MANIFESTAZIONI COPERTE DAI MEDIA. E ALTRE NON COPERTE.

I media di tutto il  libero occidente erano lì quando Navalny s’è fatto arrestare in favore di telecamere, hanno riportato la sua frase storica (“Un giorno processeremo voi”) e si è preso 15 giorni – tremendi, una Guantanamo russa! – per manifestazione non autorizzata. Navalny, che riscuote  l’1 per  cento nei sondaggi pre-elettorali,   è pagato – per stessa  ammissione dell’organizzazione – dalla National Endowment for Democracy, un’organizzazione non-governativa , tanto non-governativa che fu fondata a Ronald Reagan, diretta all’inizio del segretario  di Stato Henry Kissinger,  ed è attualmente  finanziata  dal Congresso degli Stati  Uniti – al solo scopo di diffondere nel mondo la “democrazia di mercato” (sic).

Insomma è la solita rivoluzione colorata. Per i media occidentali “milioni di persone sono scese in piazza”!

https://twitter.com/ReaganBattalion/status/846210317403246593

 

Erano ottomila a Mosca,  megalopoli di 20 milioni di abitanti. A San Pietroburgo, abbiano una foto:

 

 

 

 

 

 

C’erano molto studenti. Alcuni dei fermati hanno detto che Navalny aveva promesso loro 10 euro se venivano arrestati. “In tanti con in mano paperelle di plastica o scarpe di tennis al collo. Un riferimento all’inchiesta pubblicata dall’oppositore che, a partire da una foto del premier Medvedev con ai piedi un paio di calzature sportive, era arrivata a individuare un impero immobiliare costruito grazie a una rete corrotta”,  scrive l’Espresso, che ha mandato un inviato. Per BBC le paperelle gialle alludevano ad uno dei lussi da Creso di Medvedev, che avrebbe un allevamento di papere in una delle sue ville miliardarie.

Mosca 2017

In realtà, la papera gialla sembra un altro simbolo di rivoluzioni colorate  firmate US o Soros.

La si è vista nel 2015  a Belgrado, portata da  manifestanti contro un progetto governativo di sviluppo immobiliare lungo il fiume Sava:

Belgrado 2015

 

 

 

 

 

 

 

Ma soprattutto la si è vista  in Brasile nel 2016, elevata a simbolo dalle gigantesche manifestazioni che hanno fatto cadere il governo (legittimo) di Dilma Roussef, su accuse di corruzione –  agitate dai grandi media brasiliani, da associazioni di ‘cittadini’ come Vem Pra Rua (Scendiamo in Strada), e  Free Brazil Movement, finanziati dai soliti noti: National Endowment for Democracy, Us Agency for International Development (USAID) e lo Open Society Institute  di Soros.


Contro Dilma Roussef, Brasile 2016.

 

 

Probabilmente il   vecchio simbolo del pugno chiuso, marchio di fabbrica di Gene Sharp e di Otpor, è ormai troppo conosciuto e sinistro come https://it.wikipedia.org/wiki/Gene_Sharp firma delle rivoluzioni colorate.

 

Il simbolo   pugno chiuso tuttavia è apparso nelle manifestazioni, molto più pericolose, in Bielorussia.  Qui dal 6 marzo si è tentata una vera e propria  “Maidan”, sventata dalla polizia (di obbedienza e formazione  moscovita) con diverse centinaia di arresti. E con un uso speciale dei media: il 6 marzo, la tv di Stato ha mandato in onda un servizio speciale, “Telefonata a  un amico”, in cui – fra l’altro – si ascoltavano due degli  organizzatori della protesta  che litigavano al telefono sulla loro rispettiva presa sul gregge dei dimostranti e sui loro finanziatori esteri.  Fu una rivelazione, anche del fatto che la polizia conosceva tutte le mosse e le intenzioni dei rivoluzionari.

https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://thesaker.is/belarus-march-2017-sitrep/&prev=search

Secondo il regime, infatti, alcuni degli arrestati hanno rivelato che  la manifestazione degli anti-governativi in piazza avrebbe dovuto essere aggredita da “manifestanti filo-russi”, preparato ad uccidere; morti e feriti erano programmati  fa polizia e manifestanti, come nella Maidan ucraina (dove furono colpiti da cecchini armati di fucili NATO, addestrati dalla Polonia). Lukashenko, l’uomo forte della Bielorussia, ha accusato infatti Polonia, Ucraina e Estonia  di complicità nella trama.

Soprattutto, la polizia ha fatto irruzione in un campo paramilitare presso Bobruisk, chiamato Patriota.  Gli addestratori sono risultati ex militari ed ex ufficiali di polizia; diversi di loro, noti come membri della Legione Bianca, un gruppo neonazi già smantellato, perché trovato in possesso di armi, granate, carabine e fucili d’assalto americani M16.  L’analogia col Pravi Sektor e il battaglione Azov ucraini sono evidenti.

https://russian.rt.com/ussr/news/371148-belorussiya-zaderzhanie-ekstremist

I disordini avrebbero dovuto raggiungere il culmine il 17 marzo,   in occasione della visita ufficiale della commissione del Fondo Monetario in Bielorussia.

Ma ci sono anche manifestazioni anti-regime che i media non coprono. Eppure in  quelle, sì,  ci sono milioni di persone:

Un milione,su 17 milioni di abitanti, sono scese in piazza nello Yemen del Sud  per dichiarare l’unità della nazione contro l’Arabia Saudita, gli Emirati, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna che   strazia la popolazione da due anni e la strafacendo morie – di uranio impoverito e di fame.

 

The picture shows yesterday’s rally in Sanaa,Yemen where up to 1 million people. 

Sotto, il video da un drone:

 

 

 

 


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10 commenti

  1. lady Dodi

    Oggi al TG 3 si sono degnati di dirci dello Yemen. Sempre fra una puntata e l’altra della fiction “Le mie prigioni” di Silvio Navalny.

  2. learco

    A proposito delle vere sospensioni di democrazia attuate dal personale di servizio dei grandi banchieri occidentali:

    “In Italia, annotò Amnesty, in quei giorni (quelli del G8 di Genova) ci fu “la più grande sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda Guerra Mondiale”. “Una intera generazione venne buttata a mare”, scrisse con tristezza il sociologo Marco Revelli.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/unintera-gioventu-buttata-nel-mare/

  3. learco

    “…. l’organizzatore della protesta moscovita, Aleksej Navalny non è solo un proteiforme quanto inconsistente oppositore di Putin, è nei fatti un agente occidentale. Questo “agitatore politico – finanziario” misteriosa e ambigua definizione data da Time è venuto fuori praticamente dal nulla nel 2005, appena tornato, guarda i casi della vita, dall’Università di Yale, organizzando una sorta di campagna anti corruzione per la quale non ha nessun titolo visto che nel 2013 è stato arrestato per appropriazione indebita di mezzo milione di dollari finendo ai domiciliari, cosa davvero insolita in Russia, mentre l’anno dopo ha subito una condanna per truffa e riciclaggio.”

    https://ilsimplicissimus2.com/author/ilsimplicissimus2/


  4. Siete meravigliosi …non solo leggo degli ottimi articoli del direttore Blondet …leggo anche i vostri commenti riccchi di informazioni e considerazioni degne di nota…grazie

  5. Catone

    Stamattina, su UnoMattina, parlavano di questo Navalny come se fosse un personaggio pubblico di rilievo. La stessa giornalista che sbiascicava assurdità ha detto che 1 russo su 2 non sa chi sia Navalny. Ma poi sentenzia: “ma la Russia è enorme, nelle regioni sperdute della Russia è normale che non lo conoscano. Ma a Mosca è popolarissimo”.
    Mah, così, a pelle, mi sa che non ne sentiremo più parlare. Serve giusto per la ddiamazione quotidiana della Russia.


  6. tanto si sa che Navalny e robaccia simile è tutta una orchestrazione anglo-sionista (tra l’altro, mi sembra che ne abbia parlato il dr. Blondet, la Russia sta ultimando il suo sistema di pagamenti finanziari internazionali !!!)


  7. Vogliono che tutto il mondo diventi una grande Ucraina, i dati demografici(Onu di Jean Zigler) dicono che in Europa han fatto morire decine di milioni di Slavi senza sparare un colpo solo!
    E cosi’ nel resto del mondo!
    Malthus, ragazzi…ora si chiama Von Hayek…


  8. LA LIBIA 6 ANNI DOPO L’ASSASSINIO DI GHEDDAFI da parte del Nazi-Narco-Sionismo Mondiale, in Italiot-land incarnato dal PD, Re Giorgio e tutti i CRIMINALI ancora al ” GOVERNICCHIO “.
    Quella profezia di Gheddafi in cui diceva:
    «Senza di me gli africani invaderanno in massa l’Europa».
    Era il 15 marzo 2011, quando il colonnello Gheddafi rilasciò l’ultima intervista alla stampa italiana prima di essere catturato e BARBARAMENTE ASSASSINATO OLTRE CHE SODOMIZZATO mentre la lesbica della Histery Clito gioiva con le sue macabre allucinazioni sataniche.
    Un’intervista, per così dire, profetica:
    http://www.ilgiornale.it/news/lultima-intervista-ra-s-far-fine-saddam-no-perch-sono.html


  9. Navalny, poveraccio (ma se l’è andata a cercare) deve darsi da fare se non vuole finire come Nemtsov).
    Avrà compreso che agli occhi dei suoi padroni globalizzatori stava diventando più utile da oppositore morto ammazzato che da vivo!

    Buon per lui quindi che sia finito al fresco per un paio di settimane; lì almeno starà al sicuro per un po’. Fossi Putin, gli fornirei una vera scorta, che lo protegga realmente dai suoi dominus, i quali a loro volta dovrebbero ormai aver capito di aver puntato su un cavallo zoppo….


  10. I bielorussi sono russi bianchi; pur bianchi… quanto si voglia, ma sempre russi sono. Che optino per l’uccidente che proibisce l’uso della lingua russa, che vuole i russi disoccupati ed affamati e che impone la fine delle pensioni ed il gender perverso, non ci credo. Sono già “in bianco” per conto loro, e non vogliono affatto finire sul lastrico, ad opera occidentale, a climi rigidi, come nei tre baltici a molti avviene. La Bielorussia è storicamente parte, integrante, della Russia. Che ci vogliano far credere, improvvisamente, l’opposto, deve stridere, a chi è davanti a stampa e tivvù.

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