Contro il riscaldamento climatico, adottare la teoria del “gender”…?

In tutto il mondo,  in  questo momento, sono in costruzione o in progettazione avanzata 16 mila centrali elettriche a carbone . Sì, abbiamo letto bene: a carbone. Il nero combustibile altissimamente inquinante di cui i poteri transnazionali ci avevano imposto di rinunciare.

Quando queste 16 mila nuove centrali saranno in funzione, aumenterà l’attuale   capacità delle centrali a carbone oggi esistenti a 849.000  megawatt, pari a circa  il 43  per cento.  La notizia l’ha data  la Ong ambientalista  tedesca  Urgewald,  che sembra anche la sola ad allarmarsene.

“Se si costruiscono queste centrali, saltano gli obbiettivi di protezione sul clima”,  ha strillato  la  direttrice di Urgewald   Heffa Schuecking, “anche se se ne costruiscono solo una parte, il Trattato di Parigi perde valore”.

Già, il trattato di Parigi sul clima. Ricordiamo  la corale condanna di tutti i leader,  gli alti lai, gli stracciamenti di vesti, l’indignazione morale  altissima con cui  tutto il  mondo che conta in politica e nella globalizzazione (e nella neo-chiesa di BErgoglio)  accompagnò la decisione di Donald Trump di  uscire dal trattato di Parigi?

“Un errore per gli Stati Uniti e il nostro pianeta”, lamentò il neo-eletto  Macron dei Rotschild. “Il trattato di Parigi è irreversibile”, giurò  Angela Merkel,  nella sua nuova veste di supremo Euro-Fuehrer.

Trump  ( “Io sono stato eletto dai cittadini di Pittsburg, non di Parigi”) spiegò l’uscita proprio a difesa delle centrali a carbone  che avrebbe dovuto spegnere  e delle miniere americane in grave crisi  che avrebbero dovuto chiudere. L’accordo di Parigi, disse, sarebbe costato agli Usa 3 mila miliardi di dollari in PIL perduto, e 6,5 milioni di lavori, mentre Cina ed India (firmatarie del trattato, come no…) son trattate  meglio.

Germania a Carbone

La centrale di Datteln in Germania. A carbone. Ma sarà l’ultima…

E adesso, la Germania sta completando la sua centrale a carbone di Datteln, con la promessa che questa  sarà  l’ultima. Altri 61 paesi stanno completando le loro. Il più grosso progetto è in corso in India, della National Thermal Power Corporation; la Cina pare che  dedicherà alle nuove centrali a carbone il 43 per cento degli investimenti programmati nel settore energetico. L’Ucraina avendo decine di centrali a carbone e i giacimenti carboniferi nel Donbass, dove non vuole più servirsi (anche perché i suoi miliziani impediscono il trasporto),  ha comprato dagli Usa il primo carico di 700 mila tonnellate per  un valore di 113 milioni di dollari.

Zitti zitti, forse perché l’ideologia è una cosa e la realtà è un’altra,  e il sogno di energie pulite fatte con gli specchi, e le biomasse si rivela sempre più chiaramente  una fantasia: precisamente, una di quelle fantasie che il Potere finanziario sovrannazionale ci ha tante volte promesso – il libero movimento di capitali  crea benessere, l’Europa Unita ci rende più efficienti, l’euro  ci dona  stabilità e prosperità, il controllo del clima ci darà città profumate di lavanda che riciclano tutta la cacca – e  che invece si rivelano, troppo tardi, per quello che sono: mezzi per controllarci con la paura, farci accettare aumenti di costi  e di tasse, impoverimento, disoccupazione strutturale, controllo sociale sempre più oppressivo ed  asfissiante,  anche attraverso l’introiezione   nelle moltitudini  dei dettami voluti dai padroni,  come appunto l’angoscia climatica, che fanno dei nostri simili  la loro psicopolizia volontaria.

La credenza del cambiamento climatico provocato dall’uomo non è solo questo, un organo di controllo del governo mondiale. E’ anche e forse primariamente un (altro) colossale trucco con cui la finanza transnazionale,  quella cui per comodità diamo il volto di George Soros,  estrae  profitti dalle nostre tasche, dagli stati, da  tutti i produttori  del mondo, che ci ha reso suoi soggetti – anzi suoi oggetti.

Me lo ha  rivelato un articolo del professor Giuseppe Sandro Mela, che riproduco in calce.

Ma in breve:   dal 1972 l’ONU ha creato lo  United Nations Environment Programme, UNEP  che s’è arrogato il seguente compito: “Tiene sotto controllo le variazioni climatiche e, insieme ad altri partnership, si impegna a rallentare questi processi rapidi che compromettono il benessere pubblico”.  Sempre  per il nostro bene.

UNEP   è un ente gigantesco, con sei uffici regionali, dunque sparso nel mondo; il quale “Per eseguire le sue funzioni, opera in coordinamento con gli altri programmi e agenzie delle Nazioni Unite, con le altre organizzazioni internazionali, con gli Stati nazionali, con le ONG  [ecco qua la parte per Soros] e con gli esponenti del settore privato e della società civile”;  e d è in stretta “In collaborazione con l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) valuta quali cambiamenti climatici si sono avuti». Questo IPCC è stato colto più volte in flagrante alterazione dei dati scientifici sul riscaldamento climatico. Ma  passi: andiamo al sodo.

Trump ha rovinato un business titanico ai globalisti?

  L’UNEP  ha  proliferato altre entità sovrannazionali, come UNCED, United Nations Conference on Environment and Development; – UNFCCC, United Nations Framework Convention on Climate Change.. Questo ultimo, UNFCCC , ha istituito il  Green Climate Fund (Gcf),  Fondo Per il Clima Verde, che presenta come “un meccanismo per assistere i paesi in via di sviluppo in pratiche di adattamento e mitigazione per contrastare il cambiamento climatico” (“a mechanism to assist developing countries in adaptation and mitigation practices to counter climate change“).

Per finanziare queste attività di mitigazione nei paesi poveri, il World Development Report  (un rapporto ONU, ovviamente)  ritiene stanziabili  140-175 miliardi di dollari annui per i prossimi vent’anni, per l’adattamento, fra i 30 e i 100 miliardi annui. Sono già cifre colossali e che fanno molta gola; ma  ancora non bastano. Per i nuovi investimenti in energie rinnovabili, “con quelli in energie rinnovabili comprendenti il 60 per cento del totale”, il rapporto stima 16.900 miliardi di dollari. Avete letto bene: 16.900 miliardi,  di cui il 60 per cento da investire in energie alternative. Un business astronomico.

Chi paga? I contribuenti occidentali, grandi colpevoli dell’inquinamento. E chi se ne avvantaggia? I popoli del  Terzo Mondo, le  cui megalopoli  purulente diverranno giardini,  e bidonvilles mostruose saranno alimentate da energie pulite e profumate, con le nuove tecnologie  che noi occidentali porteremo   loro? Ma nemmeno per sogno.   Come dice il professor Mela, all’UNEP “gli stati europei hanno il controllo sulla gestione dei fondi, che elargiscono a chi loro faccia piacere, a beneficio delle proprie economie. Ecco come nascono i surplus commerciali di molte nazioni europee: sono finanziati dalle Nazioni Unite e, di conseguenza, dai finanziatori delle stesse”.

Ecco perché tante lacrime di Macron e Frau Merkel:  “del clima si fanno un baffo, ma per cifre come quelle  indicate (16900 miliardi!) scannerebbero i genitori”, ed ecco di colpo, Trump, uscendo dal Trattato di Parigi, “ha cessato il contributi americani all’UN Green Climate Fund, che aiuta i paesi ad  affrontare gli effetti del cambio climatico”.

US payments to the UN Green Climate Fund, which helps developing countries cope with the effects of climate change, will stop.»)

La condizione per avere gli aiuti sul clima:  siate LGBT

D’accordo. Ma, direte voi, almeno stiamo davvero aiutando  i paesi africani ad adottare energie alternative e rinnovabili, insomma combattere il riscaldamento climatico e l’inquinamento ambientale  è  – una volta che  il Capitale ha estratto  dalla benefica impresa  la sua grassa  parte –  veramente lo scopo di tutti. Salvare il pianeta, come dice Macron.

Macché. Bisogna leggere bene i criteri  secondo cui il Green Climate Fund  intende distribuire, o negare, i fondi per il clima ai paesi poveri. Qui si scopre che il Green Fund integra le sue “raccomandazioni”, ossia subordina i suoi cosiddetti aiuti,, all’accettazione della teoria del “gender” da parte di questi paesi, chiaramente la sua diffusione nelle scuole e nell’opinione pubblica (“gender mainstreaming”),  in stretto collegamento con il Gender Policy and Action Plan»,    che è  un progetto  UNICEF.

“Tradotto in parole poverissime: chi non abbracci la teoria del gender non ottiene alcun finanziamento”, scrive Mela.

Ma allora, sono davvero preoccupati del clima, oppure di diffondere il gender? Le nuove centrali a carbone in costruzione nel  mondo non sembrano proprio il pericolo più imminente. Prima del clima, i LGBT.

 https://senzanubi.wordpress.com/2017/06/02/francia-e-germania-piangono-non-sul-clima-ma-sullunep/

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22 commenti

  1. Luigi Ranalli

    La grandezza di “The Donald” è quella di avere il senso della realtà. La sua politica schietta sta squarciando il velo ipocrita che si celava dietro le varie ideologie ambientaliste, immigrazioniste, globaliste, omosessualiste.
    L’accettazione della politica gender come condizione per avere i fondi per il clima è solo l’ennesima dimostrazione che tutte queste tematiche apparentemente diverse siano strettamente collegate ad un unico disegno politico condiviso.
    Ormai è tutto palesemente alla luce del sole e nessuno che non sia in mala fede può più ingannare se stesso coi triti slogan di regime quali sostenibilità, decrescita felice, integrazione, villaggio globale, trionfo dell’amore e via delirando…

    1. Fake News

      Io personalmente non credo che “The Donald ” è grande. Mi era bastato vederlo su Youtube ai tempi delle elezioni nel suo intervento davanti all’AIPAC per capire che non aveva niente di grande. Uno che sa leccare così bene la lobby sionista credo che non possa essere un grande.
      Trump da presidente ha incontrato Netenyahu a Washington e in conferenza stampa non smetteva di chiamarlo per il suo soprannome “Bibi”… Come fa ad essere grande questo “The Donald”?
      Tra l’altro anche Macron ha fatto lo stesso ultimamente chiamando Netenyahu “Cher Bibi”.
      C’è la gara fra i grandi della terra…

      1. Luigi Ranalli

        Non fermiamoci all’apparenza, perchè un grande politico deve avere doti diplomatiche. Al di là del ruolo assai sospetto del genero katzone di Trump, sarebbe quantomeno incauto, anzi stupido, che un presidente USA palesasse aperto dissenso nei confronti di Israele. La politica effettiva di Trump e l’aperta ostilità di tutta la lobby katzonica nei suoi confronti spiega come stiano realmente le cose.
        Lei giustamente richiede che “The Donald” sia puro come una colomba: su questo nessuno di noi può garantire anche se sono speranzoso, ma sono felice che si sia rivelato finora astuto come un serpente. Non è facile far cambiare rotta agli USA avendo l’intero establishment contro. Già il fatto che finora siamo scampati al conflitto mondiale per me ha del prodigioso e lo dobbiamo anche al fatto che sia stato eletto Trump, che sta faticosamente tentando una surrettizia mediazione con la Russia, e non Killary la sanguinaria.

        1. Fake News

          No, non sono d’accordo. No, purtroppo non è cambiato nulla di concreto nella politica estera americana. Gli americani continuano a fare i loro giochi sporchissimi in Siria, in Irak, in Libia, in Afghanistan, in Europa… e il comandante sta volta è Trump.
          Comunque Trump è un beniamino dei media israeliani e questo l’ho visto con i miei occhi e non può essere un caso se lo adorano tanto. Bisogna dire che la kippah di mister Trump vicino al muro del pianto era molto in sintonia con la pettinatura bionda.
          Trump è uno showman: Un uomo di reality TV e di tweets. E per questo motivo che fa perdere la testa a qualcuno: sa come si fa. Ma per il resto non c’è niente, niente di concreto. Se ci sarà una guerra contro la Russia non sarà Trump quello che la fermerà. Firmerà subito come ha fatto ultimamente contro Russia e Europa e poi scriverà un altro tweet…
          Comunque c’è una cosa che è cambiata: Trump vuole i soldi degli altri paesi, anche con la forza. Ad esempio vuole avere basi militari in Europa e quindi occupare l’Europa e vuole anche che l’Europa paghi la sua propria occupazione…
          Trump è un businessman e sta continuando ad esserlo anche per i suoi business personali:
          ad esempio con la Cina da quando i cinesi furbi come sono hanno approvato una quarantina di marchi Trump (lo hanno fatto dopo l’elezione di Trump) lui si è calmato con la Cina. All’inizio attaccava tutto il tempo i cattivi cinesi ma adesso che il business è fiorente si è dato una calmata…

          1. Luigi Ranalli

            Lei non tiene conto delle enormi difficoltà che si trova davanti un presidente che voglia cambiare rotta.
            I giochi sporchissimi in medioriente che lei attribuisce a Trump, mentre dovrebbe imputare al sistema americano, è qualcosa che non si cambia da un giorno con l’altro. A parte gli israeliani c’è il problema dei capoccia dell’esercito USA che Trump non può inimicarsi.
            Ed una distensione con la Russia è di fatto impedita da questo scandalo montato ad arte del Russiagate.
            Probabilmente è lei ad aver perso la testa per il Trump showman se credeva che una volta insediatosi avrebbe ribaltato la situazione di punto in bianco. Ha nemici ovunque, forse persino tra le mura domestiche e persegue lentamente, difficoltosamente ma caparbiamente il suo programma.
            Non dico che ci riuscirà, avendo i Padroni del Discorso, la lobby del katz, il Congresso e parte dell’opinione pubblica radical chic contro, ma è innegabile che non siamo di fronte ad un Obama o una Killary.
            Ma forse lei si aspettava che arrivasse Nembo Kid a salvarci. Mi spiace, governare gli USA non è come fare l’assessore comunale a Sesto San Giovanni e comunque la realtà è più sfaccettata delle belle illusioni sinistrorse.

          2. Fake News

            Come avevo detto all’inizio, Io ho perso completamente fiducia in Trump quando l’ho visto all’AIPAC ed era credo 6 mesi prima delle elezioni e quindi non mi aspettavo niente di concreto da lui.
            Per me Obama e Clinton e Trump sono tutti mostri pericolosi. Cambia la forma ma la sostanza è la stessa. Sì, il sistema in USA è importante ma comunque secondo me Trump non è la persona armata di buone intenzioni… Questa è la mia visione delle cose.
            Credo che non siamo d’accordo. Non è un problema. Buona serata.


  2. Questa ipocrisia della riduzione dell’inquinamento mi ricorda quando da bambino negli anni 80 e per tutta la durata delle scuole a noi ragazzi ci rompevano le palle coi problemi della droga: compiti in classe sulla droga, ricerche a casa sulla droga. esperti in classe che ci parlavano delle droghe.Crescendo non mi sono mai drogato ma non grazie alla scuola ma grazie alla mia indole tranquilla e riservata. Al contrario la droga oggi è diventata il pane dei giovani, se ne consumano a tonnellate e di tutti i tipi!!!Non voglio scrivere altro,penso che abbiate capito la morale della favola!!!

    1. luca

      si, certamente, ma vorrei farle notare che le droghe sono pane per i giovani non da oggi. E anche che le droghe sono arrivate in Italia nei primi anni ’70 e non a caso….
      buona giornata


      1. E’ arrivata in Italia nella borghesia corrotta fra le due guerre, poi temporaneamente regredendo, fino a ricomparire a metà degli anni ‘sessanta del secolo ventesimo.

  3. Andrea Pilati per traterraecielo.live

    Buon giorno a tutti ed un ringraziamento a Sig. Maurizio per la cura degli articoli.
    Global warming, la frottola con la quale scusare tutto. Nanoparticolato avio disperso “per il nostro bene” contenente soprattutto alluminio atto a sedare gli animi inquieti che chiedono chiarezza, verità, che si ribellano perché, ahimè, si informano.
    Con il Global warming puoi vendere l’antica tecnologia dei pannelli fotovoltaici passata come la manna dal cielo ed innovazione tecnologica.
    Con il Global warming puoi colpevolizzare e tassare chi ha un’auto vetusta, costruita da coloro che ne sapevano perfettamente il grado di inquinamento, ma tu sei il colpevole.
    Con il Global warming puoi scusare l’avvento di nuove patologie dovute ai cambi climatici da esso indotti. E quindi nuovi medicinali per nuove patologie o nuovi vaccini, che adesso è di moda.
    Con il Global warming puoi permetterti di pontificare dai palchi l’allarmante crescita demografica che distruggerà le risorse di Gaia a meno di non intervenire per sterminare un po di persone…
    Su questo consiglio la lettura di questo articolo e la visione dei relativi video:
    https://traterraecielo.live/2017/02/20/cdc-e-autismo-con-un-po-di-mercurio/
    Il testimone di Bill Gates lo ha raccolto ora anche il “nostro” Mercalli che, al termine di una conferenza pubblica dalla mie parti, ha decretato il grave pericolo della crescita demografica.


  4. La relazione tra politiche gender e clima è questa: più gender = meno nascite = riduzione della popolazione = riduzione del fabbisogno energetico = inquinamento ridotto.
    Se si arrivasse, come prospettano e sperano, ad una popolazione mondiale di 500.000 unità, di inquinamento non rimarrà traccia


    1. Rimarrebbe però l’inquinamento morale della dirigenza rimasta. Anche solo uno di quei diavoli appesterebbe l’aria di strida, oliacci, zolfo e pece rovente, più i miasmi blasfemi. Non sono gli innocenti, ad inquinare, per quanto numerosi essi pur siano. Iddio ha provvisto che i puri di cuore, ai sensi del Vangelo, purifichino a propria volta, dalla grazia divina, dal Padre trasmessa loro.

    2. Backward

      @Francesco Saladino
      Credo anch’io che la promozione dell’omosessualità possa avere lo scopo di ridurre la popolazione.
      E non bisogna cadere nell’errore di credere che le crisi ambientali siano invenzioni. Solo un cieco può non accorgersi dello stato in cui il pianeta è ridotto; prendere atto che anche l’ambientalismo è occasione di affari non dovrebbe far sottovalutare la drammaticità della situazione.


  5. Anche l’emigrazione controllata dall’Africa/Asia all’Europa rientra in questo piano di riduzione della popolazione globale. Se rimanessero in Africa continuerebbero a fare figli su figli. In Europa la loro attività sessuale, almeno al momento, è ridotta. E quando (o se) metteranno su famiglia, per forza di cose limiteranno la loro attività procreatrice, stabilizzandosi sui livelli degli oriundi europei


  6. Si, l’argomento del riscaldamento globale è futile. Quello che spaventa, invece, è la dissoluzione morale attuata dalla concezione genderista dei demoni, nemici dell’ordine etico divino, originale. Si, Platone, il filosofo, aveva ragione. Il modello dato da Dio è originale, eterno, quindi da sempre. La famiglia, come concepita dall’Essere supremo, è modello perfetto. I demoni vogliono alterarlo.

  7. Massimo

    Confidare nell’uomo, o nella sottospecie moderna, quella progressista, democratica, (libertaria, liberale o catto-comunista fa lo stesso…), quella antropologica, che scruta l’orizzonte di un futuro che mai arriverà, (la vecchia fake del “sol dell’avvenire”…) produce inesorabilmente bassezze, malizie, porcheria di ogni… gender. E’ la “legione” dei senza Dio o dell’Avversario, di cui parlano le Scritture. La loro intelligenza è una cabala che scruta i mali (gravissimi), le infezioni (profondissime) dell’anima contemporanea con la barba di freud, le “sedute” psicanalitiche e il baraccone maligno delle immagini, che hanno ucciso gli antichi sogni dell’uomo. Verrebbe da ridere, se le cose non fossero invece tanto drammatiche, tragiche. Ma che volete? derisa e “archiviata” la Conoscenza, la Tradizione, agli scienziati del progresso e della tecnica, alle schiere di “eletti” del pianeta, con la loro illuminata corte dei miracoli, convinti che siamo prossimi all’appuntamento fatale, “messianico” con la Storia, non resta che allungare sul mondo il frutto guasto della prima grande tentazione: le pietre trasformate in pane. Mai orgoglio più grande…inganno più fatale. Quello che veste i panni dei “leader” del mondo, che porteranno nelle nostre case i “salami” trasportati dai droni (loro lo fanno ovviamente, per portare nelle aree remote medicinali, servizi…e bombe intelligenti, quando “serve”…) sempre per il nostro bene ovviamente, o quello dei criminali del business del cambiamento climatico (prodotto non dalle auto, ma artificialmente, da quell’altra setta”messianica” di maghi neri, della geo-ingegneria), o quello della finanza maledetta. Dell’usura.
    Per tentare di combattere contro questi giganteschi cumuli di miseria umana, occorrerebbe prima fare 40 giorni di digiuno, nel deserto,..

  8. alvin

    Come ha commentato anche Palmisano, non sono 16.000 ma 1.600.
    Il numero di 16.000 è assurdo, sarebbero quasi 100 centrali per ogni nazione compreso Montecarlo e il Vaticano.

    Anche se a ben vedere sono una enormità anche 1.600.

  9. Pierpaolo

    Ma chi ha detto che le centrali a carbone inquinano mentre quelle a gas o a nafta no.
    Dipende, invece, da come sono progettate e, soprattutto, da come sono gestite e manutenzionate.


    1. Le centrali a carbone inquinano eccome e provocano infertilità alla terra e tumori alla popolazione. Sono nato vicino alla centrale a carbone di Cerano e quando ero ragazzo in quell’area crescevano piante di carciofi alti due metri e piene zeppe di capolini. Oggi non superano i 50 cm e hanno capolini radi. I paesi lì intorno hanno una percentuale altissima di morti per tumori. Quando, qualche anno fa mia madre se ne andò per un glioblastoma altre cinque persone morirono negli stessi giorni in un raggio di 100 metri da casa…


  10. E’ probabile che i problemi ambientali siano strumentalizzati, ma è innegabile che esistano e siano giganteschi e straordinariamente complessi, e che che gli stati uniti non possono insegnare nulla al resto dell’umanità in materia ambientale. Giusto due esempi che forse non tutti conoscono:

    1) gli americani sono meno del 5% della popolazione umana ma consumano oltre un terzo dell’energia mondiale (per non parlare delle altre risorse). Se tutta l’umanità consumasse come gli americani, semplicemente la terra non esisterebbe più.

    2) il metano ha un potenziale effetto serra 30 (trenta) volte maggiore della CO2, e le emissioni di metano sono per larga parte dovute alle flatulenze della popolazione bovina. Se la Fast Food Nation rinunciasse ad allevare (e sterminare) 100 milioni di bovini, ne guadagnerebbero in salute sia la Terra sia i cittadini americani.
    Purtroppo non c’è speranza, se pensiamo che c’è gente in america che pensa che il latte al cioccolato venga prodotto dalle mucche marroni.

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