Nuovi milioni di disoccupati in vista: siamo pronti?

I media hanno finalmente scoperto che 62 ricchi hanno la ricchezza della metà dell’altra popolazione del mondo. Grazie ad Oxfam, la ong inglese, possono pubblicare dati come se fossero una sorpresa. 7 milioni di italiani, l’11,5% della popolazione, vivono in “grave deprivazione materiale”, e nel 2004 erano solo, si fa per dire, il 6,4 per cento: è stato quasi un raddoppio. Il numero di quelli che, pur avendo un lavoro, sono poveri, è parimenti cresciuti: dall’8,9 all’11per cento. Nel complesso 22 italiani su cento sono miseri, e il loro numero è aumentato-   Nello stesso periodo, è triplicato il numero dei miliardari in Italia: erano 13 nel 2004, sono 39 oggi a possedere almeno mille milioni di euro. Ciò mentre il paese ha perso il 25 % delle attività economiche a cominciare dall’entrata nell’euro e poi nella grande depressione dal 2008.

La politica dei governi ha solo aggravato le disuguaglianze. Se questi sono stati l’effetto generale del capitalismo globalizzato in tutto il mondo, la particolarità italiana sta nel fatto che è il paese peggio governato dalla UE. E non date la colpa (solo) ai governi; è la Casta multiforme e parassitaria, esemplificata da direttori generali di ministeri con stipendi pari a quello del presidente Usa, o apparati regionali criminosi, che si sono pagate profumatamente per la mancata distribuzione, l’incompetenza, il saccheggio dei produttori.

Fra le cose che non si sottolineano abbastanza, c’è la rivelazione che questa disparità estrema della ricchezza costa 7 punti di Pil: la celebrata “efficienza” del capitalismo senza freni è una reale e concreta palla al piede dell’economia.

Il punto che noi siamo arrivati con questa condizione sociale nel secondo avvitamento della recessione innescata nel 2008 coi subprime americani. Il crollo delle banche italiane, che fa’ stupidamente godere quelli che “il papà della Boschi si è fatto consigliare da Carboni” ( la Massoneria governa le banche toscane dai tempi in cui i Savoia cacciarono il Granduca; mazziniani come Augusto Duchoqué furono al centro del cosiddetto “trasformismo creditizio” a capo della Banca Nazionale Toscana, e al patriota Giacomo Alvisi, con le sue Banche del Popolo social-mazziniane, dobbiamo la prima bolla in cui lasciarono le penne i lavoratori toscani rossi, che ci avevano creduto: niente di nuovo sotto il sole), dicevo la fuga degli “investitori” dalle banche toscane e dai loro titoli a interessi quasi zero, che ha messo a nudo i 200 miliardi di crediti marci del sistema bancario italiano, sono solo la risacca locale del crollo globale in corso.

Nelle prime due settimane del 2016 sono collassate le azioni di Wall Street, collassati i mercati cinesi; si inabissano gli emergenti, precipitano le borse dei petrolieri arabi, cade la Russia in un attimo. Cadono anche i mercati dove le banche centrali pompano liquidità a perdifiato, o dove impongono interessi negativi per i depositi; misure del tutto inefficaci nella colossale tempesta perfetta innescata.

In Usa, la menzogna della ripresa non regge più, e i titoli crollano. “La menzogna consensuale è svanita, qualcosa di grosso è cambiato”; avverte l’analista Wolf Richter. “E’ arrivato il mostro della deflazione, è davvero arrabbiato”, annuncia Chris Martenson, un altro.

Svanita la menzogna “consensuale”, gli operatori Usa scoprono per esempio che le azioni Intel (i microchip)son cadute di oltre il 9% in un colpo; ma come, anche la grande sofisticata industria avanzatissima? La realtà è che il business del digitale è nel pantano. -16% le vendite di PC. Basta dire che a Taiwan – la centrale dell’industria, dove si fabbricano e progettano semiconduttori del mondo intero – ha oggi una disoccupazione al 12 per cento, pari a quella italiana.

Cosa è successo? Quello che il capitalismo fa’ succedere in modo ricorrente, se lasciato agire liberamente: il 1929. La grande depressione, a deflazione maligna. Il motivo è spiegato da una tabella. Riguarda gli Stati Uniti? No, il mondo intero:

Il debito è cresciuto il doppio del Pil
Il debito è cresciuto il doppio del Pil

 

La finanza, mentre toglieva potere d’acquisto ai salari, ha finanziato la “crescita” indebitando i salariati, gli imprenditori, gli stati, il mondo. Risultato: il debito è salito del doppio rispetto alla crescita del Pil. E’ facile capire che se tu prendi prestiti per il doppio dei tuoi guadagni, finisci presto a far la fila alle mense Caritas.

 

E’ la grande ricaduta, come nel ‘37

I segnali c’erano, e da anni: il calo tremendo dei traffici marittimi segnalati da Baltic Dry Index. Da molto temo la Cina ha preso a “esportare deflazione” nel mondo, svendendo la sua sovrapproduzione, poniamo, di alluminio e acciaio che le sue industrie non assorbono più, e cessando di comprare rame come prima,facendone calare il prezzo. Ma non basta: un giorno gli storici del futuro (se ci sarà un futuro) si domanderanno per quale malvagia idiozia le grandi potenze, tutte insieme – in un clima mondiale di per sé deflattivo da fine del ciclo del debito- si sono messe ad applicare attive politiche per aggravare la deflazione. La monarchia saudita guidando con la sovrapproduzione follemente volontaria,

il calo storico del prezzo del greggio, da 100 a 28 dollari, per distruggere lo shale americano, mettere in difficoltà i russi e contrastare il concorrente-nemico Iran. Washington che sceglie proprio questo momento per far tornare l’Iran all’onore del mondo,   in cui gli ayatollah non vedono l’ora di rovesciare milioni di barili del loro greggio, deprimendone i prezzi a livelli che un giorno saranno considerati suicidi. Non bastasse, gli Usa  hanno provocato il caos in una parte notevole del mondo, che ha cessato di essere un “mercato” di consumo o luogo di attrazione del turismo; hanno imposto (all’Europa) sanzioni alla Russia che provocano recessione a questa e a quella, con riduzione di consumi. La Unione Europea a guida germanica ha dato il suo decisivo contributo alla deflazione imponendo austerità, il pareggio di bilancio degli stati, il rientro dai debiti, taglio dei salari come unica via per riacquistare competitività mondiale. La cancelliera Merkel passerà alla storia (se ci sarà una storia) come quella che ricalcò le orme del cancelliere Heinrich Bruening, che nel 1930 “curò” la crisi economica (nata dall’America, 1929) e la disoccupazione galoppante con fori riduzioni delle spese dello stato, aumento dei dazi doganali, tagli ai sussidi di disoccupazione (“così quei fannulloni si metteranno a lavorare”) e, nel ’31, “decretò una riduzione generale dei salari, che furono tagliati del 15%” per rendere più competitivi i lavoratori. A quel punto, non-lavoratori: sette milioni di salariati, un terzo della forza produttiva di allora, aveva perso il lavoro, perché le loro industrie, aggravate da costi incomprimibili (leggi: gli interessi sui debiti contratti con la finanza, tasse, ammortamenti ed affitti) cessarono di pagare i debiti, e anche le banche fallirono con loro.

Poi, venne Hitler e il risanamento dell’economia con i metodi creativi del banchiere Schacht, ariano d’onore.   Per gli americani, la politica di Roosevelt fallì nel 1937, quando –come oggi – un piccolo tentativo della Fed di alzare i tassi (l’occupazione era un poco migliorata) provocò   un nuovo collasso più tragico del ’29 dei mercati azionari (il Dow Jones crollò del 46%!), una nuova recessione, fallimenti a catena di imprese, e i disoccupati aumentarono dal 14 a quasi 20%.

Nel 1937 il Dow Jones crollò, come oggi
Nel 1937 il Dow Jones crollò, come oggi

La crisi che si apre è molto più grave (allora la Cina non esisteva come mercato né produttore ed esportatore di disordine finanziario), e di lunga durata, perché stavolta nessun dittatore “populista” potrà prendere il potere ad imbavagliare la finanza speculativa e il Bruening del nostro tempo; sicché anche noi   avremo altri milioni di disoccupati. Che si andranno ad aggiungere a quelli rimasti sul lastrico dalla crisi del 2008 debitamente aggravata dalle ricette di austerità diligentemente applicate da Monti e Bersani per conto di Bruxelles e di Draghi, e mai riassorbiti – in un paese che ha il tasso di inattività più alto d’Europa. Quanti saranno, anzi saremo? Da 3,5 milioni a 6? Dal 12,4 al 22 per cento della Spagna, al 25% della Grecia? Difficile dirlo.

Teniamo, nel delineare il nostro scenario, che vivono qui 5 milioni di stranieri – che si sentono stranieri, se non estranei e nemici – che finiranno in disoccupazione, ed occuperanno le strade ed i centri di aiuto e provvidenze. Teniamo conto che la depressione globale aggraverà anche le zone del mondod a cui già provengono a milioni i clandestini e i profughi: quanti milioni in più scenderanno nelle nostre coste, si presenteranno ai confini, premeranno per entrare? Saranno disarmati o no? Chi darà l’ordine alla nostre forze armate di sparare? (e quali forze armate?)

Intravvedo uno scenario in cui bisognerà andare a far la spesa al supermercato in convoglio e scorta armata, perché altrimenti centinaia di affamati per le strade ci rapineranno il cibo dal carrello. Le vecchiette che si avventurano da sole dal panettiere si vedranno portar via il borsellino da grossi senegalesi o cosiddetti siriani, o anche da italiani troppo a lungo senza lavoro né speranza di averne mai uno; ai semafori le portiere delle auto verranno aperte da mendicanti minacciosi di tutti i colori.

Esagero?

E’ lo scenario che ha in mente il capo dell’esercito elvetico, generale Andé Blattmann, quando qualche giorno fa ha confidato: “…Le prospettive economiche sono cupe, si assiste a sbarchi imprevisti di flussi migratori di massa. Impossibile non stupirsene. Così, da una parte, alla crisi si aggiunge maggiore concorrenza sul mercato del lavoro, dall’altra dobbiamo sobbarcarci i costi degli aiuti. Inoltre, non si possono escludere disordini sociali; il vocabolario si fa pericolosamente aggressivo».  Per concludere: «Dobbiamo prepararci a conflitti, crisi e catastrofi». Per questo, la Svizzera ha pensato bene di riattrezzare il proprio esercito, «pronto a combattere per il Paese e per la nostra gente”. Gli svizzeri si difenderanno. E noi?

 

 

11 commenti


  1. Non vorrei che questi flussi di migranti servano per formare un nuovo esercito dei bande per sconvolgere l’Europa e decimare gli autoctoni, per dare compimento all’ancestrale progetto paneuropeo.
    Mi chiedo: come mai la maggiranza(90%?) di loro sono uomini giovani?

  2. luigiza

    Intravvedo uno scenario in cui bisognerà andare a far la spesa al supermercato in convoglio e scorta armata,..

    Sarà inutile andarci perchè gli scaffali saranno vuoti, ma non perchè saccheggiati ma perchè nessun fornitore e produttore sarà così stupido da consegnare merce, in particolare alimentari, che non sarà pagata.

    Chissà perchè é così difficile da capire che anche un agricoltore é una azienda e che cesserà di produrre per altri quando non avrà più convenienza a farlo.

  3. Apollineo

    Be, cari disoccupati attuali e futuri, stanno approvando la legge sulle Unioni civili; visto? Qualcuno pensa a voi, lassù, a Montecitorio. Il vero problema per quei signori è…dichiarare legali le unioni di due gay, come se ora fossero illegali. Come se ci fosse una qualche forma di polizia da stato etico che si intromette nelle relazioni privati. ** Altra notizia di queste ore: pare che gli U.S.A. abbiano aperto un file sui finanziamenti ai partiti euroscettici, come Lega e Front National (Le Pen), da parte dei Russi. Si apre un procedimento per dichiarare semi-illegali le opposizioni al sistema? Speriamo che non ci sia il crollo della Russia a causa del basso prezzo del petrolio.

    1. Piero61

      salve
      a proposito di gay (o presunti tali) oggi i media avranno di che sfogarsi e drogarci di belinate; ieri sera, durante la partita di Coppa Italia Napoli-Inter, l’allenatore del Napoli (Sarri) in un momento di eccessiva foga, compresibile durante una agone sportivo, ha dato del “frocio finocchio” all’allenatore dell’Inter (Mancini) il quale avrebbe risposto: sono orgoglioso di esserlo…
      Mi immagino oggi tutti i tg e talkshow che saranno improntati sul : dagli a Sarri l’omofobo…
      saluti
      Piero e famiglia

  4. rino

    Scenari cupi si prospettano per i mortali.
    Cupi per noi.
    Coloro i quali hanno stretto un patto col diavolo già si stanno leccando i baffi. Sappiamo tutti, infatti, com’è andata a finire la seconda guerra mondiale, chi e come ha governato fino ad oggi!


  5. E’ l’europa che che doveva farci diventare tutti ricchi e lavorare un giorno in meno alla settimana.L’euro la valuta più forte del mondo dove tutto sarebbe costato meno.Avremmo dovuto essere il mercato più potente del mondo,il più ricco,la disoccupazione doveva essere quasi debellata ecc ecc.Insomma tutte fantasie che un idiota come Prodi ci ha fatto credere,truccando i conti per farci entrare nell’euro facendo pagare anche una super tassa ai poveri italiani rincretiniti dalla propaganda e dalle tv,e così siamo arrivati a questo punto ringraziando anche i sindacati ladri e complici assieme ai giudici e giornalisti disonesti.


  6. Come al solito;) Blondet, dice tante cose assieme, del resto non vedo come dargli torto visto che ci sono.
    Per prima cosa, occorre comprendere che dove siamo arrivati e dove sperano che noi ci arriveremo, era già stato progettato a tavolino dagli usa e dalla cia.
    Negli anni 50/60 come è emerso dagli archivi desecretati, si è accertato che tali organismi che allora si chiamavano oss, poi diventata CIA, con l’ausilio e il finanziamento dei soliti banchieri e dei massoni posero le basi per arrivare prima alla CECA, poi successivamente anche con l’ausilio di “collaboratori” in tutte le nazioni europee, tra cui spiccano in Italia De Gasperi, poi Spinelli e per finire Prodi.
    Inutile dire, che vi sono anche in Italia altre personalità che collaborano alla riuscita del disastro economico e sociale, cui Blondet ne parla.
    Ma la domanda che sarebbe da porsi è a cui prodest?
    Beh, credo che lo abbiamo sotto gli occhi , sempre per chi li ha, ovvero hanno operato perchè il processo di unificazione aveva lo scopo di creare un’europa in perenne crisi e subordinata agli Usa.
    Ovviamente la moneta, è parte fondante dell’operazione che definirei di distruzione degli stati sotto tutti gli aspetti.
    Altra situazione che, mi sembra giusto far osservare, riguarda il fatto che, sempre per raggiungere il NWO, perché di questo si tratta, viene utilizzata l’europa come testa di ponte per aggredire la Russia e poi la Cina… Vi ricorda qualche cosa?
    Ma concentriamoci su quello che viene chiamato se non sbaglio, creazione di un problema fatto ad arte, e subito dopo presentare la risoluzione.
    E quale è il problema, “il problema è creare ad arte una depressione globale, per poi presentarsi come chi ha la risposta e i mezzi per risolvere il problema.
    Cioè la creazione di una moneta, internazionale governata dal FMI, e dalla Banca dei Regolamenti internazionali “BRI” che di fatto diventerebbe l’unica moneta esistente…. ovvio che a questo punto chi comanda sono loro.
    Il fatto che stiamo arrivando quasi alla guerra civile, ha dei padri ben conosciuti, o meglio… dei servi delle stesse.


  7. Il piano Kalergi, da oltre mezzo secolo opera per preparare le invasioni di massa di in europa a cui stiamo assistendo, allo scopo di abbattere la sovranità delle nazioni, distruggere i popoli europei e giungere ad una razza meticcia, più facilmente controllabile.
    Chi pensava che fosse solo una boutade di complottisti d’antan, farebbe bene a ricredersi. E rabbrividiscano al fatto che sia la Merkel che il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, sono stati insigniti del premio il premio europeo Coudenhove-Kalergi rispettivamente nel 2010 e nel 2012, per essersi distinti nel “piano di integrazione” che oggi sta dando i risultati sotto gli occhi di tutti, dove si creano guerre ad hoc, per spostare milioni di profughi in fuga da inviare in Europa, da usare come armi umane per la destabilizzazione del continente europeo.


  8. Ai bei tempi la disoccupazione non c’era, perché i figli proseguivano i mestieri dei padri. L’istruzione pubblica di massa non può essere all’altezza, nel qualificare, di un padre il quale insegni il proprio mestiere al figlio.

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