In Europa bisogna stare con Renzi, o italioti

Un giornalista idiota ha goduto pubblicamente, sul suo giornale, di come la Merkel ha umiliato e deriso Matteo Renzi “il parolaio”. Mettendone in rilievo il fatto che Renzi in Europa non conta nulla, non lo invitano ai pre-vertici, ci minacciano di infrazione europea perché non abbiamo preso le impronte ai clandestini, eccetera.

Ora, lo so che sono prediche inutili. Ma se in Europa Renzi non conta nulla, è colpa di noi italioti. Non è Renzi; è l’Italia a non contare

Dura poco il nostro No (s'è seccato  Linkevicius)

1° dicembre: “No a intervento militare senza strategia. Lo dice il premier Matteo Renzi parlando della minaccia dell’ISIS”. 6 dicembre: “Renzi: non rincorro i bombardamenti altrui. Quattro anni di guerra civile in Libia dimostrano che non fu una scelta felice».

15 dicembre: “450 soldati italiani a difesa della diga di Mossul – Renzi: insieme agli americani La città è una delle roccaforti dell’ISIS”. Ma la diga è daneggiata e “il gruppo Trevi ha vinto la commessa, del valore di oltre

Buon Natale, Vladimr  Vladimirovic

Chissà cosa regalerà per Natale Vladimir Putin quest’anno. L’anno passato fece giungere ai governatori regionali tre libri da meditare, e su cui aveva evidentemente meditato lui: La filosofia della Ineguaglianza del grande Nikolai Berdjaev, la Giustificazione del Bene del grandissimo Vladimir Solovev (1853-1900), e I nostri compiti di Ivan Ilyn (1883-1954). Lo sappiamo perché Foreign Affairs, la rivista del Council on Foreign Relations, vi dedicò un articolo fremente di rabbia soprattutto contro l’ultimo autore: “Il posto dove lasciare Ilyn era

Front National: come previsto, ma con una speranza

Maggioranza in 6 regioni al primo turno, primo partito di Francia con il 30 % dei voti espressi; al secondo turno, al governo in nessuna regione, sconfitta schiacciante. E’ la democrazia francese, tutto come previsto.

bhl festante

Bernard Henry Lévi twitta esultante: “Il FN non avrà alcuna regione. Nessuna. La Francia repubblicana trionfa”. A buon diritto. Ha funzionato ancora una volta il cosiddetto “giuramento” – risalente al 1986 – davanti al B’Nai B’rith dei due partiti maggiori, gaullisti e socialisti. “Nessuna alleanza

Erdogan   ordina i  saccheggi dell'IS  in Siria?

Ad Aleppo, il governo turco ha contribuito al saccheggio della struttura industriale. Esperti turchi erano a fianco dei jihadisti ad indicare quali macchinari trasportare in Turchia”: l’accusatore è Farés el-Chehabi, imprenditore di Aleppo, presidente della Camera di Commercio e Industria di Siria; ed è un sunnita, non un alawita. Riuscito a tornare dopo quattro anni nella zona liberata dove aveva delle fabbriche, ne ha constatato  il saccheggio. E lo ha detto in un’intervista a L’Orient Le Jour, il più

Sono quasi contento. Tutto ciò sta per finire. Buon Giubileo.

Bergoglio: ‘Misericordia va anteposta al giudizio‘. Da un punto di vista morale, sacramentale ed escatologico, questa è apostasia”. Così mi scrive dal letto del suo male l’amico Siro Mazza con un SMS fulminante.

Così, mi obbliga a parlare, mentre sono ammutolito. La verità cattolica, calpestata ogni giorno da Bergoglio fra gli applausi del Mondo, è evidente. Ma ripugna parlarne per molti motivi: non ultimo, l’ignoranza della dottrina cattolica nei credenti, per non dire lo spregio in cui è tenuta

UE: come si decidono le sanzioni alla Russia.  Renzi non ostante.

Prima di tutto una correzione al troppo esultante titolo ““L’Italia blocca l’estensione delle sanzioni UE alla Russia”.

In realtà, l’Italia è uno dei cinque stati che al vertice di Antalya, a metà novembre, al margine del G20 e sui ordine degli Usa, ha votato il prolungamento delle sanzioni alla Russia – insieme a Germania e Francia e Spagna. Anzi, il prolungamento delle sanzioni era stato deciso già molti mesi prima in sedi riservatissime, nemmeno dai governi europei, se il 3

“L'Italia blocca l'estensione delle sanzioni UE alla Russia”

Almeno, questo è il titolo del Deutsche Wirtschafts Nachrichten. “Sorprendentemente”, continua l’articolo, “mercoledì il governo italiano ha bloccato sul nascere una decisione su una estensione delle sanzioni economiche contro la Russia. ‘Abbiamo chiesto un dibattito sulla questione’, ha detto un portavoce della rappresentanza italiana a Bruxelles. In realtà, era inteso che mercoledì gli ambasciatori dei 28 paesi membri della Ue dovessero prendere una decisione senza ulteriore dibattito, dopo che gli occidentali avevano già approvato una risoluzione il mese scorso a