PUTIN “COSTRUTTORE DI PACE” GEOPOLITICO (POSSIBILE CHE SION…?)

L’ultima è,ovviamente, la clamorosa visita del re saudita Salman a Mosca – una prima storica assoluta –  con la firma del preliminare per l’acquisto dei missili antiaerei  S-400 e l’impegno, parimenti firmato, per  cui Mosca “aiuterà il Regno a sviluppare la sua propria industria militare”.  Inoltre le due nazioni (ha detto Lavrov alla fine dell’incontro tra Putine Salman) “sono d’accordo sull’importanza di combattere il terrorismo, di trovare soluzioni pacifiche nella soluzione dei conflitti in Medio Oriente e sul principio della integrità territoriale”. 

Ora, non occorre ricordare che l’Arabia Saudita è il primario e dovizioso  finanziatore del  “terrorismo” in Siria  con miliardi di dollari  in stipendi ad armi a oltre 200  mila combattenti – allo scopo precipuo di violare l’integrità territoriale della Siria, ossia smembrarla, e rovesciarne il governo legittimo. Che è nemico giurato di Iran ed Hezbollah e tutti gli sciiti, la cui difesa militare ha scongiurato lo smembramento della Siria e la cacciata di Assad.  Men che meno occorre ricordare che il Regno wahabita ha sempre comprato miliardi di armi Made in Usa, essendo il principale cliente del complesso militare-industriale, e dipendendo per la sua sicurezza internazionale da Washington.

Non è un rovesciamento di alleanze  – restano  visioni divergenti sugli sciiti – ma è un impressionante cambiamento  rispetto a solo  pochi mesi fa. Il re saudita non si sente più protetto dagli Usa – o almeno non efficacemente – e si fida più della parola e dell’impegno di Mosca alla proprio “integrità”.   Adesso Russia e Saudia si stanno concentrando su un interesse comune ben chiaro:  far aumentare il prezzo del greggio (la Russia non è parte dell’OPEC) per il 2018.

Il professor Michel Chossudosky (il noto autore del sito canadese Globalresearch) ha fatto un rapido elenco dei “profondi sconvolgimenti delle alleanze geopolitiche cha stanno  per prodursi, minando l’egemonia USA in Medio Oriente ed   Asia centrale”, per effetto  dei ciechi errori americani e dei fermi successi di  Putin,  che i paesi dell’area stanno cominciando a vedere  non come una minaccia ma una  potenza militare di mediazione e di stabilizzazione, della cui parola, amici e “nemici”  possono fidarsi.

La Turchia,

membro della NATO, pilastro fedele  dell’Alleanza contro l’URSS, nonché con Erdogan   una delle forze scatenate contro Assad, sostenitrice di jihadisti  e acquirente del petrolio di Daesh, adesso   sta conducendo manovre militari congiunte con l’Iran attorno allo “stato” kurdo iracheno,   sostenuto dagli Usa  e Israele,nella  cui indipendenza vede – esattamente come Teheran –   un pericolo esistenziale per la Turchia; sta combattendo i ribelli curdi, sostenuti dagli Usa, che combattono contro Assad in Siria.  Ed anche Erdogan sta comprando  gli S-400 da Mosca, strappo primario al  coordinamento e all’integrzione degli armamenti NATO fra alleati. La cooperazione militare di Ankara con Israele (più o meno occulta in funzione anti-Assad) è oggi gravemente minata.  “Il legame più stretto che Ankara ha stretto con l’Iran contribuiranno a nuocere alle strategia USA e NATO a livello dell’intero Medio Oriente”.

Arabia Saudita e Qatar

Chi si ricorda l’ultimatum e il blocco commerciale che il  regno Saudita ha elevato contro il vicino Qatar, azione applaudita e sostenuta personalmente da Trump?  Ha spaccato il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG),  ossia l’alleanza  di Arabia Saudita coi vicini emirati e staterelli  sunniti,  tutti vassalli dipendenti dalla protezione USA. Gli emirati e il Bahrein stanno con Ryad contro Qatar, mentre questo ha l’appoggio dell’Oman e del Kuweit. Risultato: “L’indebolimento degli USA  nel Golfo Persico”.

Peggio. Lo scopo del  CCG era di isolare l’Iran.   I fulmini sauditi sul Qatar sono stati giustificati, fra l’altro, dall’accusa che Doha mantiene occulti legami con Teheran – che del resto è il suo dirimpettaio nel Golfo. L’effetto del blocco è stato che questi rapporti di amicizia, da occulti, sono diventati palesi  ed ufficiali, politica di interesse nazionale: l’Iran ha immediatamente mandato rifornimento al Qatar, rendendo inefficace  il blocco saudita.  Peggio, Iran e Qatar sono diventati rapidamente soci nell’industria petrolifera,  per lo sfruttamento congiunto di gas naturale nel giacimento sottomarino esistente fra i due Paesi,   aderendo a “una struttura di proprietà congiunta” del giacimento stesso. Che è di “una importanza strategica, costituendo le massime riserve mondiali di gas naturale”,  dice Chossudovski. Inutile dire che Russia  e  China hanno parte in questo progetto  estrattivo. Lo scomodo  intruso  in questa felice cooperazione è il Pentagono, che in Qatar ha la base militare più  grossa, quella da cui il CENTCOM ha guidato  i bombardamenti d’appoggio ai suoi jihadisti in Siria, e da cui continua ad operare i suoi piccoli assassini e vendette, come quello del generale Asapov, atti  gangsteristici,  ma di entità strategica nulla.

Ora la base US CENTCOM  in  Qatar è la primaria base di attacco all’Iran, se  Trump dichiarerà (come vuole)   Teheran in violazione dell’accordo sul nucleare e – come spera Netanyahu –   ciò porterà ad un  conflitto caldo contro il nemico esistenziale del giorno di Sion. Ciò mentre  il Qatar è diventato amico e partner  dell’Iran, che Sion e perciò Washington vogliono  incinerire.  “Gli USA cercheranno di rovesciare il regime al potere in Qatar?”.

il giacimento Qatar-Iran.

Il Qatar doveva essere il gran beneficiario del gasdotto che doveva passare per la Siria (ecco perché Assad doveva essere sostituito da un regime jihadista) e portare il gas qatariota  alla clientela in Europa; un gasdotto sostenuto dagli Usa, perché avrebbe sganciato gli europei dalla dipendenza energetica dalla Russia, ed   è  il vero motivo della crudele guerra  dell’Occidente contro la  Siria: Assad aveva rifiutato di partecipare a un progetto che avrebbe danneggiato la  sua alleata Russia.

I due progetti concorrenti. quello in blu è la casua della sistruzione della Siria. Adesso inattuale. 

Adesso, l’amichevole sfruttamento congiunto del loro giacimento marino fra Qatar e Iran, rende inutile quel progetto; e induce Doha ad aderire al progetto alternativo, di un gasdotto che partirà dal porto di Assulieh, in Iran, e traverserà Persia, Irak e Siria per sboccare in Turchia, ai mercati europei. Diffondendo nel passaggio ricche royalties a tutti gli stati  qui nominati. E’ un progetto sostenuto da Mosca. Il Qatar  inoltre conta di unirsi  ad un oleodotto  che  collegherebbe l’Iran alla Cina attraverso il Pakistan  sempre a partire dal porto di Assoulieh.

Risultato: “Il controllo geopolitico della Russia sui gas e oleodotti in direzione dell’Europa si è consolidato”, invece di indebolirsi come sperato dagli Usa (e NATO).

India e  Pakistan nella Shanghai  Cooperation Organization (SCO)

Il 9 giugno scorso India e Pakistan i due storici  nemici (pericolosamente nucleari) sono stati ammessi simultaneamente nella SCO,  l’organizzazione   eurasiatica russo-cinese, che ha il quartier generale a Pechino, con lo scopo di unire gli interessi economici, politici e militari dei vasti stati asiatici. Una organizzazione di stabilità e di sicurezza reciproca. Anche se non è una vera alleanza militare,  l’entrata di India e Pakistan nello SCO sconvolge la loro collaborazione o dipendenza militare dagli USA,  che si avvantaggiava della loro mortale rivalità armando l’uno e l’altra. Lo SCO  sarà la sede di normalizzazione dei rapporti fra i due paesi. Se l’India  rimane allineata con Washington, il Pakistan si sta liberando dalla morsa dell’”alleato” Washington, con cui tanto funestamente ha collaborato in decenni di lavoro sporco  (dall’insediamento dei Talebani in Afghanistan e alla formazione di  Al Qaeda),  e da cui ha ricevuto massacri e bombardamenti americani  delle sue zone tribali – grazie agli accordi di commercio e d’investimento offerti al Pakistan da Pechino, oltre che dall’avvicinamento con l’Iran  e la Russia nella Shanghai Coop. “Con l’entrata di India e Pakistan, l’SCO occupa ingloba una regione del mondo che occupa la metà della  popolazione mondiale”.

 

Ed è una titanica heartland da cui gli americani sono – o più precisamente, si sono – esclusi. Esclusi con la loro politica di doppiezza e di nuda aggressività.

Disfatta l’America neocon

Il che pone la questione: sotto l’influenza neocon (ossia israeliana) Washington ha condotto   per un ventennio  una “politica di potenza”   di destabilizzazione, vera e propria “distruzione di pace”, che ha seminato immense rovine,   provocato milioni di morti e di profughi,  eccitato odi e divisioni   –   ed ecco il risultato: di  diventare un nemico impotente per i nemici, ed un alleato  infido  per gli amici, che hanno provato i suoi tentativi di  “cambio di regime”  dietro le spalle (come Erdogan).  Un distruttore di pace detestabile e spregevole per gli uni e gli altri,  ché dà segni sempre più evidenti e pericolosi di impazzimento nichilista. I quali, amici e nemici, adesso si volgono a Putin  come pacificatore. Sì, anche i nemici di ieri:  perché Mosca, col suo intervento militare di mezzi modesti, ma deciso e insieme decisivo  (in questi giorni la sua aviazione sta  “ripulendo” i resti jihadisti  in Siria, ammazzandone i capi) , e insieme politicamente cordiale, si pone ora come pacificatrice e riordinatrice.

Anche i sauditi, che la Russia ha sconfitto in Siria,  vedono in lui –  dopo che un “nemico” che però non minaccia regime change – un garante fidato e sicuro, un de-escalatore della tensione mortale  con l’Iran (da cui Riyad uscirebbe perdente), e un moderatore delle indubbie vittorie sciite nell’area. La Russia sta operando attivamente per la riconciliazione di Hamas con l’autorità palestinese, il che contiribuirà a  placare alcune ansie anti-iraniane dei sunniti e dei  sionisti;  è probabile che venga chiamata  a  mediare nella questione curdo-irachena, contro cui Iran e Turchia (e Irak) stanno affilando le armi.

https://www.haaretz.com/middle-east-news/palestinians/.premium-1.812001

 

Beati i costruttori di pace”, vien  da dire:  sarebbe la conferma   geopolitica del detto evangelico. Se non che, non posso  credere che gente come i sionisti, come Netanyahu, come i neocon,  nel loro delirante credersi Messia  onnipotente,  possano adattarsi a una tale  disfatta  e accedere alla pari al piano di  cordiale  pacificazione dell’area che la diplomazia russa  sta costruendo  con lealtà  e generosità. Mi aspetto qualche  colpo ritorto. Anche Sayyed Nasrallah, il capo di Hezbollah libanese, ha “sentito”  nel suo discorso di Ashura (che abbiamo postato qui a fianco),  che i sionisti apriranno una nuova fase di guerra. Finale.

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21 commenti

  1. Diego Grandi

    Ma guarda in che razza di guai geopolitici si sono cacciati, ed hanno cacciato anche noi, da bravi cagnolini scodinzolanti, gli Yankees per seguire pedissequamente le “direttive” dei Khazari. Più passa il tempo e più nitidamente si percepisce che nel grande gioco vi siano due fazioni: una per la Pace, il Diritto e l’Ordine; l’altra per la guerra “sine die”, la “legge della giungla” ed il caos.


  2. Il portavoce del ministro della Difesa russo, generale Igor Konashenkov, ha messo in discussione l’affermazione degli Stati Uniti secondo cui la loro base presso At Tanf nel sud-est della Siria è stata utilizzata per attacchi contro gli islamisti.
    “La creazione illegale della base militare statunitense sul confine siro-giordano nell’aprile 2017 — ha detto — è stata giustificata pubblicamente dalla necessità di condurre operazioni contro l’IS. Ma sappiamo di nessuna operazione americana che è stata lanciata contro l’IS negli ultimi sei mesi della sua esistenza”.
    La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha dichiarato a giugno che non avrebbe lasciato la guarnigione di At Tanf fino alla sconfitta dell’IS.
    Ma mercoledì Konashenkov ha accusato invece la coalizione di sostenere l’IS.
    Secondo Mosca, la base è stata utilizzata due volte per colpire le forze schierate con il governo siriano che combattono gli islamisti.
    La base statunitense nell’area sud-orientale dell’At Tanf di Siria ha trasformato questa striscia di confine con la Giordania in un “buco nero” che genera ondate di insurrezioni islamiche.
    Il Pentagono ha affermato che la base è utilizzata dagli istruttori statunitensi, britannici e norvegesi per addestrare militanti del Free Syrian Army, ha spiegato l’alto ufficiale russo, aggiungendo che l’avamposto è protetto dall’aviazione tattica e dai sistemi a razzo multipli HIMARS.
    “In realtà — ha detto Konashenkov —, At Tanf si è trasformato in un ‘buco nero’ di 100 chilometri sul confine statale siro-giordano e invece dell’esercito siriano libero stanno scaturendo gruppi mobili dell’Is che fanno incursioni per lanciare operazioni terroristiche sovversive contro truppe siriane e civili”.
    https://it.sputniknews.com/mondo/201710065107112-siria-nessun-raid-antiis-da-base-usa/

    Forse, come affermava ieri lo stesso Igor Konashenkov, ” casualmente ” ( per errore come dicono gli Usraeliani quando fanno delle stragi e ammazzano i soldati siriani ed altri in giro per il Mondo , YEMEN DIMENTICATA DA TUTTI…. ) anche quella base sarà cancellata dalla faccia della Terra con altri veloccissimi uccellini Kolibri.

  3. learco

    Il 15 Agosto 2012, l’israelo-americano Richard Silverstein ha pubblicato sul suo sito “Tikun Olam” (Riparare il mondo, in ebraico) un estratto del documento, sottoposto al Gabinetto di sicurezza israeliano, relativo all’attacco all’Iran.
    La sua fonte, interna al governo sionista, avrebbe passato al blogger il dossier perchè preoccupato delle intenzioni di Nethanyahu e Barak.
    Secondo questo documento, in una prima fase verrebbero attaccate le infrastrutture iraniane e le basi missilistiche sotterranee di Khorramabad e Isfahan.
    Le centrali elettriche, poi “saranno paralizzate grazie a corto circuiti provocati da munizioni in fibra di carbonio più sottili di un capello che di fatto renderanno i trasformatori inutilizzabili”.
    In seguito, verrebbe la seconda fase: “Decine di missili balistici, in grado di coprire una distanza di trecento chilometri, saranno lanciati contro la Repubblica islamica dai sottomarini israeliani posizionati vicino al Golfo Persico.
    Missili non dotati di testate convenzionali, ma con punte rinforzate, progettate per penetrare in profondità”.
    Il governo israeliano non ha mai smentito quanto pubblicato da Silverstein.

  4. Giuseppe M.

    Però Direttore, sono molto confuso ultimamente e non capisco ste cose più grandi di me.
    Comprendo le ragioni geopolitiche di una Russia che si pone strategicamente come attore di prim’ordine in Medio Oriente, come mediatore nei rapporti in itinere tra questi Stati, ma…..il vendere le armi ai turchi (infidi che tra l’altro hanno loro abbattuto a tradimento un aereo e chissà cos’altro) ed ora ai sauditi che hanno inondato di dollari terroristi, scuole coraniche per la diffusione di quel wahabbismo che tutti dicono di combattere.
    Non lo capisco, mi inquieta.
    Perché le armi? Perché quel sistema missilistico di cui si dice sia micidiale.

    Ho già preso una cocente delusione con Trump, delusione a cui però ero preparato e avevo messo in conto. Ma Putin no. Non digerirei una eventuale delusione. E questo vendere le armi a regimi simili (nemici al pari dei loro burattinai) mi fa vedere lo spettro di una possibile futura delusione.

    Non so come, ma spero mi chiarisca meglio le idee, perché io questo gioco geopolitico da menti raffinatissime (cit. non ricordo chi) proprio non lo capisco e la nebbia anziché via via diradarsi si fa sempre più fitta


    1. Anch’io penso che sia un po’ spericolato vendere dei sistemi misilistici d’avanguardia a dei paesi sostanzialmente nemici. Va però detto che di ogni sistema d’arma esistono varie versioni e vari software e credo che i russi non cederanno l’ultimo modello e anzi si tengano in mano qualche carta da giocare, non ultima quella dell’assistenza tecnica, ovviamente in loco e ovviamente con secondi fini. Gli amici tienteli vicino, i nemici ancora più vicino.

      1. alvin

        Anch’io mi ero fatto le stesse domande quando Putin aveva venduto gli S400 alla Turchia. Ma ora che li ha venduti pure all’Arabia mi è tutto chiaro. Gli S400 sono a protezione anti-americana. Ormai tutti si sono resi conto della loro doppiezza, e vista la mala sorte della Libia, come difendersi dagli aerei americani o NATO in caso di voltafaccia? Con gli S400 russi, di cui hanno paura tutti. Putin invece non prevede nessuna guerra di attacco, ed inoltre loro conoscono bene gli S400, magari sanno anche come annullarli.

    2. Marian

      “..Perché le armi? Perché quel sistema missilistico di cui si dice sia micidiale…” (Giuseppe M.)
      Sicuramente i missili S-400 russi costituiscono un sistema micidiale di difesa terra-aria. E sottolineo “difesa”. Ma difesa da chi ? Dagli attacchi arei degli F-35 americani in dotazione ad Israele e agli Alleati Nato. L’uso degli S-400 è il sistema di contraerea più efficace per proteggere le truppe terrestri e la popolazione civile dal rischio di bombardamenti dell’aviazione nemica ( incluso ogni tipo di velivolo, anche gli F-35 stealth ). Del resto è consuetudine dei Russi vendere soprattutto armi difensive. Se l’ Arabia Saudita volesse ‘svoltare’ verso la Russia saprebbe come fronteggiare eventuali ritorsioni di Usa e Israele. Salman ha già capito da che parte soffia il vento…


    3. Lei si accosta alla politica internazionale con l’ingenuità di un bambino. E’ disarmante constatare come la stragrande maggioranza delle persone elabori le proprie interpretazioni sulla base delle mitografie propagandistiche, cui mostra di credere sinceramente.

  5. learco

    Per avere un’idea di come stanno vivendo la nuova situazione strategica mediorientale gli israeliani, ecco cosa scrive l’analista militare Eyal Zisser su Israel HaYom, il giornale di proprietà di Sheldon Adelson, grande finanziatore della campagna di Trump.
    Da notare che l’autore ammette che la popolazione accoglie festosamente i soldati russi e questo stona con quanto ci hanno propinato finora i media occidentali:

    “La Russia è il grande vincitore della guerra civile siriana.
    Le sue forze militari sono schierate un po’ in tutto il paese, anche nel sud, non lontano dai confini con Israele e Giordania. Sorprendentemente i soldati russi vengono spesso accolti festosamente dai residenti dei villaggi che fino a poco tempo fa venivano pesantemente bombardati dagli aerei di Mosca.
    Il fatto è che gli abitanti del Medio Oriente sono abituati a riconoscere al volo dove sta la forza, e sanno come devono regolarsi per sopravvivere nella impossibile realtà di questa regione.
    Ma i russi non avrebbero ottenuto così tanto senza l’apporto dell’Iran, che rimane partner essenziale del tentativo di Mosca di salvaguardare una fragile calma in Siria.
    Dopo tutto, ciò che ha effettivamente determinato il risultato sul terreno non sono stati gli aerei russi o le unità russe schierate in Siria: sono stati gli iraniani e i loro alleati, i volontari sciiti e i miliziani Hezbollah.
    L’Iran non si lascerà sfuggire tanto presto la preda, e ha abbastanza pazienza per aspettare fino al momento giusto per riscuotere i dividendi.
    Nel frattempo, Teheran rafforza la sua presa sulle aree che la Russia ha liberato per lei.
    Si tratta di un affare vantaggioso: invece che posizioni lungo il confine con Israele, gli iraniani avranno un porto sulla costa siriana e un’intera struttura militare da Damasco fino al confine iracheno.
    La realtà in Siria e in Libano è decisamente cambiata e Israele deve attrezzarsi per affrontarne le conseguenze”.


  6. Se ci pensiamo bene, non c’è da inventare nulla, Sun Tsu e Clausewitz avevano già chiarito bene come si conducono le guerre; Due soli spunti, vado a memoria: una guerra deve avere un obiettivo solo e uno soltanto; Si devono combattere solo le guerre inevitabili, in quel caso colpire veloci senza tentennare e con tutta la potenza necessaria, dopodiché si passa alla diplomazia. Infine, ma in altre epoche non ci sarebbe stato bisogno di dirlo, sostenere gli alleati, non tradire, non fare doppi giochi. Guarda caso, l’America, sottomessa al suo alleato sionista ed ora pure lacerata all’interno, ha fatto tutti gli errori possibili e si è spesa e consumata peggio dei suoi mercenari jihadisti da quattro soldi. Ora il suo più grande danno è la perdita di immagine e di credibilità, la sua assimilazione, nella percezione del mondo, all’immagine che il mondo ha del suo padrone. Dall’altro lato, Cina e Russia hanno un progetto alternativo al dominio geopolitico nordatlantico e una strategia coerente di lungo periodo per realizzarlo e il mondo se ne sta accorgendo e reagisce positivamente. La Terza Roma sta costruendo molto più che solide alleanze politico-commerciali. Qualcuno può avvisare il cameriere Gentiloni?


  7. IL PUNTO DI VISTA RUSSO SUI REFERENDUM SEPARATISTI IN SPAGNA E IRAQ

    #THESAKER
    unz.com
    #SaDefenza

    I recenti referendum in #Catalogna e #Kurdistan, nonostante gli sviluppi cruciali per la #Russia, hanno portato ad un vivace dibattito nei media russi e nell’opinione pubblica russa. Il Cremlino si è astenuto dal rendere affermazioni forti, forse indicando che ci potrebbero essere diverse scuole di pensiero su questi temi nei ministeri chiave. Guardiamo queste due situazioni dal punto di vista russo.
    http://sadefenza.blogspot.it/2017/10/il-punto-di-vista-russo-sui-referendum.html

  8. learco

    Paradossalmente, il tentativo israeliano di tenere ancora viva la guerra civile siriana con l’impiego dei curdi, rischia di rivelarsi un errore strategico molto grave.
    In questo momento ciò che avvicina russi e iraniani sono: l’interesse a salvare l’alleato siriano, il desiderio di sconfiggere il jihadismo sunnita e il tentativo di contenere l’influenza americana in Medio Oriente.
    Ma, una volta conclusa la guerra probabilmente emergeranno approcci, ruoli e visioni a lungo termine diversi.
    “La Russia è un paese laico con obiettivi globali, mentre l’Iran è una teocrazia con obiettivi religiosi” ha spiegato Oli Omidi, professore di relazioni internazionali all’università iraniana di Isfahan.
    Per Mosca la Siria è solo una delle tante pedine da utilizzare sulla scacchiera mondiale contro gli USA.
    La sua intenzione è quella di mantenere un governo amico a Damasco, le basi navali sul Mediterraneo e riaffermare il suo ruolo di grande potenza, ma intende mantenere relazioni amichevoli e pragmatiche con Israele e con gli Stati arabi sunniti.
    Il fatto che la Russia non abbia ancora fornito all’Iran gli S-400 e sia contraria al nucleare iraniano dimostra una certa diffidenza e potrebbe in futuro provocare dissidi tra gli attuali alleati.
    Anche in Iran la concessione di una base aerea ad Hamedan a favore dei russi nel 2016 aveva provocato feroci polemiche nel Paese e il ritiro, tra feroci polemiche, dei bombardieri di Mosca.


    1. per motivi religiosi sciiti che non stò qui a spiegare la politica Iraniana è di fatto, da sempre, pressochè I N D E C I F R A B I L E. La mia sensazione è però che Russia, Cina e Iran siano una cosa sola, soprattutto sul nucleare. Quanto a tel aviv ha poco da sbraitare: è sotto il tiro di armi nucleari Russe. E lo ha voluto da sola. In Siria hanno fatto le pentole senza i coperchi


  9. La Turchia si allontana dall’occidente perché l’occidente vuole dimezzarla, staccandone la parte orientale al fine della realizzazione del Kurdistan estensivo. L’Arabia Saudita si discosta dall’occidente perché sa che l’occidente la vuole spaccare in due separando l’Hejaz dal territorio intorno a Riad. Se pure i sauditi preferiranno il rublo o un’altra moneta rispetto al petroldollaro, seguiti da altre nazioni ancora, allora gli USA, già colpiti dalla fuga delle grandi industrie, dai cicloni, dalla criminalità, dall’usura, dalla diminuzione di ordinazioni alle fabbriche di armamenti, dal calo demografico, dalle volubilità della borsa e dalle divergenze istituzionali, con la fuga internazionale-a catena- dal petroldollaro scomparirebbero a ritmi spaventosi fra luci psichedeliche, balzi di attori demoniaci fosforescenti, strida ed incubi, il tutto nel nome di chi sa quale “libertà” hollywoodiana ingannevole.


  10. Possibile che Sion….abbia molto poco a che fare con il NWO ? Giá.
    Il punto di svolta infatti é stata la recente rottura tra Germania e Turchia e una nota del Bundesnachrichtendienst (BND – la agenzia di intelligence ufficiale della Germania) in cui si faceva notare come l’Arabia Saudita abbia una funzione di grave destabilizzazione in Medio Oriente. Cosa sará mai successo ? In Germania il deep-state é stato visibilmente depotenziato e messo all’angolo.
    Ma facciamo un passo indietro.
    Il deep-state é sempre stato europeo (cioé tedesco) e non americano. L’America é sempre stata una colonia coperta della Germania. Basta guardare chi fosse il consigliere militare di George Washington: era un prussiano tale Wilhelm Friedrich von Steuben. Alcuni esempi di asset tedeschi nell’establishment USA ? I fratelli Dulles, Roscoe Hillenkoetter, Prescott Bush tanto per nominare quelli piú decisivi.

    Per il resto la cronistoria (che dovrebbe essere nota) é la seguente:
    Rosacroce (Germania – 1614) –> Ordine degli Illuminati (Germania – 1776) –> Unificazione tedesca (1870) –> costituzione della Abwehr (1920) –> costituzione del Deutscher Verteidigungsdienst (1943-44) –> costituzione dell’Unione Europea (1992).
    En passant si puó aggiungere che fu proprio la Germania di Guglielmo II a finanziare la rivoluzione bolscevica e a costituire l’URSS, che altro non era se non una filiale governativa tedesca: la guerra tra 3° Reich e URSS puó in questo senso essere vista come una guerra intra-tedesca. Anche la rivoluzione zapatista era stata segretamente finanziata dalla Germania, in merito é presente un ottimo libro di Antony Cyril Sutton sull’argomento.

    Vi ricordate quando la Falange Armata rivendicava gli attentati negli anni 80-90 ? Nessuno ha mai capito come mai venisse usato un accento tedesco in quelle rivendicazioni. Ma se si fa 1+1 lo si capisce. La Falange Armata era verosimilmente la sezione italiana del Deutscher Verteidigungsdienst.

    Tangentopoli ? Una gigantesca operazione coperta dei servizi deviati tedeschi per eliminare tutti quei politici italiani che avrebbero potuto essere contrari all’entrata dell’Italia nell’UE e nell’Euro (UE e Euro che erano e rappresentano un piano egemonico tedesco).

    Consiglio comunque di leggere il seguente libro di Cristopher Story per avere una idea del quadro generale:
    http://exopolitics.blogs.com/files/the-new-underworld-order-christopher-story.pdf


  11. Sarò forse semplicistico sulla faccenda degli S400, ma a me pare del tutto chiaro e coerente il modus operandi dei russi.
    Esso ricalca, o per lo meno tenta di farlo, la antica politica che condusse alla Pax Romana, o Pace di Augusto, un periodo di quasi due secoli nel quale Roma al massimo della sua potenza, dichiarò chiusa l’epoca delle guerre civili e riuscì a pacificare un vastissimo spazio, prima preda del caos causato dagli scontri tra poteri interni l’impero.

    In questa ottica gli S400, formando uno scudo praticamente impenetrabile se non ad un prezzo altissimo di perdite di uomini e aeremobili, annullano di fatto le forze aeree, rendono inutili le portaerei e costringono alla quasi immobilità i cani sciolti della guerra, sottraendo loro le forze aeree, che sono monopolio di Usa e Israele (oltre agli stessi russi, ovviamente) e di cui i due suddetti si servono per minacciare nemici e alleati alla stessa maniera.

    Sotto lo scudo degli S400 dunque la pace diviene non solo una opzione, ma quasi un obbligo, così come la sola presenza della aquila imperiale bastava a condurre gli animi più esagitati a più miti consigli.

    Ma ovviamente il solo deterrente militare non è sufficiente e Putin come Augusto si fa garante del diritto delle nazioni e perno della prosperità per tutti coloro che volontariamente aderiscono alla sua offerta di cooperazione abbandonando la condizione di barbarie e caos.


  12. Visto che Israele e USA hanno lasciato l’Unesco (che é una delle maggiori istituzioni del mondialismo), come fanno queste 2 nazioni a stare dietro al globalismo del NWO ? Secondo me c’é chiaramente qualcosa che non quadra nel paradigma che vuole che il criptogoverno mondiale sia di stampo anglo-sionista.
    Il criptogoverno mondiale va a maggior ragione ricercato nell’asse UE-Cina.

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