisognose di essere rimpinguate come un torrente a fine agosto.

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